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sabato 6 ottobre 2012

Colpi di scena prevedibili

Tutti quanti hanno visto almeno una volta un film d'azione in cui un antagonista nonostante la rivotellata/coltellata/fucilata/stoccata/mazzata apparentemente letale a lui inflitta dal coraggioso eroe di turno, miracolosamente si rialza tentando per l'ennesima volta di nuocere all'incolumità del protagonista, che puntualmente se ne accorge e manda al creatore il cattivone. Lo stesso a volte accade a volte nella vita reale, come nel caso della Polverini, che dopo qualche giorno dalle sue emissioni torna a farsi sentire dicendo che i 90 giorni concessi prima di tornare alle urne sono inaccettabili, provocando la reazione incazzata di Nicola Zingaretti che accusa Renatina di aver fatto quest'uscita perché teme la sconfitta. Certo, non mi riempie di speranza la notizia che Zingaretti sia l'eroe di turno che ho detto prima, però è già qualcosa. Soprattutto se contiamo che di eroi valenti e temerari nel centrosinistra di oggi sono difficili da trovare tra pusillanimi e sempre pronti al compromesso esponenti del Piddì e rappresentanti dello stesso dotati di un carisma pari a quello di un pomodoro essiccato al sole...

lunedì 1 ottobre 2012

Quel pacioccone di Fiorito

(Congratulazioni, lettore!Sei stato invitato da Fiorito in persona a partecipare alla prossima cena organizzata dal PdL. Un'uomo di fiducia dell'ex capolista verrà presto a prelevarti dal tuo domicilio.)

Nonostante le dimissioni della Polverini continua lo scandalo del PdL laziale convocata dalla Guardia di finanza l'ex fidanzata di "Batman", per chiarire la vicenda che riguarda dei bonifici a lei intestati dall'ex compagno. Più va avanti questa storia e più mi sembra di guardare una di quelle serie tv che continuano per venti stagioni, un po' come Beautiful. Solo che qui Ridge pesa 170 kg.

L'ex fidanzata di Fiorito dice che quando lo conobbe nel 2005 lui pesava la metà di ora e ipotizza che l'aumento sia dovuto allo stress accumulato durante la sua attività. Non sapevo che i politici chiamassero con questo nome in codice i maritozzi con la panna.

Per le nuove elezioni regionali, che avverranno entro 90 giorni, il PdL ha pensato di mettere, tra le possibili candidature quella della Meloni. Con una persona con un fisico simile forse vogliono assicurare all'elettorato che non c'è il rischio che vengano fatte altre mega cene, al massimo qualche aperitivo ogni tanto.

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P.S. Ah, giusto, un ultimo avviso. Sei stato  convocato da Fiorito, ma ho dimenticato di avvisarti che sei stato scelto come pietanza. Non scherzo. Ovunque ti trovi adesso inizia a correre, è per il tuo bene.

lunedì 24 settembre 2012

Polveroni e Polverini

Confesso di essere stupito. Ci sono stati così tanti ripensamenti fatti dalla Polverini che pensavo che la guerra di logoramento per permettere le sue dimissioni durasse ancora qualche giorno o addirittura settimana. Invece no. Il presidente (ora ex) della Regione issa bandiera bianca e si leva di torno. Se però quest'evento è avvenuto non è stato per mano degli avversari del pidiellino laziale, ma perchè gli udiccini hanno capito, dopo il casino delle Super Cene, che sostenere il PdL è stata una scelta decisamente imbarazzante e, per salvare (fallendo, a mio parere, dato che come prima credo che l'UdC stia alla Politica italiana come la Iena Ridens sta alla Savana) la faccia. Purtroppo una cosa simile rende meno bella questa notizia, evidenziando per l'ennesima volta che il PD da solo non cambia le cose e continua a nascondersi dietro un dito. Certo, l'azione di dimettersi in massa dalla giunta per protesta nei confronti dello scandalo è stata eticamente corretta, e il messaggio che voleva trasmettere era giusto, però non è bastato, e se Casini si fosse per assurdo fatto convincere a rimanere a supportare il presidente della Regione non si sarebbe concluso niente e il PD sarebbe rimasto da solo con il culo per terra. In effetti, ripensando alle origini del mandato polveriniano, con la gran figura di merda delle Liste portate in ritardo, ci si poteva aspettare un finale altrettanto comico e umiliante. Sempre se, ahimè, gli italiani non si siano dimenticati di questo ridicolo evento avvenuto quasi due anni fa.
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lunedì 17 settembre 2012

