"Colui che è abbastanza paziente e valoroso da scrutare l'oscurità per tutta la vita, sarà il primo a scorgere in essa la luce." Metro 2033
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lunedì 13 maggio 2013
Richiami all'ordine
Per quanto Obama non sia l'eroe che tutti speravamo nell'ormai lontano 2008, ogni tanto dice qualcosa che condivido. La Gran Bretagna, come ben si sa e come ho già detto in precedenza snobba l'Europa, ma allo stesso tempo non ha le palle per mandarla definitvamente a quel paese, preferendo invece criticarla oppure a temporeggiare. L'Inghilterra è un po' come il ricco ereditiero che aspetta che paparino, l'Europa, tiri le cuoia per arricchirsi al meglio. E ora torniamo al buon Obama, il caro presidente ha detto la sua dicendo "Credo che la partecipazione britannica nell'Unione europea sia espressione della sua influenza e del suo ruolo nel mondo". Secondo me il significato di questa espressione è il che l'idea di lasciare l'Unione Europea abbandonandola ad un ipotetico sgradevole destino sia una cosa da stronzi. Sarà una libera ed estrema interpretazione, ma se è come penso io, Grande Barack!
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mercoledì 12 dicembre 2012
Dolorose illuminazioni
Monti replica a Berlusconi dicendo che dovrebbe fare i suoi giudizi con più prudenza. Cazzo, sembra lo slang di un terrorista con in mano degli ostaggi. E non è comico dato che gli ostaggi in questione credo siano gli italiani...
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... Ed è ancora meno comico accorgersi che il negoziatore mandato a dialogare col terrorista è un nano che per 16 anni ha inchiappettato i suddetti ostaggi.
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Bersani annuncia che le primarie parlamentari del PD si faranno il 29 e il 30 Dicembre. le strategie del Partito Democratico continuano a sorprendermi. Ma come le scelgono le date? Prendono un numero a caso come se giocassero a Tombola?
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Vedendo la brillante scelta dei giorni delle primarie non mi stupirei nello che nel Partito hanno scelto i candidati grazie all'esito di una gara di peti.
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A questo punto potevano farle il 31 Febbraio. Probabilmente persino in quel caso ci sarebbe stata maggiore affluenza alle urne.
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Pubblicato il primo Tweet dal profilo di Papa Benedetto XVI. A conti fatti il messaggio recita "vi benedico". Al Vaticano cambiano i mezzi ma le stronzate che sparano non vanno mai in pensione.
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... Ed è ancora meno comico accorgersi che il negoziatore mandato a dialogare col terrorista è un nano che per 16 anni ha inchiappettato i suddetti ostaggi.
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Bersani annuncia che le primarie parlamentari del PD si faranno il 29 e il 30 Dicembre. le strategie del Partito Democratico continuano a sorprendermi. Ma come le scelgono le date? Prendono un numero a caso come se giocassero a Tombola?
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Vedendo la brillante scelta dei giorni delle primarie non mi stupirei nello che nel Partito hanno scelto i candidati grazie all'esito di una gara di peti.
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A questo punto potevano farle il 31 Febbraio. Probabilmente persino in quel caso ci sarebbe stata maggiore affluenza alle urne.
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Pubblicato il primo Tweet dal profilo di Papa Benedetto XVI. A conti fatti il messaggio recita "vi benedico". Al Vaticano cambiano i mezzi ma le stronzate che sparano non vanno mai in pensione.
mercoledì 18 luglio 2012
Pinzillacchere, ma meglio di niente
In Spagna si suda sangue, e la paura di colare a picco è palpabile. Si sapeva già che la Spagna (allo stesso modo di altri paesi europei COMPRESA nella categoria pure l'Italia) la situazione non va a gonfie vele. Devo ammettere che il mio pessimismo in una sua ipotesi ha fatto cilecca. Ero sicuro che, dopo la meritata vittoria spagnola agli europei (tifosetti azzurri della mia fava, vi ricordo che un 4-0 è una discreta vittoria!) sui profili Facebook italici si sarebbe diffuso un clima di allegria per il fatto che la Spagna potrebbe finire come la Grecia, come una sorta di vendetta nei confronti della nostra vittoria calcistica "negata" dai perfidi iberici. Ma non è successo per fortuna e ne sono sorpreso conoscendo vari atti di meschinità compiuti dai miei conterranei "facebookiani" (d'altra parte, dopo che loro hanno strarotto le palle con i link su Balotelli e sulla vittoria su Inghilterra, Irlanda e Germania sono quasi contento che alla finale abbiamo preso quella batosta). Veniamo al motivo del post. Come ho detto all'inizio in Spagna non si respira una bell'arietta, ma c'è il terrore del crollo del paese e un bel po' di casino e scontento. Rajoy ha imposto sacrifici finanziari a tutta la popolazione, sperando di far frenare il rischio di precipitare inesorabiolmente verso il temuto default, nulla di nuovo dal fronte dato che pure da noi non si è scelta una cosa tanto diversa. Però non solo i comuni mortali dovranno rinunciare a qualcosa. Pure la famiglia reale pagherà un certo prezzo con la diminuizione del proprio stipendio annuale. Certo, non si tratta di una mutilazione bella e buona, ma di una riduzione di un 7% dei salari (che restano ugualmente abbastanza altini) del Re Juan Carlos e del Principe Felipe. E questa non sarà una manovra epocale, ma nemmeno una cosa minuscola...
