Per il blog pochi articoli ma buoni, o almeno spero sembrino tali agli occhi di chi fa parte del (temo esiguo) numero di lettori che ancora segue questo sito. Le Europee. Cosa dire delle Europee? Risultati Contrastanti, in varie aree. Partiamo da Casa.
Italia
Il Piddì ha ottenuto molti voti, i grillini possono piangere, mandarmi affanculo, lasciarmi pacchi pieni di antrace sotto casa, darmi del Rettiliano in combutta coi poteri forti, ma è un dato di fatto. Il PD in Italia è uscito vincitore, e soprattutto ne è uscito vincitore Renzi. Accontentatevi di aver preso una percentuale relativamente alta (cosa che invece a me non piace per nulla) superando il (per fortuna!) sempre più decadente Berlusconi. Sia chiaro, se siete lettori di vecchia data del blog dovreste ricordare che io SOLO INIZIALMENTE ( e lo sottolineo con tre pennarelli evidenziatori) , alle prime apparizioni in politica, aveva il mio appoggio, da quando si è fatta strada la sua ambiguità politica e la sua preoccupante tendenza a destra sono diventato critico e dubbioso nei suoi confronti, quindi non sto scrivendo questo post dicendo con tono da fangirl "Ke biLLu iL mIU mATteuZzo rENzUZZO Ha vInTo le eliZziONi cuoricino cuoricino cuoricino" ma sto descrivendo una realtà effettiva e concreta, e non dico che mi entusiasma dato che ho trovato un'altra di quelle somiglianze di Renzi con Berlusconi che NON mi piaccciono per niente. Diciamolo per questi anni la politica italiana è stata parecchio imbarazzante anche per noi cittadini. Prima delle fin troppo puntuali vittorie di Silvione, dalla 1.0 , alla 2.0 e alla 3.0 ( e abbiamo raggiunto nel 2013 la 3.5) si sentiva sparlare DI CONTINUO del cavaliere, lo si dava per spacciato lo si odiava tanto, ma poi agli election day, ZAM! Vittoria e ancora vittoria. Con Renzi l'effetto che ho percepito è stato lo stesso, ve lo dico, tra tutti i miei amici , parenti , amici dei parenti, parenti di amici, parenti degli amici dei parenti e gli amici dei parenti degli amici sentivo soltanto persone critiche di Renzi, eppure...ZAM! Di nuovo, vittoria schiacciante, e, per il confronto con Berlusconi, oltre che schiacciante suggerirei anche AGGHIACCIANTE. Certo, questo a me tange fin o ad un certo punto perché io sulla scheda elettorale non ho usato di certo la matita per scrivere "Renzi", ma "Gualtieri" e, vi dirò stavolta ho votato senza tapparmi troppo il naso, dato che il candidato in questione l'ho potuto vedere "in azione" ad una cena elettorale e mi ha genuinamente convinto, dato che nel suo discorso ha fatto il nome (e soprattutto ha attaccato), senza spaventarsi come di solito succede nel tanto pusillanime Piddì, dei suoi oppositori sia italici che stranieri e ha dichiarato un programma che non mi è dispiaciuto e m,i è risultato chiaro e netto ; e ragazzi, trovare qualcosa di chiaro e netto nel PD è un impresa, aggiungendo che Gualtieri è anche "approvato" e rispettato da Martin Schulz, nome che mi permette di introdurre la parte seguente del Post, anche questa positiva, anche se purtroppo non immune dalle tinte grigie. Ogni paese ha i sui fastidiosi grillini, anche se il nome del partito cambia di volta in volta.
Germania
Schulz, per il semplice fatto che è in cattivi rapporti con Berlusconi e ci sono state parecchie schermaglie tra i due , può sicuramente godere del mio sostegno e della mia simpatia. Di conseguenza ne gode anche il suo schieramento, ovvero l' Spd , il partito dei socialdemocratici, che ha guadagnato consensi, mentre il partito della Merkellona è sceso. Ma purtroppo come dicevo prima, il grigio incombe, e segue anche strane logiche. L'Euro. La Germania è la nazione che con questa moneta ci ha perso di meno, anzi ci ha anche guadagnato, e non poco, ne è testimone il fatto che la Germani è considerata la guida economica dell'Europa. nonostante questa premessa è nato l'Euroscetticismo, e in Germania ha trovato una discreta percentuale di elettori. Perché abolire l'euro quando ha dato dei vantaggi? Boh. Il bello è che non è un fenomeno che si è diffuso solo In Germania. Continuiamo.
Regno Unito
Chi non muore si rivede, e intendo sia la mia ormai nota ostilità verso i mangiaroastbeef sia i cari euroscettici citati un paio di righe fa. Già. Il partito dell'abolizione dell'euro colpisce anche oltre la Manica e diventa il primo partito.
Buffo! Gli inglesi non ce l'hanno nemmeno l'euro, che hanno da rompere i coglioni? La mia ipotesi è che lo facciano per fare le maestrine, tanto per dire " ve l'avevamo detto già nel 2002 che stavate a fà na cazzata. Trallallero". Lo trovo infinitamente irritante e illogico, come comportamento, dato che oltre alla mancata adesione all'euro ricordate quando Cameron ha simpaticamente voltato le spalle all'Europa 2 anni fa? O lo ricordo solo io? A volte penso che bombardare la sede della Twinings, così, giusto per rappresaglia.
Grecia
Luci e ombre anche da questo angolo di Europa, dove la Sinistra ha vinto ed è il primo partito del paese con il buon Tsipras. Certo , personalmente, sarò stronzo o pessimista, il giudizio è vostro, non sono molto sicuro che la Grecia spiccherà facilmente il volo, ma almeno è un inizio. Peccato che gli stronzi abbiano tutte le cittadinanze e tutte le nazionalità, dato che Alba Dorata, simpaticissimo e coccoloso partito neonazista. Che palle.
Francia
Concludiamo in bellezza con il peggio del peggio. Hollande per quanto riguarda le europee cola a picco e i giovani preferiscono a lui Marine Le Pen. Cosa dire? con la vittoria di Hollande avevo visto un po' di luce ma mi sa che la batteria rischia di scaricarsi presto. Certo, dal suo insediamento ad oggi ha avuto parecchie rogne e ha fatto la sua dose di figure di merda. Speriamo solo che questa defaillance imbarazzante delle europee venga presto pulita e che la situazione si risollevi, dato che allostesso modo in cio la Germania è considerata la guida economica, diciamo che pure la Francia ha il suo peso in Europa, e avere dei fascistoni al parlamento in grado di rivoluzionare il continente non mi sento tranquillo.
"Colui che è abbastanza paziente e valoroso da scrutare l'oscurità per tutta la vita, sarà il primo a scorgere in essa la luce." Metro 2033
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lunedì 26 maggio 2014
domenica 20 ottobre 2013
Nell'isola dei cavalieri di San Giovanni
Una piccola Introduzione.
Ebbene si, mi sono fatto un viaggetto, certo, ero al guinzaglio dato che si è trattato di un viaggio in famiglia, con tanto di appartamento condiviso e che quindi non ho potuto approfondire adeguatamente la vita notturna del posto, Ciononostante posso dire di essermi goduto qualche giorno fuori dalle terre Italiche. Penso che dividerò questo resoconto in tre sezioni, la prima delle quali verrà esaminata adesso.
Ebbene si, mi sono fatto un viaggetto, certo, ero al guinzaglio dato che si è trattato di un viaggio in famiglia, con tanto di appartamento condiviso e che quindi non ho potuto approfondire adeguatamente la vita notturna del posto, Ciononostante posso dire di essermi goduto qualche giorno fuori dalle terre Italiche. Penso che dividerò questo resoconto in tre sezioni, la prima delle quali verrà esaminata adesso.
