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venerdì 12 settembre 2014

I Nazianimalisti

"R.I.P. DANIZA
GRAZIE AL NOSTRO TRENTINO, CHE SI VERGOGNA PERSINO DI USARE LA LINGUA ITALIANA, OGGI, ABBIAMO ANCHE NOI IL NOSTRO 9-11!!!
LA RICORDEREMO TUTTI, SEMPRE, COME LA DATA DELLA VERGOGNA, DEL TRADIMENTO, DEL DISONORE, DELL'INCOMPETENZA, DELLA MANCANZA DI PROFESSIONALITÀ, DELLA FALSITÀ, DELL'OPPORTUNISMO E DELL'INUTILE UCCISIONE DI UNA MAMMA ACCUSATA SOLO DI AVER PROTETTO I PROPRI FIGLI"



Questo è il messaggio lasciato in bacheca da una pagina pubblica di Facebook. Non dirò il nome per non dare pubblicità ulteriore, perché mi rifiuto, già è tanto che cito direttamente questi invasati. Per quanto riguarda l'immagine e la prima riga del messaggio non ho nulla da ridire. Che l'uccisione di un'orsa colpevole di aver provato a proteggere i propri figli sia un gesto sconsiderato, disumano, stupido e ingiusto sono d'accordo, ci posso pure stare. È quello che è scritto dopo che mi distrugge.
"ABBIAMO ANCHE NOI IL NOSTRO 9-11!!! " Io non ho parenti inclusi tra le vittime né dell'11 Settembre 1973 né tra quelle  del 2001, ma un'affermazione simile mi fa sentire offeso in quanto ESSERE UMANO. Per quanto sia terribile nessuno, e ripeto nessuno, può paragonare la morte di un essere vivente sia alla morte di 30000 ( aggiungendo anche la tortura di 600000 persone!) riguardo all'insediamento di Pinochet in Cile del '73, e i quasi 3000, parlando degli USA del 2001. Il Professor Farnsworth, personaggio di Futurama dice una frase che non smetterò mai di amare e citare "L'unica cosa che odio più della malvagità è la stupidità" e in questo caso calza a pennello per quel che provo in questo esatto momento.


domenica 20 ottobre 2013

Nell'isola dei cavalieri di San Giovanni

Una piccola Introduzione.
Ebbene si, mi sono fatto un viaggetto, certo, ero al guinzaglio dato che si è trattato di un viaggio in famiglia, con tanto di appartamento condiviso e che quindi non ho potuto approfondire adeguatamente la vita notturna del posto, Ciononostante posso dire di essermi goduto qualche giorno fuori dalle terre Italiche. Penso che dividerò questo resoconto in tre sezioni, la prima delle quali verrà esaminata adesso.
I Cavalieri