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giovedì 10 maggio 2012
Tra code di paglia e scaricabarile
Il Governo Monti sarà un governo tecnico ma non è comunque riuscito ad esimersi da una cosa che è diventata ormai una comoda consuetudine per ogni entità politica che esiste sul globo: dare la colpa a chi c'era prima. La cosa alla fine non è nemmeno tanta sbagliata dato che "chi c'era prima" non è immune da diffetti. Monti ha dichiarato chiaramente che la situazione di adesso, con tanto di un numero preoccupante di suicidi motivati dalla crisi economica è la conseguenza dell'operato dei politici precedenti alla sua nomina. Questo (anche logicamente dato che la Sinistra in questi ultimi 18 anni ha avuto solo due brevissimi mandati) ha infiammato il PdL nella sua totalità, che ha protestato ferocemente negando la "paternità" di questa serie di eventi. Io dico che è coscienza sporca, perchè se ti incazzi così tanto è perchè sotto sotto il dubbio che il tuo avversario abbia ragione un pochetto lo hai! Se invece i pidiellini credessero fermamente nella loro innocenza risponderebbero all'accusa pacatamente con dati precisi e inconfutabili. Questo non è facile per il pidielle, principalmente per due motivi. Il primo motivo è che il partito non può dare l'idea di aver organizzato un governo competente dato che si è affiancato alla Lega Nord, che con i suoi ultimi scandali finanziario-giuridici ha perso una grandissima dose di credibilità. Il secondo motivo è ancora più palese: con le appena terminate elezioni amministrative si è dato prova che la fiducia negli Italiani non è più riposta nel Popolo della Libertà, e questo significa che il suo operato non è più considerato adeguato...
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martedì 24 gennaio 2012
Il Paradosso di Erdogan
Oggi in Francia l'assemblea nazionale ha reso "operativa" una legge approvata lo scorso 22 Dicembre. La legge in questione è piuttosto seria, e tratta di un argomento piuttosto scomodo ovvero il Negazionismo, esteso oltre che all'olocausto, al genocidio armeno avvenuto negli anni 1915-1917 ed è stato decretato che chiunque neghi anche una sola di queste tragedie della storia è condannabile ad un anno di Carcere e ad una "succosa" ammenda di 45000 euro. Personalmente approvo in pieno la questione. Sia ovviamente perchè non si parla di un numero indifferente di vittime e perchè io, da appassionato di storia non concepisco l'idea di CANCELLARE un grande evento, sia esso positivo che negativo, tuttavia sono d'accordo anche per un motivo più vilmente economico: siamo in tempi di crisi e un'occasione per ricevere qualche quattrino extra non va snobbata, in special modo se questo denaro viene detratto da persone con una mentalità ottusa e di conseguenza dannosa per la società attuale. Al contrario qualcuno ha da protestare (e parecchio) nei confronti della decisione dell'assemblea nazionale francese. Questo qualcuno (prevedibilmente) appartiene appartiene al popolo che si trovava dalla parte giusta dei fucili che hanno ucciso questi armeni dal 1915 al 1917, ed è un qualcuno non da poco essendo il Premier della Turchia in persona. Erdogan, infatti si è scagliato violentemente su questa faccenda etichettando la legge come "discriminatoria e razzista" e dichiarando che una legge simile calpesta i valori dell'Unione Europea e la libertà di pensiero. Non so voi lettori (sperando che ce ne sia effettivamente qualcuno) ma la situazione mi sembra alquanto contraddittoria dato che un politico si appella alla libertà di pensiero e soprattutto alla Libertà in generale quando il suo popolo l'ha, con ferocia, negata ad un altro usando pallottole e baionette. Senza contare che storicamente questa faccenda è abbastanza complessa dato che i Turchi non hanno sterminato un gran numero di armeni perchè si erano effettivamente ribellati. Il genocidio è stata una forma di prevenzione. Se mi permettete di fare una banale lezioncina di storia posso ricordare che il massacro è avvenuto durante la prima guerra mondiale, prima ancora che si scatenasse con forza la rivoluzione russa tanto che in questo caso l'impero russo poteva ancora dare grane a quello ottomano. Perciò per evitare che gli Armeni si ribellassero con il sostegno dello Zar la Turchia si decise di rimuovere questi possibili nemici passandoli con le armi.
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lunedì 2 gennaio 2012
Quesiti di inizio anno
In provincia di Bologna viene bruciato durante i festeggiamenti capodanno un fantoccio con il volto di Silvio Berlusconi e lo spread è calato. Dite quello che vi pare ma potrebbe non essere una coincidenza.
I membri locali del PdL si indignano. Forse hanno paura di essere i prossimi.
Casini, Rutelli, Stefania Craxi e Schifani trovati a passare le vacanze nelle Maldive. Gli italiani che ne sono a conoscenza si chiedono: perchè questi politici dicono agli italiani che sono necessari sacrifici quando 5 minuti dopo li trovi a sorseggiare un cocktail con l'ombrellino? Ma soprattutto, perchè non si trasferiscono permanentemente all'estero e la smettono di romperci le palle in casa?
I membri locali del PdL si indignano. Forse hanno paura di essere i prossimi.
Casini, Rutelli, Stefania Craxi e Schifani trovati a passare le vacanze nelle Maldive. Gli italiani che ne sono a conoscenza si chiedono: perchè questi politici dicono agli italiani che sono necessari sacrifici quando 5 minuti dopo li trovi a sorseggiare un cocktail con l'ombrellino? Ma soprattutto, perchè non si trasferiscono permanentemente all'estero e la smettono di romperci le palle in casa?