I Cavalieri
Lezioncina di storia in pillole (anche se mi piace pensare non ce ne sia tanto bisogno per la maggior parte dei lettori): a combattere nella Terrasanta non c'era solo il tanto commercializzato dai media Sacro Ordine dei Templari. Inizialmente semplicemente fondato per curare i pellegrini diretti a Gerusalemme , c'era anche quello degli ospitalieri. Quando, con la prima crociata, vi fu la necessità di proteggere in modo più concreto i cristiani in quelle terre gli ospitalieri "cambiarono rotta" e divennero dei monaci combattenti, e attirarono l'interesse di gran parte dell'Europa occidentale dato che si unirono guerrieri nobili di lingua italiana, francese, aragonese, tedesca e persino (anche se di rado) scandinava. Da allora i cavalieri di quest'ordine si distinsero egregiamente in battaglia contro i guerrieri islamici, rinforzando al contempo la loro influenza, anche le sorti cambiarono quando venne persa Gerusalemme nel 1187 e di conseguenza gli infedeli cacciarono l'ordine che dovette rifugiarsi prima a Tripoli e in seguito a Cipro e poi a Rodi, dove resistettero a Mamelucchi e Ottomani fino al 1522, anno in cui, sconfitti e cacciati dai Turchi iniziarono a cercare una nuova sede che venne concessa a Malta da nientepopodimeno che Carlo Quinto Imperatore di Spagna e Germania nel 1530. Esaminando la scelta di Carlo Quinto è innegabile quanto questa sia stata una mossa molto intelligente a livello strategico dato che la concessione dell'isola ai cavalieri , detti ora di Malta, ha creato uno Stato cuscinetto tra la penisola italiana e le coste dell'Africa Settentrionale, in aggiunta protetto da una forza militare (sia di terra che di mare!) non indifferente e fedele all'impero. La posizione isolata rispetto agli altri territori europea fungeva anche come un ostacolo non indifferente che potesse impedire ai cavalieri di alzare la cresta contro il loro nuovo "padrone" asburgico. Indubbiamente, un esempio del fatto che l'Asburgo non ha puntato sul cavallo sbagliato lo si ha nel 1565 quando, rifugiatisi all'interno del Forte Sant'Elmo, respinsero le truppe ottomane, resistendo abbastanza a lungo da far arrivare in supporto dell'isola un esercito di soldati italiani e spagnoli inviati dal vicerè di Sicilia, tanto che il Grande Assedio, grazie a questa vittoria (improbabile dato che il rapporto della forza degli schieramenti era fortemente a favore dei Turchi, che disponevano di 40000 uominini contro 3700 a difesa della città più 5000 rinforzi circa ), è considerata, insieme a quella di Lepanto una delle più importanti battaglie vinte contro l'impero ottomano. Questa vittoria riportò in auge i cavalieri fino al 1798, anno in cui Napoleone si incazzò con il gran maestro dell'ordine che governava allora perchè questi era titubante nel concedere a Bonaparte l'accesso navale nell'isola, e di conseguenza espugnò la fortezza per avere un avamposto utile alla sua campagna d'Egitto e a conti fatti danneggiò gravemente l'autorità dell'Ordine nell'isola, tanto che molti membri migrarono, persino fino alle Americhe. Qualche membro è rimasto nell'isola ma anche dopo l'occupazione britannica l'Ordine non ha più ripreso una vera e propria sovranità nei confronti dell'isola. Ed è qui che parleremo di quest'altra fase di Malta.
Gli Inglesacci
Fin da ora avverto eventuali lettori filobritannici che non mi sento di consigliare loro di leggere questa sezione, perché potrebbero avere da ridire sentirsi offesi perché a loro parere insulto il paese più bello del mondo e blablabla, li rassicuro anche di una cosa, le loro sensazioni sono fondate, io ora insulterò gli inglesi senza pietà, ma perché ho delle motivazioni che mi spingono a criticarli fortemente. Suggerisco infatti di saltare alla prossima sezione oppure se si sentono profondamente offesi possono semplicemente smettere di leggere il post e tantissimi saluti.
Cosa stavamo dicendo?Ora che ho opportunamente scacciato gli anglofili posso proseguire. L'occupazione francese, giusto? Bè, la faccenda non durò poi tanto perché gli inglesi giusto per fare lo sgambetto a Napoleone decisero di prendersi Malta sotto il loro dominio ma, nonostante il potenziale ruolo strategico che già Carlo V aveva visto nell'isola, non la sfruttò poi tanto, facendo però delle modifiche che ancora si sentono a Malta. Oltre ad introdurre la guida a sinistra, che per fortuna non è così terribile (anche se è praticamente un simbolo del fatto che gli inglesi devono PER FORZA sentirsi diversi dai comuni mortali, inventandosi regole senza senso come questa) ma è comunque a mio parere irritante, hanno introdotto il loro stile urbanistico-architettonico (cabine telefoniche comprese!) che a volte stona un po' con il resto dell'isola , hanno cercato di inglesizzare fortemente la popolazione stessa. Questo processo è stato fatto sia politicamente, dato che, per dirne una il partito "di sinistra" principale della republica maltese è detto Laburista sia che linguisticamente, imponendo loro la lingua inglese così tanto che su 10 insegne di negozi e servizi in lingua maltese ce ne sono 2-3 ad essere generosi. Ma l'inglesizzazione peggiore è quella economica. Avete mai sentito parlare, ultimamente, di olio prodotto a Malta? La risposta credo sia "no". Dato il clima, in teoria ottimo per una coltivazione di oliveti, come mancanza nell'economia locale può sembrare strana. La risposta a questo però, è molto semplice: gli inglesi, astuti come faine quando si tratta di economia si sono fatti ingannare dal loro scarsissimo gusto per la Gastronomia, e appena hanno incontrato questa merce per loro quasi sconosciuta, prodotta egregiamente negli oliveti maltesi, non hanno saputo coglierne il valore e, seduta stante hanno distrutto interamente la sua produzione sostituendola indegnamente con mediocri patata e pascoli per le pecore. Durante la mia permanenza a Malta questa cosa mi ha fatto riflettere, e fatto arrivare alla conclusione che, un'azione simile è paragonabile ad un sabotaggio vero e proprio, dato che l'olio, cazzo, è una signora merce, e noi italiani lo sappiamo bene. Tanto che mi sembra strano che i maltesi non hanno provato a fargliela pagare con gli interessi dato che comunque si tratta di un danno non da poco. Pensate se una scelta così imbecille come quella degli inglesi fosse stata applicata in Italia. Fatto? Il danno sarebbe stato considerevole, non siete un po' incazzarti? Fatto sta che ora Malta si trova piena fino all'orlo di patate, tanto che nei ristoranti per liberarsene te le mettono dappertutto, praticamente in ogni pietanza possibile.non mi stupirei se qualche percentuale la mettessero pure nei desserts locali. Il rapporto dei Maltesi è comunque complesso, non c'è un odio aperto, ma (Per fortuna!) nemmeno amore. Va però detto che il partito laburista maltese, dopo la seconda guerra mondiale ha richiesto agli inglesi di riconoscere Malta come parte del Regno Unito, in modo da poter entrare nel parlamento inglese, però quest'ultimo ha snobbato la proposta dei laburisti maltesi che sono passati all'estremo opposto richiedendo invece l'indipendenza dal Regno Unito, nel 1964 continuando però a far parte del Commonwealth e nel .1974 venne istituita finalmente una repubblica.
I Maltesi
I Maltesi non sono molto diversi da noi, la mentalità tipica dei mediterranei è innegabilmente radicata, anche se la contaminazione britannica è presente, se il retaggio levantino dà ai maltesi quella furbizia e paraculitudine tipiche degli italiani, i britannici hanno condito il tutto rendendoli relativamente più organizzati di noi. Il rapporto con l'Italia è difficile da interpretare, dato che, nonostante nella seconda guerra mondiale sono stati bersaglio dei bombardamenti italiani e tedeschi, non ci portano eccessivo rancore, forse perchè comunque siamo come fratellastri, contando anche che molti cavalieri ospitalieri erano di nazionalità italiana (anche alcuni gran maestri). Come si può vedere nell'immagine nonostante la pronuncia dell'inglese dei maltesi sia abbastanza simile alla nostra ci prendono abbastanza per culo, anche senza troppa cattiveria. Nonostante però il nostro accento nel parlare la lingua inglese sia quasi equivalente i maltesi sono di gran lunga più capaci di noi (e c'era da aspettarselo dopo aver subito un'occupazione militare di un paio di secoli!) per quanto riguarda il lessico. Caratterialmente ho avuto la sensazione che i Maltesi sono tendenzialmente amichevoli anche se qualche volta, sentendo parlare qualche tassista ho notato una nota di razzismo per quanto riguarda i caso Lampedusa, per dirne una, ma d'altra parte, dato il loro ruolo nella guerra tra Oriente e Occidente lo posso capire, dato che quasi cinquecento anni fa Malta, come ho precedentemente scritto, ha avuto un incontro ravvicinato con l'esercito ottomano, di certo non noto per la sua gentilezza nei confronti delle popolazioni nemiche e che, prima di venire sconfitto nel celebre assedio era riuscito a penetrare non di poco all'interno dell'isola e che quindi, se qualche maltese storce il naso all'idea di un'ennesima invasione, forse non ha proprio torto
lunedì 13 maggio 2013
Richiami all'ordine
Per quanto Obama non sia l'eroe che tutti speravamo nell'ormai lontano 2008, ogni tanto dice qualcosa che condivido. La Gran Bretagna, come ben si sa e come ho già detto in precedenza snobba l'Europa, ma allo stesso tempo non ha le palle per mandarla definitvamente a quel paese, preferendo invece criticarla oppure a temporeggiare. L'Inghilterra è un po' come il ricco ereditiero che aspetta che paparino, l'Europa, tiri le cuoia per arricchirsi al meglio. E ora torniamo al buon Obama, il caro presidente ha detto la sua dicendo "Credo che la partecipazione britannica nell'Unione europea sia espressione della sua influenza e del suo ruolo nel mondo". Secondo me il significato di questa espressione è il che l'idea di lasciare l'Unione Europea abbandonandola ad un ipotetico sgradevole destino sia una cosa da stronzi. Sarà una libera ed estrema interpretazione, ma se è come penso io, Grande Barack!
