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"Colui che è abbastanza paziente e valoroso da scrutare l'oscurità per tutta la vita, sarà il primo a scorgere in essa la luce." Metro 2033
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sabato 6 novembre 2010
Una reazione a catena di Epic Fail
Già ho parlato, in un precedente articolo della mia stima per Matteo Renzi, membro giovane e di spicco del Partito Democratico. Tale stima però non è provata da qualcun altro, il cui sostegno vale meno, ahimè di quello dato da un blogger comeil sottoscritto. Naturalmente a non averlo tra i migliori amici su Facebook sono i "vecchi" del PD tra cui il vecchio per eccellenza, zio Bersy. Il sindaco di Firenze ha indetto la convention a Firenze "Prossima fermata:Italia", creata per parlare di come rendere migliore il PD e naturalmente anche della situazione italica. Naturalmente Bersani, la Finocchiaro e gli altri membri della casa di risposo del PD sono troppo offesi dalle GIUSTE accuse del giovane fiorentino e quindi si sono rifiutati di partecipare. Come se litigare e fare ostruzionismo in modo idiota giovasse al partito. Il brutto è che per Bersani & company l'imbecillità è ormai un vero e proprio marchio di fabbrica. Tutto ciò invece non si riesce a capire quando si vede da altre parti. Sto parlando di Vendola e quasi non ci credo. Bersy ha organizzato una bella manifestazione per un motivo molto raro parlando del Partito Democratico, ovvero contro il governo. E, una volta tanto in cui il Piddì dimostra di non baciare le scarpe di Berlusconi Vendola lo snobba rifiutando di partecipare alla manifestazione. Solo io sono l'unica persona antiberlusconiana che crede che l'opposizione (o pseudopposizione parlando di piddì) debba essere unita dato che per sconfiggere un leader come Berlusconi che ha la propria forza nel numero di beceri sostenitori è necessario avere il maggior numero di sostenitori (magari non beceri) possibile.
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sabato 26 giugno 2010
Comitato 3e32. Una manifestazione passata sotto silenzio, una realtà che invece esiste.

L'Aquila 17 giugno 2010
DOPO CHE PER MESI A L'AQUILA I MEDIA HANNO ROVISTATO
NELLE NOSTRE CASE E NELLE NOSTRE VITE IN MANIERA
INVASIVA E IPOCRITA,
DOPO CHE TUTTE LE PARATE DEL GOVERNO SUL NOSTRO
TERRITORIO SONO RIMBALZATE SUGLI SCHERMI DI TUTTA
ITALIA,
DOPO CHE PER PIU' DI UN ANNO SI E' COSTRUITA UN'ENORME
BUGIA MEDIATICA FATTA DI SCENOGRAFIE E REPRESSIONI,
IERI, VOI SERVI DEL POTERE DEL COSIDDETTO SERVIZIO
PUBBLICO (OLTRE AI SERVI PRIVATI) SIETE RIUSCITI A NON
DIRE NULLA (A PARTE TG3 E LA7) DELLA PIU' GRANDE
MANIFESTAZIONE DELLA STORIA DELLA NOSTRA CITTA'.
PIU' DI 20.000 TRA CITTADINI, FORZE SOCIALI E
ISTITUZIONI, HANNO ATTRAVERSATO LA CITTA' E HANNO INVASO
L'AUTOSTRADA BLOCCANDOLA PER PIU' DI UN'ORA.
ERA NOTIZIA DI APERTURA E INVECE AVETE AVUTO IL CORAGGIO
DI NON PARLARNE PER NIENTE. DOPO AVER USATO LA NOSTRA
CITTA' COME SPOT, ORA CHE LE BUGIE VENGONO A GALLA NON
POTETE FARE ALTRO CHE NASCONDERLA.
MA NON DURERA', PREPARATEVI PERCHE' PRESTO CI VEDRETE A
ROMA, IN MASSA, A BLOCCARE LA CAPITALE E AD ASSEDIARE IL
PARLAMENTO E PALAZZO CHIGI PER PRETENDERE GIUSTIZIA,
EQUITA' E VERITA'.
Comitato 3e32
WWW.3e32.COM
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sabato 19 giugno 2010
Con la Lega non si lega
Alla manifestazione contro la manovra finanziaria Bersani è come un orologio rotto. Ogni tanto segna l'ora esatta. Peccato che molto raramente. Tuttavia oggi è stata una di quelle rare volte, dato che ha detto una cosa giusta sulla Lega. I polentofagi infatti, secondo le parole di Bersy sono duri con gli inni ma mollaccioni con i miliardari. Il tutto si può parafrasare in una frase ben più sensata: i polentoni rompono tanto i coglioni con l'identità padana e si scandalizzano quando sentono l'inno di Mameli, ma quando si parla di miliardari che per il bene dello stato pagano una miseria in tasse e contributi allo stato in generale, mentre gli statali devono spaccarsi il culo per pochi spiccioli nel tentativo di arrivare a fine mese tacciono e ignorano la cosa, dando magari la colpa (anche senza alcun senso logico) a qualche immigrato di turno che ruba sadicamente il lavoro ai milanesi perbene ecc. Per quanto riguarda me anche a me l'inno di Mameli non piace (anzi da qualche anno a questa parte mi secca i coglioni), ma è comunque un inno mentre "Va pensiero" sarà anche un bellissimo pezzo di musica lirica, ma con l'Italia c'entra sicuramente meno di "Fratelli d'Italia"! Prima che qualcuno dica "Guarda che Verdi è italiano quindi con l'Italia c'entra eccome" gli ricorderei cortesemente che a cantare quel canto nel Nabucco di questo compositore sono gli ebrei sconfitti dai babilonesi, e certamente non dei milanesi!
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lunedì 29 marzo 2010
RAI PER UNA NOTTE. Cosa cambia per la RAI, i media e Berlusconi, dopo il successo del programma di Santoro.