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lunedì 19 settembre 2011
Soprese settembrine
Oggi mi sono dovuto sottoporre ad un regolare controllo in ospedale (per la precisione il San Camillo Forlanini di Roma) per motivi che non spiegherò, dato che non hanno alcuna rilevanza in quello di cui voglio trattare nel post. Quello che mi interessa principalmente è invece un cambiamento che ho notato, probabilmente conseguenza dei giochini tremontiani di questi recenti tempi, ovvero quello del prezzo della visita. L'ultima volta che sono andato in quest'ospedale risale più o meno a metà Giugno e allora ho dovuto pagare la modesta cifra di 16,91 euro, e uscito dal Centro delle prenotazioni mi sono dovuto recare all'edificio dove mi aspettava la visita, una struttura non in perfette condizioni e dotata di ascensori non molto affidabili e un intero piano chiuso al pubblico per lavori. Detto questo accompagnato da un caldo non indifferente mi reco nella sala d'attesa, con il condizionatore d'aria rotto perchè il personale è stato costretto, a causa della carenza di fondi, ad acquistarne uno di qualità non eccelsa. Finita la visita esco dal complesso ospedaliero, con qualche edificio un po' rovinato (se non addirittura in disuso). Oggi invece torno, mi reco verso il Centro Prenotazioni e, dopo una coda relativamente breve mi appresto a pagare trionfante i 16 e 91, venendo a sapere però che il prezzo è aumentato, e in proporzione non in modo indifferente, ovvero 10 euro supplementari tondi tondi. Un po' stupito e imbarazzato pago, ed esco. Mi incammino verso il secondo edificio, che non è cambiato di una virgola nè all'esterno nè tantomeno all'interno (ho rischiato di rimanere bloccato nel suddetto ascensore inaffidabile) e faccio la benedetta visita. Penso sia evidente da come ho scritto che, nonostante un maggiore prezzo, il servizio non è migliorato e la cosa mi rende perplesso. Ricordo che qualche anno fa, quando frequentavo ancora il Liceo ho visto Sicko, il documentario di Michael Moore sul sistema sanitario statunitense, dove il regista e alcuni intervistati ritenevano ottimi invece il sistema francese e quello italiano, considerandoli all'avanguardia e soprattutto usufruibili da tutti. Ma a quanto sembra, il governo di adesso vuole toglierci anche questo motivo di orgoglio.
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lunedì 22 agosto 2011
Governo ladro o più semplicemente INCOMPETENTE?
Qualcuno forse si chiederà perchè sono stato assente per un discreto numero di giorni. La riposta è che tra un troppo breve viaggio a Budapest, una lunga mancanza di ispirazione e la solita pigrizia mi hanno costretto al silenzio stampa. Appena tornato dall'Ungheria sono venuto a sapere della manovra finanziaria che ha tanto fatto piangere il nostro premier che si è asciugato le lacrime con un fazzoletto di purissima seta e qui non ho avuto molto di originale a parte bestemmie non pubblicabili, in seguito ho saputo della voglia di neutralizzare i piccoli comuni e non ho avuto nulla da dire. Poi ieri per puro caso mi sono imbattuto in un'altra notiziola, e stavolta non riesco a stare zitto. 6 frequenze televisive in crisi, dal valore complessivo di 3 miliardi di euro potrebbero essere vendute a reti televisive in grado di investire una tale ragguardevole cifra, che potrebbe finire dritta nelle casse statali e contribuire ad alleggerire la penosa manovra tremontiana inflitta all'Italia. Sarebbe tutto perfetto e invece no. Il governo Berlusconi ha optato per REGALARE queste frequenze alle varie reti televisive nazionali. Come direbbe il Bersani crozziano <> Stiamo subendo una manovra che mutilerà ulteriormente i fondi dello stato italiano e ci mettiamo a fasre i Babbo Natale? Per fortuna l'opposizione si è comportata bene e ha fatto il suo lavoro, cioè opporsi a questo macello. Ora è pronto un emendamento per fermare questa catastrofe però una cosa simile dovrebbe far riflettere: il governo non sa gestire in modo decente le proprie risorse e rischia di danneggiare gravemente lo stato italiano. Siamo sicuri di potere dare fiducia ad un governo così (per usare un pietosissimo eufemismo) maldestro?
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mercoledì 20 aprile 2011
Guerre tribali
Per i pidiellini allearsi con dei separatisti come i buzzurri della Lega Nord non è cosa saggia, perchè con un pensiero politico che nasce con l'intenzione di scindere A da B, c'è pericolo che A possa dividersi ulteriormente e far nascere C, so che è un ragionamento strambo ma non lo avrei esposto se così non fosse successo. Parlo di Bignasca, quell'essere che vedete in foto che sembra essere nato da un tricheco che ha selvaggiamente copulato con un avvoltoio unendo stazza del primo e l'indole del secondo. A quanto pare Tremonti nonostante sia amico della Lega "standard" e soprattutto di Umberto Bossi, lo stesso non si può dire che lo è della Lega ticinese (che deve la sua importanza politica al sostegno di Lega Nord), dato che le testate giornalistiche del Canton Ticino lo osteggiano e gli danno apertamente del fascista! Un evento come questo sta a dimostrare di come i Bossini di Lega Nord siano inetti anche nello scegliere degli alleati affidabili ,dato che a conti fatti i ticinesi hanno pugnalato alle spalle sia la Lega Nord stessa che il PdL, dato che Tremonti appartiene a quest'ultimo partito. Riusciranno Berlusconi & company a capire di essersi dati la zappa sui piedi dando il culo al senatùr?
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venerdì 12 novembre 2010
From globalisation to GlobalASIAtion. Quale spazio per l'Europa?
Un concetto troppo spesso sopravvalutato in Europa è stato quasi sempre quello di credere che una continuità dell'economia mondiale dovesse passare per le sue mani, forse perchè l'unico continente in grado di conciliare nuovi effetti democratici con l'estensione del mercato interno a nuovi Paesi.