Lezioncina di storia in pillole (anche se mi piace pensare non ce ne sia tanto bisogno per la maggior parte dei lettori): a combattere nella Terrasanta non c'era solo il tanto commercializzato dai media Sacro Ordine dei Templari. Inizialmente semplicemente fondato per curare i pellegrini diretti a Gerusalemme , c'era anche quello degli ospitalieri. Quando, con la prima crociata, vi fu la necessità di proteggere in modo più concreto i cristiani in quelle terre gli ospitalieri "cambiarono rotta" e divennero dei monaci combattenti, e attirarono l'interesse di gran parte dell'Europa occidentale dato che si unirono guerrieri nobili di lingua italiana, francese, aragonese, tedesca e persino (anche se di rado) scandinava. Da allora i cavalieri di quest'ordine si distinsero egregiamente in battaglia contro i guerrieri islamici, rinforzando al contempo la loro influenza, anche le sorti cambiarono quando venne persa Gerusalemme nel 1187 e di conseguenza gli infedeli cacciarono l'ordine che dovette rifugiarsi prima a Tripoli e in seguito a Cipro e poi a Rodi, dove resistettero a Mamelucchi e Ottomani fino al 1522, anno in cui, sconfitti e cacciati dai Turchi iniziarono a cercare una nuova sede che venne concessa a Malta da nientepopodimeno che Carlo Quinto Imperatore di Spagna e Germania nel 1530. Esaminando la scelta di Carlo Quinto è innegabile quanto questa sia stata una mossa molto intelligente a livello strategico dato che la concessione dell'isola ai cavalieri , detti ora di Malta, ha creato uno Stato cuscinetto tra la penisola italiana e le coste dell'Africa Settentrionale, in aggiunta protetto da una forza militare (sia di terra che di mare!) non indifferente e fedele all'impero. La posizione isolata rispetto agli altri territori europea fungeva anche come un ostacolo non indifferente che potesse impedire ai cavalieri di alzare la cresta contro il loro nuovo "padrone" asburgico. Indubbiamente, un esempio del fatto che l'Asburgo non ha puntato sul cavallo sbagliato lo si ha nel 1565 quando, rifugiatisi all'interno del Forte Sant'Elmo, respinsero le truppe ottomane, resistendo abbastanza a lungo da far arrivare in supporto dell'isola un esercito di soldati italiani e spagnoli inviati dal vicerè di Sicilia, tanto che il Grande Assedio, grazie a questa vittoria (improbabile dato che il rapporto della forza degli schieramenti era fortemente a favore dei Turchi, che disponevano di 40000 uominini contro 3700 a difesa della città più 5000 rinforzi circa ),  è considerata, insieme a quella di Lepanto una delle più importanti battaglie vinte contro l'impero ottomano. Questa vittoria riportò in auge i cavalieri fino al 1798, anno in cui Napoleone si incazzò con il gran maestro dell'ordine che governava allora perchè questi era titubante nel concedere a Bonaparte l'accesso navale nell'isola, e di conseguenza espugnò la fortezza per avere un avamposto utile alla sua campagna d'Egitto e a conti fatti danneggiò gravemente l'autorità dell'Ordine nell'isola, tanto che molti membri migrarono, persino fino alle Americhe. Qualche membro è rimasto nell'isola ma anche dopo l'occupazione britannica l'Ordine non ha più ripreso una vera e propria sovranità nei confronti dell'isola. Ed è qui che parleremo di quest'altra fase di Malta.
Gli Inglesacci
Fin da ora avverto eventuali lettori filobritannici che non mi sento di consigliare loro di leggere questa sezione, perché potrebbero avere da ridire sentirsi offesi perché a loro parere insulto il paese più bello del mondo e blablabla, li rassicuro anche di una cosa, le loro sensazioni sono fondate, io ora insulterò gli inglesi senza pietà, ma perché ho delle motivazioni che mi spingono a criticarli fortemente. Suggerisco infatti di saltare alla prossima sezione oppure se si sentono profondamente offesi possono semplicemente smettere di leggere il post e tantissimi saluti.
Cosa stavamo dicendo?Ora che ho opportunamente scacciato gli anglofili posso proseguire.  L'occupazione francese, giusto? Bè, la faccenda non durò poi tanto perché gli inglesi giusto per fare lo sgambetto a Napoleone decisero di prendersi Malta sotto il loro dominio ma, nonostante il potenziale ruolo strategico che già Carlo V aveva visto nell'isola, non la sfruttò poi tanto, facendo però delle modifiche che ancora si sentono a Malta. Oltre ad introdurre la guida a sinistra, che per fortuna non è così terribile (anche se è praticamente un simbolo del fatto che gli inglesi devono PER FORZA sentirsi diversi dai comuni mortali, inventandosi regole senza senso come questa) ma è comunque a mio parere irritante, hanno introdotto il loro stile urbanistico-architettonico (cabine telefoniche comprese!) che a volte stona un po' con il resto dell'isola , hanno cercato di inglesizzare fortemente la popolazione stessa. Questo processo è stato fatto sia politicamente, dato che, per dirne una il partito "di sinistra" principale della republica maltese è detto Laburista sia che linguisticamente, imponendo loro la lingua inglese così tanto che su 10 insegne di  negozi e servizi in lingua maltese ce ne sono 2-3 ad essere generosi. Ma l'inglesizzazione peggiore è quella economica. Avete mai sentito parlare, ultimamente, di olio prodotto a Malta? La risposta credo sia "no". Dato il clima, in teoria ottimo per una coltivazione di oliveti, come mancanza nell'economia locale può sembrare strana. La risposta a questo però, è molto semplice: gli inglesi, astuti come faine quando si tratta di economia si sono fatti ingannare dal loro scarsissimo gusto per la Gastronomia, e appena hanno incontrato questa merce per loro quasi sconosciuta, prodotta egregiamente negli oliveti maltesi, non hanno saputo coglierne il valore e, seduta stante hanno distrutto interamente la sua produzione sostituendola indegnamente con mediocri patata e pascoli per le pecore. Durante la mia permanenza a Malta questa cosa mi ha fatto riflettere, e fatto arrivare alla conclusione che, un'azione simile è paragonabile ad un sabotaggio vero e proprio, dato che l'olio, cazzo, è una signora merce, e noi italiani lo sappiamo bene. Tanto che mi sembra strano che i maltesi non hanno provato a fargliela pagare con gli interessi dato che comunque si tratta di un  danno non da poco. Pensate se una scelta così imbecille come quella degli inglesi fosse stata applicata in Italia. Fatto? Il danno sarebbe stato considerevole, non siete un po' incazzarti? Fatto sta che ora Malta si trova piena fino all'orlo di patate, tanto che nei ristoranti per liberarsene te le mettono dappertutto, praticamente in ogni pietanza possibile.non mi stupirei se qualche percentuale la mettessero pure nei desserts locali. Il rapporto dei Maltesi è comunque complesso, non c'è un odio aperto, ma (Per fortuna!) nemmeno amore. Va però detto che il partito laburista maltese, dopo la seconda guerra mondiale ha richiesto agli inglesi di riconoscere Malta come parte del Regno Unito, in modo da poter entrare nel parlamento inglese, però quest'ultimo ha snobbato la proposta dei laburisti maltesi che sono passati all'estremo opposto richiedendo invece l'indipendenza dal Regno Unito, nel 1964 continuando però a far parte del Commonwealth  e nel .1974 venne istituita finalmente una repubblica.

