Visualizzazione post con etichetta L'Aquila. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta L'Aquila. Mostra tutti i post

martedì 19 ottobre 2010

La Rai colpisce ancora

Devo ammettere che sono caduto dalle nuvole leggendo la notizia della possibile eliminazione di Vieni Via Con Me, programma tenuto da Roberto Saviano e Fabio Fazio. Principalmente perchè non ne avevo mai letto niente a riguardo e non sapevo nulla di questo progetto.Se non sono l'unico ad essere rimasto sorpreso da questa notizia ragguaglio anche voi lettori: Vieni Via Con Me è un programma di approfondimento che, dovrebbe durare (sempre se la tirannica RAI non lo censurerà per il volere diretto o indiretto di Silviozzo) per 4 Lunedì consecutivi, e si parlerà sia di culturte che di varie magagne che coinvolgono l'amatissimo governo berlusconico dal Post-Terremoto in Abruzzo all'irrisolta questione della monnezza. Il tutto supportato egregiamente da altri volti noti della TV primo fra tutti Roberto Benigni seguito a ruota da due "leali compagni" di Fabio Fazio che lo hanno accompagnato già con "che tempo che fa", ovvero Paolo Rossi e Antonio Albanese.
Siamo quindi all'ennesima violenza nei confronti dell'informazione oppure si riuscirà almeno questa volta ad evitare il silenzio?

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

sabato 26 giugno 2010

Comitato 3e32. Una manifestazione passata sotto silenzio, una realtà che invece esiste.


L'Aquila 17 giugno 2010

DOPO CHE PER MESI A L'AQUILA I MEDIA HANNO ROVISTATO
NELLE NOSTRE CASE E NELLE NOSTRE VITE IN MANIERA
INVASIVA E IPOCRITA,
DOPO CHE TUTTE LE PARATE DEL GOVERNO SUL NOSTRO
TERRITORIO SONO RIMBALZATE SUGLI SCHERMI DI TUTTA
ITALIA,
DOPO CHE PER PIU' DI UN ANNO SI E' COSTRUITA UN'ENORME
BUGIA MEDIATICA FATTA DI SCENOGRAFIE E REPRESSIONI,
IERI, VOI SERVI DEL POTERE DEL COSIDDETTO SERVIZIO
PUBBLICO (OLTRE AI SERVI PRIVATI) SIETE RIUSCITI A NON
DIRE NULLA (A PARTE TG3 E LA7) DELLA PIU' GRANDE
MANIFESTAZIONE DELLA STORIA DELLA NOSTRA CITTA'.
PIU' DI 20.000 TRA CITTADINI, FORZE SOCIALI E
ISTITUZIONI, HANNO ATTRAVERSATO LA CITTA' E HANNO INVASO
L'AUTOSTRADA BLOCCANDOLA PER PIU' DI UN'ORA.
ERA NOTIZIA DI APERTURA E INVECE AVETE AVUTO IL CORAGGIO
DI NON PARLARNE PER NIENTE. DOPO AVER USATO LA NOSTRA
CITTA' COME SPOT, ORA CHE LE BUGIE VENGONO A GALLA NON
POTETE FARE ALTRO CHE NASCONDERLA.
MA NON DURERA', PREPARATEVI PERCHE' PRESTO CI VEDRETE A
ROMA, IN MASSA, A BLOCCARE LA CAPITALE E AD ASSEDIARE IL
PARLAMENTO E PALAZZO CHIGI PER PRETENDERE GIUSTIZIA,
EQUITA' E VERITA'.

