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sabato 16 giugno 2012

Uno spiscio per primarie

Senza Berlusconi al comando la responsabilità del PdL è diventata una sorta di patata bollente, e praticamente queste primarie consistono in una partita a palla avvelenata.
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Dopo la candidatura della Santanchè Alfano mette in gioco anche Vittorio Feltri come possibile candidato. Non mi stupirei da un momento all'altro entrasse in scena anche Giuliano Ferrara per completare il quadretto
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Il PdL ha dei candidati così imbarazzanti  che fa sembrare le primarie del PD una cosa seria.
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Le sagaci metafore di Monti sulla crisi e il suo procedimento : "ci siamo spostati dall'orlo del precipizio e il cratere si è allargato." Solo una cosa mi rende dubbioso. Il cratere è il buco del culo degli italiani o la crisi? Non c'è dato saperlo
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lunedì 30 gennaio 2012

Un Post scritto di malavoglia

Ieri è morto Oscar Luigi Scalfaro. E questo penso lo si sapeva già. Ieri mattina, saputa la notizia ho riflettutto se scriverci qualcosa o meno. Ho fatto mente locale, ordinando ciò che ricordavo e coprendo le lacune con la banale wikipedia (uno dei migliori ausili per pigri cronici come me) mi sono detto che era un personaggio della politica italiana senza infamia e senza lode. Antiberlusconiano ed ex partigiano si, ma anche piuttosto bigotto e di destra. Di conseguenza dato che come personalità non mi entusiasmava e complice la suddetta pigrizia mi sono lasciato andare e non ho voluto scrivere niente. Anche il giornale sallustiano si è trovato nella mia stessa situazione, venendo a sapere della notizia della morte di un politico che non gli piaceva. Solo che è stato meno pigro di me e poichè Scalfaro ha provato a pestare i piedi a Berlusconi ha deciso di lanciare sul ricordo del defunto la ormai rituale spalata di merda. Vedendo perciò che il Giornale ha reagito nel suo solito modo mi sono autoimposto a sottrarre MIO MALGRADO il blog dal piacevole ozio e buttare giù qualche riga contro questi simpaticoni. Come ho detto prima Scalfaro non è il politico del secolo, nè tantomeno l'UOMO del secolo, ma vale proprio la pena infierire? Non intendo commentare tutto il testo pubblicato da il Giornalem ma mi basta guardare pochissimo per capire l'andazzo dell'articolo L'autore Giancarlo Perna intitola l'articolo "Da anticomunista ad antiCav una trasformazione da Oscar" (e già qui ci si rende conto della gentilezza ormai conosciutissime degli autori de Il Gironale...) ed inizia piuttosto aggressivamente "Oscar Luigi Scalfaro, nato come Dc di destra, per mezzo secolo ha combattuto la sinistra. Poi, pur di osteggiare Berlusconi, ha cambiato bandiera." Secondo me l'onorevole avrà pure cambiato bandiera, ma lo ha fatto per pura coerenza, rifiutando anche la lontana idea di condividere l'operato di un suo avversario e secondo me, mettere in dubbio la propria identità ideologica e politica per un motivo puramente etico (e quindi coerente con l'individuo) è cosa degna di stima. Che fosse stato in vita, usando le gentili parole del suddetto autore, "un baciapile parruccone " forse è pure vero, ma per buon gusto eviterei di dirlo poco dopo che è morto, se non altro per rispetto, cosa ormai rara nella redazione sallustiana...
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martedì 27 dicembre 2011