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sabato 2 febbraio 2013
Un anniversario non da poco
Momentaneamente ( o almeno spero sia così) non posso usufruire della mia "postazione computer" solita e quindi mi ritrovo all'altro pc. Poco male comunque, dato che la tv (accesa da mia madre, io non la accendo da mesi ormai) mi ha ricordato che oggi, il 2 Febbraio è l'anniversario della fine dell'assedio di Stalingrado. Parliamo di un evento della seconda guerra mondiale decisamente importante per le forze alleate, dato che, nonostante si parli di una battaglia che ha causato la morte di una moltitudine di soldati sovietici è una delle più grandi vittorie delle truppe alleate nei confronti di quelle dell'asse, non dimentichiamoci infatti che a combattere nel fronte russo non c'erano solo i tedeschi ma anche noi italiani, oltre a truppe rumene e ungheresi. La vittoria a Stalingrado rappresenta la prodigiosa resistenza dell'esercito russo, che nonostante le precedenti sconfitte e situazioni di estrema difficoltà, ha tenuto duro e ha respinto il nemico dalla propria patria. Peccato che in tutto questo come al solito c'è del marcio dato che nella Russia, durante la commemorazione della vittoria qualcuno faccia il nostalgico (un po' come da noi, insomma!) e usi Stalingrado come scusa dicendo che Stalin ha fatto ANCHE qualcosa di buono, nonostante ci sia ben più di qualche russo con nonni o genitori spariti dalla circolazione per merito degli scherzetti del caro vecchio baffone Stalin.
lunedì 21 gennaio 2013
Notizie sgradevoli
Un nuovo singolo verrà presto pubblicato da Vasco Rossi. Il direttore del Teatro Bolshoi di Mosca aggredito e sfigurato al volto con una bottiglietta di vetriolo. Due grandissimi oltraggi al mondo dell'arte.
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Un evento è un insulto diretto alla cultura, per quanto riguarda l'altro per fortuna nonostante la pesante ustione il direttore non perderà la vista.
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Leonardo Di Caprio ha dichiarato che si prenderà una pausa dalla carriera cinematografica per dedicarsi alla difesadell'ambiente. Certo che oggi per la cultura in generale è proprio una giornata di MERDA!
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Mandato di cattura internazionale per Fabrizio Corona . L'idea che verrà ricercato e inchiappettato da più di uno Statomi è deliziosa. Non ci sono solo brutte notizie oggi.
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Un evento è un insulto diretto alla cultura, per quanto riguarda l'altro per fortuna nonostante la pesante ustione il direttore non perderà la vista.
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Leonardo Di Caprio ha dichiarato che si prenderà una pausa dalla carriera cinematografica per dedicarsi alla difesadell'ambiente. Certo che oggi per la cultura in generale è proprio una giornata di MERDA!
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Mandato di cattura internazionale per Fabrizio Corona . L'idea che verrà ricercato e inchiappettato da più di uno Statomi è deliziosa. Non ci sono solo brutte notizie oggi.
domenica 4 novembre 2012
Merda bianca
A volte penso che i leghisti sono quello che sono perché sono contagiati da una demenza particolare. Una malattia che costringe loro a sparare cazzate ogni tanto perché se smettono di farlo vanno in coma profondo o muoiono. Borghezio fa esattamente così. Ogni tanto (per fortuna) tace e non rompe i coglioni ma qualche volta deve farsi sentire e dice una schifezza coi fiocchi. Come è successo adesso. Anzi, non si è limitato a dirne soltanto una, ma è arrivato a quota 2. Invitato in Francia ad un convegno di militanti di estrema destra ha, come al solito, sparato lo slogan della mitica razza bianca dicendo che gli "invasori" che vengono in Europa van bastonati, ma questa è ordinaria amministrazione, dato che stiamo parlando di un demente che dice quasi sempre questo genere di cose. Stavolta però ha anche pisciato fuori dal vaso passando dall'area europea a quella israeliano-palestinese dicendo, testuali parole , che nella parte palestinese (di Gerusalemme, solo le donne che lavorano, gli uomini si grattano le palle tutto il giorno e giocherellano con il mitra". È in certi momenti che rimpiango il fatto che in italia non ci sia una sorta di legge marziale che dà al diritto al governo di sterminare gente così ignorante, possibilmente in modo crudele e violento.
venerdì 17 agosto 2012
Ecco il vostro paese dei balocchi
Quando ero piccolo amavo l'Inghilterra e gli inglesi e dimostravo questo strano affetto nei modi possibili per un bambino, dal comprare soldatini che rappresentavano soldati britannici al giocare a wargame per PC dalla parte dei suddetti al giocare Age Of Empires 2 interpretando rigorosamente i britanni. Il mio fanatismo era tale che ero felicissimo della sorte della povera Giovanna d'Arco e che disprezzavo il mio fratello maggiore quando vedeva Braveheart (e di conseguenza anche l'omologa campagna di Age Of Empires 2 in cui interpretavi William Wallace), e il mio essere anti americano forse è nato anche per il fatto che gli "ingrati" statunitensi si sono ribellati al magnifico regno britannico e odiavo la guerra d'indipendenza americana tanto che quando è stato pubblicato il film "Il patriota", sempre con Mel Gibson fra l'altro, mi sono rifiutato orgogliosamente di vederlo... Ma vedendolo anni dopo mi sono accorto che come film è una gran cagata, sia agli occhi di una persona normale che di un'anglofila . questo mio amore è durato circa fino al 2003 quando c'è stata la seconda invasione americana dell'Iraq. Io allora ero contrario alla guerra sia, lo ammetto, per i miei sentimenti allora molto anti yankee, sia per mia genuina e sincera convinzione che la guerra in Iraq è stata una vera e propria guerra di merda, per niente necessaria. Gli inglesi allora furono tra i primi ad unirsi alla crociata di George W. Bush, deludendomi molto profondamente e da allora ho iniziato a togliermi i prosciutti dagli occhi e iniziare a vederli in modo non offuscato dal fanatismo. Vedendoli con tali occhi iniziai a ritenere il popolo inglese come un popolo normale e non più come il popolo più figo del mondo che abitava in un luogo pieno di unicorni e fatine al caramello e di conseguenza smisi di censurare prodotti letterari, ludici e cinematografici con eventuali sentimenti anti-british e iniziai a guardare anche la storia dell'Inghilterra con maggiore obiettività, e qualche volta sono arrivato anche all'odio per la suddetta nazione. Una di queste situazioni è stato il mio viaggio a Londra, avvenuto a Dicembre in concomitanza con quello che è stato una sorta di abbandono dal punto di vista economico dell'Europa che ha suonato come se Cameron avesse detto "C'è la crisi in Europa? Buon dio, io me la batto! Sbrigatevela da voi, ma in caso non lamentatevi se razzierò i vostri cadaveri se non sopravvivrete. Buona fortuna." e quindi non solo dovevo avere a vedere con un Bed & Breakfast scomodissimo con una colazione alquanto scadente, prezzi esorbitanti, una mentalità presuntuosa che ha partorito l'idea della guida a sinistra, una di quelle cose che sembra dire "noi inglesi siamo dei fighi e guidiamo diversamente da voi poveri mortali", ma c'era anche con la sensazione di trovarmi in un paese quasi ostile a me in quanto europeo (ed è da questo Dicembre che mi piace fantasticare su un'invasione militare su vasta scala della Gran Bretagna da parte di un unione di stati europei incazzatissimi, con relativa pace punitiva che impone agli inglesi pene umilianti come la riduzione del consumo di tè e della soppressione incondizionata della suddetta guida a sinistra!). Come ho detto prima, io sono riuscito a togliermi il prosciutto dagli occhi, ma qualcuno non c'è ancora riuscito. Vedo ragazze e ragazzi che quando sentono le parole "Inghilterra/England", "Londra/London" e altre cose inerenti al paese dei mangia-roastbeef per poco non hanno una sorta di coito e che appestano i loro profili facebook, msn e chi più ne ha più ne metta con frasi inneggianti a questo splendido paese , che sembra pieno di libertà, modernità, bellezza e flatulenze profumate al gelsomino e colorate con i colori dell'Arcobaleno. Ebbene, cari anglofili non è tutto rosa e fiori, nemmeno nella vostra amata Gran Bretagna e c'è un piccolo evento che ce lo fa notare: Tony Niclkinson è un cittadino inglese di 58 anni che, ormai da 7 anni soffre della "sindrome del Chiavistello" (detta anche prendendo in prestito un termine dal vostro amato idioma "Sindrome di Locked-in") che lo ha reso totalmente paralizzato dal collo in giù. Stanco di vivere in una serie di condizioni " triste, miserabile, deprimente, priva di dignità e intollerabile". ha richiesto alla corte giudiziaria del Regno unito il "permesso" di morire, tramite eutanasia. La corte ha però rifiutato questa richiesta rimandandola al parlamento inglese, donando al povero Nicklinson altro da tempo da passare soffrendo. Probabilmente questa situazione si risolverà molto più velocemente sia del caso americano di Terry Schiavo e quello italiano di Eluana Englaro, ma è comunque una situazione che non fa onore ad uno stato che si crede felicissimo e pieno di libertà.. O no?