La strategia Europa 2020 che cancella definitivamente l'esperienza fallimentare della strategia di Lisbona, sembra aver imparato la lezione anche grazie alla recessione delle economie nazionali nel periodo post crisi.
Diventa infatti un'impresa leggere nella presentazione di tale strategia la parola "crescita" che lascia spazio a termini come
"economia più intelligente, più verde, che [...] faccia leva sull’innovazione, su un uso migliore delle risorse e sulla conoscenza quale principale fattore di crescita".
Il fallimento partito da Lisbona dieci anni fa, possiamo definirlo un "fallimento ottimistico" poichè erano note a tutti le disparità economico-finanziarie tra i diversi Stati membri, e che traguardi di alto profilo non potevano portare ad effetti tali da poter competere con le attuali potenze.
I risultati attuali sono che i paesi con enorme disavanzo sono costretti a dover rientrare entro certi parametri e i paesi che dovrebbero attuare riforme economiche di ripresa (Germania in prima fila) si trovano comunque a tagliare servizi essenziali allo stesso modo dei primi. Uno sfacelo insomma.
Ad oriente, precisamente a Singapore, Kishore Mahbubani preside della Lee Kuan Yew School of Public Policy, in suo articolo sugli errori dell'Europa ha analizzato le scelte strategiche messe in campo dall'UE ed il risultato di tale analisi è sintetizzabile in 3 punti:
1) aver allontanato la sfida islamica che poteva e può essere una buona prospettiva di rilancio non solo economico ma anche sociale, data l'esplosione demografica che interessa tutt'oggi l'Unione;
2) non aver sfruttato una partnership asiatica in tempi non sospetti, quando l'Asia in occasione della riunione Europa-Asia (ASEM), offriva i propri mercati per l'importazione dei prodotti europei più avanzati tecnologicamente;
3) mantere ostinatamente rapporti transatlantici, non rendendosi conto che gli stessi Stati Uniti hanno spostato il loro baricentro produttivo in Asia.
L'immagine di un declino europeo sul piano internazionale è sancita dall'adesione dei paesi del G-20 (riuniti in questi giorni a Seoul) al piano di riforma sulla governance del Fondo Monetario Internazionale. Per capire la portata di questo evento bisogna sfogliare gli archivi della storia, perchè in 65 anni di vita dell'Istituzione economica più influente per tutti gli Stati del mondo, non si era mai cambiato il sistema del diritto di voto e di governance interna.
Secondo la riforma infatti, l'organizzazione vede aumentare le quote al diritto di voto per i quattro paesi Bric (Brasile, Russia, India e Cina) a discapito delle "economie europee avanzate" (Germania, Francia, Regno Unito e Italia). La Cina conquista la terza posizione dopo Usa e Giappone sorpassando Gran Bretagna, Francia e Germania.

Inoltre l'Europa dovrà cedere due posti agli attuali nove, all'interno del board (organo esecutivo dell'FMI) costituito da 24 Paesi.
Il Fondo sarà ancora per poco la rappresentazione dell'età coloniale e come ha sottolineato il direttore generale dell'Fmi Dominique Strauss-Kahn, "è un quadro che si adegua alla nuova realtà dell'economia mondiale".
Ma questa deriva europea non è che l'avvio di una fase incerta dell'economia mondiale dovuta alle posizioni protezionistiche di Cina e Stati Uniti per evitare la svalutazione delle rispettive valute.
Infatti al centro della discussione al G-20 ruota lo scottante problema della frattura tra i paesi ricchi esportatori e quelli consumatori che sono costretti a sorbirsi l'intero debito, al fine di tenere sotto controllo gli squilibri delle partite correnti. In sostanza si tratta di spingere i paesi emergenti (Cina in testa) ad incentivare i consumi all'interno dei propri paesi per evitare che tutto ciò che viene prodotto venga in buona parte esportato, lasciando agli stati importatori l'onere di consumare, non avendo purtroppo liquidità sufficiente per acquistare e caricarsi quindi un investimento senza ritorno, ovvero debito.
La sfida europea rimane pertanto quella di allargare il suo sguardo di macroregione occupata di tenere a bada le strilla dei propri Stati membri e di affrontare un tema sociale che è quelloi dell'integrazione dei popolaffacciati sul mediterraneo, di aprire i propri mercati il più possibile. L'importanza di un mercato interno sarà valida solo quando potrà accettare e accertare la sua competitività con i restanti mercati. Competere non è sempre una perdita, ma una perdita al rialzo, che stimola anche quando c'è poca innovazione.
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sabato 23 ottobre 2010
La nobiltà della sconfitta

L'esercizio che abbiamo imparato nei primi giorni di scuola elementare era il disegno. Non ricordo esattamente come disegnavo, ma di una cosa ero certo. Se sbagliavo il disegno prendevo la gomma, cancellavo l'errore e riprendevo a disegnare.
Poi, il disegno è diventato solo un modo per raccontare con le immagini quello che con le parole dovevamo scrivere. Di solito si trattava di poesie o filastrocche. E se si sbagliava con le parole? Qualche linea tipo scarabocchio sulla lettera sbagliata e poi si continuava a scrivere.
Man mano che passavano gli anni mi rendevo sempre più conto che sbagliare poteva capitare, ma che meno errori avessi fatto, migliore sarebbe stato il voto da portar a casa.
Chi non ricorda i temi di italiano, scritti prima in brutta copia e poi riscritti in bella, sul foglio da consegnare alla professoressa o al professore?
Ci hanno insegnato che diventare grandi è sinonimo di esperienza e se questa significa commettere meno errori possibili allora si è tanto più grandi.
