Visualizzazione post con etichetta Obama. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Obama. Mostra tutti i post

lunedì 13 maggio 2013

Richiami all'ordine

Per quanto Obama non sia l'eroe che tutti speravamo nell'ormai lontano 2008, ogni tanto dice qualcosa che condivido. La Gran Bretagna, come ben si sa e come ho già detto in precedenza snobba l'Europa, ma allo stesso tempo non ha le palle per mandarla definitvamente a quel paese, preferendo invece criticarla oppure a temporeggiare. L'Inghilterra è un po' come il ricco ereditiero che aspetta che paparino, l'Europa, tiri le cuoia per arricchirsi al meglio. E ora torniamo al buon Obama, il caro presidente ha detto la sua dicendo "Credo che la partecipazione britannica nell'Unione europea sia espressione della sua influenza e del suo ruolo nel mondo". Secondo me il significato di questa espressione è il che l'idea di lasciare l'Unione Europea abbandonandola ad un ipotetico sgradevole destino sia una cosa da stronzi. Sarà una libera ed estrema interpretazione, ma se è come penso io, Grande Barack!

venerdì 9 novembre 2012

Radicalmente cannaroli

Ci sono volte in cui, nella politica italiana di oggi, non è soltanto il PD a mettermi in imbarazzo. A volte ci si mettono anche loro. I Radicali.  Basti ricordare la volta in cui Pannella è stato fischiato e insultato, un anno fa alla manifestazione degli Indignados a Roma, per aver permesso a Berlusconi di farsi dare l'ennesima fiducia votando contro quando l'intero schieramento di centro sinistra aveva deciso di assentarsi per protesta dal parlamento. Pure adesso, i cari radicali si fanno notare. Per festeggiare la seconda vittoria di Obama negli USA , il partito ha avuto l'eccentrica idea di distribuire gratuitamente marijuana davanti a Montecitorio, il tutto dimostrando per l'ennesima volta la mentalità dei radicali, a mio parere assolutamente stupida. La ritengo stupida perché questa continua ricerca della provocazione e dell'eccentrico non regala, di certo credibilità ai radicali, troppo occupati a "fare i ribelli" ad ogni costo, nche per le cazzate più trascurabili. La ritengo stupida perché evidenziare, in un politico come Obama, solamente il merito di permettere ai cittadini di curarsi con la cannabis e fumarsela a dovere è come dire che Napoleone era un eccellente stratega solo perchè indossava un bellissimo cappello. E infine la ritengo stupida perchè certe dimostrazioni non servono di certo a migliorare seriamente il paese.

domenica 4 marzo 2012

Il prezzo della contraccezione

Nonostante abbia deluso molte aspettative sia degli elettori americani sia di coloro che ,anche fuori dal territorio statunitense lo hanno inizialmente stimato e vi hanno riposto molte speranze , Obama a mio parere riesce ancora a "spaccare culi". Certo, Gli U.S.A. rappresentano ancora una nazione difficile da inquadrare e non immune da difetti. Basti pensare alle cazzate che ancora vengono fatte dai militari statunitensi nelle zone di guerra, esempio lampante ne è il rogo del corano che è stato fatto recentemente. Poi vi è il problema della sanità, ancora non alla portata di tutti perchè estremamente costosa, e lo è in tutti gli ambiti, compreso quello della contraccezione, particolarmente delicato. Le spese ad essa legata non sono incluse nelle assicurazioni sanitarie e la cosa è stata fatta notare da una studentessa di giurisprudenza, Sandra Fluke, che ha protestato energicamente dichiarando di essere costretta a pagare una non indifferente somma annuale di mille dollari per gli anticoncezionali. La Destra, in particolare Rush Limbaugh , considerato il "più sboccato" conduttore radiofonico della Destra Estrema ha dato alla ragazza della puttana. Il buon Obama si è trovato ad essere d'accordo con la studentessa e a darle la propria solidarietà per quanto riguarda l'insulto non proprio carino. Un episodio del genere, anche se relativamente piccolo dovrebbe fare comprendere che Obama forse non ha salvato il mondo, non ha impedito la crisi economica inculandosi metaforicamente le banche, e non ha ripopolato il pianeta Terra di unicorni rosa. Però, i detrattori ex sostenitori di Obama si dimenticano che questo presidente alcuni risultati non trascurabili li ha ottenuti: ha sconfitto Bin Laden (con molto minore sforzo rispetto al suo predecessore), ha ritirato le truppe U.S.A. dall'Iraq e sta tentando di risolovere il suddetto problema della sanità americana. Quindi, cari romanticoni delusi dal fatto che Obama non è un elfo o un vampiro alla Twilight statevi zitti, tornate a votarlo e rendetevi utili alla società.Inserisci link
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