Comitato 3e32

WWW.3e32.COM

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

mercoledì 2 giugno 2010

La Repubblica dei tagliuzzamenti


Oggi come ben si sa L'Italia celebra la Festa della Repubblica, festività quasi fuori posto dato che in una Repubblica degna di questo nome non si dovrebbero, almeno in teoria, trovare censura, tagli ai lavoratori statali, un'organizzazione del lavoro che dà più importanza al cognome che alla produttività e alla competenza e giornali di regime che inneggiano allo sparare contro imbarcazioni turche. Senza contare che tale festa è anche anacronistica dato che nel Nord Italia c'è qualcuno che invece di essere felice di fare parte di uno stato (almeno in teoria) moderno preferisce tornare alla divisione del paese. I leader leghisti simpaticamente hanno evitato di festeggiare la giornata. E mentre questo evento viene ipocritamente festeggiato da un governo semi-dittatoriale qualcuno ci ricorda una cosa. Il qualcuno è il sindaco dell'Aquila, che per protesta ha assistito alle celebrazioni del 2 Giugno non indossando la fascia tricolore e la cosa per cui ha protestato penso l'abbiate già capita leggendo "L'Aquila". Infatti non solo la situazione non si è ristabilita, ma il governo sopra citato ha smesso di aiutare la ricostruzione tagliando anche i fondi destinati agli aiuti per le zone colpite dal sisma.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

martedì 30 marzo 2010

Punti di vista

Neanche questa foto ridicola della Polverini basta a mettere buon umore agli elettori di sinistra. Ebbene si. Il Lazio è passato alla destra. Un miracolo secondo la Polverini, un colpo di culo secondo me. Il Lazio, ha fatto una scelta chiara chiudendo un occhio riguardo all'imbarazzante dimostrazione di inettitudine dei pidiellini a svantaggio della Bonini, donna politica senza infamia e senza lode, ma che ha dato in queste elezioni una dimostrazione di competenza che ultimamente a Sinistra non si fa notare. Ma le brutte notizie non finiscono qui l'idiozia fa sentire il suo olezzo non solo in Lazio ma anche all'Aquila, dove alla provincia ha vinto il PdL. E questo nonostante il fatto che il governo pidiellino ha fatto ben poco per il terremoto che ha colpito l'Abruzzo. Il masochismo è ormai una qualità tutta italica e io sto prendendo in considerazione l'idea di trasferirmi in Siberia.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

martedì 23 febbraio 2010

Minzolini tenta di reprimere la Busi che parla chiaro sul TG1.


















Maria Luisa Busi, volto noto del Tg1 delle 20, domenica mattina si reca a L'Aquila per firmare un servizio sulla situazione della ricostruzione e la sua troupe viene pesantemente contestata da un gruppo di cittadini, che accusano il notiziario di Rai Uno di fare propaganda per il governo occultando scientificamente i tanti disagi e ritardi che stanno rendendo ogni giorno più difficile la vita di migliaia di sfollati.

La Busi, che evidentemente è una persona onesta e non se l'è sentita di negare quanto ha potuto toccare con mano, ha ammesso a titolo personale i limiti dell'informazione del suo telegiornale: «Quello che ho visto in questi giorni con i miei occhi è molto più grave di come talvolta è stato rappresentato. Migliaia di persone sono ancora in albergo, le case non bastano e la ricostruzione non è partita». Insomma, una situazione leggermente diversa dai miracoli del governo del fare capitanato dalla premiata ditta B&B (Berlusconi e Bertolaso) che in questi mesi ci ha raccontato la quasi totalità dell'informazione televisiva, Rai uno in primis con il duo M&V (Minzolini e Vespa).

Ovviamente Augusto Minzolini, come ogni leccapiedi che si preoccupa di salvare la faccia, non ci sta a fare la figura del cane da guardia del potere, di quello piazzato sulla poltrona importante per proteggere i padroni politici a discapito degli interessi dei cittadini, e meno che mai può accettare una critica tanto aperta da una collega che lavora sotto la sua direzione al telegiornale. Solo che c'è un piccolo problema: l'Emilio Fede del primo canale ha il grosso della redazione contro, e un richiamo alla Busi rischierebbe di rendere ancora più evidente questa imbarazzante situazione.