Dalla notte stellare del 25 marzo niente è più lo stesso nel sistema integrato dei media: Tv, web, satellite, digitale terrestre, radio, piazze, un mix di luoghi virtuali e concreti, che hanno fornito la rete di trasmissione del programma anticensura organizzato dalla FNSI e condotto da Michele Santoro, "Raiperunanotte". Un successo di ascolti, che va ben aldilà delle rilevazioni tradizionali eseguite dall’Auditel. Un caso mediatico unico in Europa ed esemplare a livello mondiale.Cosa cambia per la TV e per la RAI, ora? Intanto, la censura non paga. Un pubblico “fidelizzato” a certi programmi segue autori e conduttori anche in altre reti, che siano quelle tradizionali o quelle di “Nuova Generazione”. Il pubblico giovanile, già poco presente negli share di ascolto RAI, preferisce “navigare” verso altri lidi tecnologici. Così la RAI invecchia il suo target, ma la stessa epidemia sta colpendo anche Mediaset. Sarà un problema che interesserà da subito anche gli inserzionisti pubblicitari. Quando in una serata come quella di giovedì scorso, il panel complessivo di ascolti delle reti tradizionali si abbassa di parecchi milioni di utenti, a favore dei nuovi media, suona un campanello di allarme!
Il mercato è maturo, seppure ancora un po’ indefinito, a recepire inserzioni pubblicitarie via WEB. Magari non con i soliti spot, insopportabili, che interrompono “le emozioni”, che chiudono temporaneamente il racconto mediatico del programma, ma come sponsor di qualità all’inizio, a metà percorso e alla fine dell’opera stessa. Questo è quanto vuole un “pubblico adulto”, che si è fatto le ossa sul WEB, scaricando file più o meno abusivamente, chattando di notte, dialogando nei social network, bloggando o discutendo nei forum dei siti più o meno politicizzati. Ed è un pubblico vasto, che abbraccia tutte le sfumature del popolo italiano, sia generazionalmente (svariando dai 18 ai 70 anni), sia come cultura (da medie superiori a laureati, ma anche ad “alfabetizzati di ritorno” grazie al WEB), sia poi per classi sociali: la rete è interclassista e supera le barriere di provenienza di “casta” economica o lavorativa. Il cosiddetto “Popolo viola” ne riassume perfettamente tutte le caratteristiche.
Calerà nel tempo, quindi, la disponibilità da parte dei grandi pubblicitari a investire nelle reti tradizionali, spostandosi, come già avviene in USA, Canada e Gran Bretagna, verso i “New media”, verso l’interconnessione tra le varie piattaforme. Pertanto, non solo la RAI dovrà correre ai ripari, ma anche Mediaset. Qui sta il vero problema di Berlusconi. La sua idiosincrasia a confrontarsi col mercato, con la libera concorrenza, lo ha sempre spinto, prima negli affari immobiliari, poi con i media e, infine, nella politica, a mettere nell’angolo i “competitors” ,utilizzando tutti i mezzi leciti ed illeciti, come dimostrano anche questi ultimi 16 anni di inchieste giudiziarie e di processi.
Partito con l’ombrello politico di Craxi e dei socialisti lombardi, ma anche mantenendo forti contatti con i democristiani meneghini, Berlusconi si è allargato dall’immobiliare alla TV, alla grande distribuzione. Con la Standa (la prima “Casa degli italiani”, ricordate?) è stato il suo primo, grande flop, tanto da rimetterci soldi, sonni e alleanze. Era incapace di reggere alla concorrenza agguerrita delle altre catene distributive nazionali ed europee ed era ancora pieno di debiti (tanto che le banche e la Consob avevano obbligato il gruppo a ripianare i debiti bancari attraverso gli introiti giornalieri della Standa). Forse, studiando con attenzione il caso Standa, si potranno scoprire i veri lati deboli e il castello di illusioni su cui si basa il “successo” politico di Berlusconi! Lo stesso sta avvenendo con i New media.
Berlusconi crede di poter “raschiare il fondo del barile” del suo consenso, ancora basandosi sull’elettorato scarsamente acculturato, fatto anche di pensionati e casalinghe, di gente senza idee politiche precise, qualunquiste, di strati della popolazione interessata a fare gli affari tipo “mordi e fuggi”, propensa all’evasione e all’elusione fiscale, che si identifica con il successo del leader “fai da te” e con i suoi molteplici programmi reality. Questo “panel” è in via di esaurimento, però, perché la stessa crisi economica e sociale ha colpito pesantemente il loro potere di acquisto e li ha fatti ricadere sulla cruda realtà: si sentono isolati dal resto delle altre categorie sociali, il loro “tiranno-sultano” non ha più ricette miracolistiche, le famiglie entrano in crisi interna, prospettive di qualsiasi genere, lecite ed illecite, per uscire dal tunnel non ne intravvedono. E poi c’è la crescita inarrestabile e liberatoria della Rete, che sta coinvolgendo larghi strati della popolazione, anche quella un tempo più sensibile ai richiami illusionistici del “mago di Arcore”.
Sulla rete di discute, ci si incontra come in una piazza o in un locale virtuali, si confrontano gli stili di vita e si confessano le difficoltà. Si cerca anche di reagire solidaristicamente. Si tenta di inventarsi espedienti per uscire dalla crisi e per “farsi vedere”, “farsi riconoscere”, magari nelle piazze reali, dove si organizzano eventi concreti. Si esce dall’isolamento locale, regionale, nazionale e, persino, internazionale. Si scambiano, quindi, informazioni e si ricevono analisi, critiche, filmati, contenuti informativi da realtà diverse e più libere di quelle italiane. Un po’ come succede negli stati davvero più oppressi da regime autocratici o dittatoriali, come Cina, Iran, Russia. Questo scambio fondamentale per la circolazione dei diritti di libertà a livello mondiale fa sì che anche un popolo molto “provinciale”, come quello italiano, abbandoni i “paraocchi mediatici” e scopra che “il re è nudo”.
Ecco, allora, consumato il “grande tradimento” nei confronti di Berlusconi, ecco spiegata l’ossessione del “tiranno-sultano” contro alcuni programmi tv, contro Santoro, Travaglio e Dandini, contro i giornalisti e la stampa ancora liberi. Berlusconi ha trovato nella Rete i suoi “competitors”, certo ancora senza collegamenti diretti e scambievoli con i settori della politica di opposizione o dell’economia e della finanza che contano; ma questi "competitors" ora esistono, escono allo socperto, organizzano eventi di piazza, e stanno mutando sia il mercato sia le regole del gioco. La politica “tradizionale” fa fatica ad appropriarsi di questi nuovi luoghi dei “messaggi”: i “nuovi media” sono troppo fluidi, incostanti ma anche straripanti, un po’ anarcoidi e , comunque, gelosi della loro indipendenza sia a livello di movimenti sia a livello di singoli.