giovedì 12 gennaio 2012

Il lupo perde il pelo ma non il vizio

Penso che si sia capito che io, da quando negli USA è stato eletto Obama ho perso gran parte dei miei sentimenti più ferocemente atiamericani. Purtroppo a volte tali mie idee vengono stuzzicate e rischiano di tornare alla ribalta, soprattutto con notizie come questa. Non so se qualche lettore lo ricorda, ma qualche anno fa, precisamente nell'ormai lontano 2004 era uscito fuori che ad Abu Grahib, una prigione utilizzata anche durante il regime di Saddam Hussein, i soldati americani si erano dati alla tortura dei talebani lì detenuti, condendo il tutto con veri e propri "servizi fotografici" da loro stranamente considerati oggetto di divertimento. A quanto pare qualche marine americano, 8 anni dopo non vuole sapere di lasciare questa triste tradizione: è stato infatti riprodotto un filmato in cui un piccolo plotone di marines (che si sa è uno dei corpi militari statunitensi che in teoria dovrebbe rappresentare la crème de la crème delle truppe U.S.A.) che si diverte ad urinare su un mucchio di cadaveri di talebani. Tale gesto, per quanto il nemico talebano sia sostenitore di idee retrograde e pericolose, per quanto i soldati americani siano stati costretti in molti anni a fronteggiare un nemico feroce e pieno di odio in un luogo ben poco ospitale e lontano da casa, è assolutamente inaccettabile che si manifesti un comportamento simile, che non fa altro che abbassare questo gruppo di marine (ma, anche se in modo ridotto, l'intero Corpo) al livello del nemico. Come è successo per Abu Grahib spero che vengano prese, in merito a questo caso delle giuste punizioni per un atto così selvaggio e privo di umanità.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

lunedì 31 ottobre 2011

Dolcetto o scherzetto




Obama ringrazia l'Italia: "Nostro grande alleato, è bello avere amici come voi". Se Barack voleva spaventarmi il giorno di Halloween, dicendo questa cosa ci è riuscito BENISSIMO.
------------
Con alleati come l'Italia, ho paura a pensare chi sono i suoi nemici.
------------
Il vescovo di Torino demonizza la festa di Halloween dicendo che assecondare spiritismo e macabro è un rischio per i bambini. Certo, la religione cattolica non ha nulla di macabro, prendiamo come esempio il guru trentatreenne che ha costruito le fondamenta di questa religione:


  1. Ha resuscitato un tale chiamato Lazzaro.

  2. Ha offerto ai suoi seguaci durante una cena il proprio sangue come bevanda alcolica e la sua carne come cibo ricco di carboidrati.

  3. Si riprende tre giorni dopo essere stato frustato, crocifisso e trafitto da una lancia come se niente fosse tranne che per un po' di buchetti molto fashion sulle manine.


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

giovedì 22 settembre 2011

Senti chi ciarla




Di solito il cambio di gestione delle attività cerca di dare almeno l'apparenza di un effettivo cambiamento. Per assurdo se un ristorante cambia cuoco le specialità culinarie potrebbero venire sostituite da altre, può cambiare di conseguenza la clientela e tante altre cose, o un Pub può cambiare gestione e variare la scelta di cocktail disponibili, musica fatta ascoltare e tante altre cose che non mi vengono in mente. In altri casi no: cambia il "capoccia" ma rimane tutto come prima. Il Giornale è uno di questi. Dopo qualche tempo trascorso sotto la guida di Giordano e poi di Feltri lo scettro è passato a Nosferatu, all'anagrafe Alessandro Sallusti, ma sotto questi 3 bei signori la "merce" esposta sul giornale è sempre la solita: articoli pieni di acidità, sarcasmo di infimo livello e tesi a minimizzare sconfitte del regime nanesco e le (purtroppo non troppe) vittorie di chi vi si contrappone, apologie del Cavaliere e soprattutto bombardamenti a base di fango su chi osa dubitare della maestà di Berlusconi. Oggi (e non è la prima volta) la vittima è il presidente Obama, accusato di farsi mettere i piedi in testa dal Presidente turco Erdogan e di essergli sottomesso. Quello che il servetto di Sallusti in questione non comprende è che:


(1) Obama non può permettersi di fare lo sbruffone con la Turchia, perchè non è intelligente attirarsi l'odio di una nazione perennemente in bilico tra Occidente e Oriente e dotata di una potenza militare non trascurabile.


(2) La "sottomissione" di cui parla il Giornale non è nata grazie al buon Barack, ma grazie a George W. Bush, che fin dal 2003 ha trovato una certa ostilità nei confronti della Turchia, tanto che quest'ultima ha negato agli U.S.A. il diritto di far transitare le sue truppe dirette in Iraq e si è sempre trovato in rapporti delicati con la Turchia (e guarda un po' la coincidenza, il sottomesso George W. Bush è stato, fino alla sua "morte politica" uno dei più grandi amici di Berlusconi)


(3) È a dir poco ridicolo che il Giornale, noto lacchè di Berlusconi accusi di servilismo qualcuno, sia perchè il Giornale stesso bacia i tacchi del Cavaliere, sia perchè, se non scoppiava la guerra contro Gheddafi, forse ora Berlusconi non si limiterebbe a baciare le mani di Gheddafi ma le sue labbra potrebbero toccare anche ben altre parti del corpo del Rais libico (e forse non solo in senso metaforico).


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

sabato 23 ottobre 2010

La nobiltà della sconfitta




L'esercizio che abbiamo imparato nei primi giorni di scuola elementare era il disegno. Non ricordo esattamente come disegnavo, ma di una cosa ero certo. Se sbagliavo il disegno prendevo la gomma, cancellavo l'errore e riprendevo a disegnare.