Pillole settembrine

La Polverini si incazza per lo scandalo Fiorito. Lì per lì minaccia le dimissioni, ma poi le ritratta dicendo " è una catastrofe, ma non mi dimetto". L'ennesima promessa elettorale non mantenuta.
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Ai giornalisti che le chiedono se è preoccupata per l'imminente ritorno di Berlusconi risponde "io sono una politica democratica. E mi concentro sulla Germania e sui fatti concreti." Secondo me suona come un "Sinceramente me ne infischio. Se però vince e torna a rompermi le scatole è fortunato che sono democratica perchè se no invaderei Arcore con l'esercito e gli farei un culo grande quanto Berlino"
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Vasco è all'ospedale, con prognosi riservata. Se stavolta riesce a schiattare mi devo prepararead un noioso mese in cui la mia bacheca sarà perennemente infestata di video musicali e i fottutissimi Clippini di cui andava tanto fiero il Vasco. Che palle.
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Tanto casino e tanto scandalo sulle poppe al vento della principessa inglese. Sull'argomento dico solo una cosa: meno male che non si trattava di quelle della suocera.


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domenica 12 agosto 2012

Fare le coccole ai Dobermann


 È ormai risaputo che la presidenza polveriniana si regga grazie al sostegno di varie correnti "destrose", una delle quali (anche se non la prima in assoluto) è quella filosfascista, divisa a sua volta in due categorie, la prima è quella formata dai partitelli (spesso di composizione giovanile) à la Casa Pound e Forza Nuova, spesso desiderosi di menar le mani sparando slogan a destra e manca (soprattutto destra) ma poi c'è l'altra, quella che , per giusto timore di essere presa a calci nel culo in senso figurato o meno che sia, non è apertamente fascista, ma si limita a borbottare motti squadristi di nascosto e che tiene un busto di Mussolini in soffitta, per riportarlo in salotto se prima o poi non dovrà più nascondere tali sentimenti. Per sopravvivere quindi, la Polverini (come anche Alemanno, che quando fa certe cose deve trattenere l'orgasmo) una tantum deve fare qualche piccolo favore a quest'allegra e spensierata combriccola, per non mettere il loro supporto. Questa è il turno del finanziamento di 180 mila euro donato misteriosamente dalla Regione Lazio per la costruzione ad Affile , vicino Roma, di un sacrario (munito di un adorabile parco) dedicato al Maresciallo d'Italia Rodolfo Graziani, che è stato ministro della difesa della Repubblica di Salò e ha collaborato attivamente con le forze d'occupazione naziste. È buffo vedere come una quantità simile di soldi sia spesa per qualcuno che si è apertamente opposto al proprio stato e che ha fatto parte del "Team" che negli ultimi decenni sono stati etichettati nei libri di storia come "i cattivi".  Visto che ci siamo perchè non diamo altri euro , che so, per costruire qualcosa di altrettanto contraddittorio, come una stazione di vigili del fuoco intitolata all'imperatore Nerone, con tanto di statua equestre in oro massiccio?
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venerdì 22 luglio 2011

Impegni piccanti

Oramai sfruttare le risorse dello stato italico per i propri capricci è diventata una sorta di prerogativa per i membri del PdL: oltre al Silvione anche i suoi sottoposti non si fanno scrupolo nell'usare tali privilegi. La cara Polverini infatti ha fatto uso di un elicottero per raggiungere Rieti per un importantissimo evento determinante per il suo ruolo di presidente della regione Lazio: la festa del peperoncino a Rieti. Già il fatto che ci va in elicottero e non con mezzi normali è motivo di riflessione, ma ditemi perchè invece di lavorare si imbatte in divertenti scampagnate.

