Nel Ferrarese un parroco si rifiuta di dare la comunione ad un ragazzino disabile perchè ritardato mentale. Manco a dirlo, tutte le persone vicine alla "vittima" hanno fatto quadrato e si sono scandalizzate dicendo che è stata lesa la dignità del bambino. Certo, tutte belle cose quelle dette dai fedeli, han pure ragione in fondo dato che la Chiesa non denigra nessuno (anzi dovrebbe in teoria, dato che gli omosessuali, le donne che abortiscono e i divorziati sono trattati come un male supremo da estirpare a colpi d'ascia) senza contare che a credere nel cattolicesimo ci sono già una moltitudine di ritardati, che male può fare aggiungerne un altro? Però nel loro scandalizzarsi ignorano il fatto che, nonostante tutto il prete ha detto una cosa innegabile. Sfido infatti che il ragazzino abbia scelto in maniera totalmente indipendente di diventare cattolico, quando probabilmente è stato, nel migliore dei casi, indottrinato dai familiari dato che, sarò cinico, ma non è difficile convincere un bambino influenzandolo con una religione che (almeno in teoria) parla di uguaglianza e buoni sentimenti, soprattutto se il bambino in questione ha un problema mentale e che è abituato a vedere come verità assoluta ciò che dicono i suoi genitori.
"Colui che è abbastanza paziente e valoroso da scrutare l'oscurità per tutta la vita, sarà il primo a scorgere in essa la luce." Metro 2033
mercoledì 11 aprile 2012
In nome del politically correct
Nel Ferrarese un parroco si rifiuta di dare la comunione ad un ragazzino disabile perchè ritardato mentale. Manco a dirlo, tutte le persone vicine alla "vittima" hanno fatto quadrato e si sono scandalizzate dicendo che è stata lesa la dignità del bambino. Certo, tutte belle cose quelle dette dai fedeli, han pure ragione in fondo dato che la Chiesa non denigra nessuno (anzi dovrebbe in teoria, dato che gli omosessuali, le donne che abortiscono e i divorziati sono trattati come un male supremo da estirpare a colpi d'ascia) senza contare che a credere nel cattolicesimo ci sono già una moltitudine di ritardati, che male può fare aggiungerne un altro? Però nel loro scandalizzarsi ignorano il fatto che, nonostante tutto il prete ha detto una cosa innegabile. Sfido infatti che il ragazzino abbia scelto in maniera totalmente indipendente di diventare cattolico, quando probabilmente è stato, nel migliore dei casi, indottrinato dai familiari dato che, sarò cinico, ma non è difficile convincere un bambino influenzandolo con una religione che (almeno in teoria) parla di uguaglianza e buoni sentimenti, soprattutto se il bambino in questione ha un problema mentale e che è abituato a vedere come verità assoluta ciò che dicono i suoi genitori.
giovedì 29 marzo 2012
Trallallero Trallallà
sabato 30 aprile 2011
Compagni di marachelle
martedì 25 gennaio 2011
Dicerie preoccupanti
giovedì 14 ottobre 2010
NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE!
In una realtà dove molto spesso non si hanno confronti diretti,dove non si ha la possibilità di parlare,di esprimersi,di denunciare una violenza e nel caso ultimo di Sarah Scazzi,promuoviamo questo video realizzato nella mia comunità locale che è quella della Città di Lavello, in Basilicata.
Diamo una voce a chi non c'è l'ha.Diciamo no alla violenza sulle donne!
Numero verde Antiviolenza Donna - 1522
mercoledì 22 settembre 2010
Se muori sul lavoro non me ne frega un cazzo ed è pure colpa tua!
mercoledì 15 settembre 2010
Alla luce del Sole
mercoledì 8 settembre 2010
Fahrenheit 451/2 La vendetta
giovedì 2 settembre 2010
Un male minore
martedì 31 agosto 2010
Viaggi mentali, ma anche no
venerdì 6 agosto 2010
Brambilla: "Il Palio" come "La Corrida"
Prima di iniziare il mio articolo volevo fare una "ola" al Fondatore del blog che ieri ha avuto un successone con il suo articolo "Trova le Differenze". Davvero Geniale.Complimenti.Ma torniamo a noi. La nostra 'carissima' Ministro al Turismo On.Michela Vittoria Brambilla, dopo averci mostrato tette, slip e autoreggenti ieri esordisce (forse dopo una forte insolazione) contro il famossissimo e storico "Palio" di Siena paragonandolo alla cruenta "Corrida" della Catalogna."Se in Spagna rinunciano alla Corrida gli italiani possono fare a meno del Palio"dice il ministro.