Allora come si procede? Si organizza un patetico colpo di mano, infilando un documento di sostegno alla linea editoriale del telegiornale al termine di una riunione il cui ordine del giorno prevedeva tutt'altri temi, quando la metà dei giornalisti se ne sono già andati, in modo che venti "minzoliniani" (su 130 redattori) riescano ad approvare poche righe di difesa d'ufficio del direttore.

Sul documento si legge: «Non è consentito a nessuno di offendere i giornalisti del Tg1 accusandoli di avere fatto e di fare un'informazione incompleta e faziosa per quanto riguarda la copertura del terremoto e del post-terremoto in Abruzzo». Sbagliato, in un paese libero, a chi paga il canone e a chi si ritrova ancora privo di un tetto senza che nessuno se ne accorga, è consentito protestare, criticare e anche offendere. Se Minzolini ha davvero qualcosa in contrario vada a discuterne, a telecamere accese, con quelli che non hanno ancora una casa. Siamo curiosi di assistere alla scena.

Di Riccardo Spiga Da TeleIpnosi


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

mercoledì 18 novembre 2009

L'otto per mille destinato allo Stato finisce (comunque) a parrocchie e monasteri.

A chiese e luoghi di culto 29 milioni dei 44 che i contribuenti avevano deciso di devolvere all'erario. I dubbi del Parlamento



ROMA - Pontificia Università Gregoriana in Roma, 459 mila euro. Fondo librario della Compagnia di Gesù, 500 mila euro. Diocesi di Cassano allo Ionio, 1 milione 146 mila euro. Confraternita di Santa Maria della Purità, Gallipoli, 369 mila euro. L'elenco è lungo 17 pagine e porta in calce la firma del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Non si tratta di uno dei tanti decreti, ma quello che ripartisce per il 2009 i 43 milioni 969 mila 406 euro che gli italiani hanno destinato allo Stato in quota 8 per mille dell'Irpef. Basta sfogliarlo per scoprire che confraternite, monasteri, congregazioni e parrocchie assorbono la quota prevalente di quanto i contribuenti avevano devoluto a finalità umanitarie o per scopi di assistenza e sussidi al volontariato.

E invece? Succede che i 10 milioni 586 mila euro assegnati al capitolo "Beni culturali" sono finalizzati in realtà a restauri e interventi in favore di 26 immobili ecclesiastici. Opere che avrebbero tutte le carte in regola per usufruire della quota dell'8 per mille destinata alla Chiesa cattolica, col suo apposito fondo "edilizia di culto". Come se non bastasse, la medesima destinazione (chiese e parrocchie) hanno anche gli altri 19 milioni destinati alle aree terremotate del centro Italia (14 per l'Abruzzo).

"L'atto del governo n. 121" è stato predisposto ai primi di settembre da un presidente Berlusconi reduce dall'incidente diplomatico del 28 agosto con la Segreteria di Stato Vaticano. Sullo sfondo, la (mancata) Perdonanza dopo il caso Giornale-Boffo. Il documento, poi trasmesso alla Camera il 23 settembre, conferma intanto che i soldi vanno allo Stato ma entrano di diritto nella piena discrezionalità del capo del governo, per quanto attiene al loro utilizzo. È un atto "sottoposto a parere parlamentare" delle sole commissioni Bilancio. Quella della Camera lo ha già espresso, "positivo", il 27 ottobre, quella del Senato lo farà nei prossimi giorni. Eppure, anche la maggioranza di centrodestra della commissione Bilancio di Montecitorio ha lamentato le finalità distorte e ha condizionato il parere finale a una serie di modifiche, contestando carenze e incongruenze del decreto.

