Visualizzazione post con etichetta Casini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Casini. Mostra tutti i post

lunedì 24 settembre 2012

Polveroni e Polverini

Confesso di essere stupito. Ci sono stati così tanti ripensamenti fatti dalla Polverini che pensavo che la guerra di logoramento per permettere le sue dimissioni durasse ancora qualche giorno o addirittura settimana. Invece no. Il presidente (ora ex) della Regione issa bandiera bianca e si leva di torno. Se però quest'evento è avvenuto non è stato per mano degli avversari del pidiellino laziale, ma perchè gli udiccini hanno capito, dopo il casino delle Super Cene, che sostenere il PdL è stata una scelta decisamente imbarazzante e, per salvare (fallendo, a mio parere, dato che come prima credo che l'UdC stia alla Politica italiana come la Iena Ridens sta alla Savana) la faccia. Purtroppo una cosa simile rende meno bella questa notizia, evidenziando per l'ennesima volta che il PD da solo non cambia le cose e continua a nascondersi dietro un dito. Certo, l'azione di dimettersi in massa dalla giunta per protesta nei confronti dello scandalo è stata eticamente corretta, e il messaggio che voleva trasmettere era giusto, però non è bastato, e se Casini si fosse per assurdo fatto convincere a rimanere a supportare il presidente della Regione non si sarebbe concluso niente e il PD sarebbe rimasto da solo con il culo per terra. In effetti, ripensando alle origini del mandato polveriniano, con la gran figura di merda delle Liste portate in ritardo, ci si poteva aspettare un finale altrettanto comico e umiliante. Sempre se, ahimè, gli italiani non si siano dimenticati di questo ridicolo evento avvenuto quasi due anni fa.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

martedì 28 agosto 2012

Indiana Bersie e la scoperta dell'acqua calda

Viviamo in un periodo in cui i politici difficilmente riescono a capire qualcosa di ovvio a tal punto di essere cristallino. E siamo così assuefatti a questa situazione che quando questa rarità avviene ci viene quasi da gridare al miracolo. Soprattutto se questo avviene nella mente di un politico che non dice quasi mai nulla di concreto e schierato (se non col Governo, che sia Montiano o Berlusconico). Dall'immagine scelta e da questi indizi apena  scritti penso si capisca che mi riferisco a Pierluigi Bersani. L'ovvietà in questione è la seguente: Casini non è di una forza di centro sinistra. Non è uno scherzo, Bersani ha fatto la deduzione del secolo. Chi poteva comprendere una cosa così misteriosa, così tanto incomprensibile? Forse Pierluigi si è accorto finalmente che Casini in molte occasioni ha fatto il gioco di Berlusconi e che abbandonava quest'ultimo ogni tanto alla ricerca di altri benefattori bisognosi di elettori che potessero portare l'UDC in una squadra di governo, al modico prezzo di qualche leccata di piedi (o di altro)... Fatto sta che Bersani ha finalmente capito che dell'UDC ti puoi fidare solo se hai un deboleper le pugnalate alle spalle e ha espresso la sua opinione di allearsi con Vendola. E nonostante io non sono un grande fan di Vendola non posso che preferirlo anche io agli "Udiccini"...
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

venerdì 20 luglio 2012

L'arte del pugnalare alle spalle

Con l'UDC è impossibile stare tranquilli. Come partito non è in grado di raggiungere, da solo, la percentuale necessaria a governare, e questo ormai lo sa per certo. Proprio per questo gli udiccini continuano ad esistere comportandosi come una sorta di mercenari (o come puttane, se non vi scandalizzate per la similitudine), sperando di ottenere, siglando un'alleanza qualche comoda poltroncina, la possibilità di continuare a sopravvivere,  fare qualche favore ai propri amichetti cattolici e, non ultima, la sensazione illusoria di valere qualcosa politicamente parlando (rimanendo effettivamente poco più di un parassita attaccato alla coalizione di turno) . Ma quando il tempo di vacche grasse sembra volgere al termine e la coalizione supportata si rivela potenzialmente un cavallo zoppo, l'Udiccì prepara i bagagli, si sgancia e si torna alla fase iniziale e, per tentare di mantenere  (fallendo, secondo me) un pizzico di credibilità mordono la mano che fino a poco tempo prima li nutriva, fingendo in modo ridicolo che dell'alleanza appena terminata non ci sia mai stata. Il buon Casini si mette a sparlare di Berlusconi definendolo un venditore di illusioni e affermando che l'UDC, invece, ha capito SUBITO che di Berlusconi non ci si poteva assolutamente fidare. Ma quale subito? Quando ci sono state le elezioni regionali hanno difeso a spada tratta e baciato i piedi della Polverini, supportando la sua candidatura alla Regione Lazio e anni fa nel secondo e nel quarto governo Berlusconi l'UDC era parte della squadra di governo... C'è da ammirare che Casini ha una gran faccia di culo per dirci queste cose, e non fa altro che confermare un'idea che io (e credo molti altri) ho, ovvero che dei cattolici non ti devi fidare, perchè appena le cose vanno un filino male per il tuo governo, stai sicuro che Casini sta già facendo le prove per il comizio in cui dirà che sei un pagano stupratore di criceti e che non si lava.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