"Il Palio di Siena - spiega - e' la piu' famosa, ma ne esistono altre iniziative che usano cavalli, asini e anche oche che spesso sono crudeli e ormai non hanno piu' senso". Mi sa che l'unica oca e asina che non sa di cosa si tratti "il Palio di Siena" sia lei, e noi ci teniamo a spiegarglielo.
Tratto dal sito del "Palio di Siena", credo che meglio di loro nessuno possa spiegarglielo:
"Il Palio, dal latino “pallium” che significa mantello e indica il drappo di stoffa, è una gara tra i rioni di una città o tra entità territoriali vicine tra di loro, in genere disputata con cavalli o altri animali.Il "palio" più celebre al mondo è il Palio di Siena, tradizionale manifestazione estiva che si disputa due volte all'anno (il 2 luglio, in onore della Madonna di Provenzano, e il 16 agosto, in onore dell'Assunta); eventualmente ne può essere indetto un terzo straordinario, corso in una data ben precisa, per celebrare un particolare evento (come ad esempio il Palio straordinario del 1969, corso per celebrare lo sbarco dell'uomo sulla Luna). Il Palio di Siena (come la maggior parte dei Palii corsi con cavalli) consiste in una corsa di cavalli cavalcati a pelo.Al Palio, il premio assegnato al vincitore è in genere un drappo dipinto con le insegne della città e/o del suo santo patrono."
Dopo una giustificazione tecnica ci teniamo anche a dare una ideologica, per far capire la netta differenza tra Palio e Corrida, e vi riporto qui le dichiariazioni di due Consiglieri del Pdl Marignani e Benedetti che sicuramente visto che sono Senesi Doc, ne sapranno qualcosa.
Dopo l'ennesimo flop da parte della Brambilla (non è la sola del governo del "papi") che invece di elogiare e far conoscere le nostre tradizioni storico-culturali che ci valorizzano rispetto ad altri paesi del mondo e quindi propagandare il turismo crediamo che lei prima di aprire bocca e di mostrarci la sua lingerie sadomaso e i suoi lati più insidiosi senza chiederci il permesso dovrebbe informarsi (io direi un pò su tutto, cultura generale, ma giusto per sfizio) soprattutto sulle nostre radici storiche e culturali che portiamo sempre nel cuore, e in Italia sono tante le tradizioni, non di certo può arrivare lei, da chissà dove senza sapere sparando a zero offendendo una popolazione con una densa cultura.Perchè "Il Palio" è cultura, è come cancellare secoli e secoli di storia, facendo finta che non sia successo nulla.E credo che molti come me preferiscano cancellare, come con le penne cancellabili quando fai uno sgorbio la Brambilla piuttosto che il "Palio".Il "Palio" è nostro e ce lo teniamo.Tiè.
lunedì 2 agosto 2010
Radicalmente idioti

domenica 25 luglio 2010
Viaggio in campagna di un cittadino viziato

Tornando a noi invece voglio parlare del telegiornale, più precisamente il canale rainews24 dove mi sono imbattuto su uno dei sondaggi che fanno di solito. Questo in particolare era sul caso dei preti omosessuali e praticamente il sondaggio NON c'è stato: i passanti intervistati a Roma per la maggior parte hanno fatto o scena muta o hanno fatto finta di niente ignorando il povero intervistatore, tra quelli che facevano gli gnorri c'erano naturalmente i preti che tiravano dritto evitando il giornalista e le sue domande scomode (tranne un più cordiale prete di colore ha posto attenzione all'inviato rifiutando però cortesemente di rispondere). Solo una turista ispanica ha risposto (in spagnolo quindi non chiedetemi i dettagli!) e una turista toscana di passaggio. L'unica delle due che sono riuscito a capire ha detto solo che i preti omosessuali andrebbero "stogati". E su questo sono discretamente d'accordo con lei. Tuttavia pongo ai lettori un quesito. Il caso dei preti gay "conta" ugualmente come i pedofili? Non penso proprio, perchè una differenza determinante tra i due casi c'è! Quando si tratta degli uni il "peccato" è assai meno grave perchè il rapporto sessuale è (almeno in maggioranza dei casi) consenziente mentre per i pedofili si tratta di una vera e propria violenza!
mercoledì 30 giugno 2010
In ordine sparso
----------------------------------------------------
Gelmini: "Nella manovra nessun taglio all'università. C'era poco da maciullare ulteriormente."