Non è una legge matematica, ma chi più sbaglia, più impara la lezione e meno volte ricadrà nell'errore già commesso.
Talvolta da grandi crediamo che anche ciò che sia sbagliato, possa - con un minimo di autoconvincimento - ridiventare giusto. Il paragone potrebbe essere simile: debelliamo l'idea di noi stessi come vinti e ci ergiamo a vincitori.
Quella gomma che utilizzavamo per cancellare il contorno un po' goffo di un viso, l'abbiamo rimessa nell'astuccio del nostro ricrederci. Siamo grandi e non abbiamo bisogno di riscrivere, ma di continuare a scrivere.
In particolare noi italiani possediamo l'arte del credere in qualcosa di giusto sapendo che è del tutto sbagliato. L'arte del riprendere dagli armadi pieni di polvere, personaggi macchiati di sangue e dire che è solo una macchia di sugo. L'arte del trasformare il vecchio in nuovo e il nuovo in obsoleto.
Se volgiamo lo sguardo all'Italia non c'è spazio pubblico o privato che non veda visi già visti una ventina di anni fa'. Ma che dico! Anche trent'anni fa'!
Sarebbe bello vedere che questi visi siano di una purezza e di un candore da far invidia anche al più giovane e arrembante Stato del mondo. Peccato che di purezza e di candore non ne vediamo nemmeno uno strascico da più di trent'anni. Vediamo giornalisti che con il solo cambio del marchio di fabbrica ridiventano "ottimi giornalisti" dopo che erano caduti nell'oblio più scuro sotto la tv di regime del nano.
Vediamo politici che avanzavano dichiarazioni di stima e di riconoscenza verso il più grande dittatore sanguinario italiano e che da un mattino all'altro, solo per aver avanzato battaglia dura contro il nano sono innalzati al più alto gradino del governo di questo Paese.
Imprenditori che per essersi fregiati dei nomi di fabbrica più maestosi al mondo, sono i possibili futuri candidati alle prossime elezioni politiche, senza vedere che il conflitto di interessi in capo a questi, rimane il nodo più grande di questo Paese, più grande anche delle imprese che gestiscono.
Non è il trionfo del fallimento. Per il bene di questo Paese bisogna dichiarare che trent'anni di storia sono da riscrivere e che continuare a scrivere aumenta l'agonia di chi legge il racconto, impoverisce il racconto stesso di dettagli e colpi di scena che possono far vincere allo scrittore il premio di storia più originale e riuscita.
Negli Stati Uniti il numero delle donne in finanza, economia e politica, è salito dallo scoppio della crisi del credito. Stanno ripulendo il caos creato dai colleghi maschi durante gli ultimi vent'anni.
Ammettere di aver sbagliato costruisce quello che alla fine saremo. Una società senza cambiamenti vive di favole, senza potersi immaginare realmente.
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domenica 26 settembre 2010
Gli obbiettivi falliti del Millennio dell'Onu
Ognuna con attenzione particolare al settore del quale si occupa, ma tutte le principali organizzazioni non governative italiane e internazionali hanno ripreso a lanciare in questi giorni allarmi e appelli diretti ai 140 capi di Stato e di governo che dal 20 al 22 settembre sono riuniti al Palazzo di Vetro di New York (Qui alla nostra sinistra) per fare il punto sul percorso fatto - e su quello ancora da compiere - per raggiungere, almeno in parte, gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Una méta che tutti i 191 stati membri dell'Onu si sono impegnati a raggiungere entro 2015: sradicare fame e povertà, garantire a tutti educazione primaria, promuovere parità dei sessi e autonomia delle donne, ridurre mortalità infantile, migliorare la salute materna, combattere hiv, aids, malaria e altre malattie, garantire la sostenibilità ambientale e sviluppare un partenariato mondiale per lo sviluppo.A mio modesto parere, se non ci sono riusciti in tutti questi anni,visto che l'incremento di povertà e morte stanno crescendo sempre di più questi obbiettivi stanno miseramente fallendo con la consapevolezza di tutti gli stati industrializzati."Il processo complesso dello sviluppo basato sui diritti avanza da lungo tempo di due passi e arretra di uno" sostiene la Focsiv: "I nostri leaders devono capire che bisogna allontanarsi dall'approccio usato finora" è il monito della Federazione degli organismi cristiani per il volontario, mentre Amref denuncia che al Sud del mondo servono almeno 3 milioni e mezzo di operatori sanitari e chiede che "nel documento conclusivo di questo Vertice sia inserito un impegno specifico a far fronte alla crisi del personale sanitario". Una carenza, aggiunge il presidente Mario Raffaelli, "che è più evidente in alcuni paesi africani dove la mortalità materna è addirittura in aumento per mancanza di osteriche". Medici senza Frontiere riprende i dati forniti di recente dall'Organizzazione Mondiale della Sanità - secondo cui per raggiungere gli obbiettivi fissati per la salute e la lotta alle malattie servono circa 37 milioni di dollari in più l'anno - e sostiene l'ipotesi della tassazione delle transazioni finanziarie. Ipotesi, questa, emersa già ai G8 e G20 della scorsa estate e rilanciata in apertura del Vertice dal presidente francese Nicolas Sarkozy e dal collega stagnolo José Luis Rodriguez Zapatero.Ancora una volta al centro delle accuse ci sono anche le promesse disilluse del governo italiano e i tagli ai finanziamenti alla cooperazione allo sviluppo. Per il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio, infatti, tutti i paesi firmatari si sono impegnati a versare lo 0,7% del Prodotto interno lordo, ma l'Italia si ferma allo 0,1%. Penultima posizione nell'elenco dei donatori, davanti alla Corea del Sud. Ritardi che, come ha sottolineato Marta Guglielmetti, coordinatrice per l'Italia della Campagna del Millennio dell'Onu, "rischiano di penalizzare proprio i paesi poveri più virtuosi" quelli che, in questo decennio hanno raggiunto gli obbiettivi intermedi.