Questa realtà moderna comunque consuma, vive realmente i drammi e la crisi della società, che si informa onnivoramente, in maniera spezzettata (dai siti dei quotidiani on-line italiani ed esteri, dalle WEB TV e Radio di tutto il mondo,ecc..), che coinvolge e si fa coinvolgere in mille attività e appuntamenti quotidiani: ebbene questo “nuovo mondo” sta alla base del successo di “RAIperunanotte” e corrode le fondamenta stessa del regime autocratico, che Berlusconi ha costruito dagli inizi degli anni Novanta.
Il cammino verso l’uscita del tunnel non sarà breve né indolore, ma il popolo libero ci si è incamminato. Questa volta, non è più solo, ha voce, volti e possibilità di farsi sentire dentro e fuori i confini d’Italia. Ed è anche una realtà "sensibile, appetibile" per il mercato nel senso più vasto del termine (consumi, pubblicità,ecc.). Per queste ragioni, fa paura al “tiranno-sultano”. Per questo, assisteremo nelle prossime settimane ai micidiali colpi di coda del regime.
Ma se il “gigante rosso” cinese non è riuscito a fermare Google, refrattario ad ogni censura, di certo non sarà Berlusconi a bloccare questa ondata liberatoria. Altro che “toghe rosse”, “giornalisti comunisti”, "intercettazioni spazzatura", “leader politici giustizialisti”! E’ dal mondo della Rete che il “mago di Arcore” deve guardarsi. E non c’è avversario più difficile da contrastare di quello che sfugge alle regole tradizionali, antiquate, perché dotato di mobilità, flessibilità, fluidità e idee sempre nuove.
di Gianni Rossi, da Articolo 21.
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RAI PER UNA NOTTE, un successo: le foto delle piazze italiane.

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domenica 21 marzo 2010
Il partito dei guastafeste
Lo sapevo che non poteva essere una splendida giornata. Doveva esserci qualcosa a rovinare tutto. Infatti a rendere felice codesto giorno è stata la manifestazione pdiellina per il salvataggio della Polverini, rivelatasi un fiasco totale, dato che il milione annunciato dal PdL non s'è fatto vedere. E questa è occasione di grandi festeggiamenti, però c'è sempre un però. In una giornata iniziata in modo tanto gaio qualcosa doveva pure intromettersi e rovinare TUTTO. E tale cosa si chiama PD. Infatti Mazzarano politico piddino ha fatto la solita fine che ultimamente fanno molti piddini, ovvero quella del gettare la spugna, più precisamente dimettendosi dal proprio incarico. Il suicidio politico è dettato da una cazzata che ha fatto, ovvero il farsi pagare da Tarantini il pappone-imprenditore preferito di Silvio. Certo, le dimissioni sono anche accompagnate dalla coerenza e da un certo rispetto per la giustizia, però non si può continuare così. Il Pd con questi casi, i più lampanti dei quali sono stati Del Bono e Marrazzo, stanno assimilando sempre di più l'etichetta di chi predica bene e razzola male. Infatti i modi con cui cercano di accalappiarsi qualche elettorino in più senza crisi interne spesso coincidono con il cattolicissimo espediente della demonizzazione della moralità dell'avversario (cosa che è stata spesso usata anche dallo stesso Berlusconi nei confronti degli spietati comunisti), rimanendo però fregati dalle loro stesse mani con queste dimostrazioni di profonda idiozia ed incoerenza. Per questo ultimamente la Sinistra non è più tanto di moda in Italia. Prima di tutto perchè non è più "vera" sinistra e poi perchè i partiti d'opposizione al governo di centrodestra sono formati da un ideologia così eterogenea che per evitare la minima guerra intestina si rimane in una sorta di perenne stasi. Il Pd infatti è il proverbiale elefante rinchiuso in un negozio di cristalli: ogni passo che fa rischia di far crollare tutto.
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venerdì 5 marzo 2010
6 marzo: No Razzismo Day
Domani, Sabato 6 Marzo, alle 14, appuntamento antirazzista a Milano, in Piazza Duca D'Aosta, davanti alla Stazione Centrale. Il popolo dei Blog e di Facebook scende in piazza contro il razzismo. Ancora una manifestazione autoconvocata e autoorganizzata dal popolo della rete. Il programma della giornata prevede un corteo che si snoderà per le vie del centro per tornare nella stessa piazza dove si svolgeranno gli interventi.
Oltre a decine di migliaia di internauti sono centinaia i circoli, i comitati e le associazioni che da tutta Italia hanno aderito alla manifestazione. C'è tutta la sinistra, e buona parte del centro sinistra: Rifondazione Comunista, Sinistra e Libertà, Pdci, con le segreterie nazionali, il Popolo Viola, il Comitato del Primo Marzo, ma anche Italia dei Valori della Lombardia, la Federazione della Sinistra, molti circoli del Partito democatico, rappresentanze dei movimenti studenteschi, centri sociali, comitati sindacali, associazioni cattoliche, evangeliche e musulmane.
A titolo personale hanno aderito anche personaggi della cultura e parlamentari (deputati, senatori e europarlamentari) come Moni Ovadia, padre Alex Zanotelli, Giulio Cavalli Piero Ricca o Leoluca Orlando, Oliviero Diliberto, Vittorio Prodi, Paolo Cento, Antonio Boccuzzi, Francesco Ferrante, Debora Serracchiani, Niccolò Rinaldi, Vittorio Agnoletto e molti altri.
«Protestiamo perché tacere ormai equivale ad essere complici - spiega Luigi Grimaldi, portavoce degli organizzatori - nell'acconsentire a uno stato di cose vergognoso fatto di bidonville, di fame, di paura e di miseria sistematizzate ». Si protesta contro degrado sociale e sfruttamento, considerati indegni di un paese civile. Si tratta di «scardinare la mentalità della divisione, dell'indifferenza e dell'arroganza che sta avvelenando il paese».