Riguardo agli esami di maturità il ministro ha detto "si sono svolti con regolarità: le tracce degli scritti sono piaciute ai ragazzi, abbiamo dato un'impostazione più vicina
alla loro sensibilità. Siamo anche riusciti a garantire la riservatezza, non facile in tempi di Internet. E' andato tutto bene." Poi è scoppiata a ridere.
----------------------------------------------------
Dell'Utri considera i giudici che l'hanno condannato "senza coraggio." Mentre un certo Vittorio Mangano, accusato di spaccio, estorsione e duplice omicidio, per Dell'Utri è un eroe. In sintesi ecco a voi il codice etico dei Berlusconiani: Giustizia da condannare criminalità da premiare.
----------------------------------------------------
Il Giornale feltriano è scandalizzato per l'assoluzione di Tartaglia e oggi titola: "Per i giudici ferire Berlusconi non è reato". Concordo coi giudici. Il vero reato è votarlo.
----------------------------------------------------
All'asta per 13 mila dollari una ciocca di capelli di Napoleone Bonaparte. Berlusconi furioso. Una sua ciocca non costerà mai così tanto, dato che i suoi capelli sono finti.
sabato 29 maggio 2010
UN PARLAMENTO SENZA CONDANNATI.

I parlamentari Italiani? La maggior parte condannati in via
definitiva. Ecco un promemoria da tenere sempre a portata
di mano.
XIV Legislatura
Casa delle Libertà:
Forza Italia:
Massimo Maria Berruti - Deputato: 8 mesi definitivi per favoreggiamento nel processo sulle tangenti della Fininvest alla Guardia di Finanza (rilasciate dal Manager della Fininvest, Salvatore Sciascia), per aver tentato di depistare le indagini cercando di impedire ai finanzieri arrestati di rilasciare al giudice la propria testimonianza sul caso.
Alfredo Biondi - Deputato ed ex Vicepresidente della Camera dei deputati (nelle Legislature X, XI, XIII, XIV): 2 mesi patteggiati per evasione fiscale a Genova.
N.B. La sentenza di condanna è stata revocata in data 28 settembre 2001 per intervenuta abrogazione del reato.
Gianpiero Cantoni - Senatore, ex presidente della BNL: 2 anni e 800 milioni di lire patteggiati per corruzione e bancarotta fraudolenta.
Marcello dell'Utri - Senatore: 6 mesi patteggiati per false fatture e falso in bilancio. 2 anni definitivi per false fatture e frode fiscale commessi a Torino nell'ambito della gestione di Publitalia.
Antonio Del Pennino - Senatore: 2 mesi e 20 giorni patteggiati per finanziamento illecito nell'ambito dello scandalo Enimont. 1 anno, 8 mesi e 20 giorni patteggiati per finanziamento illecito della metropolitana milanese.
Walter De Rigo - Senatore: 1 anno e 4 mesi patteggiati per truffa ai danni del Ministero del Lavoro e della CEE per falsi corsi di qualificazione professionale per la sua azienda.
Gianstefano Frigerio - Deputato: 3 anni e 9 mesi per corruzione per le tangenti delle discariche milanesi. 2 anni e 11 mesi per concussione, corruzione, ricettazione e finanziamento illecito in Tangentopoli.
Giorgio Galvagno - Deputato ed ex-Sindaco di Asti: 6 mesi e 26 giorni patteggiati per inquinamento delle falde acquifere, abuso e omissione di atti ufficio, falso ideologico, delitti colposi contro la salute pubblica e omessa denuncia dei responsabili della Tangentopoli astigiana nello scandalo della discarica di Vallemanina e Valleandona.
Lino Jannuzzi - Senatore: 2 anni e 4 mesi per vari casi di diffamazione.
N.B. Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha successivamente graziato Jannuzzi in data 16 febbraio 2005.