Tra le più sorprendenti, quella che riguarda la "Fame nel mondo", "alla quale nel decreto vengono attribuite risorse finanziarie alquanto modeste, a fronte di richieste di finanziamento di importo limitato che avrebbero potuto essere integralmente accolte". Insomma: governo ingeneroso verso i bisognosi. In effetti, ultima pagina, al capitolo "Fame nel mondo", sono solo dieci le onlus e associazioni finanziate per 814 mila euro, pari al 2 per cento del totale.
Tutto il resto? A chi sono andate le quote parte dell'Irpef che gli italiani hanno devoluto allo Stato? La parte del leone quest'anno la fanno gli "interventi per il sisma in Abruzzo". Sono 32 e assorbono 14 milioni 692 mila euro. Ma il condizionale è d'obbligo. A parte la preponderanza anche qui di parrocchie e monasteri (la quasi totalità) tra l'Aquila, Pescara e Teramo, tuttavia altro non quadra. E a rivelarlo è proprio la commissione parlamentare presieduta dal leghista Giancarlo Giorgetti: "Le richieste di finanziamento relative all'Abruzzo risultano presentate in data antecedente al sisma dell'aprile 2009 ed appare quindi opportuna una puntuale verifica e un coordinamento con gli interventi previsti dopo il sisma".

L'ammonimento è chiaro: quei beni finanziati in Abruzzo non sarebbero stati danneggiati dal terremoto del 6 aprile, non quanto altri almeno. Perché dunque si dirotta lì un quinto dell'intera quota dell'8x1000? Il sisma del dicembre 2008 in Emilia garantisce a 9 tra parrocchie e monasteri del Parmense altri 4 milioni, mentre 11 milioni sono parcellizzati per i danni delle restanti calamità in tutta Italia.

Ma ecco il punto. Oltre 10 milioni finiscono ad appannaggio dei Beni culturali. Ventisei tra consolidamenti e restauri, quasi tutti per diocesi, chiese, parrocchie, monasteri. Solo per restare alle cifre più consistenti, ecco il milione 314 mila euro per la cattedrale dell'Assunta di Gravina di Puglia, il milione 167 mila euro per il restauro degli affreschi della chiesa dei Santi Severino e Sossio di Napoli, oppure i 987 mila euro per il restauro di Santa Maria ad Nives di Casaluce (Caserta), i 579 mila euro per San Lorenzo Martire in Molini di Triora o i 413 mila euro per la "valorizzazione della chiesa San Giovanni in Avezzano". E poi, la Pontificia Università Gregoriana e la Compagnia di Gesù. Anche su questo capitolo le bacchettate del Parlamento: la priorità dovevano essere "progetti presentati da enti territoriali", non ecclesiastici. Ci sarebbe anche il capitolo "Assistenza ai rifugiati", al quale però, per il 2009, il decreto firmato dal premier Berlusconi destina 2,6 milioni, poco più del 5 per cento del totale. E quasi tutto (2,3 milioni) va al solo Consiglio italiano per i rifugiati. Concentrazione "non opportuna", censura infine la commissione Bilancio: "Altri progetti non finanziati risultavano meritevoli di attenzione".

di CARMELO LOPAPA da La Repubblica


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

martedì 20 ottobre 2009

Sconvolgenti rivelazioni di sfollati costretti al silenzio.


L'Aquila, 14 ottobre 2009 ore 20:00.
La colonnina di mercurio segna 0 gradi.


Il 30 settembre le tendopoli dovevano sparire, tutti dovevano avere una casa nell'aquilano, tutti gli sfollati dovevano tornare a L'Aquila... queste erano le promesse...
Se si tiene conto dei tempi e dei costi di Onna, poteva essere fatto e sarebbe stato possibile persino iniziare le ricostruzioni.

Ad Onna, in meno di 2 mesi sono state costruite tutte le abitazioni provvisorie, così, da circa un mese, tutti gli abitanti hanno un tetto sulla testa.
In un'intervista qualche cittadino di Onna mi ha manifestato tutta la soddisfazione per il lavoro fatto in questo posto TOTALMENTE distrutto dal terremoto. E il mio pensiero è corso subito al governo Berlusconi, che nulla ha potuto qui ad Onna, dove le costruzioni sono dovute al buon cuore del Trentino, sotto la supervisione del governo tedesco, chissà quanto avrà rosicato Berlusconi!!!!