Secondo voi riusciranno a concludere qualcosa di positivo per i bambini che muoiono in Africa e quelli dei paesi industrializzati che muoiono d'infarto per obesità?
mercoledì 14 luglio 2010
La National Nigerian Petroleum Corporation non è più in grado di ripagare i propri debiti
mercoledì 30 giugno 2010
In ordine sparso
In seguito alle accuse di pedofilia, il Vaticano per difendersi risponde "Siamo nel giusto. Abbiamo stuprato solamente i bambini più carini!"
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Gelmini: "Nella manovra nessun taglio all'università. C'era poco da maciullare ulteriormente."
Riguardo agli esami di maturità il ministro ha detto "si sono svolti con regolarità: le tracce degli scritti sono piaciute ai ragazzi, abbiamo dato un'impostazione più vicina
alla loro sensibilità. Siamo anche riusciti a garantire la riservatezza, non facile in tempi di Internet. E' andato tutto bene." Poi è scoppiata a ridere.
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Dell'Utri considera i giudici che l'hanno condannato "senza coraggio." Mentre un certo Vittorio Mangano, accusato di spaccio, estorsione e duplice omicidio, per Dell'Utri è un eroe. In sintesi ecco a voi il codice etico dei Berlusconiani: Giustizia da condannare criminalità da premiare.
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Il Giornale feltriano è scandalizzato per l'assoluzione di Tartaglia e oggi titola: "Per i giudici ferire Berlusconi non è reato". Concordo coi giudici. Il vero reato è votarlo.
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All'asta per 13 mila dollari una ciocca di capelli di Napoleone Bonaparte. Berlusconi furioso. Una sua ciocca non costerà mai così tanto, dato che i suoi capelli sono finti.
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Gelmini: "Nella manovra nessun taglio all'università. C'era poco da maciullare ulteriormente."
Riguardo agli esami di maturità il ministro ha detto "si sono svolti con regolarità: le tracce degli scritti sono piaciute ai ragazzi, abbiamo dato un'impostazione più vicina
alla loro sensibilità. Siamo anche riusciti a garantire la riservatezza, non facile in tempi di Internet. E' andato tutto bene." Poi è scoppiata a ridere.
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Dell'Utri considera i giudici che l'hanno condannato "senza coraggio." Mentre un certo Vittorio Mangano, accusato di spaccio, estorsione e duplice omicidio, per Dell'Utri è un eroe. In sintesi ecco a voi il codice etico dei Berlusconiani: Giustizia da condannare criminalità da premiare.
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Il Giornale feltriano è scandalizzato per l'assoluzione di Tartaglia e oggi titola: "Per i giudici ferire Berlusconi non è reato". Concordo coi giudici. Il vero reato è votarlo.
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All'asta per 13 mila dollari una ciocca di capelli di Napoleone Bonaparte. Berlusconi furioso. Una sua ciocca non costerà mai così tanto, dato che i suoi capelli sono finti.
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venerdì 11 giugno 2010
Petrolio e i diritti espropriati

La European Coalition on Oil in Sudan (Ecos), coalizione di 50 agenzie umanitarie europee attive in Sudan, ha denunciato, in un rapporto pubblicato oggi, il ruolo ricoperto da un consorzio di compagnie petrolifere, guidate dalla svedese Lundin Petroleum (ex Lundin Oil), nel conflitto civile tra Nord e Sud Sudan, in un periodo collocato tra il 1997 e il 2003.
Tutto sarebbe iniziato quando il governo di Khartoum ha siglato con il gruppo petrolifero un contratto per i diritti di trivellazione di un area denominata Blocco 5A, nel Unity State, in Sud Sudan. La regione, che allora non si trovava completamente sotto il controllo dell'esercito del Nord, è diventata il centro di una violenta disputa tra Khartoum e i ribelli sudisti del Sudan People's Liberation Army (Spla).
Gli scontri hanno provocato la morte di almeno 12 mila persone e lo spostamento forzato di 160 mila abitanti della regione. A questo si aggiungono le atrocità commesse da entrambi i contendenti nei confronti dei civili: la distruzione di scuole, gli stupri e il sequestro di bambini.
«Il Consorzio doveva essere a conoscenza degli abusi commessi dai gruppi armati. Gli stessi gruppi che provvedevano a garantire in parte la sicurezza degli impianti» scrive il rapporto Ecos.
Il gruppo di agenzie ha inoltre fatto appello alle compagnie petrolifere, perché risarciscano gli abitanti colpiti dalle violenze. Il trattato di pace siglato nel 2005 tra Nord e Sud e la successiva costituzione provvisoria, avrebbero fatto sorgere, secondo Ecos, un diritto materiale ad ottenere compensazioni per le ingiustizie subite nel passato. Compensazioni che al momento non hanno mai riguardato le compagnie petrolifere.
Il consorzio, che comprende anche la malese Petronas Carigali Overseas, l'austriaca OMV Exploration GimbH e la sudanese Sudapet Ltd., è accusato di aver dato impulso alla violazione dei diritti umani nella regione.
Un'accusa che la svedese Lundin respinge: «Questo rapporto - ha fatto sapere la compagnia - non presenta alcuna prova che dimostri una qualche violazione da parte dell'azienda».