La piattaforma di No Razzismo Day chiede che «nel paese venga isolato e sconfitto il clima di intolleranza verso i migranti che è stato in modo cosciente seminato anche da irresponsabili forze di governo a fini elettorali fino al punto da creare un partito della paura. È stato appiccato un incendio che adesso i piromani della xenofobia non sanno più come controllare. Chiediamo che ai migranti, a prescindere dal loro status, siano garantiti i diritti fondamentali, umani e civili, previsti dalla costituzione e dalle leggi internazionali, in particolare in relazione agli articoli 2, 3 e 8 della costituzione, con riferimento alla convenzione 143 dell'Unione europea che garantisce la promozione della parità di opportunità e di trattamento dei lavoratori migranti ratificata dal nostro paese nel 1981».
Tra le varie richieste, dieci punti in tutto, anche quella affinché cessino le violazioni dei diritti umani per i lavoratori migranti sprovvisti di documenti così come la politica dei respingimenti. Di fatto vengono riprese le osservazioni mosse al governo italiano dal Consiglio per i diritti umani e dall'Alto commissariato per i rifugiati dell'Onu.
Oltre a decine di migliaia di internauti sono centinaia i circoli, i comitati e le associazioni che da tutta Italia hanno aderito alla manifestazione. C'è tutta la sinistra, e buona parte del centro sinistra: Rifondazione Comunista, Sinistra e Libertà, Pdci, con le segreterie nazionali, il Popolo Viola, il Comitato del Primo Marzo, ma anche Italia dei Valori della Lombardia, la Federazione della Sinistra, molti circoli del Partito democatico, rappresentanze dei movimenti studenteschi, centri sociali, comitati sindacali, associazioni cattoliche, evangeliche e musulmane.
A titolo personale hanno aderito anche personaggi della cultura e parlamentari (deputati, senatori e europarlamentari) come Moni Ovadia, padre Alex Zanotelli, Giulio Cavalli Piero Ricca o Leoluca Orlando, Oliviero Diliberto, Vittorio Prodi, Paolo Cento, Antonio Boccuzzi, Francesco Ferrante, Debora Serracchiani, Niccolò Rinaldi, Vittorio Agnoletto e molti altri.
«Protestiamo perché tacere ormai equivale ad essere complici - spiega Luigi Grimaldi, portavoce degli organizzatori - nell'acconsentire a uno stato di cose vergognoso fatto di bidonville, di fame, di paura e di miseria sistematizzate ». Si protesta contro degrado sociale e sfruttamento, considerati indegni di un paese civile. Si tratta di «scardinare la mentalità della divisione, dell'indifferenza e dell'arroganza che sta avvelenando il paese».
La piattaforma di No Razzismo Day chiede che «nel paese venga isolato e sconfitto il clima di intolleranza verso i migranti che è stato in modo cosciente seminato anche da irresponsabili forze di governo a fini elettorali fino al punto da creare un partito della paura. È stato appiccato un incendio che adesso i piromani della xenofobia non sanno più come controllare. Chiediamo che ai migranti, a prescindere dal loro status, siano garantiti i diritti fondamentali, umani e civili, previsti dalla costituzione e dalle leggi internazionali, in particolare in relazione agli articoli 2, 3 e 8 della costituzione, con riferimento alla convenzione 143 dell'Unione europea che garantisce la promozione della parità di opportunità e di trattamento dei lavoratori migranti ratificata dal nostro paese nel 1981».
Tra le varie richieste, dieci punti in tutto, anche quella affinché cessino le violazioni dei diritti umani per i lavoratori migranti sprovvisti di documenti così come la politica dei respingimenti. Di fatto vengono riprese le osservazioni mosse al governo italiano dal Consiglio per i diritti umani e dall'Alto commissariato per i rifugiati dell'Onu.
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domenica 6 dicembre 2009
Bollettino di guerra
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AVVERTENZE:se la matematica vi fa eccessivamente schifo leggete l'articolo con le dovute precauzioni, o esimetevi dalla lettura dell'introduzione del post e passate direttamente a leggere dopo la linea tratteggiata, altrimenti potreste accusare sintomi quali nausea, diarrea, crisi d'identità e amnesia a breve termine.
Di leggende metropolitane e verità sulla questura che diminuisce di brutto i numeri delle manifestazione ne avevo sentite veramente tante ed era diventato un tormentone fin troppo comune per cabarettisti o autori di satira politica. Tuttavia è una cosa assolutamente vera. Io penso che quando sono in cerca di nuovi impiegati, nelle questure la prima cosa che verificano è una conoscenza degna di Euclide di sottrazioni e divisioni, radici quadrate e calcolo delle percentuali. Forse è quasi perdonabile ridurre del 10, del 15, del 20 o del 25%, ma arrivare a togliere dai calcoli il 90% dei partecipanti è al limite del grottesco!
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Ma passiamo al giorno 5 Dicembre stesso, il giorno di questa fatidica Manifestazione del No B Day e i giorni immediatamente precedenti. L'iniziativa della manifestazione è stata fatta con le migliori intenzioni, le motivazioni erano più che valide, ed è stato il primo evento su vasta scala nato grazie a Internet e soprattuto grazie al social Network di Facebook. Ma questo lo sapete ormai tutti, se ne è parlato in tv, su internet e sui giornali. Quello che è interessante è tutto il malloppone di episodi che hanno fatto capolino in Italy.
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Il primo è senza dubbio quello dell'intervento del pentito Spatuzza il quale ha detto chiaramente che Berlusconi insieme a Dell'Utri ha aiutato la Mafia in grande stile. Questo ha scatenato anche una reazione di nervosismo palese nell'animo del caro Marcello Dell'Utri, che ha dato in escandescenze quando Antonella Mascali, giornalista di Radio Popolare, e collaboratrice de "Il Fatto Quotidiano", gli ha fatto domande sul suo rapporto con il mafioso Vittorio Mangano.
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C'è stato inoltre due giorni prima del No B Day, un'interessante notizia di cui sono venuto a conoscenza solo ora : ovvero la nascita ( o meglio l'annunciazione di una futura nascita che avverrà alla fine del 2010) della "Federazione di Sinistra", ovvero un partito che si pone il'obiettivo di "Far sopravvivere la falce e martello nella seconda Repubblica e riportare il simbolo della rivoluzione bolscevica nelle aule parlamentari", che il 3 Dicembre ha annunciato che avrebbe aderito alla suddetta manifestazione.