Mettiamo a confronto le casette di Onna e il progetto C.A.S.E. de L'Aquila:

Onna: costo 800€ al mq, garantendo agli onnesi un quartiere provvisorio grazioso, risparmiando molti soldi da utilizzare nella ricostruzione.
Progetto C.A.S.E.:costo 2700€ al mq, quasi 5 volte la somma impiegata ad Onna, soldi sperperati tra le varie ditte edili.

Onna: Sono tutti in casa da metà settembre.
Progetto C.A.S.E.: Sono ancora nelle tende, o deportati sulla costa o in paesini lontani anche oltre 70 km, contro il loro stesso volere di restare a L'Aquila.

Onna: Casette ecologiche smontabili e riutilizzabili per un eventuale altro disastro in qualsiasi altra città..
Progetto C.A.S.E.:Per farle hanno deturpato un paesaggio meraviglioso, sfondando intere montagne. Un'inutile colata di cemento per una base che dovrebbe in realtà mantenere palazzi dai 10 piani in su, non i tre piani realizzati.
Palazzi moderni dagli infissi blu elettrico o giallo canarino che nulla hanno a che fare con lo stile pittoresco degli antichi paesini aquilani.

Onna: il quartiere è stato costruito rispettando spazi per la viabilità automobilistica.
Progetto C.A.S.E.: i palazzoni sono concentrati in un unico punto, servito da una sola strada principale, già trafficatissima. Quando tutti i residenti occuperanno le case si prevede un caos bestiale!!

Sono tornata da loro, gli aquilani, probabilmente si è instaurato in me quel meccanismo di ribellione che non accetta che tutto resti impunito e silenzioso.
Per entrare nella tendopoli ho nascosto la mia piccola telecamera nella borsa. Al controllo documenti mi dicono che sono tutti in mensa, questa volta sono riuscita ad entrare nella tendopoli senza problemi...
Non li conoscevo prima di quel maledetto 6 aprile, pensavo "chissà se mi riconosceranno, se si ricorderanno di me".
Al mio arrivo in mensa sono stata invasa da sorrisi, abbracci e baci...noto con piacere che la gioia di rivederci non è solo mia.
Per loro sono chi ha permesso che la loro voce arrivasse a voi... sembra poco, a L'Aquila pare tanto...
Mi invitano a sedermi con loro, nonostante il cibo scarseggi cercano di costringermi ad accettare di dividere il loro pasto, o quel pezzettino di ciambella a testa che avevano...
penso, "se lo sapevo preparavo la Caprese Napoletana e la portavo... sono proprio una cafona!"

Non faccio in tempo a sedermi che cominciano a raffica i racconti dell'orrore:
"Dopo che hai pubblicato l'intervista che mi hai fatto ho ricevuto minacce, leggi qui questo sms"
"Mi hanno telefonato, mi hanno minacciato, dicono che se rilascio altre interviste mi denunciano, io ho detto solo la verità"
"Sai cosa ci fanno qui, riutilizzano le bottiglie dei tavoli e le riempiono con altre bottiglie degli altri tavoli"
"Non ci lasciano portare l'acqua nella tenda"
(penso, "se fanno un annuncio televisivo dicendo che a L'Aquila mancano cibo e acqua gli italiani si mobiliteranno di nuovo... perchè tutta questa indifferenza?
Probabilmente perchè questa vetrina mediatica deve risultare perfetta")
"Hai saputo della roulotte che è andata a fuoco? Stavamo per bruciare vivi tutti"
"L'Enel ha abbassato i voltaggi e la notte va via la luce, ci svegliamo ghiacciati"