Poi, il disegno è diventato solo un modo per raccontare con le immagini quello che con le parole dovevamo scrivere. Di solito si trattava di poesie o filastrocche. E se si sbagliava con le parole? Qualche linea tipo scarabocchio sulla lettera sbagliata e poi si continuava a scrivere.

Man mano che passavano gli anni mi rendevo sempre più conto che sbagliare poteva capitare, ma che meno errori avessi fatto, migliore sarebbe stato il voto da portar a casa.
Chi non ricorda i temi di italiano, scritti prima in brutta copia e poi riscritti in bella, sul foglio da consegnare alla professoressa o al professore?

Ci hanno insegnato che diventare grandi è sinonimo di esperienza e se questa significa commettere meno errori possibili allora si è tanto più grandi.
Non è una legge matematica, ma chi più sbaglia, più impara la lezione e meno volte ricadrà nell'errore già commesso.

Talvolta da grandi crediamo che anche ciò che sia sbagliato, possa - con un minimo di autoconvincimento - ridiventare giusto. Il paragone potrebbe essere simile: debelliamo l'idea di noi stessi come vinti e ci ergiamo a vincitori.
Quella gomma che utilizzavamo per cancellare il contorno un po' goffo di un viso, l'abbiamo rimessa nell'astuccio del nostro ricrederci. Siamo grandi e non abbiamo bisogno di riscrivere, ma di continuare a scrivere.

In particolare noi italiani possediamo l'arte del credere in qualcosa di giusto sapendo che è del tutto sbagliato. L'arte del riprendere dagli armadi pieni di polvere, personaggi macchiati di sangue e dire che è solo una macchia di sugo. L'arte del trasformare il vecchio in nuovo e il nuovo in obsoleto.
Se volgiamo lo sguardo all'Italia non c'è spazio pubblico o privato che non veda visi già visti una ventina di anni fa'. Ma che dico! Anche trent'anni fa'!
Sarebbe bello vedere che questi visi siano di una purezza e di un candore da far invidia anche al più giovane e arrembante Stato del mondo. Peccato che di purezza e di candore non ne vediamo nemmeno uno strascico da più di trent'anni. Vediamo giornalisti che con il solo cambio del marchio di fabbrica ridiventano "ottimi giornalisti" dopo che erano caduti nell'oblio più scuro sotto la tv di regime del nano.
Vediamo politici che avanzavano dichiarazioni di stima e di riconoscenza verso il più grande dittatore sanguinario italiano e che da un mattino all'altro, solo per aver avanzato battaglia dura contro il nano sono innalzati al più alto gradino del governo di questo Paese.
Imprenditori che per essersi fregiati dei nomi di fabbrica più maestosi al mondo, sono i possibili futuri candidati alle prossime elezioni politiche, senza vedere che il conflitto di interessi in capo a questi, rimane il nodo più grande di questo Paese, più grande anche delle imprese che gestiscono.

Non è il trionfo del fallimento. Per il bene di questo Paese bisogna dichiarare che trent'anni di storia sono da riscrivere e che continuare a scrivere aumenta l'agonia di chi legge il racconto, impoverisce il racconto stesso di dettagli e colpi di scena che possono far vincere allo scrittore il premio di storia più originale e riuscita.

Negli Stati Uniti il numero delle donne in finanza, economia e politica, è salito dallo scoppio della crisi del credito. Stanno ripulendo il caos creato dai colleghi maschi durante gli ultimi vent'anni.
Ammettere di aver sbagliato costruisce quello che alla fine saremo. Una società senza cambiamenti vive di favole, senza potersi immaginare realmente.


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

sabato 10 aprile 2010

Proliferare speranza

Il gioco tra potenze è un gioco di gelosie, di trattative e di cooperazioni.
Quello raggiunto due giorni fa è frutto di un lavoro di cooperazione, di una sana cooperazione, forse voluta perchè gli eventi mondiali rendono necessario un impegno a lungo termine e consistente.
L'accordo START (Strategic Arms Reduction Treaty) firmato l'8 aprile a Praga tra Obama e Medvedev è stato battezzato dal Cremlino come “win win”.
Una vittoria per entrambi insomma. O perlomeno una possibile vittoria.

In realtà è uno “start” che ha inizio nel 1991 tra Mikhail Gorbaciov e George Bush con la sottoscrizione del primo Trattato (START I) e a seguire la modifica nel 1993 con Bush e Boris Eltsin (START II).
Ma c'è da dire anche che in realtà queste firme erano arrivate con parecchio ritardo perchè già prima della Guerra Fredda (con Ronald Reagan Presidente degli USA) iniziarono dei timidi accordi.
Si arriva all'8 aprile 2010 con Barack Obama e Dimitri Medvedev che s'incontrano nella sala spagnola del Castello di Praga e sottoscrivono il cosidetto START.