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domenica 10 giugno 2012
La terra trema ma le cazzate non crolleranno mai
Mentre alcuni miei amici del popolo di Facebook, vicini rumorosi e persino mio padre stravedono per un pareggio e in generale per un evento sportivo dalla dubbia utilità, il mondo non si ferma. Come è giusto che sia. Infatti io continuo a ignorare queste cazzo di partite, e non per qualche cane malmenato (bruttissima cosa per carità) che impone alla mia etica di boicottare un evento così empio ma perchè già di mio io tendo ad ignorare qualsiasi campionato di calcio, sia esso mondiale, europeo, italiano, regionale, cittadino, comunale o rionale. Come dicevo prima il mondo non si ferma e, in alcune zone continua a tremare. Grecia, Egitto e Turchia sono state colpite da scosse e non di intensità indifferente: la più preoccupante ha preso ha colpito la Turchia precisamente a Oludeniz con una magnitudo di 6,1 mentre a Rodi e Sharm-el Sheik sono state registrate magnitudo rispettivamente di 5.8 e 4.1. . Peccato che a causa di alcuni tizi che calciano un pallone di cuoio queste notizie passeranno in secondo piano. In Vaticano invece il buon Ratzinger ricorda a noi tutti il supporto ridicolo che sta dando ai terremotati indirizzando preghiere (utili, eh! ), ma in particolare ne rivolge alle località emiliane in cui sono crollate, tra i vari edifici, anche le Chiese, come se il non avere più una Chiesa in piedi fosse una cosa così negativa, soprattutto vedendo che in quelle ancora in piedi ci lavorano certi incompetenti...
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martedì 24 gennaio 2012
Il Paradosso di Erdogan
Oggi in Francia l'assemblea nazionale ha reso "operativa" una legge approvata lo scorso 22 Dicembre. La legge in questione è piuttosto seria, e tratta di un argomento piuttosto scomodo ovvero il Negazionismo, esteso oltre che all'olocausto, al genocidio armeno avvenuto negli anni 1915-1917 ed è stato decretato che chiunque neghi anche una sola di queste tragedie della storia è condannabile ad un anno di Carcere e ad una "succosa" ammenda di 45000 euro. Personalmente approvo in pieno la questione. Sia ovviamente perchè non si parla di un numero indifferente di vittime e perchè io, da appassionato di storia non concepisco l'idea di CANCELLARE un grande evento, sia esso positivo che negativo, tuttavia sono d'accordo anche per un motivo più vilmente economico: siamo in tempi di crisi e un'occasione per ricevere qualche quattrino extra non va snobbata, in special modo se questo denaro viene detratto da persone con una mentalità ottusa e di conseguenza dannosa per la società attuale. Al contrario qualcuno ha da protestare (e parecchio) nei confronti della decisione dell'assemblea nazionale francese. Questo qualcuno (prevedibilmente) appartiene appartiene al popolo che si trovava dalla parte giusta dei fucili che hanno ucciso questi armeni dal 1915 al 1917, ed è un qualcuno non da poco essendo il Premier della Turchia in persona. Erdogan, infatti si è scagliato violentemente su questa faccenda etichettando la legge come "discriminatoria e razzista" e dichiarando che una legge simile calpesta i valori dell'Unione Europea e la libertà di pensiero. Non so voi lettori (sperando che ce ne sia effettivamente qualcuno) ma la situazione mi sembra alquanto contraddittoria dato che un politico si appella alla libertà di pensiero e soprattutto alla Libertà in generale quando il suo popolo l'ha, con ferocia, negata ad un altro usando pallottole e baionette. Senza contare che storicamente questa faccenda è abbastanza complessa dato che i Turchi non hanno sterminato un gran numero di armeni perchè si erano effettivamente ribellati. Il genocidio è stata una forma di prevenzione. Se mi permettete di fare una banale lezioncina di storia posso ricordare che il massacro è avvenuto durante la prima guerra mondiale, prima ancora che si scatenasse con forza la rivoluzione russa tanto che in questo caso l'impero russo poteva ancora dare grane a quello ottomano. Perciò per evitare che gli Armeni si ribellassero con il sostegno dello Zar la Turchia si decise di rimuovere questi possibili nemici passandoli con le armi.
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venerdì 2 dicembre 2011
Riflessioni sullo sballo
Poco alla Radio si è parlato della droga, precisamente della possibilità di legalizzarla con questo governo. Come qualcuno dovrebbe già sapere io non amo questo tipo di sostanze però mi sono deciso di ascoltare per qualche minuto ciò che il programma radiofonico (per la precisione "Tutta la città ne parla") aveva da dire. La tesi sostenuta dagli ascoltatori "pro" che sono intervenuti è semplice e a suo modo condivisbile. Si dice ovvero di legalizzarla come la scelta di un male minore, dato che almeno i proventi di questi traffici (anche se sarebbero ugualmente dannosi per i consumatori) andrebbero allo stato e non ad un qualche spacciatore appartenente a qualche cosca criminale sia essa di matrice camorrista o cosanostrana. Come idea è quasi accettabile se prendiamo in esame qualche fattore. Per fare un esempio con il rendere legali droghe come la marijuana si potrebbe togliere una buona fetta di consumatori. e questa fetta è rappresentata dai giovani sballoni, che spessissimo (e non negatelo!) si drogano per due motivi, o perchè fa tendenza dato che il fidanzato della cugina del tuo compagno di banco lo fa insieme ai suoi amici e quindi è una cosa fighissima oppure al contrario perchè fumare erba, dato che non è consentito dalla legge fa tanto "lotta al sistema" e se quindi ti droghi sei un eroico ribbelle (Si, volevo proprio dire con due b per immedesimarmi al meglio). Se quindi si riuscisse a legalizzare la Marijuana l'effetto potrebbe essere in parte positivo: la seconda categoria, essendo diventato l'agognato Fumo un bene di consumo "socialmente accettabile" perderebbe in sostanza parte del suo valore simbolico di ribbellione e probabilmente anche la prima categoria ci perderebbe dato che l'emulato e almeno una parte dei suoi amici può benissimo appartenere alla seconda, e i tenaci sopravvissuti che continuano a volersi rovinare l'organismo farebbero comunque un favore allo stato anzichè al suddetto spacciatore.