Ecos ha tuttavia invitato i governi svedese, malese e austriaco a compiere le dovute indagini per verificare il grado di coinvolgimento delle compagnie.
mercoledì 2 giugno 2010
La Repubblica dei tagliuzzamenti
Oggi come ben si sa L'Italia celebra la Festa della Repubblica, festività quasi fuori posto dato che in una Repubblica degna di questo nome non si dovrebbero, almeno in teoria, trovare censura, tagli ai lavoratori statali, un'organizzazione del lavoro che dà più importanza al cognome che alla produttività e alla competenza e giornali di regime che inneggiano allo sparare contro imbarcazioni turche. Senza contare che tale festa è anche anacronistica dato che nel Nord Italia c'è qualcuno che invece di essere felice di fare parte di uno stato (almeno in teoria) moderno preferisce tornare alla divisione del paese. I leader leghisti simpaticamente hanno evitato di festeggiare la giornata. E mentre questo evento viene ipocritamente festeggiato da un governo semi-dittatoriale qualcuno ci ricorda una cosa. Il qualcuno è il sindaco dell'Aquila, che per protesta ha assistito alle celebrazioni del 2 Giugno non indossando la fascia tricolore e la cosa per cui ha protestato penso l'abbiate già capita leggendo "L'Aquila". Infatti non solo la situazione non si è ristabilita, ma il governo sopra citato ha smesso di aiutare la ricostruzione tagliando anche i fondi destinati agli aiuti per le zone colpite dal sisma.
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mercoledì 14 aprile 2010
Economia Emotiva

E' da tutti prendere dei soldi in mano e comprare ciò che ci piace. Non è da tutti spenderli con razionalità.
E' così che inizia la nostra attuale crisi finanziaria ed economica. Io aggiungerei anche crisi della razionalità.
Matteo Mortellini, professore di economia cognitiva e neuroeconomia, in barba a tutte le teorie economiche e a tutti quei modelli economici su cui molti economisti hanno (forse ora non più) sostenuto lo sviluppo di un economia razionale e calcolante in continua espansione, scrive "Economia emotiva - Che cosa si nasconde dietro i nostri conti quotidiani".
Devo essere sincero. Dopo le prime pagine mi ero accorto di aver comprato un "testo-test" che ti metteva alla prova in numerose scelte che avevano come risultati, risposte non ovvie.
In realtà questi test hanno avuto il divertente e riuscito obiettivo di suscitarmi parecchie riflessioni su quello che il nostro cervello è abitualmente deputato a svolgere con conti a sfondo monetario. Crederete calcoli meramente razionali.. e invece no! E' tutto il contrario.
Si tratta di situazioni in cui il nostro cervello è eccitato nella stessa maniera con cui ci eccitiamo per un bacio o per qualcosa di proibito.
Sono scelte che incontriamo ogni giorno, dalle offerte dei saldi fino agli investimenti. Piccole, medie e grandi decisioni che ci paiono logiche ma logiche non sono.
Ovviamente il testo non è solo analisi e ricerca, è anche proposta e risposta a queste analisi, con suggerimenti di strategie da adottare nei momenti in cui cadiamo in questi "tranelli emotivi".
Insomma, guardando nell'ottica del libro non ho speso 8,80€ ma li ho guadagnati!
Buona spesa e buon investimento!
Matteo Mortellini
"Economia Emotiva"
261 p.
Bur Edizioni
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Argomenti:
economia,
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Scienze
venerdì 9 aprile 2010
Nucleare: Vertice a Parigi tra Berlusconi e Sarkozy

Al vertice italo-francese all'Eliseo tra Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy stamane sono stati firmati 20 accordi, segno della «collaborazione concreta» tra i due Paesi.Il premier, nella conferenza stampa conclusiva a Parigi ha parlato della «volontà comune, tra Italia e Francia, di lavorare insieme per un'Europa che protegga i propri cittadini». Ha aggiunto che «Italia e Francia sono interessate alla preparazione del prossimo G8 e del G20 per trovare le soluzioni sui temi aperti."Ma nel ultimo non è che abbiamo visto molti frutti. "Chiediamo quindi di unire gli sforzi in vista dei prossimi appuntamenti mondiali».Siamo uomini di poca fede?
I due premier si sono detti convinti della necessità di garantire sostegno alla Grecia e hanno affrontato diversi temi: sicurezza, immigrazione, Europa, Medio Oriente e soprattutto l’energia nucleare. «Rendo omaggio alla decisione storica del Governo italiano e del presidente Berlusconi - ha detto Sarkozy- di tornare al nucleare, una decisione che avvicina Francia e Italia». Il protocollo d’intesa in campo nucleare prevede un patto tra Areva a Ansaldo. Scopo dell’accordo - spiega una nota di Finmeccanica - è sviluppare una partnership industriale su base progressiva. La collaborazione prevede sia la produzione di componenti speciali sia studi e scambi di informazioni. Credete che questo vertice sia a favore o sfavore per la salute pubblica italiana e francese?Ma il nucleare non era un argomento chiuso? A proposito ma il nostro caro premier si è dimenticato di tutte le vittime delle stragi nucleari e di tutte quelle persone che ne subiscono ancora?Per non parlare dei disastri ambientali e l'aumento dei malati di cancro e di tumori e molte altre per coloro che vivono nei pressi di centrali nucleari?
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sabato 6 marzo 2010
Nigeria presenta il conto alla Shell

Un processo esemplare, quello dell’Aia, che vede la Shell citata in giudizio dalle popolazioni del Delta del Niger: Goi-Ogoni, Ikot Ada Udo e Oruma, assieme all’associazione olandese Milieudefensie (Friends of the Earth Olanda). E’ la prima volta che la Shell è citata in giudizio in Olanda per crimini commessi all’estero. Dopo il processo svoltosi negli Stati Uniti, dove la Shell è stata costretta a pagare per evitare una condanna per complicità nell’assassinio del leader ambientalista nigeriano Ken Saro Wiwa, ora quattro contadini e pescatori nigeriani citano in giudizio il colosso petrolifero in Olanda. Il loro ambiente è stato distrutto dagli sversi di petrolio degli oleodotti della Shell, e i nigeriani chiedono che sia loro pagata la giusta compensazione per i danni subiti. Richiedono inoltre che la Shell avvii una completa operazione di bonifica.