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giovedì 23 giugno 2011

Doveroso post pseudopatriottico





Nonostante io sia a tutti gli effetti un romano di Roma non mi sono mai sbilanciato, odio il calcio e non tifo la squadra della mia città a parte alcuni casi preferisco scrivere italiano piuttosto che nel mio dialetto. Inoltre Roma è piena zeppa di "Tamarri" come quelli che si vedono adesso in quella squallidissima trasmissione televisiva-reality Show di cui non voglio nemmeno fare il nome; oltre a questo è anche piena di fascisti e similari :già il fatto che i romani hanno eletto sindaco Alemanno, ex membro dell MSI e presidente della regione la Polverini ne è un chiarissimo segno. Tuttavia non posso che oppormi a quello che ha dichiarato Castelli. Il simpatico leghista dagli occhietti porcini ha infatti detto pubblicamente che i romani sono arretrati culturalmente. E lo dice un tizio che fa parte di un partito politico che fa del razzismo uno dei suoi punti chiave. Un partito che ogni anno si riunisce in festini al limite del ridicolo con copricapi da imbecilli (vedi immagine scelta come copertina del post!). Un partito italiano che disprezza pubblicamente lo stato italiano. E questo partito è così rozzo e schifoso che mi trovo a concordare pienamente con la risposta dei suddetti Alemanno e Polverini che chiedono giustamente pubbliche scuse di quanto sia stato detto. Spero solo che i due pidiellini non siano leggeri come sono stati mesi fa, col banchetto riparatore a suon di pajata e coda alla vaccinara. Perchè se succederà di nuovo così inizierò davvero a vergognarmi di essere romano.



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giovedì 7 ottobre 2010

Ipocrisia mal riuscita




Leggere questo articolo della Stampa è tra il grottesco e l'inquietante, almeno parlando della prima parte. Viene descritto passo per passo l'evento simbolo di un'ipotetica pace tra l'Urbe e il Nord Italia leghista, una pace che a conti fatti è la quintessenza dell'ipocrisia. Da una parte infatti c'è l'accoglienza principesca dei bartbari del Carroccio da parte di Alemanno e Polverini, accolti con un sontuoso banchetto costituito da pietanze sia nordiche che romanesche per rappresentare la finta amicizia tra i due "popoli". Tra complimenti al limite della piaggeria e del servilismo da parte dei due ospiti pidiellini che offrono agli alleati pajata (parola che tra l'altro i nordici non riescono nemmeno a pronunciare correttamente) e rigatoni al sugo. Ma dall'altra parte... C'è la vera opinione che hanno i romani dei padani, tanto che nel bel mezzo dell'allegra festicciola appaiono romani e romane (compresi attivisti PD e IdV) che accolgono in malo modo Bossi e i suoi fedeli sgherri a suon di insulti e tentate aggressioni represse dai leghisti che rispondono agli insulti con botte e "bandierate" leghiste in testa e qualche celebre "Roma Ladrona" si rischia così tanto la rissa che si sbaracca tutto il banchetto... Insomma che c'è da dire? Stavolta per fortuna il Pidielle non è riuscito a distorcere la realtà come sua abitudine, dato che i leghisti hanno avuto la prova inconfutabile che da qualche parte in Italia per fortuna sono disprezzati come meritano e a parte gli alleati ospitali (secondo me ospitali per finta dato che da romani sono stati offesi dall'SPQR bossiano) non hanno amici degni di questo nome al di fuori dell'area padana.


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venerdì 2 luglio 2010

Arrampicarsi sugli specchi


Al contrario di quanto potrebbe dire un lettore smaliziato ho una mia vita sociale e mi scuso infatti per il ritardo dato che commento che ho letto stamattina ma che non ho potuto rifletterci sul blog in modo ragguardevole. Venendo ai fatti, l'ormai celebre (anche se ormai passata di moda) saga dei transgender del Lazio non si è affatto conclusa, anzi! Le riviste scandalistiche possono trovare di nuovo pane per i propri denti dato che è spuntato fuori altro imbarazzo, ma stavolta non tra le file di Marrazzo (Rima involontaria) bensì dalla parte opposta, al consigliere PdL Zaccai, in un mix di sesso, coca e trans. Ma a differenza di Marrazzo, che vergognandosi ha ammesso le sue colpe, anzi! Il ridicolo Zaccai si è messo a gridare al complotto, al fatto che è stato incastrato allo stesso modo di Marrazzo e che lui voleva solo indagare sui trans e non finirci a letto. Esilarante. Per quanto Vladimir Luxuria non mi dica un granchè come personalità politica condivido la sua rezione sul fatto che ora il Centrodestra non potrà più sentirsi immune dall'accusa di andare a trans ora che non è più "prerogativa" unicamente della sinistra.