Certo, una decisione come questa potrebbe diventare un'arma a doppio taglio,dato che l'Italia potrebbe diventare una meta preferita dagli squallidi fattoni e si potrebbe ricreare una situazione analoga ad Amsterdam in cui molti dei turisti non vanno più laggiù per ammirare i mulini a vento, mentre qui in Italia potrebbe succedere (ma, Dio, spero di NO) che un gruppo di giovani turisti europei o americani che siano, invece di vistare il Pantheon o il Colosseo preferiscano sostare ad un coffee shop...
Ammetto però che quello che propongo io possa essere fattibile dato che personalmente non credo che Monti possa dare importanza ad una problematica del genere, almeno per il momento anche perchè sinceramente non riesco ad immaginarmi Mario Monti seduto in un furgoncino della Wolkswagen intento a spipacchiare erba da un bong, sia in passato che nel presente!Certo, una decisione come questa potrebbe diventare un'arma a doppio taglio,dato che l'Italia potrebbe diventare una meta preferita dagli squallidi fattoni e si potrebbe ricreare una situazione analoga ad Amsterdam in cui molti dei turisti non vanno più laggiù per ammirare i mulini a vento, mentre qui in Italia potrebbe succedere (ma, Dio, spero di NO) che un gruppo di giovani turisti europei o americani che siano, invece di vistare il Pantheon o il Colosseo preferiscano sostare ad un coffee shop...
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martedì 26 luglio 2011
Call Of Feltri: Borghezio Warfare
Come premessa vorrei dire che il titolo dedicato a Borghezio per il suo ambiguo intervento sulla strage in Norvegia, manifestando sia una condanna della violenza efferata, ma condendo il tutto con il pubblico sostegno delle idee espresse dal maniaco (e affermazioni del genere in un paese civile dovrebbero bastare per condannarlo ad una discreta permanenza in un carcere, possibilmente come raccoglitore di saponette nelle docce) e a Feltri in onore della sua ignobile affermazione sulle vittime di Utoya, ritenute codarde (vorrei vedercelo, io, a cercare di placcare un invasato armato di mitragliatrice) Per quanto riguarda l'immagine essa è invece un fotogramma del videogioco Call Of Duty Modern Warfare 2. In particolare la foto è tratta da un livello del gioco che ha dato vita a tantissime discussioni per via della crudezza di ciò che è stato rappresentato ovvero un gruppo di terroristi russi che fanno irruzione in un aereoporto civile russo portando in atto una carneficina di innocenti in cui il giocatore, un agente Cia in incognito, è costretto o a partecipare lui stesso impallinando qualche civile o assistire impotente al massacro limitandosi a difendersi dal personale dell'aereoporto in grado di fare fuoco sulla squadra di invasati. Ed è contro scene come queste che ultimamente i media si sono accaniti accusando i videogiochi di avere instillato in menti come quella di Breivik pensieri di follia omicida. Il tutto senza accorgersi di una cosa. Breivik è, si, un pazzo che a detta di conoscenti aveva interessi nella videoludica, ma non penso che si sia voluto imbarcare in un impresa tanto orrenda perchè pochi minuti si era entusiasmato giocando a Call Of Duty,Medal Of Honor o Pacman e che volesse prolungare il divertimento facendo pratica su bersagli umani. Senza contare che invece di incolpare un gioco elettronico bisognerebbe togliersi il prosciutto dagli occhi e vedere le cose come stanno: le idee di Breivik non sono certamente nate dal nulla, ma sono una degenerazione (ulteriormente incivile) di posizioni politiche che nella società occidentale contemporanea iniziano a divenire una costante: basti pensare a tutti i mini e macro partiti che stanno diventando sempre più popolari, come Lega Nord, e Forza Nuova parlando di esempi italici ma anche la BZO austriaca. C'è quindi da comprendere che di Breivik ce ne potrebbero essere molti di più, e qualcuno, di poco meno instabile ricopre già cariche istituzionali.
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venerdì 12 novembre 2010
From globalisation to GlobalASIAtion. Quale spazio per l'Europa?
Un concetto troppo spesso sopravvalutato in Europa è stato quasi sempre quello di credere che una continuità dell'economia mondiale dovesse passare per le sue mani, forse perchè l'unico continente in grado di conciliare nuovi effetti democratici con l'estensione del mercato interno a nuovi Paesi.
La strategia Europa 2020 che cancella definitivamente l'esperienza fallimentare della strategia di Lisbona, sembra aver imparato la lezione anche grazie alla recessione delle economie nazionali nel periodo post crisi.
Diventa infatti un'impresa leggere nella presentazione di tale strategia la parola "crescita" che lascia spazio a termini come
"economia più intelligente, più verde, che [...] faccia leva sull’innovazione, su un uso migliore delle risorse e sulla conoscenza quale principale fattore di crescita".
Il fallimento partito da Lisbona dieci anni fa, possiamo definirlo un "fallimento ottimistico" poichè erano note a tutti le disparità economico-finanziarie tra i diversi Stati membri, e che traguardi di alto profilo non potevano portare ad effetti tali da poter competere con le attuali potenze.
I risultati attuali sono che i paesi con enorme disavanzo sono costretti a dover rientrare entro certi parametri e i paesi che dovrebbero attuare riforme economiche di ripresa (Germania in prima fila) si trovano comunque a tagliare servizi essenziali allo stesso modo dei primi. Uno sfacelo insomma.
Ad oriente, precisamente a Singapore, Kishore Mahbubani preside della Lee Kuan Yew School of Public Policy, in suo articolo sugli errori dell'Europa ha analizzato le scelte strategiche messe in campo dall'UE ed il risultato di tale analisi è sintetizzabile in 3 punti:
1) aver allontanato la sfida islamica che poteva e può essere una buona prospettiva di rilancio non solo economico ma anche sociale, data l'esplosione demografica che interessa tutt'oggi l'Unione;
2) non aver sfruttato una partnership asiatica in tempi non sospetti, quando l'Asia in occasione della riunione Europa-Asia (ASEM), offriva i propri mercati per l'importazione dei prodotti europei più avanzati tecnologicamente;
3) mantere ostinatamente rapporti transatlantici, non rendendosi conto che gli stessi Stati Uniti hanno spostato il loro baricentro produttivo in Asia.
L'immagine di un declino europeo sul piano internazionale è sancita dall'adesione dei paesi del G-20 (riuniti in questi giorni a Seoul) al piano di riforma sulla governance del Fondo Monetario Internazionale. Per capire la portata di questo evento bisogna sfogliare gli archivi della storia, perchè in 65 anni di vita dell'Istituzione economica più influente per tutti gli Stati del mondo, non si era mai cambiato il sistema del diritto di voto e di governance interna.
Secondo la riforma infatti, l'organizzazione vede aumentare le quote al diritto di voto per i quattro paesi Bric (Brasile, Russia, India e Cina) a discapito delle "economie europee avanzate" (Germania, Francia, Regno Unito e Italia). La Cina conquista la terza posizione dopo Usa e Giappone sorpassando Gran Bretagna, Francia e Germania.

Inoltre l'Europa dovrà cedere due posti agli attuali nove, all'interno del board (organo esecutivo dell'FMI) costituito da 24 Paesi.
Il Fondo sarà ancora per poco la rappresentazione dell'età coloniale e come ha sottolineato il direttore generale dell'Fmi Dominique Strauss-Kahn, "è un quadro che si adegua alla nuova realtà dell'economia mondiale".
Ma questa deriva europea non è che l'avvio di una fase incerta dell'economia mondiale dovuta alle posizioni protezionistiche di Cina e Stati Uniti per evitare la svalutazione delle rispettive valute.
Infatti al centro della discussione al G-20 ruota lo scottante problema della frattura tra i paesi ricchi esportatori e quelli consumatori che sono costretti a sorbirsi l'intero debito, al fine di tenere sotto controllo gli squilibri delle partite correnti. In sostanza si tratta di spingere i paesi emergenti (Cina in testa) ad incentivare i consumi all'interno dei propri paesi per evitare che tutto ciò che viene prodotto venga in buona parte esportato, lasciando agli stati importatori l'onere di consumare, non avendo purtroppo liquidità sufficiente per acquistare e caricarsi quindi un investimento senza ritorno, ovvero debito.