Rocco Salini - Senatore ed ex-presidente della commissione del Senato sull’uranio impoverito: 1 anno e 4 mesi di reclusione per falso ideologico e abuso d’ufficio, in seno alla giunta di Teramo (inquisita per uso scorretto di 450 miliardi di € di fondi europei), della quale Salini fu l’unico condannato definitivo.
Vittorio Sgarbi - Deputato: 6 mesi e 10 giorni definitivi per falso e truffa aggravata e continuata ai danni del Ministero dei Beni culturali per produzione di documenti falsi e assenteismo mentre era dipendente del Ministero dei Beni culturali del Veneto. Oltre 1000 € di multa per diffamazione aggravata sulle indagini del pool antimafia di Palermo.
Egidio Sterpa - Deputato: condannato a 6 mesi definitivi nell'ambito dello scandalo dei fondi neri dell'Enimont.
Antonio Tomassini - Senatore, ex-medico chirurgo e responsabile Sanità di Forza Italia: 3 anni definitivi per falso in certificazione per aver alterato la sua cartella clinica, riguardo un intervento di parto da lui attuato in cui la bambina partorita subì gravi lesioni cerebrali.
Alfredo Vito - Deputato: 2 anni patteggiati e 5 miliardi di lire restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli.
UDC:
Vito Bonsignore - Eurodeputato: 2 anni definitivi per tentata corruzione per l'appalto dell'ospedale di Asti.
Calogero Sodano - Senatore ed ex-Sindaco di Agrigento: 1 anno e 6 mesi definitivi per abuso d’ufficio finalizzato a favorire i costruttori abusivi in cambio di favori elettorali.
Lega Nord:
Mario Borghezio - Eurodeputato: 750 mila lire di ammenda per aver trattenuto per un braccio un ragazzino marocchino di 12 anni. 2 mesi e 20 giorni definitivi in incendio aggravato da "finalità di discriminazione" per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati extracomunitari che dormivano sotto un ponte del fiume Dora a Torino.
Umberto Bossi - Eurodeputato e Segretario di Partito: 8 mesi definitivi nell'ambito dello scandalo Enimont. 1 anno definitivo dalla Cassazione per affermazioni verbali di istigazione a delinquere in occasione di due comizi della Lega Nord a Bergamo, in cui si incitavano i militanti leghisti a "cacciare i fascisti dal Nord anche con la violenza". Due condanne definitive per altrettante compiute affermazioni verbali di vilipendio alla bandiera italiana, la prima ad 1 anno e 4 mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena, la seconda a una multa di 3 mila € (essendo nel frattempo intervenuta modifica in punto pena del reato all'inizio del 2006 ad opera del III Governo Berlusconi).
Roberto Maroni - Deputato e Ministro dell'Interno: 4 mesi e 20 giorni per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale durante la perquisizione della polizia nella sede leghista di via Bellerio a Milano, per aver morsicato la gamba dell'ufficiale di polizia, dopo la caduta in terra.
DC per le Autonomie:
Paolo Cirino Pomicino - Eurodeputato ed ex-UDEUR: 1 anno e 8 mesi definitivi per finanziamento illecito nell'ambito dello scandalo Enimont. 2 mesi patteggiati per corruzione nell'ambito dello scandalo dei fondi neri dell'Eni.
PRI:
Giorgio La Malfa - Deputato ed ex-Ministro per le Politiche Comunitarie (a partire dal 22 aprile 2005): 6 mesi e 20 giorni nell'ambito dello scandalo dei fondi neri dell'Enimont.
Socialisti Uniti per l'Europa:
Gianni De Michelis - Eurodeputato e Segretario di Partito: 2 anni e 6 mesi patteggiati per corruzione nell'ambito delle tangenti autostradali del Veneto. 6 mesi patteggiati nell'ambito dello scandalo Enimont.
L'Ulivo:
La Margherita:
Enzo Carra - Deputato: 1 anno e 4 mesi definitivi per false dichiarazioni al PM su tangente Enimont.
XV Legislatura
Casa delle Libertà:
Forza Italia:
Massimo Maria Berruti: favoreggiamento.
Alfredo Biondi: evasione fiscale (reato poi depenalizzato).
Gianpiero Cantoni: patteggiamento per corruzione e bancarotta fraudolenta.