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venerdì 16 aprile 2010

La saga continua...


La Polverini, dopo la sua vittoria non cessa di far notizia, ora che è spuntato fuori un altro dei suoi tanto numerosi pugni allo stomaco alla vita politica d'Italia. Certo la fonte della notizia è tra le più squallide possibile, ovvero Striscia La Notizia, ma almeno è venuto fuori qualcosa, e forse voleranno delle teste... Un'introduzione da horror di serie B per dire che Polverini sembra apertamente coinvolta in un caso di nepotismo col sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo, che oltre ad alcuni suggerimenti per escludere un candidato "poco fotogenico" che a quanto sembra ha fatto perdere voti al Pidielle ha ricordato alla buona Renata di "ricordarsi" delle sue figlie. Una parte dell'articolo incriminato: " Nel corso della loro brevissima conversazione fatta il giorno della vittoria polveriniana, l’ex sindaco di Latina ha trovato il tempo per esortare Renata Polverini a non rimettere la sua fiducia nel collega di partito, Claudio Fazzone, coordinatore del Pdl nella provincia di Latina e per invitarla ad occuparsi delle sue figlie. “Ti prego non appaltare più a Fazzone - dice Zaccheo al presidente del Lazio - ha perso 15.000 voti”. “No, no, stai tranquillo!”: è la risposta della Polverini. E ancora: “Non ti dimenticare delle mie figlie!” aggiunge l’ex primo cittadino, ottenendo come risposta: “No, ma stai scherzando?” Uno scambio di battute a dir poco compromettente che ha indotto 22 consiglieri del Comune di Latina (tra di loro anche esponenti dell’opposizione) a rassegnare le proprie dimissioni in segno di protesta, provocando di fatto la capitolazione di Zaccheo." E a quanto pare pure la Polverini si è trovata in difficoltà nel cercare una scusa per giustificare questo losco dialogo... I suoi elettori sono ancora fieri della loro scelta?

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domenica 11 aprile 2010

Grillini in crisi di identità


Già il fatto che grazie al fantomatico "movimento 5 stelle" abbiamo regalato al centrodestra il Piemonte è un fatto grave e che non mi mette per niente di buon umore. Ed ora anche questo: I grillini del Lazio non solo han deciso di fregarsene di aiutare lo schieramento d'opposizione, ma si sono affiancati al PdL! Tutto ciò ha l'aria di essre un paradossale scherzo della logica, ma è tutto vero. Non saprei come pronunciarmi riguardo a tutto questo se non con profonda indignazione verso Grillo e i suoi seguaci, che non solo per il loro stupido orgoglio preferiscono regalare la vittoria all'avversario piuttosto che darla a dei possibili alleati, ma che sono anche indisciplinati politicamente parlando da come dimostra questa pittoresca spaccatura del partito, o per usare le ironiche parole dei grillini NON-partito. Se Grillo non riesce nemmeno a mantenere unito il suo gregge mi chiedo chi, sano di mente, possa tenere in considerazione l'idea di perdere il voto donandolo a lui!


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giovedì 1 aprile 2010

Tempi che si rabbuiano


C'era da aspettarselo. L'aria dopo la vittoria della destra, specialmente in Lazio e Piemonte già si sente cambiata. Anche se me lo aspettavo fa comunque il suo perverso effetto. Prima la Polverini che mostra orgogliosamente un saluto romano di fascista memoria al conseguimento della vittoria. E questo già lo si immaginava, dato che in alcune occasioni quella vaccona della Renata (Berlusconi insulta la Bresso quindi per la tanto amata par condicio ho carta bianca per dire quel che cazzo mi pare, almeno in questo ambito) aveva mostrato simpatie per i partitelli di destra estrema, e quindi le novità non ci sono. Lo stesso per questo. Il buon Cota appena insediatosi nella comoda poltrona del Piemonte ha fatto il primo importante annuncio della sua politica conservatrice, annunciando la sua decisione di boicottare, o almeno rallentare, la diffusione della RU486 nella sua regione, per fare felici i papisti. Ma come spesso dico e come spesso dice la gente assennata, se stiamo subendo un'involuzione a livello di libertà e società non è colpa solo di chi si candida, ma anche di chi vota quel qualcuno che si impegna a plasmare una società chiusa e bigotta a sua immagine e somiglianza.