La sottoscrizione va a sostituire il vecchio accordo scaduto a dicembre e riduce del 30 % le testate nucleari a un numero massimo di 1.550 (fig.1). Una riduzione a 800 piattaforme di lancio dei missili intercontinentali e di 700 vettori (che inlcudono sottomarini aerei e bombardieri) e avanzate misure di controllo e aggiornamento dei dati sugli armamenti.

Tutto questo però accade a pochi giorni di distanza dal summit di Washington sulla non proliferazione nucleare che si terrà il 12 e 13 aprile.
E' vero che “il taglio di un terzo degli arsenali nucleari dimostra il nostro comune impegno alla non proliferazione, stabilendo un esempio per altre potenze nucleari.” come ha affermato Nikolai Patrushev, segretario del consiglio di sicurezza della Federazione russa, ma è pur vero che l'intenzione è soprattutto quella di portare le altre potenze nucleari a fare altrettanto e meglio.
Non lo si è detto, ma lo si è capito.

E non a caso il messaggio lanciato ha fatto spaventare il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu che ha fatto sapere (con molta incertezza) che invierà un suo delegato.
Ma se l'obiettivo era quello di riavvicinare e allentare i rapporti di tensione tra Iran e Israele (con la scorta degli Stati Uniti) in una zona ad alta pericolosità, il mondo senza armi nucleari come Obama auspicava, trova ostacoli improvvisi.
La motivazione della probabile assenza è dovuta alla “critica araba dell'arsenale nucleare di Israele”.
Una critica che arriva da parte dell'Egitto e della Turchia, sospettosi che Israele nasconda tra le 65 le 85 testate nucleari. (fig.2)
La conferma della fondatezza di questo dato (oggi fuori controllo e la non sottoscrizione del Trattato di non proliferazione nucleare lo conferma) arriva da un documento della CIA declassificato, che nel 1974 dichiarava che Israele avesse prodotto armi nucleari perché il governo israeliano aveva acquistato
grandi quantità di uranio, parzialmente attraverso mezzi clandestini
e perché aveva fatto
un grande investimento in un sistema missilistico costoso destinato per sistemare le testate nucleari”.

Insomma il pericolo nucleare che investiva non poco tempo fa Corea del Nord e Iran ora travolge anche Israele, la quale ultimamente ha cambiato il suo atteggiamento con la Casa Bianca.
La speranza ora è che Obama a Washington tenterà con gli altri paesi ospitati a tessere una tela della non proliferazione la più larga possibile ma gli eventi di questi giorni lo stanno smentendo.
Inoltre deve far molto presto perchè le elezioni di mid term a novembre potranno fargli perdere la maggioranza al Congresso e quindi cadere nell'oblio. L'accordo non è che un piccolo passo ma è una buona speranza per continuare a sperare!


fig.1


















fig.2


















Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

sabato 2 gennaio 2010

Anno nuovo vita nuova, ma qualcuno non si rinnova


Premetto che io non do tanta importanza alle feste e qualcuno dovrebbe averlo già capito e quindi non avevo in mente di scrivere un articolo degno del pulitzer solo perchè è appena iniziato il 2010. Detto questo cominciamo. Lo squallore oramai incontrastato regna nel mondo dell'informazione. Ogni scusa è buona per cercare qualsiasi difetto possibile nella gente famosa, e a volte ci si accontenta di minuscole briciole, già qualche mesetto fa (dico "qualche" e lo lascio, non mi va di essere puntiglioso con queste cose degne di Novella 2000) Obama era stato "rimproverato" per la sua mancanza di originalità nello scegliere il nome del suo cane e ora la Stampa mostra la sua italianissima voglia di farsi i cazzi altrui nei confronti dell'ultima efferatezza di Obama, ovvero portare le sue bambine a vedere il kolossal "Avatar", che in teoria sarebbe sconsigliato ai minori di 13 anni. Manco fosse un film porno o un film biografico su Rocco Siffredi ( che è la stessa cosa, solo che dura un po' di minuti in più), i giornali(spero non solo italiani) si avventano sulla notizia come se durante le vacanze Obama avesse deciso di farsi portare una decina di sospettati di affiliazione ad Al Quaeda come bersagli per esercitarsi al poligono di tiro. Io consiglierei ai giornalisti di evitare di consumare la propria tastiera e il proprio mouse scrivendo queste cazzate perchè dimenticano un po' di cose: la prima è che Obama adesso è in vacanza, ergo non deve necessariamente occuparsi del bene del paese 24 ore su 24 e non dobbiamo preoccuparci di come passa le sue giornate. La seconda è che Obama come la maggior parte dei mortali, ha una famiglia, quindi può passarci il tempo come gli pare e piace. La terza è che se le figlie di Obama hanno ereditato dal padre il buon cervello, non saranno certo traumatizzate da un paio di film che non sono stati creati per bambini, anche io, che non mi ritengo un genio (mento spudoratamente!)ho giocato alla tenera età di 13 anni ad un gioco sconsigliati ai minori di 18 in cui c'è la possibilità di amputare arti e teste ai nemici per usarle come armi, ma non ho passato 7 anni della mia vita a piangere per le mie brutali azioni compiute in un videogame.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

giovedì 30 luglio 2009

Se Capitalismo vuol dire Pena Capitale...