Meglio Anti-Italiano che Subumano

Il 25 Dicembre quando è morto Giorgio Bocca ero in vacanza in campagna e purtroppo non ho potuto scrivere niente a riguardo, anche se in ritardo voglio scrivere qualche riga su di lui, anche se indirettamente. Mi spiego meglio. Mentre io ero confinato in campagna con una connessione senza fili degna dell'illuminismo per la scarsa velocità, qualcun altro ha potuto pensare di mettere nero su bianco. Ed è stato Feltri, che ha scritto un articolo in cui non ha fatto praticamente altro che oltraggiare la memoria di Giorgio Bocca (senza che quest'ultimo per motivi ovvi potesse rispondere a tono). Vittorio parte già male e in modo abbastanza irrispettoso "Speravo di morire prima di Giorgio Bocca per non essere costretto a leggere i soliti elogi riservati ai defunti di successo. E invece mi tocca anche questa tortura. " Prima di tutto posso dire seguendo il suo esempio che anche io avrei preferito di vedere morto prima Feltri di Bocca, anche se per motivi molto diversi da quelli di cui parla il caro Vittorio. Ma non solo introduzione è una spalata di merda nei confronti di un giornalista degno di rispetto, ad ogni riga Feltri infierisce sulla morte di Bocca, screditandolo a più non posso accusandolo di essere un incoerente perchè è stato fascista prima di divenire partigiano. Quello che forse non ricorda è che gli italiani se volevano sopravvivere, se volevano trovare lavoro erano costretti a farsi identificare come seguaci del regime, quindi Giorgio Bocca probabilmente non l'ha fatto soltanto per viltà. E io vorrei aggiungere anche una cosa. Feltri accusa di incoerenza quando egli stesso ne è un maestro! Nell'anno 1994 il buon Vittorio sparava a zero su Bettino Craxi, poi ha incontrato Berlusconi che lo ha "redento" e da allora sappiamo come è andata a finire. Non basta? Secondo esempio. Nel '93 Feltri, dal suo giornale, L'indipendente, dichiara "A Montanelli invidio tutto tranne che Il Giornale. In fondo l'Indipendente continua a guadagnar copie, non c'è motivo perché io lo debba lasciare... Io al Giornale? Ma che cretinata. Berlusconi non m'ha offerto neppure un posto da correttore di bozze. M'incazzo all'idea che io, proprio io, sembro voler fare la forca a Montanelli. Io qui a l'Indipendente, mi diverto, guadagno copie, faccio il padrone e il politico. Mi spiegate perché devo fare certe cazzate? A carico di Montanelli, poi.." L'anno dopo, 1994 Paolo Berlusconi, allora redattore del Giornale propone al nostro eroe di sostituirlo. Sarà il cognome, sarà che forse l'indipendente non era un affare strabiliante come si era sperato, ma fatto sta che Feltri accetta e diventa il Boss di quel quotidiano che aveva tanto disprezzato poco prima! Sono combattuto. Da una parte spero che l'articolo appena scritto cada subito nel dimenticatoio e venga ignorato in toto da chiunque, perchè almeno in questo modo il buon Feltri parlerebbe al vuoto, dimostrando platealmente e ridicolmente la scarsa intelligenza e la scarisissima etica di uno scritto simile. Dall'altra parte invece avrei tanta voglia che il Feltri paghi duramente per tale sequela di insulti, vedendo la sua reputazione ridotta in pezzettini ancora più piccoli di quanto sono adesso, perchè penso di non essere l'unico a considerarlo una sorta di sciacallo piuttosto che un giornalista di professione. Ricordate il caso Boffo e le minacce a Fini? Io si..
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lunedì 5 dicembre 2011