I Maltesi

I Maltesi non sono molto diversi da noi, la mentalità tipica dei mediterranei è innegabilmente radicata, anche se la contaminazione britannica è presente, se il retaggio levantino dà ai maltesi quella furbizia e paraculitudine tipiche degli italiani, i britannici hanno condito il tutto rendendoli relativamente più organizzati di noi. Il rapporto con l'Italia è difficile da interpretare, dato che, nonostante nella seconda guerra mondiale sono stati bersaglio dei bombardamenti italiani e tedeschi, non ci portano eccessivo rancore, forse perchè comunque siamo come fratellastri, contando anche che molti cavalieri ospitalieri erano di nazionalità italiana (anche alcuni gran maestri). Come si può vedere nell'immagine nonostante la pronuncia dell'inglese dei maltesi sia abbastanza simile alla nostra ci prendono abbastanza per culo, anche senza troppa cattiveria. Nonostante però il nostro accento nel parlare la lingua inglese sia quasi equivalente i maltesi sono di gran lunga più capaci di noi (e c'era da aspettarselo dopo aver subito un'occupazione militare di un paio di secoli!) per quanto riguarda il lessico. Caratterialmente ho avuto la sensazione che i Maltesi sono tendenzialmente amichevoli anche se qualche volta, sentendo parlare qualche tassista ho notato una nota di razzismo per quanto riguarda i caso Lampedusa, per dirne una, ma d'altra parte, dato il loro ruolo nella guerra tra Oriente e Occidente lo posso capire, dato che quasi cinquecento anni fa Malta, come ho precedentemente scritto, ha avuto un incontro ravvicinato con l'esercito ottomano, di certo non noto per la sua gentilezza nei confronti delle popolazioni nemiche e che, prima di venire sconfitto nel celebre assedio era riuscito a penetrare non di poco all'interno dell'isola e che quindi, se qualche maltese storce il naso all'idea di un'ennesima invasione, forse non ha proprio torto

lunedì 15 novembre 2010

Impallinate lei!