Udite udite, la crisi è alle spalle! L’ha detto il socialista mancato, Barack Hussein Obama, mentre casualmente imperversava la caduta libera del suo consenso popolare. Coincidenze. Il presidente democratico ha infatti promesso un radicale cambiamento durante la sua fragorosa campagna elettorale, e che cambiamento: 770 miliardi di dollari per salvare le banche, uniche responsabili della disastrosa congiuntura internazionale, che fino a qualche mese fa giocherellavano con gli inestinguibili mutui di poveri cristiani che non riuscivano più a garantirsi la casa. E pensare che lo stesso buon socialista Obama per l’istruzione stanzierà circa 600 miliardi di dollari, quasi duecento in meno della cifra erogata per il salvataggio dei banchieri aguzzini. Il liberismo americano e le sue teste di serie valgono molto di più dello stato sociale, almeno negli USA. E pensare che ci eravamo veramente illusi. Yes we can, save banking system and capitalism. God bless America.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

domenica 14 giugno 2009

Speriamo bene


Fra poche ore il nostro pallido e chiomato cavaliere si troverà a nella Casa Bianca a improvvisare un passionale mènage à trois con le figlie di Obama ( lo ha detto anche lui stesso che gli piacciono le minorenni!) . Ce lo ha ricordato quando era a Portofino a mostrare inoltre il fulcro ( anche queste parole sue) della sua attività all'interno della politica: farsi allegramente i cazzi propri con laute cene in compagnia di amici e parenti facendo occasionali bagni di folla. Spero solo non porti come dono alla famiglia Obama un casco di banane in onore del lignaggio abbronzato del presidente.
P.S. Temo di avergli dato un'idea. Siamo fottuti.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

martedì 14 aprile 2009

Meglio un cane oggi che un giornalista domani


"Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo
l'universo ho ancora dei dubbi."
diceva il buon Albert Einstein. E leggendo un articolo simile gli dò ragione pienamente. Il giornalismo italiano sta cercando di raggiungere l'imbecillità suprema con gli articoli sulla famiglia presidenziale degli Stati Uniti d'America, e secondo me è a buon punto. Obama è un uomo politico rispettato, carismatico, moderno e potente. All'interno del suo vero ruolo, ovvero tenere le redini del suo paese è irreprensibile, fa cose giuste e non delude le aspettative dei suoi elettori intelligenti. Ma non di quegli idioti. Trovandosi davanti un politico degno di questo nome che raramente fa grandi cazzate, ha difficoltà nel soddisfare il suo desiderio di criticare sempre e comunque il prossimo. La conseguenza è che appena una porticina della Casa Bianca fa un lieve scricchiolio, per mano di questi imbecilli perennemente insoddisfatti succede il finimondo. Si attacca la famiglia Obama per la scelta dei vestiti della moglie, si attacca la famiglia Obama per una gaffe detta in uno show (coraggiosamente non ritrattata, come fa invece sempre Berlusconi), e ora si attacca la famiglia Obama perchè ha scelto un cane diverso dalle aspettative, Vorrei spiegare a questi detrattori che l'abilità di un politico non si misura in base alla scelta di un nome per il proprio cane, ma in base all'intelligenza delle scelte politiche. E se non capiscono il messaggio li sterminerei tutti col napalm. Perchè la stupidità non si cura, si neutralizza.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

lunedì 23 marzo 2009

Gaffes presidenziali


Da un paio di giorni trovo su google news la notizia che parla della gaffe di Obama. Ha sollevato un polverone indicibile anche nella stampa italica, oltre che in quella statunitense. Eppure farei notare ai miei compatrioti che aggiornano giorno dopo giorno questa notizia, e agli italiani che se ne sdegnano, che Silvio Berlusconi batte, in partenza qualsiasi leader politico vivente sulla faccia della terra. Ecco qui 'elenco delle prodezze del nostro premier dalla lunga chioma(copiato e incollato barbaramente da wikipedia lo ammetto):

1. Nei confronti dell'eurodeputato Martin Schulz
Durante una seduta del Parlamento Europeo, Berlusconi ha replicato all'eurodeputato socialista tedesco Martin Schulz, il quale in un intervento aveva criticato il premier italiano per i suoi guai giudiziari e lo aveva accusato di esportare il conflitto di interessi nel resto d'Europa, dicendo: «Signor Schulz, so che in Italia c'è un produttore che sta facendo un film sui campi di concentramento nazisti. La suggerirò per il ruolo di kapò, lei sarebbe perfetto..."». L'aula dopo l'iniziale stupore reagì con urla di disapprovazione nei confronti del premier. In seguito Berlusconi dichiarò: «Era solo una battuta per cui è scoppiato a ridere l’intero Parlamento. Un’osservazione di venti secondi poiché volevo allentare l’atmosfera. La vicenda è stata enormemente gonfiata dalla sinistra».Successivamente il Cavaliere aggiunse: «In Italia tengono banco da decenni storielle sull’Olocausto. Gli italiani sanno scherzare sulle tragedie per superarle», provocando le proteste della comunità ebraica.