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sabato 5 dicembre 2009
Pippando comunisticamente
Ma è poi così normale che i ragazzi di oggi siano così passivi?Ma è normale che non si abbia voglia di reagire e agire concretamente? Di certo restando seduti a casa propria e SPERARE (questo verbo non lo uso a caso e "Esgaroth" lo capirà) non si possono cambiare le cose.Lasciare che criminali attentatori della democrazia ci rovinino la vita e il futuro e poi boriosamente lamentarsene non è il massimo dell'opposizione.A nessuno va bene quello che sta accadendo,a nessuno studente va giù che gli venga preclusa la possibilità di studiare e nessun operaio fa salti di gioia mentre assiste al lento declino della sua famiglia e della sua vita.Mi è stato detto di essere troppo estremista,beh sinceramente io di queste accuse non so che farmene e rispondo semplicemente che a mali ESTREMI ESTREMI rimedi.Abbiamo bisogno di gente agguerita,abbiamo bisogno di risvegliarci dal nostro torpore.Non possiamo restare inermi a guardare la nostra rovina.Dobbiamo agire! Come? La piazza è una risposta.Scrivere il proprio dissenso è un passo,ma quante possibilità ci sono che i potenti e i delinquenti che ci governano leggano quanto noi scriviamo? Urliamo in piazza,facciamo vedere che siamo tanti e mostriamo loro che non accettiamo questo disastroso declino! Ho esposto queste mie idee in più occasione e mi è stato risposto che è inutile manifestare perchè tanto non ci ascoltano...che delusione sentire simili affermazioni! Non fare nulla è preferibile al tentare, la noia derivante dal non muoversi affatto è molto più gradevole della soddisfazione che si prova nel pensare " IO NON MI ARRENDO,IO CI PROVO". Ma l'amara verità è che si è rimasti in pochi a pensarla così,cosa possiamo fare allora? Sperare nell'avvento di un'energico capo dell'opposizione,un trascinatore delle masse ( ditemi di essere antica ma io nella forza delle masse credo ancora,è il popolo che può fare la differenza perchè almeno sulla carta questa è una democrazia) che risvegli tutti noi cittadini italiani e ci dia la forza di reagire;una volta ridestate le coscienze sarà facile ribellarsi ed agire concretamente e tutti insieme.Non possiamo restare fermi e guardare,mi rifiuto di pensare a ciò.Siamo giovani,siamo il futuro di questo paese non lasciamo che il presente ci rovini.
Pippone comunista?Ditemelo pure.Estremista?Me ne vanto.
Vi saluto con la speranza di avervi smosso qualcosa dentro.
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sabato 14 novembre 2009
Noi, i Don Chisciotte. (Ed il Fatto Quotidiano continua a parlare del No Berlusconi Day)
Giustizia: il gruppo di Facebook che ha organizzato il No Cav Day per chiedere le dimissioni del premier.
Basta guardare la loro pagina Facebook “No Berlusconi Day”. Ieri alle 13:20 erano 247.563 iscritti. Dopo due ore se n’erano aggiunti altri 2.000; alle 17:21 il giro di boa: 250.025. Un quarto di milione. È una manifestazione che sfugge da ogni definizione questa nata su Facebook, migliaia di piccoli Don Chisciotte provano a sfidare Berlusconi con una richiesta molto chiara: “Devi di-metterti e difenderti, come ogni cittadino, davanti ai tribunali della Repubblica”. Appuntamento a Roma, sabato 5 dicembre , in Piazza della Repubblica, a Roma. Per capire come nasce una mobilitazione ai tempi di Internet, ci siamo fatti raccontare la genesi del NoBDay da Giuseppe Grisorio, uno degli organizzatori. La storia che ci racconta si dimostra sorprendente ad ogni passo, lontana anni luce dai riti e dalle lungaggini della politica come la conosciamo.
Lasciamo a lui la parola. “Era l’otto ottobre, il giorno dopo la bocciatura del lodo Alfano. All’ora di pranzo stavo monitorando Facebook, dove ho mille amici. Tra questi c’è anche San Precario. Non so chi sia, ma lo seguo perché per me rappresenta una maschera dietro la quale ci sono delle idee simili alle mie, un’altra chiave di lettura della società. San Precario mi dice che in tanti gli stanno scrivendo la loro soddisfazione per la bocciatura del lodo, ma anche il loro disagio, la voglia di impegnarsi contro la brutta deriva padronale che ha preso il nostro paese. Il giorno dopo mi arriva una notifica: ‘San Precario ti ha nominato amministratore della pagina -Una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi-’, un messaggio diretto anche ad altre persone, le stesse che costituiranno il nucleo organizzativo del NoBDay. Siamo rimasti un po’ spaesati: nessuno di noi aveva mai organizzato una manifestazione.
Ma ci siamo messi subito al lavoro, coinvolgendo i nostri amici virtuali. Non potevano prevedere come la rete avrebbe risposto, ma è stato chiaro fin dal primo giorno che il nostro gruppo su Facebook era diverso: forse poteva riuscire a spostare la mobilitazione sul piano reale. La pagina, in effetti, si è diffusa come un virus: dopo qualche giorno, ha cominciato regolarmente ad avere un iscritto ogni otto secondi, per un totale di 11-12 mila ogni giorno. Ma la vera svolta è arrivata quando un iscritto ci ha chiesto: “a Catania state organizzando qualcosa?”. Non ce lo siamo fatti ripetere due volte: sono nati così i gruppi di coordinamento locale, ognuno con le stesse linee guida (bisogna creare una pagina specifica su Fb, pubblicare l’appello, comunicare con gli iscritti in modo partecipativo e informare tutti sui risultati raggiunti). Poi abbiamo lavorato alle traduzioni. Tramite le persone che si sono offerte nella nostra pagina, nel giro di una settimana abbiamo l'appello in dieci lingue.
Quindi abbiamo aperto il sito, noberlusconiday.org che ora è il collettore di tutto le informazioni sulla manifestazione. A fine ottobre si sono fatti avanti Di Pietro, Ferrero e il Pdci; anche se c’è stato bisogno di qualche chiarimento, queste adesioni hanno rappresentato un riconoscimento del lavoro svolto dalla rete. Intanto era arrivato il momento di guardarci negli occhi: con i social network, puoi abbattere le distanze, ma non puoi eliminarle. Fin dall'inizio avevamo fatto dei briefing su Skype: ci conoscevamo per voce, via chat, ma nessuna aveva mai visto gli altri in faccia. La riunione è stata sabato scorso, in un bottega del commercio equo e solidale, a Roma. Abbiamo dato dei ruoli di riferimento stabili: portavoce, addetto stampa, logistica territoriale.