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martedì 30 marzo 2010

Parroco romano ai fedeli: “Votate Polverini per difendere i valori della vita”.


Vietato votare per Emma Bonino, i veri cristiani votano Renata Polverini: questo, in sintesi, il contenuto dell’e-mail che don Stefano Tardani, parroco della chiesa romana di San Tommaso ai Cenci, ha inviato ai parrocchiani a una settimana dalle elezioni regionali. Un personalissimo endorsement – un’adesione politica – per la candidata del centrodestra che ha spinto alcune delle coppie che hanno seguito i corsi di preparazione della sua parrocchia, destinatari della missiva, a inoltrare la lettera ai giornali.

Il testo è eloquente: “In coscienza, quanti credono nell’amore, nella vita, nella famiglia – scrive don Tardani – non possono votare lo schieramento avversario [alla Polverini, ndr], che nega concretamente tali Principi”. “Anche l’ipotesi di astenersi dal voto – continua il parroco – è una scelta inopportuna perché sono in ballo valori troppo alti ed è un momento molto critico in cui bisogna uscir fuori per difendere particolarmente i valori della vita e della famiglia e fermare la disgregazione ormai già in atto da molti anni nel nostro Paese”. La chiosa, in stile campagna elettorale: “Per questo, si può essere convinti che nel Lazio è meglio votare l’attuale schieramento di Renata Polverini come nelle altre Regioni coloro che sostengono tali valori”. A corredo del testo, in allegato, un articolo del giornale Libero, che riporta una foto della candidata del centrosinistra con il titolo “la Bonino praticava aborti illegali”.

“Non so se possiamo agire per vie legali contro di lui per questo invio, le nostre email sono in suo possesso dall’epoca del corso ma fino ad oggi ci aveva scritto solo per avvisarci di incontri comunque inerenti all’attività della parrocchia”, scrive un frequentatore dei corsi di don Tardani a Repubblica.it, il quotidiano che ha raccolto le proteste dei destinatari delle missive del parroco. “Ritengo che sia utile ed opportuno, in un momento storico come quello che il nostro paese sta attraversando, – scrive un’altra lettrice, riferendosi alla stessa email – palesare il ruolo della Chiesa nelle campagne elettorali”.

Il sacerdote che fa politica difende la propria azione: “Succede, ai cattolici, di andare in chiesa per fare il corso prematrimoniale per chiedere il matrimonio cattolico, per chiedere aiuto, indicazioni, e poi di ribellarsi quando queste indicazioni vengono date. La Chiesa ha le sue posizioni come chiunque altro: io non ho mandato le email a un gruppo di sconosciuti, ma alle persone che erano venute da me. In democrazia – si chiede don Tardani – possiamo esprimere anche noi le nostre posizioni in base ai nostri valori, oppure il sacerdote in quanto tale deve tacere?”.

L’episodio della propaganda per Renata Polverini da parte del parroco di Roma giunge in un momento caldo dei rapporti tra Chiesa e politica. A mettere in relazione i valori cristiani con l’appuntamento elettorale del 28 e 29 marzo è infatti il presidente dei vescovi italiani Angelo Bagnasco, che all’apertura dei lavori del Consiglio Episcopale Permanente ha espresso parole molto dure nei confronti dell’aborto, descritto come un’ “ecatombe progressiva”, che si vuole rendere “invisibile attraverso l’uso di pillole da assumere in casa”. “In questo contesto, inevitabilmente denso di significati – ha spiegato il cardinale – sarà bene che la cittadinanza inquadri con molta attenzione ogni singola verifica elettorale, sia nazionale sia locale e quindi regionale”.

di Jacopo Matano, Scuola di Giornalismo Luiss


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Punti di vista

Neanche questa foto ridicola della Polverini basta a mettere buon umore agli elettori di sinistra. Ebbene si. Il Lazio è passato alla destra. Un miracolo secondo la Polverini, un colpo di culo secondo me. Il Lazio, ha fatto una scelta chiara chiudendo un occhio riguardo all'imbarazzante dimostrazione di inettitudine dei pidiellini a svantaggio della Bonini, donna politica senza infamia e senza lode, ma che ha dato in queste elezioni una dimostrazione di competenza che ultimamente a Sinistra non si fa notare. Ma le brutte notizie non finiscono qui l'idiozia fa sentire il suo olezzo non solo in Lazio ma anche all'Aquila, dove alla provincia ha vinto il PdL. E questo nonostante il fatto che il governo pidiellino ha fatto ben poco per il terremoto che ha colpito l'Abruzzo. Il masochismo è ormai una qualità tutta italica e io sto prendendo in considerazione l'idea di trasferirmi in Siberia.