2. In occasione della riunione dei ministri degli Esteri a Caceres
Durante la foto di gruppo dei ministri degli Esteri, nella città spagnola di Caceres, Berlusconi che all'epoca era titolare ad interim della Farnesina, fece le corna ad un collega. Dopo le polemiche, il Cavaliere spiegò che l'aveva fatto solo per far divertire un gruppo di giovani boy-scout.

3. In conferenza stampa con Putin
Durante una conferenza stampa con l'allora presidente uscente della Russia, Vladimir Putin, dopo che una giornalista aveva posto al leader russo una domanda su una sua presunta relazione con una giovane ginnasta e Putin si era rifiutato di rispondere Berlusconi mimò una mitragliatrice che sparava sulla cronista. La vicenda provocò polemiche per via dell'alto numero di giornalisti assassinati in Russia.

4. Col premier danese Rasmussen
Durante una conferenza stampa successiva ad un vertice dei leader dell'Unione Europea, Berlusconi giudicò il primo ministro della Danimarca Anders Fogh Rasmussen come "il premier più bello d'Europa" aggiungendo che lo presenterò a mia moglie perché è molto più bello di Cacciari... secondo quello che dicono in giro.

5. Gli orologi regalati durante il discorso di Chirac
Nel corso di un G8 in Canada, mentre l'allora presidente francese Chirac teneva il suo intervento, Berlusconi si alzò e iniziò a distribuire orologi agli altri capi di Governo presenti. Molti, tra cui il quotidiano inglese The Times, giudicarono il gesto come un segno di sprezzo politico nei confronti di Chirac e degli altri politici presenti.

6. La tv palestinese
Di ritorno da una visita in Medio Oriente, Berlusconi spiegò ad una giornalista che Arafat gli aveva chiesto di aprire un canale televisivo nella striscia di Gaza e che lui avrebbe mandato Striscia la notizia. Arafat smentì seccamente di avergli mai chiesto una tv.

7. L'operaia russa
In visita ufficiale in uno stabilimento in Russia della Merloni, si avvicinò ad un gruppo di operaie e ne baciò una sul volto. Il quotidiano russo Kommersant paragonò Berlusconi ai "teppisti che aspettano negli androni bui le ragazze che rincasano".

8. Con la Cina
Nel corso della campagna elettorale del 2006, Berlusconi dichiarò ad un comizio che i comunisti cinesi, ai tempi di Mao, bollivano i bambini per concimare i campi. Il Ministero degli Esteri cinese protestò giudicando le parole del Cavaliere come "affermazioni infondate" e minacciò di far saltare le relazioni fra Cina e Italia.

9. Con l'Arabia Saudita
Ai giornalisti che gli chiedevano se ritenesse necessario un rimpasto del governo rispose che "non si occupava di paste alimentari" aggiungendo che dopo la visita in Arabia Saudita lui mangiava solo riso in bianco.Il Ministro degli Esteri saudita inviò una lettera di protesta al suo omologo italiano.

10. Con la Finlandia
Dopo che Parma fu proclamata sede dell'agenzia alimentare europea, Berlusconi spiegò che l'agenzia non sarebbe mai potuta andare a Helsinki perché i finlandesi vanno molto fieri della renna marinata e del pesce con la polenta, mentre non sanno nemmeno cos'è il prosciutto. Inoltre aggiunse che aveva convinto la presidente finlandese, Tarja Halonen a ritirarsi sfoderando le sue "doti di playboy". La presidente Halonen convocò l'ambasciatore italiano e inviò una protesta ufficiale, mentre le associazioni di produttori finlandesi minacciarono il boicottaggio dei prodotti alimentari italiani.

11. Le scarpe al vertice europeo
Durante un vertice, Berlusconi spiegò che lui era dipinto dalla stampa come un bassotto che portava i tacchi rialzati nelle scarpe. Per dimostrare che non era così, si è tolto una scarpa e l'ha messa sul tavolo mostrando a tutti che appunto non aveva i tacchi alti.

12. L'inferiorità della cultura islamica
Altro episodio che fece discutere fu la battuta sull'inferiorità della cultura islamica rispetto a quella occidentale, pronunciata poco dopo gli attentati dell'11 settembre 2001.

13. Su Mussolini
Silvio Berlusconi saluta gli intervenuti ad un comizio elettorale
Intervistato da un settimanale inglese, affermò che Mussolini non avrebbe mai ucciso nessuno, ma si sarebbe limitato a "mandare la gente a fare vacanza al confino". Per tali dichiarazioni Berlusconi è stato criticato dall'opposizione . Il figlio di Giacomo Matteotti, il deputato socialista ucciso dai fascisti, ha ricordato al premier che «dagli interrogatori degli esecutori risultò evidente che il mandante dell'assassinio fu Benito Mussolini», invitandolo ad «andare sul Lungotevere, nel luogo in cui fu ucciso mio padre».

14. Con la figlia del premier turco Erdogan
Il 10 agosto 2003 invitato quale ospite al matrimonio della figlia del premier turco Recep Tayyip Erdoğan tentò di baciarle la mano, provocando il ritrarsi imbarazzato della sposa perché tale gesto è vietato ed inopportuno per la tradizione islamica.