Diarrea nello spazio




Dalla caduta di Berlusconi il clan bossiano ha avuto un graduale ma sempre più marcato allontanamento da Silvio. Prima la prevedibilissima rabbia contro Monti per la cancellazione del ministero tanto caro alla Lega, quello del federalismo, e durante questo frangente il sodalizio con Cavaliere e fedelissima company reggeva, perchè entrambi privati del diritto di attuare le proprie stronzate; poi c'è stato l'isterico attacco di Bossi diretto al governo Monti in cui oltre a ciarlare accusando di incompetenza i neoministri monteschi, accennava a non dare più per certa l'alleanza col PdL ed infine il distacco più totale. Qualcuno ha presente Ned Flanders? Il Giornale, prima giordaniano poi feltriano e ora sallustiano nei confronti della Lega è stato il vicino serafico e sempre calmo che si fa sempre mettere i piedi in testa, senza reqagire minimamente. E da questo articolo si capisce come il quotidiano, adirato dalla "diserzione" esplode in una deflagrazione di fango diretta agli ex alleati celtici, per dare sfogo agli anni in cui non gli era permesso di toccarli perchè tanto amici di Berlusconi e del PdL (foraggiatori ufficiosi del Giornale). Il brutto è che, nonostante mi sono sempre opposto allo schieramento del Giornale non posso che condividere lettera per lettera quello che il Giornalista Stefano ha da sparare nei confronti degli ex compagni di banco. Infatti lui attacca la Lega dalle fondamenta, affermando che il suo programma è stato annacquato parecchio col passare degli anni, cosa verissima dato che, per usare un esempio alquanto indiscutibile Bossi ha iniziato col desiderio di voler ripudiare l'Italia per poi governarla da ministro! Ridicolizza poi le parole di Calderoli che dice avrei voluto portarvi più risultati, parafrasandole facendogli dire che ammette la sconfitta; poi attacca di nuovo Bossi, che partecipa alla commemorazione della morte dell'ideologo della Lega Gianfranco Miglio nonostante Umberto stesso lo aveva insultato definendolo una scoreggia nello spazio, e come al solito la vèrve poetica di Bossi ci spiazza in modo sublime... Con questo la Lega , dato che il cavaliere non è più in grado di aiutarla, vuole tornare alle sue origini, con l'indipendenza della Padania al primissimo posto e tutte le altre schifezze che hanno costituito il programma politico delle camicie verdi, in poche parole quando la nave affonda i topi scappano, e i leghisti li imitano!


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venerdì 18 novembre 2011

Passi falsi e ottime decisioni

Il governo tecnico ha solo 2 giorni, ma tali giorni sono parecchio intensi e pieni di sorprese, piacevoli e non. Adorabile il Giornale che, come da copione cerca di far passare il nuovo presidente come un crudele tiranno che vuole rimettere la leggendaria ICI sulla prima casa che era stata tolta dal cavaliere (rimozione che ha contribuito a suo modo al tracollo dell'economia italica). Poi c'è l'abolizione del Ministero del federalismo sostituito (quasi provocatoriamente) col Ministero della Coesione in barba ai ridicoli piagnistei dei leghisti che sono sorti come conseguenza. Però non ci sono soltanto unicorni rosa che cagano arcobaleni in questo nuovo governo, o almeno, non tutto il team di Monti ha iniziato col piede giusto: accade che infatti il nuovo ministero dell'ambiente, Clini ha iniziato a dire che la TAV va fatta e che il nucleare è da considerare. Ovviamente la sua dichiarazione ha scatenato un vespaio per parecchi motivi. Tra le tante cose è paradossale che certe iniziative così osteggiate da ambientalisti e simili siano proposte così "sfacciatamente" proposte da un ministero dell'ambiente! Contiamo poi che per decidere cosa fare (ALMENO per ora) della faccenda del nucleare ne abbiamo discusso parecchio, facendo anche un Referendum i cui risultati hanno respinto l'idea di costruire le centrali. Come al solito nessuno è perfetto...

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giovedì 6 ottobre 2011

Frittate rivoltate

Il web questa settimana è stato un luogo ancora più caotico del solito con gli scioperi di Nonciclopedia e Wikipedia e come se non bastasse con la morte di Steve Jobs (di cui sono venuto a conoscenza si e no mezz'ora fa). Rassicuratevi non parlerò di tutte e tre queste cose, su Nonci ora che è tornata operativa (anche se senza il bellissimo articolo contro Fiasco Rossi) non ho nulla da dire e su Jobs a parte doverose condoglianze non saprei dove andare a parare. Rimane Wikipedia, anche perchè i cari servi dei servi (alias i giornalisti del quotidiano "Il Giornale") hanno inconsciamente contribuito alla mia ispirazione. Mentre su internet si fa strada la giusta indignazione per lo sciopero dell'enciclopedia online il Giornale esulta cogliendo l'occasione di attaccare Wikipedia con il solito metodo dello sputare fango, dicendo che l'intento di tale sito è "dare la possibilità di disegnare il vostro ritratto pubblico ai vostro peggior nemico". Se posso dire la mia quest'affermazione è sintomo di CHIARISSIMA coda di paglia, dato che se una persona sa di essere inattaccabile non accusa segni di paura di questo genere. Inoltre il giornalista che ha scritto l'articolo, tale Massimiliano Parente arriva anche a rigirare la frittata sull'argomento censura: ad essere oggetto di violenza non è la rete, che il governo attuale sta cercando chiaramente di limitarne a tutti i costi la libertà, ma i cattivi secondo il giornalista sarebbero gli scrittori di Wikipedia perchè colpevoli dell'istituzione nel sito di una dittatura dell'anonimato! Per finire in bellezza Parente conclude simpaticamente dicendo "Wikipedia chiude, alla fine è una bella notizia, alla fine purtroppo sarà solo una finta, ma io intanto mi godo l’attimo fuggente e "stappo lo spumantino e faccio cin cin con la mia Treccani." simboleggiando con la Treccani quella che è una fonte prevedibile e invariabile nel corso del tempo, perchè si sa, chi è dalla parte di chi comanda teme qualsiasi cambiamento che lo possa far scivolare dalla poltroncina tanto adorata. Farei poi notare che la Treccani è si una fonte di tutto rispetto, ma oggigiorno con la possibilità di usare la rete per una rapida ricerca è ben più immediato fare qualche clic e recarsi su Wikipedia piuttosto che rovistare in tutta la casa e cercare l'enciclopedia cartacea di turno, sfogliare pagine su pagine per trovare l'agognata informazione. Ma questo evidentemente al Giornale non sono riusciti a capirlo.