venerdì 3 dicembre 2010

Accontentarsi di poco

È comico vedere Casini, a volte anche grottesco. Un cattolico divorziato che parla di coerenza, un adultero fissato con la famiglia per motivi inconoscibili logicamente parlando e un politico che prima parla di patti con i pidiellini e poi gli vota contro. E ora patteggia di nuovo. Pierre stavolta si è dichiarato favorevole ad un'eventuale cambio della guardia che lasci in piedi il governo di maggioranza ma che dia lo scetto non più a Silvio ma a Gianni Letta. Questo almeno a quanto sembra dalle dichiarazioni fatte ad "Otto e Mezzo". Una cosa però è certa. Questo evento ci dice esattamente di quanto Pierre se ne freghi di vincere concretamente con le sue idee sia disposto a rinunciare pur di far cambiare minimamente le cose a suo vantaggio: Berlusconi che lascia il governo vuol dire togliere un personaggio scomodo per la tanto amata e sbandierata morale cattolica e quindi difendere la reputazione della Chiesa (che per quanto sostenga Berlusconi capisce che può essere pericoloso averlo nella "lista amici") facendo bella figura davanti all'elettorato cattolico, fregandosene in tutto ciò del fatto che questo governo sta danneggiando seriamente il paese. Casini dimostra come sempre la sua pessima incoerenza sia padrona di ogni sua scelta e posizione. Non bisogna covare speranza e credere che un partito come l'UdC possa divenire un'entità politica affidabile. Non bisogna riporre fiducia in Casini e sulla sua innata e camaleontica abilità di cambiare bandiera più di una volta all'interno della stessa legislatura. Casini prima sostiene la Polverini e poco dopo chiede le dimissioni di Berlusconi, prima chiede a Berlusconi una fetta e poi gli vota contro. Questa è la fine mente politica di Casini, un informe agglomerato di idee bigotte mischiato a egoismo e mostruosa incoerenza. Odio ripeterlo ma tutto questo non è cambiato e non cambierà mai(o almeno temo) .
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

domenica 21 novembre 2010

Patti cattolici amicizia lunga ( o forse no)


È d'abitudine ormai, che il partito mercenario per eccellenza, ovvero l'UdC cerchi di offrire il suo sostegno per il giusto prezzo. Ed è esilarante, in alcuni casi, come questo, sapere delle condizioni che pone per la sua discutibile e di certo non affidabile lealtà. Pierferdy sembra uno di quei marmocchi capricciosi che è disposto a mangiare la minestrina solo se poi mamma gli compra il gelato (io stesso ammetto di essere appartenuto a tale categoria) e l'ultimo album di figurine dei Gormiti (di questa categoria per fortuna non ne facevo parte) . La zuppa in questione consiste nel fare parte del governo nanesco, in cambio però il fratellino manesco che picchiaCasini (leggasi Bossi) deve essere messo in punizione (vedi allontanarsi dal governo) e mamma-Silvio deve raccontargli le favole ogni notte prima di dormire (leggasi accettare in tutto per tutto i capricci dell'UdC, per quanto riguarda la discriminazione degli omosessuali, difendere la Chiesa da accuse compromettenti quali pedofilia, corruzione, scandali finanziari e altre cose che piacciono così tanto ai cattolici). Tutto questo è tra l'esilarante e l'inquietante. Ora bisogna solo vedere come reagirà il nano più famoso dell'Italia contemporanea, impegnato a contrastare la nuova crisi provocata dalla diserzione di Fini e altri membri ben meno importanti del team come la sua beniamina Carfagnetta...
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

sabato 23 ottobre 2010

La nobiltà della sconfitta




L'esercizio che abbiamo imparato nei primi giorni di scuola elementare era il disegno. Non ricordo esattamente come disegnavo, ma di una cosa ero certo. Se sbagliavo il disegno prendevo la gomma, cancellavo l'errore e riprendevo a disegnare.