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martedì 23 marzo 2010

Non sono un monarca, sono un Dio

Siamo in tempi bui, e ultimamente queste regionali stanno contribuendo ad una sorta di allenamento dello storcere il naso, penso infatti che potrei proporre di fondare delle olimpiadi associate ad esso, e sono anche sicuro di vincerle. Ieri sono riuscito a dare una sbirciatina ad un video che racchiudeva in sè alcune interviste, inquietanti ma parecchio spassose, perchè spesso i beceri che venivano intervistati davano l'idea di manifestare giusto per ammazzare il tempo. Impagabile una scena muta di un intervistato quando il giornalista gli ha chiesto di cosa ha bisogno l'Italia. Ma togliendo tali frivolezze c'è il maggiore punto da tenere in considerazione che non è inquietante e spassoso, ma inquietante e basta. Sto parlando del "patto della libertà" e del giuramento che il Team dei candidati berlusconici ha recitato vicino all'illustre leader (cliccate qui se volete vedere dettagliatamente questo becero gesto di sottomissione al Capo, ma vi assicuro sono stati riscontrati attacchi di rabbia, diarrea, nausea, impotenza sessuale e impulsi suicidi in chi ha visionato con cura il video, io stesso penso che finito l'articolo andrò in bagno, giusto per sicurezza, dato che indosso i miei pantaloni preferiti e non vorrei rovinarli) . Ma c'è anche qualcos'altro di particolarmente sgradevole ed è l'ennesima dimostrazione d'arroganza del cavaliere. Intanto continua a dire iperterrito che il suo gradimento è alle stelle (anche se col flop dell'ultima manifestazione i conti non tornerebbero!) e, cosa da scompisciarsi, dice di non essere un monarca. L'effetto comico poi è ulteriormente amplificato dalla sua affermazione detta subitissimo dopo, ovvero che è "offensivo" parlare di una sua successione, come per dire che sarà premier a vita!
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domenica 21 marzo 2010

Il partito dei guastafeste


Lo sapevo che non poteva essere una splendida giornata. Doveva esserci qualcosa a rovinare tutto. Infatti a rendere felice codesto giorno è stata la manifestazione pdiellina per il salvataggio della Polverini, rivelatasi un fiasco totale, dato che il milione annunciato dal PdL non s'è fatto vedere. E questa è occasione di grandi festeggiamenti, però c'è sempre un però. In una giornata iniziata in modo tanto gaio qualcosa doveva pure intromettersi e rovinare TUTTO. E tale cosa si chiama PD. Infatti Mazzarano politico piddino ha fatto la solita fine che ultimamente fanno molti piddini, ovvero quella del gettare la spugna, più precisamente dimettendosi dal proprio incarico. Il suicidio politico è dettato da una cazzata che ha fatto, ovvero il farsi pagare da Tarantini il pappone-imprenditore preferito di Silvio. Certo, le dimissioni sono anche accompagnate dalla coerenza e da un certo rispetto per la giustizia, però non si può continuare così. Il Pd con questi casi, i più lampanti dei quali sono stati Del Bono e Marrazzo, stanno assimilando sempre di più l'etichetta di chi predica bene e razzola male. Infatti i modi con cui cercano di accalappiarsi qualche elettorino in più senza crisi interne spesso coincidono con il cattolicissimo espediente della demonizzazione della moralità dell'avversario (cosa che è stata spesso usata anche dallo stesso Berlusconi nei confronti degli spietati comunisti), rimanendo però fregati dalle loro stesse mani con queste dimostrazioni di profonda idiozia ed incoerenza. Per questo ultimamente la Sinistra non è più tanto di moda in Italia. Prima di tutto perchè non è più "vera" sinistra e poi perchè i partiti d'opposizione al governo di centrodestra sono formati da un ideologia così eterogenea che per evitare la minima guerra intestina si rimane in una sorta di perenne stasi. Il Pd infatti è il proverbiale elefante rinchiuso in un negozio di cristalli: ogni passo che fa rischia di far crollare tutto.