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giovedì 22 settembre 2011

Senti chi ciarla




Di solito il cambio di gestione delle attività cerca di dare almeno l'apparenza di un effettivo cambiamento. Per assurdo se un ristorante cambia cuoco le specialità culinarie potrebbero venire sostituite da altre, può cambiare di conseguenza la clientela e tante altre cose, o un Pub può cambiare gestione e variare la scelta di cocktail disponibili, musica fatta ascoltare e tante altre cose che non mi vengono in mente. In altri casi no: cambia il "capoccia" ma rimane tutto come prima. Il Giornale è uno di questi. Dopo qualche tempo trascorso sotto la guida di Giordano e poi di Feltri lo scettro è passato a Nosferatu, all'anagrafe Alessandro Sallusti, ma sotto questi 3 bei signori la "merce" esposta sul giornale è sempre la solita: articoli pieni di acidità, sarcasmo di infimo livello e tesi a minimizzare sconfitte del regime nanesco e le (purtroppo non troppe) vittorie di chi vi si contrappone, apologie del Cavaliere e soprattutto bombardamenti a base di fango su chi osa dubitare della maestà di Berlusconi. Oggi (e non è la prima volta) la vittima è il presidente Obama, accusato di farsi mettere i piedi in testa dal Presidente turco Erdogan e di essergli sottomesso. Quello che il servetto di Sallusti in questione non comprende è che:


(1) Obama non può permettersi di fare lo sbruffone con la Turchia, perchè non è intelligente attirarsi l'odio di una nazione perennemente in bilico tra Occidente e Oriente e dotata di una potenza militare non trascurabile.


(2) La "sottomissione" di cui parla il Giornale non è nata grazie al buon Barack, ma grazie a George W. Bush, che fin dal 2003 ha trovato una certa ostilità nei confronti della Turchia, tanto che quest'ultima ha negato agli U.S.A. il diritto di far transitare le sue truppe dirette in Iraq e si è sempre trovato in rapporti delicati con la Turchia (e guarda un po' la coincidenza, il sottomesso George W. Bush è stato, fino alla sua "morte politica" uno dei più grandi amici di Berlusconi)


(3) È a dir poco ridicolo che il Giornale, noto lacchè di Berlusconi accusi di servilismo qualcuno, sia perchè il Giornale stesso bacia i tacchi del Cavaliere, sia perchè, se non scoppiava la guerra contro Gheddafi, forse ora Berlusconi non si limiterebbe a baciare le mani di Gheddafi ma le sue labbra potrebbero toccare anche ben altre parti del corpo del Rais libico (e forse non solo in senso metaforico).