15. Sugli italiani che votano il centrosinistra
Il 4 aprile 2006, a meno di una settimana dalle successive elezioni politiche , durante un intervento a Confcommercio, affermò di avere troppa stima degli italiani per credere che in giro ci siano così tanti coglioni che possano votare contro il loro interesse, cioè partiti e coalizioni a lui avversi. Nel pomeriggio, dichiarò invece che gli italiani che avrebbero votato l'Unione erano dei masochisti.

16. Sulla magistratura
Sempre parlando al convegno di Confcommercio, Berlusconi dichiarò che la magistratura, come dimostrato dal caso del piccolo Tommaso Onofri (un bambino di tre anni rapito e ucciso da un pregiudicato) era il cancro del Paese. Sempre secondo il premier, i giudici invece di occuparsi dei criminali spendevano il denaro dei cittadini indagando sulle sue aziende per fini esclusivamente politici. In un'altra occasione aveva definito i giudici come persone mentalmente disturbate.

17. Sugli omosessuali
Il 6 febbraio 2007 scherzando sul nome del candidato leghista alle comunali di Monza (Marco Maria Mariani) affermò: I gay però stanno tutti dall'altra parte intendendo dire che gli omosessuali stanno tutti a sinistra.

18. Su una giovane precaria
Il 14 marzo 2008, in campagna elettorale, Silvio Berlusconi consiglia a una giovane precaria di sposare il figlio del presidente del consiglio o un altro millionario per risolvere i suoi problemi economici.

19. Sul presidente Obama
Poco dopo l'elezione di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti, Berlusconi, durante una conferenza stampa congiunta con il presidente russo Dmitrij Medvedev al Cremlino, ha affermato: «Ho detto al presidente Medvedev che Obama ha tutto per poter andare d'accordo con lui: perché è giovane, è bello e abbronzato e quindi penso che si possa sviluppare una buona collaborazione». La frase ha suscitato polemiche perchè l'aggettivo abbronzato è stato talvolta impiegato in maniera dispregiativa nei confronti delle persone di colore. Berlusconi ha affermato che la sua dichiarazione è stata «una carineria assoluta, un grande complimento» e ha definito imbecilli coloro che hanno criticato quella dichiarazione. la notizia è stata riportata anche dalla stampa e dai media esteri.

20. Sui campi di concentramento
Il 17 gennaio 2009, durante un comizio elettorale a Nuoro in Sardegna, Berlusconi racconta una "barzelletta", di particolare crudeltà e cupezza, sui prigionieri di un lager nazista: «Un kapò all'interno di un campo di concentramento dice ai prigionieri che ha una notizia buona e un'altra meno buona. Quello dice: "metà" di voi sarà trasferita in un altro campo". E tutti contenti ad applaudire... La notizia meno buona è che la parte di voi che sarà trasferita è quella che va da qui in giù...», indicando la parte del corpo dalla cintola ai piedi.

21. Sul caso Eluana Englaro
Il 6 febbraio 2009, in occasione della conferenza stampa dopo la seduta del Consiglio dei Ministri in cui è stato approvato un decreto legge (non firmato dal Capo dello Stato) per vietare la sospensione dell'alimentazione e idratazione artificiale per tutti i pazienti in stato vegetativo persistente, Berlusconi ha dichiarato: «Secondo la mia personale coscienza, dovevamo produrre ogni sforzo nelle nostre possibilità per evitare la morte di una persona che è in pericolo di vita e che non è in morte cerebrale ma che è una persona che respira in modo autonomo, una persona viva, le cui cellule cerebrali sono vive e mandano anche segnali elettrici, una persona che potrebbe anche in ipotesi generare un figlio in uno stato vegetativo che potrebbe variare, come diverse volte si è visto». Il dott. Franco Toscani, direttore scientifico dell'Istituto Maestroni per la ricerca nel campo delle cure palliative a Crema, interpellato dal Corriere della Sera, riguardo la possibilità per un paziente in stato vegetativo di generare un figlio, ha affermato: «L'idea è agghiacciante, ma da un punto di vista fisiologico si può anche ipotizzare: del resto si sono fatti esprimenti con uteri artificiali». L'opposizione e parte della società civile è insorta dichiarando estremamente preoccupanti le parole del premier sia rispetto alla legge approvata dal proprio governo che impedisce la fecondazione in vitro che in relazione ai dettami della Chiesa Cattolica.

22. Sulla Costituzione italiana
"Il 7 febbraio 2009, a seguito della mancata firma del Presidente della Repubblica Napolitano del Decreto Legge che, approvato dal Consiglio dei Ministri lo stesso giorno della parziale interruzione dell'alimentazione e idratazione artificiale di Eluana Englaro, vietava la sospensione di tale pratica a soggetti non autosufficienti, Berlusconi ha affermato che "si vogliono attribuire dei poteri che secondo l'interpretazione mia e del governo non sono del capo dello Stato ma semmai spettano al governo" ed ha sollecitato una riforma della Carta Costituzionale, da lui ritenuta "necessaria perché [la Costituzione] è una legge fatta molti anni fa sotto l'influsso di una fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione russa come un modello". La dichiarazione ha suscitato diverse critiche, sia da parte dello stesso suo schieramento che da parte dell'opposizione; il Corriere della Sera, tramite un editoriale sull'argomento, ha definito il giudizio del Premier "Oltre la misura". In seguito Berlusconi ha dichiarato: "Ho giurato sulla Costituzione, la rispetto. È la prima legge alla base dello Stato. Non ho mai pensato di attaccarla. Ma non è un moloch e può evolvere con i tempi, ma ribadendo: "che i valori costituzionali abbiano guardato alla carta dell'Unione Sovietica è una realtà storica. Con la sinistra abbiamo preso parte ad una Commissione Bicamerale in cui avevamo preparato anche un testo che poi non abbiamo approvato".

