Uno degli aspetti positivi dell'avere un fratello è che alcuni regali che gli fai per il compleanno, che siano videogiochi, libri, fumetti e simili diventano potenzialmente usufruibili anche per te. L'ultima Graphic Novel di Zerocalcare appartiene a questa categoria, fortunatamente.
Non penso che Michele Rech Alias Zerocalcare (ma va bene anche viceversa, credo) abbia bisogno di presentazioni dato che il mio (per fortuna) non è l'unico sito internet rimasto online sulla faccia della Terra e come autore è ormai conosciuto e apprezzato a livello nazionale. Giustissimamente tra l'altro. Il tratto grafico, sempre caratteristico di Zero (abbrevio per pigrizia) non perde il suo smalto nella sua ultima pubblicazione continua a stupire per lo stile caricaturale e di qualità, con scene serie intervallate, ogni tanto da momenti che strappano una risata al lettore. Non sono un grande esperto di fumetti quindi mi placo per evitare potenziali catastrofi. Dimentica il mio nome affronta, di nuovo ma in una modalità ancor più fantasiosa e estesa, il tema del lutto, per entrare nel vivo nel mondo di Zerocalcare, nell'intimità della sua storia familiare dando vita ad una storia perennemente a metà tra il fittizio e il reale in grado di tenere il lettore incollato alle pagine. Il tutto riuscendo a farci riflettere e ragionare, mentre esploriamo il rapporto di Zero con i genitori e la nonna materna, la sua infanzia e la sua adolescenza, e non ultima l'odissea che rappresenta il tortuoso viaggio personale che porta lui, e anche noi tutti, al paesaggio all'età adulta.
"Colui che è abbastanza paziente e valoroso da scrutare l'oscurità per tutta la vita, sarà il primo a scorgere in essa la luce." Metro 2033
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mercoledì 21 gennaio 2015
Dimentica il mio nome
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lunedì 17 agosto 2009
XIII

Come avete capito dal precedente articolo di questi tempi ho un po' di ispirazione e voglio sfruttarla per pubblicare qualche recensione. Dopo quest'inutile e concisa presentazione andiamo dritto al punto. XIII è un fumetto dalla storia affascinante, che parla di un uomo senza memoria deciso a scoprire qualcosa del suo passato, e gli unici indizi che ha sono un numero, il 13 del titolo, tatuato sul suo corpo e una formidabile abilità nell'uso di tutte le armi e di uccidere in generale. Per trovare la sua vera identità sarà costretto a girare per gli Stati Uniti, avendo a che fare con poliziotti avidi e corrotti, militari golpisti, femmes fatales opportuniste e assassini. Le cose che rendono interessante "XIII" sono un intreccio intricato e appassionante che mostra al lettore un miscuglio tra il genere spionistico, l'azione pura e la fantapolitica, aiutato da personaggi che , anche se volte possono risultare delle macchiette, riescono comunque a risultare simpatici al lettore.
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martedì 11 novembre 2008
Il cappellano
Altro Stacco pubblicitario dedicato ai fumetti. Stavolta non mi sono accompagnato a link dato che purtroppo non ne ho trovati molti. Il disegnatore de "il cappellano" è Carlos Gomez uno dei migliori disegnatori (almeno a mio parere) della serie a fumetti "Dago". Il fumetto è ambientato durante la guerra coloniale dell'Indocina del '50, che vedeva contrapposti gli schieramenti dei Francesi e degli Indocinesi. Le vicende sono narrate da un cappellano della legione straniera e rappresentano episodi di vario genere che vedono come protagonisti uomini e donne francesi che si trovano in mezzo ad una guerra fatta di imboscate ma anche atti di coraggio, di ostilita, ma anche di cameratismo. Spesso, gli eroi di questa guerra sono assolutamente diversi da quelli che ci potremo immaginare: portaferiti che pur di non andare a combattere in prima linea salvano da morte certa decine e decine di legionari, reclute imbranate che tentano di compiere missioni disperate in mezzo alle linee nemiche pur di sentirsi valorosi, legionari che lasciano da parte l'odio per combattere coraggiosamente fianco a fianco, perdendo la vita e molto altro ancora. Ma a colpire di più in questo fumetto è la guerra stessa, una guerra che mette in discussione gli ideali portati dalla Francia stessa, una guerra combattuta sia da reclute che da veterani della seconda guerra mondiale, e una guerra che vede tramontare i sogni coloniali della Francia e specialmente una guerra che tutti, Francesi e Indocinesi, non vedono l'ora di vedere terminata, con qualunque esito.
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domenica 9 novembre 2008
Un Break Pubblicitario : Dago

Dopo tante notizie di carattere politico, voglio interrompere un po con una notizia inerente all'antico scopo obiettivo di questo blog: ovvero diffondere cultura e specialmente, il piacere di acquisirla. Partorito dalla geniale mente dello sceneggiatore di fumetti Robin Wood e illustrato da vari esponenti della scuola di fumetto argentina, quali Alberto Salinas e Carlos Gomez, Dago è ambientato nei primi anni del sedicesimo secolo e il protagonista è Cesare Renzi, un nobile veneziano caduto in disgrazia per un complotto ordito dall'aristocrazia veneziana in combutta con l'impero ottomano. La sua famiglia viene massacrata e lui, unico sopravvissuto, diventa schiavo dei Turchi e viene battezzato da questi come Dago, per via del pugnale conficcato nella schiena dal migliore amico, che invece faceva parte dei cospiratori e lo voleva morto. Da qui Dago vagherà per tutto il mondo conosciuto per vendicarsi dell'ex amico e di tutti gli assassini della sua famiglia. Le cosa più interessante, oltre all'intreccio sono legato al personaggio stesso: Dago è un personaggio straordinariamente profondo, sa essere coraggioso e forte, ma anche astuto e colto, è caratterizzato da estremo cinismo e brutalità, ma a è anche un uomo dotato di un proprio codice morale che lo spinge ad affrontare situazioni vicine all'impossibile pur di proteggere gli indifesi. A dare ulteriore carisma al protagonista è il fatto che il si rapporterà con personaggi eminenti di tutto il mondo conosciuto, tra i quali Cortès, Benvenuto Cellini, Karieddin Barbarossa, Francesco Primo e Carlo Quinto. Parteciperà a volte attivamente a grandi imprese storiche come la difesa di Roma del 1527, la spedizione in Perù assieme al Conquistador Francisco Pizarro, la battaglia di Pavia e altro ancora. Ammiro il fumetto in particolar modo perchè è grazie ad esso che ho un grade intereresse per il sedicesimo secolo, tanto che senza "Dago" non saprei nemmeno l'esistenza di battaglie importanti di questo periodo come, la sopra citata battaglia di Pavia. Consiglio questo fumetto a tutti i lettori che hanno sempre guardato con poca ammirazione il '500, perchè "Dago" è un capolavoro per quanto riguarda i disegni, i personaggi e i dialoghi.
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