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martedì 26 luglio 2011

Call Of Feltri: Borghezio Warfare




Come premessa vorrei dire che il titolo dedicato a Borghezio per il suo ambiguo intervento sulla strage in Norvegia, manifestando sia una condanna della violenza efferata, ma condendo il tutto con il pubblico sostegno delle idee espresse dal maniaco (e affermazioni del genere in un paese civile dovrebbero bastare per condannarlo ad una discreta permanenza in un carcere, possibilmente come raccoglitore di saponette nelle docce) e a Feltri in onore della sua ignobile affermazione sulle vittime di Utoya, ritenute codarde (vorrei vedercelo, io, a cercare di placcare un invasato armato di mitragliatrice) Per quanto riguarda l'immagine essa è invece un fotogramma del videogioco Call Of Duty Modern Warfare 2. In particolare la foto è tratta da un livello del gioco che ha dato vita a tantissime discussioni per via della crudezza di ciò che è stato rappresentato ovvero un gruppo di terroristi russi che fanno irruzione in un aereoporto civile russo portando in atto una carneficina di innocenti in cui il giocatore, un agente Cia in incognito, è costretto o a partecipare lui stesso impallinando qualche civile o assistire impotente al massacro limitandosi a difendersi dal personale dell'aereoporto in grado di fare fuoco sulla squadra di invasati. Ed è contro scene come queste che ultimamente i media si sono accaniti accusando i videogiochi di avere instillato in menti come quella di Breivik pensieri di follia omicida. Il tutto senza accorgersi di una cosa. Breivik è, si, un pazzo che a detta di conoscenti aveva interessi nella videoludica, ma non penso che si sia voluto imbarcare in un impresa tanto orrenda perchè pochi minuti si era entusiasmato giocando a Call Of Duty,Medal Of Honor o Pacman e che volesse prolungare il divertimento facendo pratica su bersagli umani. Senza contare che invece di incolpare un gioco elettronico bisognerebbe togliersi il prosciutto dagli occhi e vedere le cose come stanno: le idee di Breivik non sono certamente nate dal nulla, ma sono una degenerazione (ulteriormente incivile) di posizioni politiche che nella società occidentale contemporanea iniziano a divenire una costante: basti pensare a tutti i mini e macro partiti che stanno diventando sempre più popolari, come Lega Nord, e Forza Nuova parlando di esempi italici ma anche la BZO austriaca. C'è quindi da comprendere che di Breivik ce ne potrebbero essere molti di più, e qualcuno, di poco meno instabile ricopre già cariche istituzionali.



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giovedì 24 febbraio 2011

Tafazzi docet

Come succede spesso, recentemente parlando, i quotidiani di regime continuano ad insultare apertamente alcuni artisti ed intellettuali italiani. Osserviamone tre:
Prima è stato il turno dello scrittore Roberto Saviano che ultimamente con il talk show "Vieni via con me" ha fatto sentire una ventata di aria fresca nel sempre più ottuso palinsesto televisivo italiano parlando di temi non molto cari agli attuali regnanti dello stato italico, tanto che il Giornale e Libero si sono scagliati contro il programma televisivo con l'intenzione di screditarlo (FALLENDO miseramente), poi recentemente c'è stato
Benigni nel suo intervento sanremese (anche se sinceramente ho saputo apprezzarlo meno delle precedenti apparizioni) che ha suscitato qualche antipatia a Destra per l'essere stato pagato troppo (ma il vero motivo era, ovviamente, qualche frecciatina di troppo scagliata contro Umby Bossi & company) ed infine il turno è di Umberto Eco, che ad una domanda posta durante la sua permanenza a Gerusalemme per la fiera del libro, ovvero "Berlusconi è paragonabile a Mubarak o a Gheddafi?" fatta ha risposto invece che è più simile Adolf Hitler in virtù del fatto che come il dittatore nazista Silvio è stato eletto tramite libere elezioni. Non lo avesse mai fatto, perchè i fidi cagnetti del premier, Il Giornale e Libero hanno subito l'occasione per titolare i loro articoli da giornalino delle elementari " Il delirio di Umberto Eco" o " Eco, il vecchio trombone : il cavaliere come Hitler", in cui viene ridicolizzato etichettando la sua risposta come una battuta scadente arrivando anche a fargli pesare il fatto di non avere vinto alcun Nobel, vinto invece da un "tragico commediante" come Dario Fo (indiretto insulto all'eccellente artista lombardo, aggiunto come un "due piccioni con una fava" date le sue parole contro il Cavaliere a "Vieni Via Con Me").
Ma cosa hanno in comune Saviano, Benigni ed Eco, oltre naturalmente all'essere contro l'attuale regime? Queste tre personalità sono intellettuali degni di questo nome, tanto degni che non sono apprezzati solamente in Italia, ma hanno ricevuto stima e complimenti anche all'estero: Saviano col suo Gomorra è conosciuto e amato in Europa e in America tanto che è chiamato spesso come collaboratore in molte testate giornalistiche europee e statunitensi; Benigni con i suoi film è considerato uno dei migliori attori italiani contemporanei. Non dimentichiamoci, infatti che, giusto per citare un piccolo esempio "La vita è bella" ha ricevuto ben 3 premi Oscar! Infine Umberto Eco non avrà ricevuto un Nobel, ma nella sua carriera (citando da wikipedia, si lo ammetto sono un pigro cronico e non uso una fonte eccellente) ha ricevuto 38 lauree honoris causa da università europee e americane, senza contare l'impatto che hanno avuto le sue opere nella cultura internazionale (vi dice niente "Il nome della Rosa"?)! In sintesi, cari autoruncoli da strapazzo dei quotidiani berlusconici difendendo il vostro amato benefattore non state onorando il paese ma lo state disonorando in modo orribile.
Vi odio tutti.