E per quanto riguarda gli abitanti delle case popolari di San Gregorio...
"Siamo gli sfollati di serie B, noi delle case popolari saremo gli ultimi ad avere casa"
"Le nostre case classificate "C" (grossi danni strutturali) sono state riclassificate "A"(piccoli danni strutturali) senza ulteriore controllo, vogliono farci rientrare in quelle case e nessuno si prende la responsabilità di eventuali tragedie"
"Ho scoperto che le case popolari al comune erano registrate come stalle e garage e non come case"...
"La mia casa risultava una stalla... io sarei una mucca? Ti rendi conto di cosa ci hanno fatto?"
"San Gregorio risultava terreno agricolo, non poteva essere usato come terreno edificabile, ci hanno fatto le case, ci hanno costruito un intero paese, ci hanno mandato a morire, la faglia che hai sotto i piedi è ad altissimo pericolo sismico!"
"Una ragazza aveva aperto un sito trasparente per raccogliere soldi per noi delle case popolari, l'hanno minacciata, gli hanno fatto chiudere il sito!"

Li fermo, troppe informazioni, tutte insieme, non memorizzo... chiedo loro di raccontare tutto davanti alla telecamera, si rifiutano, dopo le minacce ricevute non possono più raccontare la verità...

Reportage di Helene Benedetti

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

mercoledì 16 settembre 2009

Berlusconi-Vespa: in onda il bluff-casette

Tre miracoli nella piana di Onna, dopo cinque mesi di dolore e battaglie. Oltre la ferrovia e il passaggio a livello non più solo macerie e tende, rinasce un paese, con casette di legno e strade e una chiesa e l’asilo, che significa il futuro. Rinasce in un luogo che era stato cancellato dai progetti governativi e dalle cosiddette soluzioni urbanistiche post-terremoto. Il terzo miracolo è un disegno, poco più di un bozzetto, di Giulia Carnevale, 22 anni, studentessa di ingegneria uccisa dal crollo della Casa dello studente: per la tesi aveva immaginato un asilo con la forma di un libro. Adesso è qui, cinque mesi dopo, struttura dolcissima di legno e acciaio e vetro piena di giochi e di libri.


Miracoli
Tre miracoli, appunto. Si fa fatica a crederci, anche se li hai davanti, li tocchi, ci entri dentro, perché proprio qui, dove cammini, il pomeriggio del 6 aprile c’era un enorme prato, la quercia – che c’è ancora - e 41 lenzuoli bianchi allineati. Ecco, tre miracoli. Il fatto è che nessuno di questi porta la firma di Silvio Berlusconi nonostante l’elegante biglietto fatto trovare in ogni casetta con “i più affettuosi auguri di salute e serenità nelle nuove case”. Dispiace dover mettere i puntini sulle “i”. In questi casi quello che conta è il risultato finale. Ma è necessario quando tutto viene invece utilizzato con fini di propaganda. «Berlusconi e il governo consegnano le prime casette ai terremotati, come era stato promesso» è stato lo slogan mediatico che ha accompagnato questa giornata. Falso. O meglio, è vero che entro sabato la tendopoli di Onna sarà smontata e tutti andranno nelle 94 casette color pastello. Ma nessuna di queste casette le ho volute il governo. Anzi.



Trento
Lorenzo Dellai, presidente della provincia di Trento, a capo di una giunta di centro-sinistra, passeggia nel grande set che i tecnici di Porta a Porta hanno allestito per la puntata regina che ha sconvolto i palinsesti Rai, ha rinviato Ballarò e anche Matrix, pur di essere “l’appuntamento” della serata. Non cerca i microfoni. Pochi microfoni cercano lui. “La Provincia di Trento era qui presente a Onna sei ore dopo il sisma. Da allora qui hanno lavorato 2.500 persone, una media di 120 al giorno, prima per la messa in sicurezza del paese, poi per la realizzazione del villaggio”. Passeggiano accanto a lui architetti e progettisti, quelli che hanno dato la vita al disegno di Giulia. “Abbiamo impiegato 43 giorni esatti per realizzare il villaggio, sono casette antisismiche, abbiamo cercato di renderle anche graziose, colori pastello, parquet in terra, finestre grandi, ognuna ha un pezzetto di giardino davanti e il posto macchina. Se ci avessero dato subito il via libera le avremmo potuto consegnare anche prima”.