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martedì 9 marzo 2010

Interpretare le coincidenze in modo assolutamente fantasioso


Non metto la foto del Che perchè sono uno dei tanti che lo ama come figura simbolo della rivoluzione, ma perchè anche se indirettamente, c'entra in questo articolo e dato che la mia ispirazione per le immagini come ben sapete è abbastanza scarsina rientra solo nelle categorie "immagini di repetrorio che serv ono solo a riempire il vuoto".A volte il Giornale è esilarante nelle sue baggianate, a volte fa semplicemente pena, e a volte le cose sono talmente grottesche che non si sa se catalogarle nell'uno o nell'altro gruppo di notizie. Ed è il caso del Giornale di oggi che ha pubblicato un articolo sulla sordida e diabolica mente di chi ha ordito ai danni del Partito del Lillipuziano. Sto parlando di Anna Argento (il cognome, prevedibilissamente è stato malamente canzonato dall'imbarazzante sense of humour de Il Giornale), il giudice che ha cacciato i pidiellini. La donna è ora sotto doppio controllo segreto da parte del governo berlusconico, alla maniera di Animal House e in qualsiasi cosa le si getta fango in faccia, oltre ai aquallidi giochi di parole coi film di Dario Argento il quotidiano di regime ha anche notato un terribile dettaglio nella vita di questa demoniaca donna, ovvero un ritratto, ben in vista di Ernesto Che Guevara, preso subito come prova per dare ragione a Berlu che vede i comunisti come l'anticristo. ma il Giornale si dimentica di un particolare. La buona Anna non ha fatto cancellare le listucce perchè glielo ha detto lo spirito del Che(o almeno non principalmente per quello), ma per rispettare quella misera cosa che ormai l'Italia ha dimenticato, ovvero la legge, che come dice la bisfrattatissima Costituzione italiana, è uguale per tutti.

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domenica 7 marzo 2010

Interpretazioni oniriche

Ormai i lettori sono consci del mio viscerale odio per la pseudoinformazione portata dai quotidiani pidiellini come Libero e Il Giornale (anche se, nonostante sono sinistroide, ammetto con la dovuta coerenza che anche le testate di sinistra hanno le loro esagerazioni) e quindi che abbia qualcosa da ridire su di essi è assolutamente normale tanto da rasentare la banalità, e quindi passerò oltre.Inaspettata è stata invece la mia reazione su Formigoni, politico che non mi ha mai arrecato particolare disturbo (sarà perchè sono di Roma e non lombardo) a parte quello delle idee da lui portate avanti. Ma adesso la mia indifferenza nei suoi confronti ha fatto le valigie lasciando posto al disprezzo e all'incazzatura nei suoi confronti. Ed è facile spiegarne il motivo, o meglio i motivi. Prima di tutto di Formigoni si sente parlare da parecchi anni oramai, non è un volto nuovo della politica di destra, e quindi c'è da aspettarsi una certa esperienza da parte sua. Quindi al momento della rischiata cancellazione delle liste uno se lo poteva aspettare dalla Polverini, un'arrogante donnicciola pesudofemminista in carriera alle prime armi con la micidiale burocrazia della politica italica, ma da Formigoni?E questo è uno dei campanelli d'allarme che mi ha fatto iniziare questo cambiamento della mia opinione nei suoi confronti, dato che con 35 anni di militanza politica una persona dovrebbe averci capito qualcosa dei letali meccanismi e lungaggini della sordida macchina infernale chiamata burocrazia! E invece no! Poi non contento Formigoni ce l'ha messa TUTTA per guadagnare il mio odio più profondo. Prima di tutto perchè Robertino è tra quelli che si è messo a piagnucolare per il suo sbaglio e che ha gettato la colpa agli spietati avversari , che a differenza di lui hanno avuto la buona idea di farsi il mazzo e recarsi ad un orario decente per presentare le proprie liste! E per farsi detestare in modo ancora più abissale dal sottoscritto bisogna fare un rapido salto avanti nel tempo, arrivando diirettamente a oggi. Dopo l'ennesima umiliazione nei confronti della democrazia ordita da Maroni, Formigoni tutto contento ha avuto la faccia di culo per dire che se le liste sono riammesse è stata una "vittoria senza aiutini"!Ma come gli viene in mente?il "casuale" aiuto del deus ex machina Maroni con suo decretino dove lo mettiamo? E la climax continua! Nel definire tutta la vicenda delle liste usa il termine incubo, e con questo non solo attira la mia rabbia ma anche quella di Freud, dato che incubo è un termine inaccettabile da questo punto di vista. E questo perchè in un incubo tu soffri, ma sei impotente,mentre in questa realtà tu, caro Robertuccio hai sofferto per colpa della TUA stessa incompetenza, e questa realtà è diventata tanto carina per la tua situazione non per il tuo bel faccino, ma perchè i tuoi grandi (e piccoli) capi hanno voluto così!
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mercoledì 3 marzo 2010