Marcello Dell'Utri: false fatture, falso in bilancio e frode fiscale.
Lino Jannuzzi: diffamazione aggravata.
Giorgio La Malfa: finanziamento illecito.
Giovanni Mauro - Senatore: definitiva condanna per diffamazione aggravata.
Cesare Previti - Deputato: 6 anni definitivi per corruzione del giudice Vittorio Metta nel processo sulla contesa della Mondadori tra Silvio Berlusconi e l'ingegnere Carlo De Benedetti, al fine di concedere la proprietà esclusiva della casa editrice alla Fininvest. Si è dimesso dalla carica di deputato il 31 luglio 2007.
N.B. Il 29 luglio 2006, con l'approvazione della legge sull'indulto, Cesare Previti è stato riabilitato.
Egidio Sterpa: finanziamento illecito.
Antonio Tomassini: falso in atto pubblico.
Alfredo Vito: corruzione.
Alleanza Nazionale:
Marcello De Angelis - Senatore: 6 anni definitivi per banda armata e associazione sovversiva per aver partecipato all'organizzazione terroristica di estrema destra Terza Posizione.
Domenico Nania - Senatore: 7 mesi definitivi per lesioni volontarie personali all'età di 18 anni nell'ambito di scontri fisici avvenuti tra studenti di destra e di sinistra.
UDC:
Vito Bonsignore: tentata corruzione.
Aldo Patriciello - Eurodeputato: definitiva condanna per finanziamento illecito.
Lega Nord:
Mario Borghezio: violenza privata su minore e incendio aggravato.
Umberto Bossi: finanziamento illecito, istigazione a delinquere e vilipendio alla bandiera italiana.
Roberto Maroni: resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.
DC per le Autonomie:
Paolo Cirino Pomicino: corruzione e finanziamento illecito.
Antonio Del Pennino: finanziamento illecito
Nuovo PSI:
Gianni De Michelis: corruzione e finanziamento illecito.
L'Unione:
La Margherita (poi confluiti nel Partito Democratico):
Enzo Carra: falsa testimonianza.
Partito della Rifondazione Comunista:
Daniele Farina - Deputato e fondatore e leader storico del centro sociale milanese di Leoncavallo: 1 anno e 6 mesi complessivi per fabbricazione, detenzione e porto abusivo di ordigni esplosivi e resistenza a pubblico ufficiale, durante la manifestazione antifascista dei collettivi universitari e durante gli scontri davanti alla centrale nucleare di Montalto di Castro (reati poi sottoposti ad amnistia). 10 mesi per lesioni personali gravi durante gli scontri tra i servizi d’ordine sindacale e i servizi d'ordine di Leoncavallo. Definitiva condanna per inosservanza degli ordini delle autorità, dovuta al mancato rispetto delle ordinanze del Sindaco di Milano Marco Formentini sui concerti a Leoncavallo.
Rosa nel Pugno:
Sergio D'Elia - Deputato: 25 anni definitivi per banda armata e concorso morale in omicidio, per aver concorso all'organizzazione terroristica di estrema sinistra Prima Linea, nella quale il gruppo armato di D'Elia uccise l'agente Fausto Dionisi. Nel 2000 D’Elia è stato però riabilitato con sentenza del Tribunale di Roma, con parere favorevole dello stesso procuratore generale.
XVI Legislatura
Il Popolo delle Libertà:
Massimo Maria Berruti: 8 mesi definitivi per favoreggiamento nel processo tangenti Guardia di Finanza.
Vito Bonsignore: 2 anni definitivi per tentata corruzione appalto ospedale Asti.
Gianpiero Cantoni: patteggiamento per corruzione e bancarotta fraudolenta.
Giuseppe Ciarrapico - Senatore: 623.500 lire di ammenda per ripetuto sfruttamento di lavoro
minorile. 3 anni per ricettazione fallimentare nell'ambito del crack di 70 miliardi della società che controllava la «Casina Valadier». 4 anni e 6 mesi per bancarotta fraudolenta nell'ambito del crack del Banco Ambrosiano. 1 anno e 8 mesi per truffa pluriaggravata a danno di Inps, Inail e Inam per non aver registrato nei rispettivi libri paga i salari dei dipendenti delle società. 1 anno (con rito abbreviato) per falso in bilancio e truffa nell'ambito dello scandalo Safim Leasing-Italsanità, in cui la Safim Factor cedette a Ciarrapico vari miliardi di lire ricavati con falsi crediti dopo aver affittato suoi immobili in Italsanità.