Miracoli
Ecco svelato il primo miracolo: il villaggio di Onna, “temporaneo” precisa Franco Papola, presidente della pro loco, è nato grazie ai fondi della provincia autonoma di Trento (13 milioni per un totale di 350 casette tra Onna, S. Demetrio, Villa S.Angelo, Coppito, e in più un asilo, tre scuole e tre chiese), della Croce Rossa e di altri donatori privati tra cui Bruno Vespa con gli spettatori di Porta a Porta. E’ stato realizzato su progetto della Regione Umbria e grazie ai volontari trentini, soprattutto vigili del fuoco con l’aiuto della Protezione civile tedesca e il coordinamento di quella italiana.



Il palco
Alle quattro del pomeriggio, per il taglio del nastro, Guido Bertolaso fa salire sul palco e li nomina uno per uno. C’è anche il Presidente del Consiglio, silenzioso in un angolo, dirà poche cose ma poi sarà lui a consegnare la prima casa. Papola loda “il lavoro di squadra”. Giustino Parisse, giornalista de “Il Centro” che ha perso i due figli Domenico e Maria Paola sotto le macerie, ringrazia Berlusconi ma “la serenità potrà tornare solo quando rivedremo costruito il nostro vero paese. Nel frattempo, rispettate il nostro dolore”.


Il dolore
Nessun dolore può essere usato. Neppure la verità, specie se riguarda un luogo di dolore. E la verità è che questo villaggio oggi esiste perché gli onnesi a fine maggio puntarono i piedi. E dissero no. La Protezione Civile, infatti, non aveva previsto alcun insediamento in questa piana e i 300 sopravvissuti sarebbero stati sparpagliati in giro, in qualche new town tra Bazzano e Paganica. Era sera, Papola e altri cittadini si misero dentro una tenda, trovarono il terreno – 46 mila quadrati concessi dalla famiglia Pica Alfieri - e abbozzarono un progetto. Provincia di Trento e Croce Rossa hanno fatto il resto. Ma sono andati perduti almeno tre mesi.



Inviti
Dellai non è stato invitato nel salotto di Porta a Porta. “Non voglio fare polemiche – sorride - va bene così, Roma poi è lontana”. Si spengono le luci del set che riprenderà in serata negli studi Rai. Restano le proteste, alcuni striscioni: “Ma che porta a porta, non tenemo le case”; “vittime del terremoto e ostaggi mediatici”. “belle le case di Onna. E gli altri?”. Piccole tensioni: “Non dovete protestare, solo ringraziare” dicono alcuni. “Dopo 5 mesi mi buttano fuori dalla tendopoli e non so ancora dove andrò. Ci avevano promesso le case a settembre. E non ci sono. Questa è la verità” grida Giuseppina Lauria. Si apre l’asilo. I bambini entrano un po’ timidi, poi giocano. Grazie Giulia.

Da L'Unità 15 settembre 2009

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

mercoledì 8 luglio 2009

La situazione non è rosea ma tende al marrone


Do la mia personale solidarietà e rispetto chi ha partecipato a questo giusto sberleffo nei confronti dell'incompetenza del governo italico riguardo al terremoto di Aprile. Se non volete scomodarvi a guardare il link vi spiego tutto qui, in poche parole. Un gruppo di giovani Aquilani ha voluto fare quello che vedete in foto, ovvero mettere in buona vista sulla collina di Roio, questa sintetica ma eloquente scritta, per far capire a chi legge che l'Aquila è stata ricostruita solo in minima parte e che le tendopoli esistono ancora. Forse l'ici per pagare questi nuovi alloggi improvvisati è abbordabile ma certamente è più comodo avere un tetto che ti protegge dalle interperie e che ti fa sentire più al sicuro. Se qualcuno nega che la situazione è così si documenti e taccia.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!