La sfida europea rimane pertanto quella di allargare il suo sguardo di macroregione occupata di tenere a bada le strilla dei propri Stati membri e di affrontare un tema sociale che è quelloi dell'integrazione dei popolaffacciati sul mediterraneo, di aprire i propri mercati il più possibile. L'importanza di un mercato interno sarà valida solo quando potrà accettare e accertare la sua competitività con i restanti mercati. Competere non è sempre una perdita, ma una perdita al rialzo, che stimola anche quando c'è poca innovazione.
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mercoledì 10 novembre 2010
Consumo di droga in Europa in aumento: presentato il rapporto annuale europeo

Dall'ultimo rapporto della Oedt (Osservatorio sulle droghe di Lisbona) i dati del 2008 sull'uso degli stupefacenti in Europa sono preoccupanti. Il quadro delle statistiche è valutato tra il 2004 e il 2008 su un campione di adulti compreso tra 15 e 64 anni (tutti gli adulti) e 15-34 (giovani adulti) che comprende tutti i 27 Paesi dell'Unione in aggiunta alla Croazia, Norvegia e Turchia (nuovi Paesi aderenti).
In generale si registra un notevole aumento nella fascia d'età adulta (34-64) dei consumatori occasionali di cocaina (circa 4 milioni nell'ultimo anno) ed un aumento costante, insieme ai decessi, per causa degli oppioidi.
Si stima che sia la sostanza principale in oltre il 50% di tutte le richieste di trattamento per droga, oltre che quella meno controllata alla dogana poichè in una zona ad altissimo tasso commerciale come la Turchia, diviene impossibile fermare ogni mezzo per controllare. Significherebbe fermare il commercio tra Oriente ed Europa.
Ricercare i motivi passati e futuri di questa piaga non si può farlo in questo breve spazio e né tantomeno è possibile arrivare a conclusioni di breve o lunga durata.
E' possibile invece, approfondire le cause che sono alla base di questo malessere, che non è altro che un malessere di una società che sta affrontando e che affronterà periodi di forte disagio economico, di alti livelli di disoccupazione senza tener conto lo scarso rendimento offerto dagli Stati (sopratutto quelli ad est) in materia di lotta alla criminalità organizzata, che rimane il perno di questi traffici illeciti.
Tuttavia il quadro della lotta al fenomeno delle droghe in Europa non è da considerarsi del tutto buio, soprattutto se si fa riferimento a condizioni di prevenzione quali l'infezione da HIV. Infatti il numero delle persone sottoposte a trattamente è notevolmente aumentato nel corso degli ultimi 10 anni.
Prevenzione che nel "sistema Unione" si fonda su una strategia nazionale in materia di droga, solitamente sostenuta da un piano d’azione con obiettivi concreti e relative scadenze. Si tratta di un modello di politica razionale, in quanto permette di verificare regolarmente i progressi e di reindirizzare la politica qualora si riscontrino carenze.
Rimangono però deficienze a livello di prestazione dei servizi di assistenza nei Paesi ad est e a sud. Lunghissime le liste di attesa e fortemente ridotte sono le disponibilità di terapie.
Nel dettaglio sono considerevoli i livelli di consumo di cocaina che resta la seconda sostanza illecita più utilizzata in Europa nonostante il suo costo elevato rispetto alle altre droghe.
L'utilizzo è disomogeneo all'interno dell'Unione con picchi che si registrano soprattutto in Italia, Spagna, Olanda, Francia e Regno Unito.
A differenza degli oppioidi, la cocaina entra maggiormente in due Paesi europei (Spagna e Olanda) e sta toccando da pochi anni anche i confini orientali. Resta grave il problema dell'importazione attraverso metodi di laboratorio dove si estrae cocaina base da materiali portatori, quali cera d’api, concime, indumenti, vegetali, plastica e liquidi.
La situazione italiana secondo l'Osservatorio Nazionale del Dipartimento di Politiche Antidroga, registra una decrescita nel consumo, in maniera evidente tra i consumatori occasionali, trend che assume sensibili miglioramenti anche nell'anno 2009 e nel primo semestre del 2010.
Resta tuttavia da valutare la modifica di alcuni metodi legislativi e organizzativi a livello dell'Unione. Come già ho accennato in precedenza, il fenomeno delle droga non può rinchiudersi all'interno del suo stesso ambito e soprattutto oggi dove la globalizzazione apre qualsiasi ambito ad una miriade di tanti altri diversi, allo stesso tempo occorre mettere in campo strategie di coordinamento tra sistemi diversi, tra ordinamenti giuridici differenti al fine di raggiungere obbiettivi comuni.
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sabato 16 ottobre 2010
Il mio nome è Giustizia
Sono tanto cari i sogni che custodiamo gelosamente dentro di noi.
Sono tanto cari da portarci, talvolta, ad essere spietati.
Justice, un ragazzo ghanese, all'età di 14 anni decise di lasciare la sua terra ma non sapeva che il suo sogno sarebbe stato spietato quanto la sua voglia di raggiungerlo.
Giustizia è il nome della speranza che ha accompagnato questo ragazzino lungo sentieri mai immaginati, nella fame più disumana, nelle notti al freddo.
Giustizia è il nome del viaggio lungo metà della terra africana, quella a nord, quella immersa nel deserto che poi si ferma dove il mare è media-terre e dove i sogni degli africani diventano possibili.
Le possibilità, però, non sono uguali per tutti e c'è chi in questi viaggi si deve arrendere al sogno di speranza.
Un racconto avvincente, che con una verità spietata cerca di far riflettere sulle condizioni di cui sono schiavi intere popolazioni africane in cerca di una nuova vita verso l'Europa.
Il 5 ottobre 2010 dopo due giorni in terra libica, il commissario europeo per gli Affari interni e quello per l'Allargamento e politica di vicinato hanno siglato un agenda di cooperazione con la stessa Libia in tema di lotta al traffico di esseri umani, aiuto alle piccole e medie imprese, dialogo sulla protezione internazionale dei rifugiati. Il costo complessivo è di 60 milioni di euro. Tutt'oggi non esiste un calendario per la messa in atto di queste operazioni.
Il costo di vite umane non è possibile stimarlo.
Questa considerazione, però, la capirete solo dopo aver letto tutto il racconto.
Paul Kenyon
"Il mio nome è giustizia"
264 p.
Edizioni PIEMME
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lunedì 20 settembre 2010
Il cancro si espande anche in Svezia
Nell'Estate del 2006 ho avuto la fortuna di visitare Stoccolma per qualche giorno, oltre che una località svedese vicina ad un lago dal nome impronunciabile che sinceramente non riesco a ricordare. A Stoccolma ho trovato un atmosfera quasi idilliaca, in cui a parte i prezzi abbastanza alti (ma è una cosa normale, per non dire anche perdonabile per una società prospera come quella svedese) si stava a dir poco stupendamente, la gente era ospitale, le strade erano ben tenute e cosa curiosa che ho notato era pieno zeppo di gente che passeggiava dotata di passeggino con relativo pargolo e, datemi dell'illuso ma tanti bambini può significare probabilmente che la gente tanta sicurezza a livello economico (può significare anche un'incapacità nel prevenire gravidanze indesiderate, ma io sono più ottimista!). E specialmente a rendere ulteriormente interessante la città era l'enorme quantità di stranieri di ogni etnia che ci vivevano e ci lavoravano. Un melting pot che fa concorrenza agli U.S.A., insomma. Ma qualcosa deve essere cambiato necessariamente negli ultimi 4 anni, oppure è semplicemente aumentata in Svezia la percentuale di elettori cretini. Dico così non solo perchè ha vinto il centrodestra (ma questa è una cosa opinabile, magari da loro il centrodestra è meno indecente) ma perchè come in Italia c'è stato un boom per quanto riguarda le adesioni ad un partito di ideologia xenofoba. Ebbene si, il razzismo ora non piace solo all'Italia ma anche nei paesi civilizzati, tanto che è riuscito a mettere le sue radici anche nel parlamento svedese. A quanto pare la nascita di questo cambiamento di rotta è dovuta ad un incremento notevole della disoccupazione, tanto che moltissimi di questi disoccupati (allo stesso modo dei leghisti) incolpano gli stranieri della carenza di lavoro. Una storia che si ripete insomma, spero solo che questo periodo nero sia più breve del remake del ventennio fascista che stiamo subendo noi in Italia.