23. Sui «desaparecidos» argentini
In un comizio tenuto a Cagliari il 13 febbraio 2009 disse: «Di me hanno detto tutto i signori della sinistra [...] che sono come quel dittatore argentino che faceva fuori i suoi oppositori portandoli in aereo con un pallone, poi apriva lo sportello e diceva: è una bella giornata, andare fuori un po’ a giocare». Alle risate della platea, aggiunse: «Fa ridere, ma è drammatico». Il governo argentino ha conseguentemente convocato l’ambasciatore italiano a Buenos Aires.

24. Sulla coppia Sarkozy - Carla Bruni
In occasione della conferenza stampa relativa al vertice italo-francese di Villa Madama,mentre si stava parlando del riconoscimento in Italia dei baccalaureati, il 23 febbraio 2009, avrebbe sussurrato a Nicolas Sarkozy: «Moi, Je t'ai donné la tua donna», secondo una ricostruzione del labiale da parte della trasmissione serale di Canal Plus "Le Grand Journal". Sarkozy risponde con un sorriso e torna al tema del discorso con un «je ne vais pas le répéter en public». I media francesi hanno per questo motivo assegnato a Berlusconi un Oscar della Volgarità. Ma secondo note di Palazzo Chigi non si sarebbero resi conto di aver commesso loro la gaffe. Sempre secondo Palazzo Chigi, in realtà Berlusconi avrebbe detto: «Tu sais que j'ai ètudiè à la Sorbonne». Analisi successive sembrano aver dato ragione alla seconda ipotesi,scagionando così il premier italiano

Verdetto finale: Berlusconi 24 Obama 1. Possiamo dormire sonni tranquilli: il primato del capo-giullare apparterrà sempre a noi, almeno per i prossimi vent'anni!

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

mercoledì 18 marzo 2009

Obama ci perdona?


Obama si preoccupa delle relazioni tra U.S.A. e Italia. Cosa incredibile, dato che ultimamente facciamo di tutto per troncarle definitivamente, grazie a commenti razzisti e grazie al fatto che li incolpiamo della crisi economica. E vi chiederete come sia stato possibile comunicare con un muro fatto di odio verso la modernità costruito mattone per mattone dal nostro governo! la risposta è semplice: Obama ha capito facilmente che dialogare con Berlusconi è rischioso (Non per l'incolumità degli U.S.A., ma per quella dell'Italia) e quindi ha deciso di scrivere al presidente della Repubblica Napolitano. Il messaggio è chiaro. Giustamente, Obama vuole parlare civilmente con noi Italiani e capisce perfettamente che è una cosa impossibile se tenta l'approccio con il buon Silvio, dato che chissà, potrebbe deliziarlo raccontando un'altra barzelletta razzista, stavolta sui neri!

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

venerdì 21 novembre 2008

Post di fine giornata


Giorno nefasto per le teorie di Gasparri, a quanto pare: Ayman al-Zawahiri si fa sentire con commenti non tanto amichevoli, ma simpaticamente farciti di razzismo e insulti. A quanto pare il nostro caro Maurizietto non è tanto fortunato nelle sue affermazioni... Immagino come si deve sentire Obama, poverino. Probabilmente a forza di commenti tanto carini sia da un uomo bigotto, conservatore e pieno di pregiudizi , sia da al-Zawahiri , starà facendo un braccio di ferro interiore per non perdere la pazienza e bombardare qualcuno. E chi potrebbe dargli torto? In poco meno di un mese ha subito un attentato da parte dei neonazisti, è stato accolto in Italia con una carineria e un'accusa di terrorismo; e ora pure una frecciatina dal Medio Oriente. Fatto sta che:
  1. I neonazisti come bersaglio sono da scartare perchè è scomodo sganciare bombe in America, dato che è un controsenso bombardare se stessi;
  2. Al Qaeda gioca a nascondino quindi è difficile bombardare la sabbia e le montagne in cerca di tane talebane;
  3. Per l'Italia il discorso è diverso: gli obiettivi sono perfettamente visibili e possono essere colpiti in modo chirurgico.
Se il buon Barack sceglie la terza opportunità, che è, tatticamente ed economicamente è la migliore, gli do il mio pieno appoggio, basta che non colpisca obbiettivi civili e bombardi invece Arcore, o faccia assaltare Montecitorio da una task force di paracadutisti (magari proprio quelli che hanno pescato Saddam) o marines, magari con l'ordine di sparare ad altezza nano, visto che, Ahimè (solo nel caso di Silvietto, sia chiaro) la pena di morte per impiccagione qui in Italia non c'è.