Mai visto un ministro del Turismo avere così tante idee che nuociono apertamente al Turismo. Prima il tentativo, per fortuna fallito, di abolire il Palio di Siena, e adesso La Roscia più famosa del Governo berlusconico tenta di danneggiare ulteriormente il patrimonio nazionale, passando dal turismo vero e proprio alla gastronomia italica. A causare tutto è l'uccisione accidentale di un cercatore di funghi per mano di un cacciatore in Toscana. Per quanto si può discutere della colpa dell'uno o dell'altro di essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliatissimo, ciò non toglie dell'involontario omicida la giustizia se ne sta già occupando e che si sia trattato di un incidente. Molto sfortunato e che ha portato ad una tragedia, ma pur sempre un incidente involontario. Peccato che la Brambilla sia più occupata a sfruttare qualsiasi scusa pur di mettere in evidenza il suo sdolcinato lato da militante del WWF. Secondo la Brambilla "Non è possibile perdere la vita impallinati mentre si va la domenica mattina a cercare funghi, solo per compiacere i cacciatori e chi li sostiene, una minoranza della popolazione italiana" e che quindi la caccia dovrebbe essere controllata perchè crudele per l'incolumità pubblica dipingendo a conti fatti chi svolge la professione venatoria come mostri malvagi e senza pietà. Alla cara Brambillina vorrei ricordare una cosa. Lei in questo governo non si occupa di rappresentare la volontà un fottuto partito di druidi animalisti, ma si occupa (in teoria!) di tutelare il turismo italiano. E credo che sia assolutamente idiota non riconoscere che nella gastronomia italiana (marchio di fabbrica del Belpaese amato da tutti i buongustai del mondo) il contributo della carne di cacciagione è elevatissimo soprattutto in Toscana, regione dove è avvenuto il fattaccio. Sul perseguitare il cacciatore distratto posso anche essere d'accordo, non sto mica giustificando il suo errore, ma vale la pena di perseguitare un'intera classe di lavoratori che da secoli riempie le nostre tavole di buon cibo e che contribuisce a tenere alta la qualità della tradizione culinaria italiana? Personalmente preferirei trovarmi di fronte ad uno spezzatino di cinghiale grondante sugo piuttosto che un misero piattino di insalata come a quanto pare suggerisce la Brambilla!
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martedì 31 agosto 2010