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martedì 31 agosto 2010
Viaggi mentali, ma anche no
La mia mente bacata ha coniato la seguente massima: "Capisci di star facendo un buon viaggio quando ti senti come a casa, ma non troppo". In caso di fraintendimenti, parafraso. Un individuo quando lascia la sua tana per una vacanza ha bisogno di un certo fattore che è l'esoticità(sperando di non essere accoltellato da qualche cruscante per questo barbaro neologismo) del luogo in cui si è giunti. Per me tale variabile in un luogo non deve essere elevatissima, non sono un fricchettone new age che ha bisogno di andare in qualche paesino montanaro sperduto nell'Asia continentale con più pecore che persone per sentirsi bene, ma non deve nemmeno essere una località dove vanno cani e porci come Rimini, Sharm el Sheik o Londra(si, anche Londra è una di quelle mete che è diventata così commerciale che ora mi attrae molto meno di quanto dovrebbe) perchè sono luoghi così affollati e simili al posto da dove vengo che non mi sembra nemmeno di essere partito da Roma. Per Istambul però non è stato affatto così. il fattore esotico era equilibrato, dato che mondo asiatico ed europeo convivono in tale città (non a caso la città geograficamente è divisa tra una parte asiatica e una europea) dato che edifici moderni e più antichi si possono trovare facilmente nella città, a volte vicinissimi tra loro, il tutto a volte accompagnato dal pittoresco sottofondo delle preghiere giornaliere recitate (in arabo, lingua che purtroppo non è conosciuta da tutti in Turchia) sui minareti dai muezzin più di una volta nel corso della giornata. Va anche detto che il periodo in cui sono stato a "Costantinopoli" (se la chiamate così davanti ad un turco rischiate seriamente) coincide con una parte del periodo del Ramadam e quindi tale fervore religioso forse capita solo in tale lasso di tempo. Le strade di mattina (a parte i turisti abbastanza numerosi) erano relativamente poco affollate cosa che invece non succedeva la sera, in cui molti turchi si accampavano nei parchi vicini alle moschee per picnic vari in attesa di poter mangiare dopo l'ultima preghiera dei muezzin. I monumenti sono molto interessanti e (a parte naturalmente la maggior parte delle costruzioni fatte dagli odiati dominatori bizantini di cui rimangono solo rovine) ben conservati. Inoltre i musei (anche se alcune ale erano in restauro) sono gestiti bene con opere molto interessanti, in particolare il museo archeologico ha tra i reperti il sarcofago di Alessandro Magno. La cucina, manco a dirlo è varia e deliziosa sia nel salato con le Pide (pizze turche) e il Kebab; sia nel dolce, se citiamo dolciumi di moltissimi tipi tra cui budini al riso squisiti e Baklava. Quello che viene fuori dal mio viaggio in Turchia che noi in Italia abbiamo molto da imparare riguardo al turismo e sicuramente azioni come abolire il palio di Siena non lo aiutano.
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lunedì 14 giugno 2010
Berlusconi nei caraibi?Ci metterei la firma
Devo dire che per me è piacevole venire a sapere che una nazione (anche se è la Bulgaria, che è messa ancor peggio di noi ) ci stimi abbastanza da nominare una piazza ad un personaggio della storia italiana . Il personaggio in questione è Garibaldi e Berlusconi è andato a partecipare all'inaugurazione e al compleanno del premier Bulgaro Boiko Borisov, un aitante 51enne, che a prima vista potrebbe persino sembrare una versione non imbellettata, canuta e ben più alta di statura e robusta del nostro tanto amato premier. Per fortuna tale somiglianza è vaga e si limita all'aspetto fisico e alla corrente politica, essendo di un partito conservatore. Tuttavia spiando sulla sua biografia ci si rende conto che almeno prima di diventare quello che è ora ha fatto la gavetta con lavori veri. Ma sto divagando. La cosa che vorrei evidenzare di questa celebrazione è quello che ha detto il buon Silvio, comprese le ormai consuete gaffe a cui il popolo italiano si è oramai assuefatto. Storpia regolarmente il cognome del collega bulgaro chiamandolo "Boris" invece che "Boiko", perchè probabilmente pensa che all'est europeo tutti gli abitanti dalla Bulgaria alla Russia si chiamino TUTTI Boris; si pavoneggia dicendo che presto farà in modo che loro due vivranno 120 anni (mi tocco per sperare che almeno Silvio non li raggiunga) grazie alle ricerche che si stanno facendo in Italia per aumentare la durata della vita media, ci prova in modo non troppo velato con una procace signorina invasata che gli ha voluto scattare una foto ricordo; fa il figo dicendo che c'è un esercito di donne che vogliono sposarlo (o meglio vogliono sposare i suoi soldi) e che lui è costretto a fare politica perchè se no in Italia non ci sarebbe nessun altro, e se non fosse così lui si sarebbe subito precipitato a vivere nei Caraibi in una delle sue ville ( ei o ce lo manderei volentieri). E, solo dopo tutto questo insipido chiacchericcio decide di parlare del senso del suo mestiere ovvero della politica, in particolare della crisi mediorientale in Iran, argomento per cui spende poco più di una riga scarsa. Se in Bulgaria qualcuno ci rispettava secondo me dopo questo show del premier ora è parecchio indeciso sul nostro conto!
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domenica 6 giugno 2010
66 anni fa non è successo NULLA
Invece qualcosa è successo,ricordiamolo ai due fondatori di Google. La cosa a dir poco comica è che entrambi hanno origini ebraiche, quindi la seconda guerra mondiale, almeno in teoria avrebbe dovuto essere minimamente importante. Invece per loro è più importante cambiare la veste grafica per la nascita di Gabor (primo teorico della tecnologia olografica), di Pacman, di Tetris, della lingua esperanto (un'utopia almeno a mio parere alquanto irrisoria), ma non per uno degli eventi più importanti della storia del '900. Il 6 Giugno 1944 è il D-Day, ovvero il giorno in cui scatta la cosiddetta operazione Overlord, intrapresa dagli alleati angloamericani per liberare la Francia dagli occupanti tedeschi. Ammetto che so praticamente a memoria la data di questo evento e i nomi dei luoghi cruciali di questa campagna della seconda guerra mondiale grazie più alle industrie videoludica e cinematografica più che per merito dei libri di storia, ma questo non mi toglie il diritto di parlarne. Sò che è stata un'operazione bellica di dimensioni epiche e ha visto sul campo un arsenale vastissimo coinvolgendo migliaia e migliaia di soldati, supportati da veicoli di terra, mare e aria. Famosissima è la spiaggia dal nome in codice "Omaha", una delle spiagge più difficili da conquistare. Essa è costata la vita di 4500 combattenti alleati, alcuni dei quali morti prima di toccare le spiagge normanne, perchè annegati dopo aver visto distrutti i loro mezzi da sbarco, o dilaniati dalle letali mitragliatrici dei tedeschi.Senza poi contare l'intervento decisivo dei paracadutisti americani e britannici che hanno indebolito i tedeschi dietro le linee nemiche, riuscendo a sottrarre agli avversari località di elevato valore strategico che avrebbero dato un certo vantaggio al possessore, come ponti, cittadine e strutture militari di vario genere.
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sabato 10 aprile 2010
Proliferare speranza
Il gioco tra potenze è un gioco di gelosie, di trattative e di cooperazioni.
Quello raggiunto due giorni fa è frutto di un lavoro di cooperazione, di una sana cooperazione, forse voluta perchè gli eventi mondiali rendono necessario un impegno a lungo termine e consistente.
L'accordo START (Strategic Arms Reduction Treaty) firmato l'8 aprile a Praga tra Obama e Medvedev è stato battezzato dal Cremlino come “win win”.
Una vittoria per entrambi insomma. O perlomeno una possibile vittoria.
In realtà è uno “start” che ha inizio nel 1991 tra Mikhail Gorbaciov e George Bush con la sottoscrizione del primo Trattato (START I) e a seguire la modifica nel 1993 con Bush e Boris Eltsin (START II).
Ma c'è da dire anche che in realtà queste firme erano arrivate con parecchio ritardo perchè già prima della Guerra Fredda (con Ronald Reagan Presidente degli USA) iniziarono dei timidi accordi.