Marcello De Angelis: banda armata e associazione sovversiva.
Marcello Dell'Utri: false fatture, falso in bilancio e frode fiscale.
Renato Farina - Deputato: 6 mesi (patteggiati) per favoreggiamento nel rapimento dell'ex-imam di Milano Abu Omar.
Giorgio La Malfa: condanna definitiva a 6 mesi e 20 giorni per finanziamento illecito Enimont.
Domenico Nania: lesioni personali.
Giulio Camber: millantato credito.
Salvatore Sciascia - Senatore ed ex-Manager della Fininvest: 2 anni e 6 mesi per corruzione di ufficiali e sottoufficiali della Guardia di Finanza, allo scopo di alleggerire le verifiche fiscali della Fininvest.
Antonio Tomassini: Condannato in via definitiva dalla Cassazione a 3 anni per falso.
Lega Nord:
Mario Borghezio: violenza privata su minore e incendio aggravato.
Umberto Bossi: finanziamento illecito, istigazione a delinquere e vilipendio alla bandiera italiana.
Roberto Maroni: resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.
UDC:
Giuseppe Naro - Deputato: 6 mesi definitivi per abuso d’ufficio volto a utilizzare il denaro pubblico per pagarsi 462 ingrandimenti fotografici al prezzo complessivo di 800 milioni di lire.
Giuseppe Drago - Deputato: 3 anni definitivi per peculato, essendosi appropriato, senza fare rendiconti, dei fondi riservati della Presidenza della Regione Siciliana, quando ricopriva tale carica. A seguito della pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici decade dalla carica di deputato.
Enzo Carra - Deputato (eletto nelle liste del PD): falsa testimonianza.
Partito Democratico:
Antonino Papania - Deputato ed ex-Assessore al Lavoro in Regione Siciliana: 2 anni, 20 mesi e 20 giorni patteggiati per abuso d'ufficio volto alla compravendita di posti di lavoro per ex-detenuti disoccupati, per conto di alcuni esponenti del sindacato Failea.

sabato 22 maggio 2010
La lettera di Maria Luisa Busi, "Non mi riconosco più nel TG1".
"Caro direttore ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell'edizione delle 20 del Tg1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il Tg1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori".
"Come ha detto il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Sergio Zavoli: 'La più grande testata italiana, rinunciando alla sua tradizionale struttura ha visto trasformare insieme con la sua identità, parte dell'ascolto tradizionale".
"Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perché è un grande giornale. E' stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che sono stati emarginati. Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese. Il giornale degli italiani. Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il giornale di una voce sola. Oggi l'informazione del Tg1 è un'informazione parziale e di parte. Dov'è il Paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d'Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti perché negli asili nido non c'è posto per tutti i nostri figli? Devono farsi levare il sangue e morire per avere l'onore di un nostro titolo.
E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie. Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell'Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perchè falliti? Dov'è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell'Italia esiste. Ma il tg1 l'ha eliminata. Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel Tg1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale".
"L'Italia che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un'informazione di parte - un editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro sull'inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato, smentito dai fatti il giorno dopo - e l'infotainment quotidiano: da quante volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel lago, alle mutande antiscippo. Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale del servizio pubblico della più importante azienda culturale del Paese. Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di più alto profilo e interesse generale".
"Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto. Nell'affidamento dei telespettatori è infatti al conduttore che viene ricollegata la notizia. E' lui che ricopre primariamente il ruolo di garante del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori".
"I fatti dell'Aquila ne sono stata la prova. Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al grido di vergogna e scodinzolini, ho capito che quel rapporto di fiducia che ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. E' quello che accade quando si privilegia la comunicazione all'informazione, la propaganda alla verifica".
Nella lettera a Minzolini Busi tiene a fare un'ultima annotazione "più personale": "Ho fatto dell'onestà e della lealtà lo stile della mia vita e della mia professione. Dissentire non è tradire. Non rammento chi lo ha detto recentemente. Pertanto:
1) Respingo l'accusa di avere avuto un comportamento scorretto. Le critiche che ho espresso pubblicamente - ricordo che si tratta di un mio diritto oltre che di un dovere essendo una consigliera della FNSI - le avevo già mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente. Con spirito di leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il nostro la circolazione delle idee e la pluralità delle opinioni costituisca un arricchimento. Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma è palese che non c'è più alcuno spazio per la dialettica democratica al Tg1. Sono i tempi del pensiero unico. Chi non ci sta è fuori, prima o dopo.