Ora, sui territori, ci stiamo concentrando sulla logistica: pianificare il corteo, il palco a Piazza San Giovanni, sempre continuando a diffondere l’appello. I numeri sono dalla nostra parte: finora si sono svolti una quarantina di volantinaggi in tutta Italia, abbiamo oltre cento comitati locali e 12 comitati all'estero”. La pagina Fb in queste ore esplode di adesioni. Come mi immagino il 5 dicembre? Un'enorme piazza viola. Con tantissime persone e che sono lì per costruire qualcosa . Abbiamo scelto il viola perché è il colore della mestizia e della rinascita. È il colore che viene utilizzato di più dai bambini nei loro disegni perché esprime una voglia di visibilità e un istinto di comunicare. Se sarà un successo? Speriamo, per questo paese malandato”.
di Federico Mello da Il Fatto Quotidiano (14 novembre 2009)
Basta guardare la loro pagina Facebook “No Berlusconi Day”. Ieri alle 13:20 erano 247.563 iscritti. Dopo due ore se n’erano aggiunti altri 2.000; alle 17:21 il giro di boa: 250.025. Un quarto di milione. È una manifestazione che sfugge da ogni definizione questa nata su Facebook, migliaia di piccoli Don Chisciotte provano a sfidare Berlusconi con una richiesta molto chiara: “Devi di-metterti e difenderti, come ogni cittadino, davanti ai tribunali della Repubblica”. Appuntamento a Roma, sabato 5 dicembre , in Piazza della Repubblica, a Roma. Per capire come nasce una mobilitazione ai tempi di Internet, ci siamo fatti raccontare la genesi del NoBDay da Giuseppe Grisorio, uno degli organizzatori. La storia che ci racconta si dimostra sorprendente ad ogni passo, lontana anni luce dai riti e dalle lungaggini della politica come la conosciamo.Lasciamo a lui la parola. “Era l’otto ottobre, il giorno dopo la bocciatura del lodo Alfano. All’ora di pranzo stavo monitorando Facebook, dove ho mille amici. Tra questi c’è anche San Precario. Non so chi sia, ma lo seguo perché per me rappresenta una maschera dietro la quale ci sono delle idee simili alle mie, un’altra chiave di lettura della società. San Precario mi dice che in tanti gli stanno scrivendo la loro soddisfazione per la bocciatura del lodo, ma anche il loro disagio, la voglia di impegnarsi contro la brutta deriva padronale che ha preso il nostro paese. Il giorno dopo mi arriva una notifica: ‘San Precario ti ha nominato amministratore della pagina -Una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi-’, un messaggio diretto anche ad altre persone, le stesse che costituiranno il nucleo organizzativo del NoBDay. Siamo rimasti un po’ spaesati: nessuno di noi aveva mai organizzato una manifestazione.
Ma ci siamo messi subito al lavoro, coinvolgendo i nostri amici virtuali. Non potevano prevedere come la rete avrebbe risposto, ma è stato chiaro fin dal primo giorno che il nostro gruppo su Facebook era diverso: forse poteva riuscire a spostare la mobilitazione sul piano reale. La pagina, in effetti, si è diffusa come un virus: dopo qualche giorno, ha cominciato regolarmente ad avere un iscritto ogni otto secondi, per un totale di 11-12 mila ogni giorno. Ma la vera svolta è arrivata quando un iscritto ci ha chiesto: “a Catania state organizzando qualcosa?”. Non ce lo siamo fatti ripetere due volte: sono nati così i gruppi di coordinamento locale, ognuno con le stesse linee guida (bisogna creare una pagina specifica su Fb, pubblicare l’appello, comunicare con gli iscritti in modo partecipativo e informare tutti sui risultati raggiunti). Poi abbiamo lavorato alle traduzioni. Tramite le persone che si sono offerte nella nostra pagina, nel giro di una settimana abbiamo l'appello in dieci lingue.
Quindi abbiamo aperto il sito, noberlusconiday.org che ora è il collettore di tutto le informazioni sulla manifestazione. A fine ottobre si sono fatti avanti Di Pietro, Ferrero e il Pdci; anche se c’è stato bisogno di qualche chiarimento, queste adesioni hanno rappresentato un riconoscimento del lavoro svolto dalla rete. Intanto era arrivato il momento di guardarci negli occhi: con i social network, puoi abbattere le distanze, ma non puoi eliminarle. Fin dall'inizio avevamo fatto dei briefing su Skype: ci conoscevamo per voce, via chat, ma nessuna aveva mai visto gli altri in faccia. La riunione è stata sabato scorso, in un bottega del commercio equo e solidale, a Roma. Abbiamo dato dei ruoli di riferimento stabili: portavoce, addetto stampa, logistica territoriale.
Ora, sui territori, ci stiamo concentrando sulla logistica: pianificare il corteo, il palco a Piazza San Giovanni, sempre continuando a diffondere l’appello. I numeri sono dalla nostra parte: finora si sono svolti una quarantina di volantinaggi in tutta Italia, abbiamo oltre cento comitati locali e 12 comitati all'estero”. La pagina Fb in queste ore esplode di adesioni. Come mi immagino il 5 dicembre? Un'enorme piazza viola. Con tantissime persone e che sono lì per costruire qualcosa . Abbiamo scelto il viola perché è il colore della mestizia e della rinascita. È il colore che viene utilizzato di più dai bambini nei loro disegni perché esprime una voglia di visibilità e un istinto di comunicare. Se sarà un successo? Speriamo, per questo paese malandato”.
di Federico Mello da Il Fatto Quotidiano (14 novembre 2009)
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venerdì 13 novembre 2009
"No B day", quasi 250mila adesioni in piazza la protesta nata sul web.