Viaggi mentali, ma anche no


La mia mente bacata ha coniato la seguente massima: "Capisci di star facendo un buon viaggio quando ti senti come a casa, ma non troppo". In caso di fraintendimenti, parafraso. Un individuo quando lascia la sua tana per una vacanza ha bisogno di un certo fattore che è l'esoticità(sperando di non essere accoltellato da qualche cruscante per questo barbaro neologismo) del luogo in cui si è giunti. Per me tale variabile in un luogo non deve essere elevatissima, non sono un fricchettone new age che ha bisogno di andare in qualche paesino montanaro sperduto nell'Asia continentale con più pecore che persone per sentirsi bene, ma non deve nemmeno essere una località dove vanno cani e porci come Rimini, Sharm el Sheik o Londra(si, anche Londra è una di quelle mete che è diventata così commerciale che ora mi attrae molto meno di quanto dovrebbe) perchè sono luoghi così affollati e simili al posto da dove vengo che non mi sembra nemmeno di essere partito da Roma. Per Istambul però non è stato affatto così. il fattore esotico era equilibrato, dato che mondo asiatico ed europeo convivono in tale città (non a caso la città geograficamente è divisa tra una parte asiatica e una europea) dato che edifici moderni e più antichi si possono trovare facilmente nella città, a volte vicinissimi tra loro, il tutto a volte accompagnato dal pittoresco sottofondo delle preghiere giornaliere recitate (in arabo, lingua che purtroppo non è conosciuta da tutti in Turchia) sui minareti dai muezzin più di una volta nel corso della giornata. Va anche detto che il periodo in cui sono stato a "Costantinopoli" (se la chiamate così davanti ad un turco rischiate seriamente) coincide con una parte del periodo del Ramadam e quindi tale fervore religioso forse capita solo in tale lasso di tempo. Le strade di mattina (a parte i turisti abbastanza numerosi) erano relativamente poco affollate cosa che invece non succedeva la sera, in cui molti turchi si accampavano nei parchi vicini alle moschee per picnic vari in attesa di poter mangiare dopo l'ultima preghiera dei muezzin. I monumenti sono molto interessanti e (a parte naturalmente la maggior parte delle costruzioni fatte dagli odiati dominatori bizantini di cui rimangono solo rovine) ben conservati. Inoltre i musei (anche se alcune ale erano in restauro) sono gestiti bene con opere molto interessanti, in particolare il museo archeologico ha tra i reperti il sarcofago di Alessandro Magno. La cucina, manco a dirlo è varia e deliziosa sia nel salato con le Pide (pizze turche) e il Kebab; sia nel dolce, se citiamo dolciumi di moltissimi tipi tra cui budini al riso squisiti e Baklava. Quello che viene fuori dal mio viaggio in Turchia che noi in Italia abbiamo molto da imparare riguardo al turismo e sicuramente azioni come abolire il palio di Siena non lo aiutano.

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venerdì 6 agosto 2010

Brambilla: "Il Palio" come "La Corrida"

Prima di iniziare il mio articolo volevo fare una "ola" al Fondatore del blog che ieri ha avuto un successone con il suo articolo "Trova le Differenze". Davvero Geniale.Complimenti.

Ma torniamo a noi. La nostra 'carissima' Ministro al Turismo On.Michela Vittoria Brambilla, dopo averci mostrato tette, slip e autoreggenti ieri esordisce (forse dopo una forte insolazione) contro il famossissimo e storico "Palio" di Siena paragonandolo alla cruenta "Corrida" della Catalogna."Se in Spagna rinunciano alla Corrida gli italiani possono fare a meno del Palio"dice il ministro.
"Il Palio di Siena - spiega - e' la piu' famosa, ma ne esistono altre iniziative che usano cavalli, asini e anche oche che spesso sono crudeli e ormai non hanno piu' senso". Mi sa che l'unica oca e asina che non sa di cosa si tratti "il Palio di Siena" sia lei, e noi ci teniamo a spiegarglielo.
Tratto dal sito del "Palio di Siena", credo che meglio di loro nessuno possa spiegarglielo:

"Il Palio, dal latino “pallium” che significa mantello e indica il drappo di stoffa, è una gara tra i rioni di una città o tra entità territoriali vicine tra di loro, in genere disputata con cavalli o altri animali.Il "palio" più celebre al mondo è il Palio di Siena, tradizionale manifestazione estiva che si disputa due volte all'anno (il 2 luglio, in onore della Madonna di Provenzano, e il 16 agosto, in onore dell'Assunta); eventualmente ne può essere indetto un terzo straordinario, corso in una data ben precisa, per celebrare un particolare evento (come ad esempio il Palio straordinario del 1969, corso per celebrare lo sbarco dell'uomo sulla Luna). Il Palio di Siena (come la maggior parte dei Palii corsi con cavalli) consiste in una corsa di cavalli cavalcati a pelo.Al Palio, il premio assegnato al vincitore è in genere un drappo dipinto con le insegne della città e/o del suo santo patrono."

Dopo una giustificazione tecnica ci teniamo anche a dare una ideologica, per far capire la netta differenza tra Palio e Corrida, e vi riporto qui le dichiariazioni di due Consiglieri del Pdl Marignani e Benedetti che sicuramente visto che sono Senesi Doc, ne sapranno qualcosa.