Poi, il disegno è diventato solo un modo per raccontare con le immagini quello che con le parole dovevamo scrivere. Di solito si trattava di poesie o filastrocche. E se si sbagliava con le parole? Qualche linea tipo scarabocchio sulla lettera sbagliata e poi si continuava a scrivere.

Man mano che passavano gli anni mi rendevo sempre più conto che sbagliare poteva capitare, ma che meno errori avessi fatto, migliore sarebbe stato il voto da portar a casa.
Chi non ricorda i temi di italiano, scritti prima in brutta copia e poi riscritti in bella, sul foglio da consegnare alla professoressa o al professore?

Ci hanno insegnato che diventare grandi è sinonimo di esperienza e se questa significa commettere meno errori possibili allora si è tanto più grandi.
Non è una legge matematica, ma chi più sbaglia, più impara la lezione e meno volte ricadrà nell'errore già commesso.

Talvolta da grandi crediamo che anche ciò che sia sbagliato, possa - con un minimo di autoconvincimento - ridiventare giusto. Il paragone potrebbe essere simile: debelliamo l'idea di noi stessi come vinti e ci ergiamo a vincitori.
Quella gomma che utilizzavamo per cancellare il contorno un po' goffo di un viso, l'abbiamo rimessa nell'astuccio del nostro ricrederci. Siamo grandi e non abbiamo bisogno di riscrivere, ma di continuare a scrivere.

In particolare noi italiani possediamo l'arte del credere in qualcosa di giusto sapendo che è del tutto sbagliato. L'arte del riprendere dagli armadi pieni di polvere, personaggi macchiati di sangue e dire che è solo una macchia di sugo. L'arte del trasformare il vecchio in nuovo e il nuovo in obsoleto.
Se volgiamo lo sguardo all'Italia non c'è spazio pubblico o privato che non veda visi già visti una ventina di anni fa'. Ma che dico! Anche trent'anni fa'!
Sarebbe bello vedere che questi visi siano di una purezza e di un candore da far invidia anche al più giovane e arrembante Stato del mondo. Peccato che di purezza e di candore non ne vediamo nemmeno uno strascico da più di trent'anni. Vediamo giornalisti che con il solo cambio del marchio di fabbrica ridiventano "ottimi giornalisti" dopo che erano caduti nell'oblio più scuro sotto la tv di regime del nano.
Vediamo politici che avanzavano dichiarazioni di stima e di riconoscenza verso il più grande dittatore sanguinario italiano e che da un mattino all'altro, solo per aver avanzato battaglia dura contro il nano sono innalzati al più alto gradino del governo di questo Paese.
Imprenditori che per essersi fregiati dei nomi di fabbrica più maestosi al mondo, sono i possibili futuri candidati alle prossime elezioni politiche, senza vedere che il conflitto di interessi in capo a questi, rimane il nodo più grande di questo Paese, più grande anche delle imprese che gestiscono.

Non è il trionfo del fallimento. Per il bene di questo Paese bisogna dichiarare che trent'anni di storia sono da riscrivere e che continuare a scrivere aumenta l'agonia di chi legge il racconto, impoverisce il racconto stesso di dettagli e colpi di scena che possono far vincere allo scrittore il premio di storia più originale e riuscita.

Negli Stati Uniti il numero delle donne in finanza, economia e politica, è salito dallo scoppio della crisi del credito. Stanno ripulendo il caos creato dai colleghi maschi durante gli ultimi vent'anni.
Ammettere di aver sbagliato costruisce quello che alla fine saremo. Una società senza cambiamenti vive di favole, senza potersi immaginare realmente.


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

mercoledì 29 settembre 2010

Lo scisma del Meridione


La cosa buffa dell'elettorato cattolico è la sua abilità innata nel dimostrare quasi constantemente la propria totale inaffidabilità. Pe l'ennesima volta si vede come sia semplice per tali capricciosi individui cambiare bandiera e mandare in vacca i progetti delle vari fazioni e fazionette di Sinistra e Destra: come si preannunciava da un po di tempo la frangia meridionale ha deciso di ribellarsi a Casini a favore del Cavaliere, formando di conseguenza l'ennesimo partitino-vassallo di Silvio, chiamato "Popolari per l’Italia di domani". Episodi come questo dovrebbero allertare ogni partito che non conviene scendere a patti con l'Udiccì, dato che persino loro stessi (vedi Pierferdy) appena fanno una decisione si torvano un pugnale conficcato nella schiena. Pugnale cattolico per giunta. Doppiamente velenoso. Una cosa divertente dei cattolici è che predicano tanto l'operato di Gesù ma alla fine hanno il modus operandi più redditizio, ovvero quello di Giuda Iscariota. Solo che almeno quest'ultimo dopo la faccenda dei 30 denari ha avuto grazie l'idea di togliersi dalle palle con un cappio per il rimorso. Invece no. Udiccì e compagnia bella dopo il tradimento se ne fregano di qualsiasi scrupolo possibile e continuano a vivere nella scena politica con la speranza di potere guadagnare altri 30 denari in un'alleanza vantaggiosa per le loro tasche.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