Dalla Rete al corteo per chiedere le dimissioni del premier Berlusconi
Il 5 dicembre a Roma la manifestazione nazionale ideata da un gruppo di blogger
ROMA - Quasi duecentocinquantamila adesioni raccolte su internet in un mese. Nasce così il "No B day", la manifestazione nazionale "per chiedere le dimissioni di Berlusconi". Ideata da un gruppo di blogger, incubata nella Rete, alimentata su Facebook, la protesta nasce come reazione agli attacchi del premier seguiti alla sentenza sul Lodo Alfano. Dal 9 ottobre 2009, Silvio Berlusconi critica il Quirinale, attacca i giudici della Corte Costituzionale, accusandoli di essere "comunisti", si definisce "l'uomo più perseguitato della storia", litiga in tv con Rosy Bindi dicendole che è "più bella che intelligente" provocando una rivolta delle donne. A un passo dallo scontro istituzionale, mentre fuori e dentro il Parlamento infuriano le polemiche, un gruppo di blogger decide di dar vita ai propri post.Aprono un gruppo su Facebook e indicono una "manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi". Ad oggi, dopo un mese, hanno raccolto oltre 235mila adesioni. Una marea che si definisce "apartitica e pacifista" e che si è già data un appuntamento per scendere in piazza: il pomeriggio del 5 dicembre a Roma, in piazza della Repubblica. Si partirà con un corteo per arrivare fino a piazza del Popolo. Poi, in serata, un concerto in piazza San Giovanni, organizzato grazie all'aiuto dei 3mila artisti raccolti in un altro gruppo, "Artisti - No Berlusconi Day".
Su Facebook, infatti, il gruppo principale dei promotori è solo il centro di un network composto da circa 100 pagine. Ognuna di queste rappresenta un comitato cittadino per il "No B Day". Da Torino a Palermo, da Milano a Napoli. Con ramificazioni internazionali: Londra, Barcellona, Amsterdam, Dublino, Parigi, Vienna. E poi San Francisco, Montreal, Sacramento. Tutte città in cui saranno organizzate manifestazioni parallele. Una sorta di "Internazionale antiberlusconiana", raccolta intorno a una considerazione e a un appello finale: "A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi" e riteniamo che il "fair play di alcuni settori dell'opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia. Berlusconi deve dimettersi e difendersi davanti ai tribunali".
In queste ore i "blogger democratici" sono alle prese con l'organizzazione dell'evento. Autobus da ogni parte d'Italia, striscioni e volantini, il corteo e il concerto. Con un occhio di riguardo per il luogo da cui tutto è partito, il web. Nel sito ufficiale del "No B Day" sono disponibili informazioni e materiali, oltre alla possibilità di contattare gli organizzatori per risolvere problemi logistici. C'è chi vuole i volantini, chi cerca un passaggio per Roma, chi si prenota per suonare in Piazza San Giovanni. Il colore viola farà da sfondo a tutte le iniziative. Perché "il viola non è solo il colore del lutto, ma anche quello dell'energia vitale, dell'autoaffermazione".
Per testare la capacità della macchina organizzativa, sono in corso in questi giorni "anteprime del "No B Day", in molte città italiane. E nelle ultime ore si sta mettendo a punto l'aspetto sicurezza, per "evitare infiltrazioni facinorose e violente". Insomma, sin dalle origini e dai preparativi quella del 5 dicembre si annuncia come la più grande iniziativa politica di protesta nata dalla base degli utenti del web.
Alla manifestazione hanno già aderito alcune forze politiche. Il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha confermato la sua presenza, così come il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero e il Partito dei comunisti italiani. Il Pd ha invece declinato l'invito a partecipare, per questo sul web molti iscritti al partito chiedono al neo segretario di cambiare idea: "Spero che Bersani accolga il nostro invito, saremo in tanti del Partito democratico a partecipare alla manifestazione".
di CARMINE SAVIANO da La Repubblica (12 novembre 2009)
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giovedì 22 ottobre 2009
Manifestazione "No Berlusconi Day" - 5 Dicembre 2009, ROMA.
Il comitato "No Berlusconi Day", nato su Facebook per iniziativa di un gruppo di blogger democratici, indice per il prossimo 5 dicembre, a Roma, una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Per aderire alla manifestazione, comunicare o proporre iniziative locali e nazionali di sostegno o contattare il comitato potete scrivere all'indirizzo e-mail: noberlusconiday@hotmail.itPer rimanere aggiornati sullo sviluppo dell'iniziativa iscrivetevi alla pagina Facebook del comitato: Una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi
È stata allestita una pagina dedicata all'evento di Roma.
ILTESTO DELL'APPELLO
A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto "Fair Play" di alcuni settori dell'opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera ce definisce la nostra "una dittatura"- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell'ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell'Utri.
Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica dalle accuse che gli vengono rivolte.
COMITATO 'NO BERLUSCONI DAY'
Primi firmatari:
San Precario* (blogger), Franca Corradini (blogger), Tony Troja (blogger e musicista), Giuseppe Grisorio (blogger e precario pa), Elisabetta Simonti (precaria scuola), Massimo Zesi (blogger), Franco Lai* (blogger), Valentina Arceri* (blogger), Riccardo Lenzi (blogger), Donald Mezmeric, Giovanna De Simone, Rosario Rammaro, Michele Ognibene, Maria Grassi, Francesco Tasso, Valentina Turri, Silvia dello Russo, Massimo Clike (blogger), Matteo Marchesotti (blogger), Pierpaolo Pedicini (blogger), Francesca Mascaro, Helene Benedetti (blogger).
Aderiscono questi blog e siti web:
A Scuola di Bugie
Bye Bye Bush (on Facebook)
laconoscenzarendeliberi
Il Tg5 Sono Loro (on Facebook)
DiTuttoDiPiù
Berlusconi go home..In the prison (on Facebook)
cronachemarziane.myblog.it.
La caduta di Berlusconi
www.riccardolenzi.info
Casa del popolo
L'isola dei Mapinguary
IstericaMisantropa
www.controtv.net
Contro il governo della vergogna (on Facebook);
A volte mi vergogno di essere italiano (on Facebook)
Berlusconate (on Facebook)
Puppybarf's Barks
Berlusconi non mi rappresenta (on Facebook)
I sei ottavi
Berlusconi chi è (on Facebook)
Informazione Libera (on Facebook)
Informazione x Resistere (on Facebook)
Gli Auto-esiliati (on Facebook)
Berlusconi buffone DIMETTITI!!! (on Facebook)
I hate Silvio Berlusconi (on Facebook)
Stiamo cercando 20 milioni di italiani che non voteranno
Fra Inteso (on Facebook)
Berlusconi (on Facebook)
No al nucleare (on Facebook)
Mario Badino
ATTENZIONE: i blog, le pagine Facebook, le associazioni o i singoli cittadini che vogliano aderire all'appello possono comunicarlo direttamente all'indirizzo e-mail del comitato: noberlusconiday@hotmail.it
N.B. : Con l'asterisco vengono contrassegnati i profili pubblici di Facebook che aderiscono all'iniziativa
È stato preparato un banner animato legato alla Manifestazione e che potete caricare nella vostra fan-page Facebook seguendo questa guida.