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lunedì 14 febbraio 2011

Professione di giornalista: you are doing it wrong

La vignetta di Vauro che ho pubblicato come immagine dell'articolo è abbastanza recente risale infatti al 3 Febbraio 2011, tuttavia oggi si è rivelata in parte profetica, dato che, in risposta alle leggendarie (ma forse neanche troppo improbabili) foto di Silvio senza veli che ancora non si trovano, il Giornale sallustino ha pubblicato una foto del 1979 (?!) in cui Nichi Vendola in spiaggia dove, effettivamente, è nudo. Però accostare le foto in questo modo ha lo stesso effetto di paragonare la società Egizia e quella Azteca solo perchè entrambi costruivano piramidi. E dico anche il motivo: le foto di Berlusconi sono state fatte quando quest'ultimo al tempo dello scatto (e purtroppo anche adesso) ricopriva la carica di primo ministro di uno stato, mentre il povero Nichi nel 1979 non ricopriva alcun incarico. In poche parole abbiamo davanti l'ennesima mancanza di professionalità da parte del giornale che non sa nemmeno fare 2+2 per comprendere una cosa tanto ovvia da sembrare quasi ridicolo.
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giovedì 5 agosto 2010

Trova le differenze


Il senatore Musso del PdL scrive sul suo profilo di Facebook il seguente messaggio«Il problema è che la coalizione NON sta attuando il programma con cui fu eletta, e invece affonda negli scandali. E’ se NON lo dico che tradisco gli elettori, non il contrario. Serve un partito serio, pulito, senza scandali né zoccole (non dite che è tutta colpa dei magistrati, please). Un partito che rimetta al centro... il cittadino, premi il merito, attui le liberalizzazioni, riformi l’amministrazione. Chi ci sta?». Ho notato questo intervento dalle News di Google e ne ho visto l'argomentazione da parte di due dei quotidiani principali che se ne sono occupati. I quotidiani in questione sono Repubblica e il Giornale. Guardiamo subito il titolo che hanno voluto attribuire alla notizia in questione. L'uno titola con "Musso, fucilate sul Pdl Serve un partito senza zoccole" e la seconda parte del titolo segue fedelmente le parole dette dal politico. Con il Giornale si cambia radicalmente discorso: "Il Pd ha il coraggio di puntare sui trentenni Perché il Pdl no?" Sfido voi lettori a capire cosa c'entri questo titolo con l'affermazione da cui partito il mio Post, essa infatti è totalmente ignorata: non vi è nemmeno un accenno alla negligenza del partito riguardo al programma iniziale portato alle elezioni, manca la parte dedicata al merito e alle liberazioni e soprattutto manca il piatto forte della dichiarazione, quello che penso abbia fatto più scalpore e che è più scomodo per il PdL. Penso abbiate capito che mi riferisco alla questione "zoccole"! Questa è la prova di come il quotidiano feltrino sia un maestro nel rottamare le notizie e cambiarle totalmente. A voi lettori l'ardua sentenza