lunedì 13 settembre 2010

Unione disunita

All'interno dell'UdC vi è malcontento e una parte, più precisamente quella formata dagli elettori siciliani, si distanzia dalle idee di Casini, a favore di un avvicinamento al Nano arcoriano. Non mi sorprende per niente. Come spesso sostengo l'elettorato cattolico è simile ad una compagnia di mercenari come quelle del Medioevo o del rinascimento (o se volete come esempio una professione più in voga ai giorni nostri e ugualmente adeguata al paragone con l'UDC, una puttana): in cambio di favori si è disposti a cambiare bandiera basta si segua solamente il proprio tornaconto personale. E dico così perchè se i Siciliani dell'Udiccì sostengono il cavaliere non è certo per fervore cattolico dato che è un divorziato (prima cosa condannabile dal credo cattolico) e per giunta adultero (condannabile dal cattolicesimo e anche da altre culture), ma perchè questi separatisti sono ancora sicuri che Berlusconi può dare qualcosa per loro in cambio del loro inaffidabile sostegno.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

martedì 2 marzo 2010

Le ultime parole famose



(nella foto la Polverini cerca di trattenere un peto durante un comizio) Forse ho aspettato troppo a dire la mia su questo evento ma era una di quelle notizie a cui uno stenta a crederci e quindi pensavo di essere troppo precipitoso ed essere di conseguenza deriso, ma ora che sono sicuro di quel che è successo posso scrivere tranquillamente! Chiunque viva a Roma (e forse nell'intero Lazio) sa che Casini sostiene apertamente la Polverini e in queste elezioni hanno fatto capolino vari manifesti con impresso il suo faccione e con scritto "sosteniamo solo i migliori". Probabilmente tale slogan è stato messo senza che Pierferdy si informasse per bene sulla sua nuova alleata. Intanto perchè secondo me i cattolici-sgualdrinelle dell'UDC per coerenza non dovrebbero sostenere la Renata perchè è un abortista ed è favorevole alle unioni gay, ma si sa una delle colonne portanti dell'ideologia dei politici cattolici è il trasformismo e il conseguente "chiudere un occhio" se il gioco vale la candela. E poi dubito che Casini riscriverebbe il sopra citato slogan dopo quello che è successo alla lista PdL della Polverini. Sicuramente, se lei dopo questa boiata vincesse avrebbe comunque parecchi svantaggi dato che l'elitè della sua squadra è stata tolta di mezzo grazie a un autogoal. Poi, tornando allo squallido autogoal in questione, potrebbe succedere il miracolo, ovvero che i laziali si accorgono che la candidata ha dimostrato apertamente la sua incompetenza e che quindi vertono su candidati diversi o addirittura si astengono completamente dal voto! Ma la cosa più esilarante è stata quella di uscire e leggere i manifesti scritti dopo l'esclusione della lista PdL, con espressioni indignatissime come "ci impediscono di votare" o "ci tolgono la libertà", quando tutto l'errore è nato per incompetenza dei candidati, e non dello stato! I miei pronostici quindi si fanno meno pessimisti di prima, e speriamo non cambino...

Ti piace l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

sabato 26 settembre 2009

Sinergia


Secondo Maroni “Non c’è mai stato un periodo migliore di questo contro la mafia”. Non ha tutti torti, dato che oggigiorno mafia e governo lavorano fianco a fianco ora sono pappa e ciccia...
--------------------------------------------------------------------------
La Carfagna querela la Repubblica per aver riportato le dichiarazioni di Sabina Guzzanti sulla presunta(poco presunta e secondo me più che vera) vicenda dei favori sotto la scrivania di Berlusconi. Ma non querela il Foglio e a Paolo Guzzanti. Cosa si fa per seguire il proprio mentore...
--------------------------------------------------------------------------
Il giornale titola un articolo "Casini sogna il partito del buonsenso. Fantastico, quindi Casini ha deciso di dimettersi?
--------------------------------------------------------------------------
È uscito da qualche giorno il filmone "District 9", che parla di alcuni alieni relegati in una specie di lager in Sudafrica per tenerli lontani dalla popolazione. Secondo me il regista per ispirarsi ha visto la situazione in Italia degli extracomunitari...

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!