Si arriva all'8 aprile 2010 con Barack Obama e Dimitri Medvedev che s'incontrano nella sala spagnola del Castello di Praga e sottoscrivono il cosidetto START.
La sottoscrizione va a sostituire il vecchio accordo scaduto a dicembre e riduce del 30 % le testate nucleari a un numero massimo di 1.550 (fig.1). Una riduzione a 800 piattaforme di lancio dei missili intercontinentali e di 700 vettori (che inlcudono sottomarini aerei e bombardieri) e avanzate misure di controllo e aggiornamento dei dati sugli armamenti.
Tutto questo però accade a pochi giorni di distanza dal summit di Washington sulla non proliferazione nucleare che si terrà il 12 e 13 aprile.
E' vero che “il taglio di un terzo degli arsenali nucleari dimostra il nostro comune impegno alla non proliferazione, stabilendo un esempio per altre potenze nucleari.” come ha affermato Nikolai Patrushev, segretario del consiglio di sicurezza della Federazione russa, ma è pur vero che l'intenzione è soprattutto quella di portare le altre potenze nucleari a fare altrettanto e meglio.
Non lo si è detto, ma lo si è capito.
E non a caso il messaggio lanciato ha fatto spaventare il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu che ha fatto sapere (con molta incertezza) che invierà un suo delegato.
Ma se l'obiettivo era quello di riavvicinare e allentare i rapporti di tensione tra Iran e Israele (con la scorta degli Stati Uniti) in una zona ad alta pericolosità, il mondo senza armi nucleari come Obama auspicava, trova ostacoli improvvisi.
La motivazione della probabile assenza è dovuta alla “critica araba dell'arsenale nucleare di Israele”.
Una critica che arriva da parte dell'Egitto e della Turchia, sospettosi che Israele nasconda tra le 65 le 85 testate nucleari. (fig.2)
La conferma della fondatezza di questo dato (oggi fuori controllo e la non sottoscrizione del Trattato di non proliferazione nucleare lo conferma) arriva da un documento della CIA declassificato, che nel 1974 dichiarava che Israele avesse prodotto armi nucleari perché il governo israeliano aveva acquistato
fig.1
fig.2
Quello raggiunto due giorni fa è frutto di un lavoro di cooperazione, di una sana cooperazione, forse voluta perchè gli eventi mondiali rendono necessario un impegno a lungo termine e consistente.
L'accordo START (Strategic Arms Reduction Treaty) firmato l'8 aprile a Praga tra Obama e Medvedev è stato battezzato dal Cremlino come “win win”.
Una vittoria per entrambi insomma. O perlomeno una possibile vittoria.
In realtà è uno “start” che ha inizio nel 1991 tra Mikhail Gorbaciov e George Bush con la sottoscrizione del primo Trattato (START I) e a seguire la modifica nel 1993 con Bush e Boris Eltsin (START II).
Ma c'è da dire anche che in realtà queste firme erano arrivate con parecchio ritardo perchè già prima della Guerra Fredda (con Ronald Reagan Presidente degli USA) iniziarono dei timidi accordi.
Si arriva all'8 aprile 2010 con Barack Obama e Dimitri Medvedev che s'incontrano nella sala spagnola del Castello di Praga e sottoscrivono il cosidetto START.
La sottoscrizione va a sostituire il vecchio accordo scaduto a dicembre e riduce del 30 % le testate nucleari a un numero massimo di 1.550 (fig.1). Una riduzione a 800 piattaforme di lancio dei missili intercontinentali e di 700 vettori (che inlcudono sottomarini aerei e bombardieri) e avanzate misure di controllo e aggiornamento dei dati sugli armamenti.
Tutto questo però accade a pochi giorni di distanza dal summit di Washington sulla non proliferazione nucleare che si terrà il 12 e 13 aprile.
E' vero che “il taglio di un terzo degli arsenali nucleari dimostra il nostro comune impegno alla non proliferazione, stabilendo un esempio per altre potenze nucleari.” come ha affermato Nikolai Patrushev, segretario del consiglio di sicurezza della Federazione russa, ma è pur vero che l'intenzione è soprattutto quella di portare le altre potenze nucleari a fare altrettanto e meglio.
Non lo si è detto, ma lo si è capito.
E non a caso il messaggio lanciato ha fatto spaventare il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu che ha fatto sapere (con molta incertezza) che invierà un suo delegato.
Ma se l'obiettivo era quello di riavvicinare e allentare i rapporti di tensione tra Iran e Israele (con la scorta degli Stati Uniti) in una zona ad alta pericolosità, il mondo senza armi nucleari come Obama auspicava, trova ostacoli improvvisi.
La motivazione della probabile assenza è dovuta alla “critica araba dell'arsenale nucleare di Israele”.
Una critica che arriva da parte dell'Egitto e della Turchia, sospettosi che Israele nasconda tra le 65 le 85 testate nucleari. (fig.2)
La conferma della fondatezza di questo dato (oggi fuori controllo e la non sottoscrizione del Trattato di non proliferazione nucleare lo conferma) arriva da un documento della CIA declassificato, che nel 1974 dichiarava che Israele avesse prodotto armi nucleari perché il governo israeliano aveva acquistato
“grandi quantità di uranio, parzialmente attraverso mezzi clandestini”e perché aveva fatto
“un grande investimento in un sistema missilistico costoso destinato per sistemare le testate nucleari”.
Insomma il pericolo nucleare che investiva non poco tempo fa Corea del Nord e Iran ora travolge anche Israele, la quale ultimamente ha cambiato il suo atteggiamento con la Casa Bianca.
La speranza ora è che Obama a Washington tenterà con gli altri paesi ospitati a tessere una tela della non proliferazione la più larga possibile ma gli eventi di questi giorni lo stanno smentendo.
Inoltre deve far molto presto perchè le elezioni di mid term a novembre potranno fargli perdere la maggioranza al Congresso e quindi cadere nell'oblio. L'accordo non è che un piccolo passo ma è una buona speranza per continuare a sperare!
La speranza ora è che Obama a Washington tenterà con gli altri paesi ospitati a tessere una tela della non proliferazione la più larga possibile ma gli eventi di questi giorni lo stanno smentendo.
Inoltre deve far molto presto perchè le elezioni di mid term a novembre potranno fargli perdere la maggioranza al Congresso e quindi cadere nell'oblio. L'accordo non è che un piccolo passo ma è una buona speranza per continuare a sperare!
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venerdì 9 aprile 2010
Nucleare: Vertice a Parigi tra Berlusconi e Sarkozy

Al vertice italo-francese all'Eliseo tra Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy stamane sono stati firmati 20 accordi, segno della «collaborazione concreta» tra i due Paesi.Il premier, nella conferenza stampa conclusiva a Parigi ha parlato della «volontà comune, tra Italia e Francia, di lavorare insieme per un'Europa che protegga i propri cittadini». Ha aggiunto che «Italia e Francia sono interessate alla preparazione del prossimo G8 e del G20 per trovare le soluzioni sui temi aperti."Ma nel ultimo non è che abbiamo visto molti frutti. "Chiediamo quindi di unire gli sforzi in vista dei prossimi appuntamenti mondiali».Siamo uomini di poca fede?
I due premier si sono detti convinti della necessità di garantire sostegno alla Grecia e hanno affrontato diversi temi: sicurezza, immigrazione, Europa, Medio Oriente e soprattutto l’energia nucleare. «Rendo omaggio alla decisione storica del Governo italiano e del presidente Berlusconi - ha detto Sarkozy- di tornare al nucleare, una decisione che avvicina Francia e Italia». Il protocollo d’intesa in campo nucleare prevede un patto tra Areva a Ansaldo. Scopo dell’accordo - spiega una nota di Finmeccanica - è sviluppare una partnership industriale su base progressiva. La collaborazione prevede sia la produzione di componenti speciali sia studi e scambi di informazioni. Credete che questo vertice sia a favore o sfavore per la salute pubblica italiana e francese?Ma il nucleare non era un argomento chiuso? A proposito ma il nostro caro premier si è dimenticato di tutte le vittime delle stragi nucleari e di tutte quelle persone che ne subiscono ancora?Per non parlare dei disastri ambientali e l'aumento dei malati di cancro e di tumori e molte altre per coloro che vivono nei pressi di centrali nucleari?
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