''Si vede che non conosce Siena - dicono Marignani e Benedetti - I cavalli a Siena sono trattati quasi meglio dei fantini. Sono sacri. E' lo stesso regolamento del Palio che lo garantisce, laddove prevede che il cavallo possa vincere anche tagliando il traguardo senza il fantino, ovvero, come si dice 'scosso'. Cio' determina un'attenzione per la sua salute e una dedizione al suo benessere Proprio per questo, osservano ancora Benedetti e Marignani, il paragone tra il Palio di Siena e la corrida non regge davvero: ''Alla Corrida i tori muoiono. Qui, invece, i cavalli si amano e si rispettano.Altro che mettere in pericolo questi preziosi animali''.

Dopo l'ennesimo flop da parte della Brambilla
(non è la sola del governo del "papi") che invece di elogiare e far conoscere le nostre tradizioni storico-culturali che ci valorizzano rispetto ad altri paesi del mondo e quindi propagandare il turismo crediamo che lei prima di aprire bocca e di mostrarci la sua lingerie sadomaso e i suoi lati più insidiosi senza chiederci il permesso dovrebbe informarsi (io direi un pò su tutto, cultura generale, ma giusto per sfizio) soprattutto sulle nostre radici storiche e culturali che portiamo sempre nel cuore, e in Italia sono tante le tradizioni, non di certo può arrivare lei, da chissà dove senza sapere sparando a zero offendendo una popolazione con una densa cultura.Perchè "Il Palio" è cultura, è come cancellare secoli e secoli di storia, facendo finta che non sia successo nulla.E credo che molti come me preferiscano cancellare, come con le penne cancellabili quando fai uno sgorbio la Brambilla piuttosto che il "Palio".Il "Palio" è nostro e ce lo teniamo.Tiè.

giovedì 10 dicembre 2009

Freddure al nucleare


Secondo la Brambilla il nucleare non danneggerebbe il turismo nel Veneto in fondo non ha tutti i torti. Pensate quanto potrebbe essere suggestivo vedere la laguna di Venezia fosforescente di notte per le sostanze radioattive!
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Bossi ha deciso di chiudere l'incidente diplomatico con Tettamanzi. Si recherà presto a casa del vescovo per farlo fuori e nascondere le tracce.
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Corona al fresco per 3 anni e 8 mesi. Posso dire poco oltre al fatto che godo come un suino a sapere di questa notizia.
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Il buon Fabrizio ha affermato di vergognarsi di essere italiano, in questo io e lui non siamo così diversi. A parte per il fatto che io mi vergogno della mia nazionalità perchè sulla carta d'identità la condivido con persone come lui.
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Berlusconi minaccia i giudici:"Cambieremo la Costituzione". Che palle, non dice nulla di nuovo, cambiasse copione!

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martedì 21 luglio 2009

Turismo agonizzante nella Città Eterna


Ci stiamo rovinando con le nostre stesse mani. Come dico spesso, la meschinità sta diventando uno dei capisaldi del nostro popolo. Tanto che il turismo rischia di sentirne. E parecchio. In particolare, il numero di turisti giapponesi che si recano a Roma si è dimezzato rispetto al 1997. Motivi? Le strade dell'Urbe sono sporche, e specialmente c'è un ricchissimo business delle Truffe! Se ne trovano di tutti i tipi. l'articolo linkato ne mostra qualcuna, ad esempio la truffa "logistica": tassisti abusivi che imbrogliano i turisti e si fanno pagare più del doppio dagli sfortunati Nipponici che ci cascano, poi ci sono le trappole per turisti, come gli pseudo centurioni, ma quelle più comuni e letali sono quelle alimentari, prezzi che levitano per gelati e ristoranti. E giustamente queste cose non passano inosservate, dato che ne parlano pubblicamente all'estero, in questo caso il Giappone, dove adesso Roma viene vista come una bellissima città d'arte ma anche come un "macchina succhia soldi". Offesissimo e tradito il Sindaco Alemanno che ha ribattuto dicendo che i turisti nipponici scontenti non sono la maggioranza e che i truffatori colti con le mani nel sacco sono stati puniti a suon di olio di ricino e manganellate e mandati al confino.

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