Una discreta dimostrazione di attributi



Certo, è il minimo che una volta tanto Bersani dica qualcosa contro i Berlusconici, ma era tanto che il buon Vicentino ultimamente aveva la spina dorsale di un baco da seta (notare che l'animale in questione usato per il paragone, è un invertebrato) è un piccolo passo avanti e non va ignorato. Bersy infatti ha detto una cosa non idiota, riguardo al casino della lista pidiellina, ovvero che è inutile per gli esponenti di Destra si lamentino e diano spettacolo dando inoltre colpe inesistenti a radicali e compagnia bella , dato che, come recita il proverbio "chi è causa del suo male pianga sè stesso". Il vecchio adagio citato da Bersani calza a pennello dato che se le liste non sono attive è colpa dell'incompetenza degli addetti ai lavori e non (una volta tanto!) dello Stato italico. Chicca apprezzabile di Bersani è stato il commento su Larussa, azzeccatissimo, dicendo che "vaneggia" e che non deve sollevare "polveroni". Non so se l'ultima parola sia stata detta senza pensarci e sia stata intelligemente usata per rigirare il coltello nella piaga per la buona Renata, che sotto secondo me ora sta stringendo le chiappe per paura di una sconfitta, nonostante la letale alleanza di fascisti e cattolici che ha creato... (Nella foto, la reazione della Sinistra alla cazzata, scusate il forbito francesismo, del PdL)


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martedì 2 marzo 2010

Le ultime parole famose



(nella foto la Polverini cerca di trattenere un peto durante un comizio) Forse ho aspettato troppo a dire la mia su questo evento ma era una di quelle notizie a cui uno stenta a crederci e quindi pensavo di essere troppo precipitoso ed essere di conseguenza deriso, ma ora che sono sicuro di quel che è successo posso scrivere tranquillamente! Chiunque viva a Roma (e forse nell'intero Lazio) sa che Casini sostiene apertamente la Polverini e in queste elezioni hanno fatto capolino vari manifesti con impresso il suo faccione e con scritto "sosteniamo solo i migliori". Probabilmente tale slogan è stato messo senza che Pierferdy si informasse per bene sulla sua nuova alleata. Intanto perchè secondo me i cattolici-sgualdrinelle dell'UDC per coerenza non dovrebbero sostenere la Renata perchè è un abortista ed è favorevole alle unioni gay, ma si sa una delle colonne portanti dell'ideologia dei politici cattolici è il trasformismo e il conseguente "chiudere un occhio" se il gioco vale la candela. E poi dubito che Casini riscriverebbe il sopra citato slogan dopo quello che è successo alla lista PdL della Polverini. Sicuramente, se lei dopo questa boiata vincesse avrebbe comunque parecchi svantaggi dato che l'elitè della sua squadra è stata tolta di mezzo grazie a un autogoal. Poi, tornando allo squallido autogoal in questione, potrebbe succedere il miracolo, ovvero che i laziali si accorgono che la candidata ha dimostrato apertamente la sua incompetenza e che quindi vertono su candidati diversi o addirittura si astengono completamente dal voto! Ma la cosa più esilarante è stata quella di uscire e leggere i manifesti scritti dopo l'esclusione della lista PdL, con espressioni indignatissime come "ci impediscono di votare" o "ci tolgono la libertà", quando tutto l'errore è nato per incompetenza dei candidati, e non dello stato! I miei pronostici quindi si fanno meno pessimisti di prima, e speriamo non cambino...

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