2) Respingo l'accusa che mi è stata mossa di sputare nel piatto in cui mangio. Ricordo che la pietanza è quella di un semplice inviato, che chiede semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti. Tutti e onesti. E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai, lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a presentare le loro conventions, ritenendo che un giornalista del servizio pubblico non debba trarre profitto dal proprio ruolo.
3) Respingo come offensive le affermazioni contenute nella tua lettera dopo l'intervista rilasciata a Repubblica 2, lettera nella quale hai sollecitato all'azienda un provvedimento disciplinare nei miei confronti: mi hai accusato di "danneggiare il giornale per cui lavoro", con le mie dichiarazioni sui dati d'ascolto. I dati resi pubblici hanno confermato quelle dichiarazioni. Trovo inoltre paradossale la tua considerazione seguente: 'il Tg1 darà conto delle posizioni delle minoranze ma non stravolgerà i fatti in ossequio a campagne ideologiche". Posso dirti che l'unica campagna a cui mi dedico è quella dove trascorro i week end con la famiglia. Spero tu possa dire altrettanto. Viceversa ho notato come non si sia levata una tua parola contro la violenta campagna diffamatoria che i quotidiani Il Giornale, Libero e il settimanale Panorama - anche utilizzando impropriamente corrispondenza aziendale a me diretta - hanno scatenato nei miei confronti in seguito alle mie critiche alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria: screditare subito chi dissente per indebolire la valenza delle sue affermazioni. Sono stata definita 'tosa ciacolante - ragazza chiacchierona - cronista senza cronaca, editorialista senza editoriali' e via di questo passo. Non è ciò che mi disse il Presidente Ciampi consegnandomi il Premio Saint Vincent di giornalismo, al Quirinale. A queste vigliaccate risponderà il mio legale. Ma sappi che non è certo per questo che lascio la conduzione delle 20. Thomas Bernhard in Antichi Maestri scrive decine di volte una parola che amo molto: rispetto. Non di ammirazione viviamo, dice, ma è di rispetto che abbiamo bisogno".
E conclude: "Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il pubblico, per la verità.
Quello che nutro per la storia del Tg1, per la mia azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori, nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il dovere".
mercoledì 19 maggio 2010
Sventato Attentato al Mondiale in Sud Africa
Al Qahtani, 31 anni, sarebbe stato in contatto con Ayman al Zawahiri, il numero due della rete di Al Qaeda. L'alto ufficiale iraqeno non ha, però, fornito ulteriori dettagli sull'attentato programmato in Sudafrica.
Il presunto terrorista avrebbe partecipato ad una serie di attacchi contro gli hotel di Baghdad, a gennaio, e, il mese prima, a diversi attentati nella capitale iraqena.
Sempre secondo il generale Al Moussawi, nei giorni scorsi è stato arrestato anche un altro membro di Al Qaeda: un cittadino algerino, ritenuto il capo militare dell'organizzazione per il settore occidentale di Baghdad.
Le autorità sudafricane hanno fatto sapere di non aver ricevuto alcuna comunicazione dal governo iraqeno. Il tutto mentre, a Johannesburg, sfilavano 200 veicoli appartenenti alle forze di sicurezza, accompagnati da due elicotteri della polizia. Una manifestazione tesa a dimostrare, ancora una volta, che i Mondiali si svolgeranno in un clima di totale sicurezza.
D'altra parte, lo stesso presidente Jacob Zuma, lo scorso gennaio, al Forum Economico di Davos, aveva rassicurato tifosi e turisti: «Siamo pronti!» diceva.