Chi volesse invece aggiungere un banner nel proprio profilo, può utilizzare quest'altra guida.
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giovedì 15 ottobre 2009
Manifestazione Nazionale Antirazzista | 17 Ottobre, ROMA

Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo. Il 24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta, era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo.
A 20 anni di distanza, il razzismo non è stato sconfitto, continua a provocare vittime e viene alimentato dalle politiche del governo Berlusconi. Il pacchetto sicurezza approvato dalla maggioranza di centro destra risponde ad un intento persecutorio, introducendo il reato di “immigrazione clandestina” e un complesso di norme che peggiorano le condizioni di vita dei migranti, ne ledono la dignità umana e i diritti fondamentali.
Questa drammatica situazione sta pericolosamente incoraggiando e legittimando nella società la paura e la violenza nei confronti di ogni diversità.
Intanto, nel canale di Sicilia, ormai diventato un vero e proprio cimitero marino, continuano a morire centinaia di esseri umani che cercano di raggiungere le nostre coste.
E’ il momento di reagire e costruire insieme una grande risposta di lotta e solidarietà per difendere i diritti di tutte e tutti rifiutando ogni forma di discriminazione e per fermare il dilagare del razzismo.
Pertanto facciamo appello a tutte le associazioni laiche e religiose, alle organizzazioni sindacali, sociali e politiche, a tutti i movimenti a ogni persona a scendere in piazza il 17 ottobre per dare vita ad una grande manifestazione popolare in grado di dare voce e visibilità ai migranti e all’Italia che non accetta il razzismo sulla base di queste parole d’ordine׃
• No al razzismo
• Regolarizzazione generalizzata per tutti
• Abrogazione del pacchetto sicurezza
• Accoglienza e diritti per tutti
• No ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono
• Rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro
• Diritto di asilo per rifugiati e profughi
• Chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE)
• No alla contrapposizione fra italiani e stranieri nell’accesso ai diritti
• Diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all’istruzione per tutte e tutti
• Mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro
• Contro ogni forma di discriminazione nei confronti delle persone gay, lesbiche, transgender.
• A fianco di tutti i lavoratori e le lavoratrici in lotta per la difesa del posto di lavoro
Comitato 17 ottobre
Data: sabato 17 ottobre 2009
Ora: 14.30 - 19.30
Luogo: Piazza Della Repubblica
Città: Rome, Italy
Per adesioni: comitatoroma17ottobre@gmail.com
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martedì 15 settembre 2009
Manifestazione per la Libertà di Stampa : "No all'informazione al guinzaglio"

Premetto che questo post altro non è che un copia-incolla e l'ho fatto per pubblicizzare la manifestazione che si farà a Roma il 19 settembre.
“L’iniziativa per la libertà d’informazione, promossa dalla Federazione Nazionale della Stampa, si svolgerà sabato 19 settembre a Roma in Piazza del Popolo a partire dalle ore 16. La Fnsi rivolge un appello a tutte le forze sociali, sindacali, associative e a tutte le cittadine e i cittadini, affinché senza distinzione di parte o di schieramento, vogliano raccogliere questo invito e partecipare a questa grande iniziativa. La manifestazione si propone, in primo luogo, di rafforzare e di tutelare i valori racchiusi nell’articolo 21 della Costituzione e il diritto inalienabile di ogni cittadino alla conoscenza, alla informazione completa e plurale e alla comunicazione, che per essere tale non può subire forma alcuna di bavaglio.” Pubblichiamo il comunicato della Fnsi che promuove l' iniziativa e un Blog per la manifestazione: http://fnsi-libera-informazione.blogspot.com/ documenti, interviste, dichiarazioni, tutto il dibattito prima dell'appuntamento.L’informazione non si fa mettere il guinzagli sabato 19 settembre manifestazione a Roma. “La Segreteria della Federazione nazionale della Stampa Italiana ha deliberato oggi di proporre alle forze sindacali e sociali di tenere sabato 19 settembre prossimo a Roma una “manifestazione civica” per la libertà dell’informazione, difendendola da ogni tentativo di depotenziarne la funzione costituzionalmente garantita e di indurre silenzi non dovuti. C’è un allarme che sta diventando molto alto nel Paese. Non è la prima volta che è stata necessaria la mobilitazione anche contro governanti di segno diverso da quello attuale, ma oggi si sta vivendo una fase di grande delicatezza con attacchi senza precedenti. Non solo disegni di legge bavaglio ma anche azioni forti in sedi giudiziarie e manifestazioni pubbliche che hanno l’oggettivo risultato di costituire una minaccia per chi fa informazione ritenuta non gradita. L’informazione non si farà mettere il guinzaglio. Il mondo dell’informazione, assieme al mondo del lavoro ed alla società civile, è chiamato a scongiurare questo pericolo. C’è bisogno urgente di riassumere e promuovere la consapevolezza piena della funzione dell’informazione quale pilastro di ogni democrazia; una funzione che è anche politica ma che non appartiene alla disponibilità del potere. E’ una materia che va sottratta, prima che sia troppo tardi, alle contingenze dei virulenti contrasti politici e che impone pertanto il rispetto dei principi legali e sociali di convivenza di cui è parte integrante. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana ritiene che sia necessaria, quindi, una reattività civile nella considerazione che l’informazione è libertà; ogni ferita che essa subisce determina una attenuazione della libertà di tutti. E’ indispensabile che l’informazione possa dare una rappresentazione permanente della vita del Paese, nella pluralità dei punti di vista e di tutte le rappresentanze sociali e culturali e ne racconti liberamente i successi e i problemi. Nei prossimi giorni la Fnsi definirà il programma della manifestazione con le organizzazioni copromotrici dell’iniziativa. Giovedì della prossima settimana si riunirà a Roma la Giunta esecutiva federale”. Le adesioni dovranno essere comunicate ai seguenti indirizzi di posta elettronica: segreteria.fnsi@fnsi.it; infofnsi@tin.it
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