La Shell respinge ogni responsabilità, ma evidentemente ha qualche ragione di temere il processo, dato che i suoi avvocati sostengono che la corte olandese non abbia alcuna giurisdizione sulle attività della propria sussidiaria nigeriana. Il primo verdetto riguarderà quindi la giudicabilità della Shell di fronte a una corte olandese, ma la Shell non accetta neppure questo procedimento."La Shell profitti milionari. Allo stesso tempo non rispetta la legge, inquina l’ambiente e impoverisce contadini e pescatori distruggendo i loro campi e i loro fiumi - commenta Geert Ritsema di Milieudefensie - E’ davvero triste che un’impresa di queste dimensioni si abbassi ad acrobazie giuridiche per evitere di assumere le proprie responsabilità". Secondo l’associazione, il danno ambientale non sarebbe frutto di semplici incidenti, ma segue uno schema di sistematico inquinamento ai danni dei diritti delle popolazioni locali, che si è protratto per anni."Questa gente ha chiesto più volte alla Shell di bonificare i siti inquinati, ma non hanno ottenuto nulla - spiega Chima Williams, dell’associazione nigeriana Environmental Rights Action - questa causa legale in Olanda è la loro ultima risorsa.
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Etiopia:fondi per carestia destinati per le armi

Siamo in Etiopia, durante la carestia che ha colpito il paese tra il 1984 e il 1985, nel pieno della sanguinaria dittatura di Haile Mariam Menghistu .Il Live Aid di Bob Geldof aveva trascinato il caso Etiopia sotto i riflettori di tutto il mondo. Grazie a lui, milioni di dollari si sono riversati nel paese per salvare un popolo ormai ridotto alla fame.A 25 anni di distanza, l'emittente britannica Bbc svela i contorni di una vera e propria commedia dell'arte, messa in scena dagli allora gruppi ribelli, per appropriarsi della montagna di denaro giunta in Etiopia. Funzionava in questo modo: gli aiuti giungevano sotto forma di cibo, oppure in denaro. Quest'ultimo, in particolare, serviva a comprare prodotti agricoli come il grano, dalle regioni vicine che potevano contare su una sovraproduzione. Poi il grano sarebbe andato a rifocillare la popolazione, stremata dalla fame.Questo è quello che Max Peberdy un operatore dell'organizzazione umanitaria internazionale Christian Aid, credeva di aver fatto, nel lontano 1984. Ma così non era.Araya Gebremedhin, ex membro del Fronte di Liberazione Popolare del Tigray (Flpt), movimento ribelle del quale faceva parte l'attuale primo ministro Meles Zenawi, in un'intervista rilasciata all'emittente britannica, ha dichiarato di aver vestito i panni di un mercante musulmano per poter incassare i soldi, mezzo milione di dollari, che il povero Peberdy si era ripromesso di spendere per l'acquisto di grano.Peberdy, scortato da una cinquantina di miliziani del Flpt, si è così incontrato con il finto mercante per trattare la compravendita di una partita di grano proveniente dal Sudan. Ad affare concluso Gebremedhin avrebbe consegnato al cooperante solo sacchi di sabbia, poi girati nelle mani di un'organizzazione umanitaria messa in piedi dallo stesso fronte di liberazione, la Relief Society of Tigray (Rst). La campagna avviata in quegli anni da Geldof, ha raccolto per la stessa organizzazione ben 11 milioni di dollari.Una truffa ben congegnata, dunque, tanto che Peberdy, interrogato dalla Bbc, insiste sul fatto di aver contribuito a contrastare la carestia, dichiarando disorientato: «Sono passati 25 anni da quando tutto questo è accaduto, e in 25 anni è la prima volta che qualcuno avanza accuse di questo tipo».Poco dopo, un comunicato diffuso da Christian Aid, negava la versione dei fatti fornita dalla Bbc, precisando: «La storia deve essere posta all'interno del contesto». A conferma della testimonianza fornita da Gebremedhin si è aggiunta quella di Berhe Aregawi, ex comandante del gruppo ribelle, oggi in esilio in Olanda.«Gli operatori umanitari erano ingannati» ha detto Aregawi, raccontando come in quegli anni il movimento mettesse in atto un vero e proprio teatrino ad uso e consumo delle organizzazioni umanitarie, per poter sottrarre loro i fondi destinati alla popolazione civile.
Ancora una volta, a sostegno della tesi, spunta un documento del 1985 della Central Intelligence Agency (Cia) statunitense, che spiega come gran parte dei fondi ottenuti dalle organizzazioni umanitarie per la fame in Etiopia, possano essere stati dirottati, in realtà, verso propositi militari. Grazie alla pubblicità fornita da Geldof, il denaro passato dalle mani del Flpt, è stimato essere intorno ai 100 milioni di dollari.
Ancora una volta, a sostegno della tesi, spunta un documento del 1985 della Central Intelligence Agency (Cia) statunitense, che spiega come gran parte dei fondi ottenuti dalle organizzazioni umanitarie per la fame in Etiopia, possano essere stati dirottati, in realtà, verso propositi militari. Grazie alla pubblicità fornita da Geldof, il denaro passato dalle mani del Flpt, è stimato essere intorno ai 100 milioni di dollari.
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