A tenere alta la tensione, ci sono anche le minacce esplicite arrivate nei mesi scorsi dai siti islamisti riconducibili ad Al Qaeda nel Maghreb Islamico (Aqmi), il braccio africano della rete di Osama Bin Laden. Aqmi ha annunciato la preparazione di attacchi negli stadi, durante le partite giocate da alcune Nazionali, tra cui, anche quella italiana.
giovedì 13 maggio 2010
L'esilarante umorismo della destra estrema
Quando ho letto questa notizia non ho provato sorpresa, ma soltanto l'ennesimo retrogusto di rassegnazione e indignazione. Conosco la zona "Bravetta" della mia città, dato che ho dovuto averci spesso a che fare dato che in questo quartiere c'è la centrale del mio vecchio liceo e tuttora ci vado per frequentare un laboratorio teatrale. E ogni volta che vado lì non è raro trovare manifesti e volantini che mostrano banali slogan simpatizzanti fascisti e militaristi, a volte si trova l'invito di turno a partecipare al cinferoum di turno organizzato dal partito di destra estrema di turno che proietta i soliti film militaristi alla 300 o di denuncia alla Fight club oppure anniversari vari dell'intellettuale fascista di turno ( a volte, per fortuna, perfettamente sconosciuto!) finedo la mia chilometrica e indignata presentazione, passiamo all'articolo vero e proprio. Come vedete dall'immagine qualcuno ha avuto la simpaticissima idea di scrivere la battuta "Anna non l'ha fatta Frank", contornata da una carinissima svastica nazista. E qui non solo fa schifo la mancanza di civiltà e di cultura ma anche lo humour scarso a livelli di competizione internazionale, se non intercontinentale. Aggiungiamo poi che Alemanno è apparso per il suo solito ipocrita discorso da maestrina di paese e il gioco è fatto. Anche il buon Gianni esclama che la scritta è oscena e vergognosa, ma è costretto. Ricopre una carica riconosciuta da uno Stato Democratico e quindi non può permettersi l'indifferenza (se non un tacito appoggio!) per un caso simile. Ma se non fosse sindaco secondo me avrebbe sicuramente la prima reazione. Questo perchè, anche se non lo vuole ammettere, lui da giovane ha fatto parte di Forza Nuova, uno di quei partiti simpatizzanti fascisti che ha dato la nascita ad un comportamento simile da quelle che ora sono le nuove mini-destre estreme che fanno questi interventi incivili. E quindi Alemanno, ai tempi di questa adesione avrebbe potuto essere uno di questi imbrattatori armati di bomboletta spray che tanto condanna, ma a cui vorrebbe invece stringere la mano.giovedì 22 aprile 2010
Earth Day 2010

Per garantire anche alle generazioni future un ecosistema sano e in equilibrio, molti sono gli organismi internazionali al lavoro, in questi anni. Uno degli studi più importanti nato per calcolare il rapporto tra investimenti e servizi provenienti dalla biodiversità, ad esempio, è il TEEB, patrocinato dall’UNEP e finanziato dal governo tedesco. I suoi dati hanno rilevato come l’investimento nella conservazione, nella gestione e nel restauro degli ecosistemi possa essere fonte di grandi profitti economici soprattutto per il futuro. Solo per fare qualche esempio ripristinare un ettaro di area costiera potrebbe arricchire la comunità locale di circa 73.900 dollari, e addirittura tutelare la stessa area di barriera corallina potrebbe rendere e fino a 129.000 dollari. Le specie che, invece, stiamo già distruggendo o portando all’estinzione ogni anno ci costano molto di più. Alcune ricerche infatti, come la COPI (Cost Of Policy Inaction), dicono che in Europa, nel 2050, la distruzione della biodiversità terrestre costerà circa 1.100 miliardi di euro ogni anno, circa il 4% dell’intero PIL europeo. La sfida del futuro si gioca anche e soprattutto nel campo energetico, però. Per rendere veramente ospitale il nostro pianeta da qui a cento anni bisognerà potenziare, su scala mondiale, l’investimento nelle energie rinnovabili, che potranno essere anche un ottimo volano per l’occupazione. A esserne convinto anche Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia, secondo cui “la chiave per la creazione di posti di lavoro e per un’economia sostenibile e garantita a lungo termine sarà fare in modo che le attività economiche rispettino i limiti ecologici – ha detto – Per questo il WWF chiede che gli obiettivi europei per il 2020 (20/30% riduzione delle emissioni, 20% energie rinnovabili, 20% efficienza energetica) siano estesi anche alla biodiversità, per fermarne la perdita da qui a dieci anni”.
Sciopero della fame