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mercoledì 30 giugno 2010

In ordine sparso

In seguito alle accuse di pedofilia, il Vaticano per difendersi risponde "Siamo nel giusto. Abbiamo stuprato solamente i bambini più carini!"
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Gelmini: "Nella manovra nessun taglio all'università. C'era poco da maciullare ulteriormente."
Riguardo agli esami di maturità il ministro ha detto "si sono svolti con regolarità: le tracce degli scritti sono piaciute ai ragazzi, abbiamo dato un'impostazione più vicina
alla loro sensibilità. Siamo anche riusciti a garantire la riservatezza, non facile in tempi di Internet. E' andato tutto bene."
Poi è scoppiata a ridere.
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Dell'Utri considera i giudici che l'hanno condannato "senza coraggio." Mentre un certo Vittorio Mangano, accusato di spaccio, estorsione e duplice omicidio, per Dell'Utri è un eroe. In sintesi ecco a voi il codice etico dei Berlusconiani: Giustizia da condannare criminalità da premiare.
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Il Giornale feltriano è scandalizzato per l'assoluzione di Tartaglia e oggi titola: "Per i giudici ferire Berlusconi non è reato". Concordo coi giudici. Il vero reato è votarlo.
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All'asta per 13 mila dollari una ciocca di capelli di Napoleone Bonaparte. Berlusconi furioso. Una sua ciocca non costerà mai così tanto, dato che i suoi capelli sono finti.

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mercoledì 2 giugno 2010

La Repubblica dei tagliuzzamenti


Oggi come ben si sa L'Italia celebra la Festa della Repubblica, festività quasi fuori posto dato che in una Repubblica degna di questo nome non si dovrebbero, almeno in teoria, trovare censura, tagli ai lavoratori statali, un'organizzazione del lavoro che dà più importanza al cognome che alla produttività e alla competenza e giornali di regime che inneggiano allo sparare contro imbarcazioni turche. Senza contare che tale festa è anche anacronistica dato che nel Nord Italia c'è qualcuno che invece di essere felice di fare parte di uno stato (almeno in teoria) moderno preferisce tornare alla divisione del paese. I leader leghisti simpaticamente hanno evitato di festeggiare la giornata. E mentre questo evento viene ipocritamente festeggiato da un governo semi-dittatoriale qualcuno ci ricorda una cosa. Il qualcuno è il sindaco dell'Aquila, che per protesta ha assistito alle celebrazioni del 2 Giugno non indossando la fascia tricolore e la cosa per cui ha protestato penso l'abbiate già capita leggendo "L'Aquila". Infatti non solo la situazione non si è ristabilita, ma il governo sopra citato ha smesso di aiutare la ricostruzione tagliando anche i fondi destinati agli aiuti per le zone colpite dal sisma.

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giovedì 27 maggio 2010

Pseudocensura


È evidente che ormai il Giornale soffre di rosicamento acuto per la vittoria di Vendola, e quindi deve utilizzare qualsiasi pretesto pur di parlarne male e screditarne l'operato e la persona, cercando magari di estendere le calunnie verso quel cadavere in decomposizione chiamato Sinistra italiana. Lo dimostra questo articoletto, degno della più gossippara rivista per casalinghe. A quanto pare Vendola in occasione del primo Consiglio regionale del suo nuovo mandato ha impedito ad alcuni giornalisti di seguire direttamente l'evento permettendo loro però di seguirlo da una stanza munita di televisore a circuito chiuso collegato col Consiglio. Una cosa un po' ingarbugliata, è vero, ma a mio parere non necessariamente terribile. Probabilmente la decisione è stata presa per evitare il sovraffollamento all'interno dell'aula interessata, siamo anche d'Estate quindi non mi stupirei che si ricorresse a questo espediente per evitare di soffocare in un luogo chiuso e male areato. Però tutti sappiamo come pensa il Giornale. Appena vede qualcosa che odora anche minimamente di strano fa scoppiare il putiferio. Ed è infatti qui che uno dei quotidiani più amati da Silvio inizia con le accuse: dice infatti che La Sinistra è ipocrita perchè "Sempre pronta a scagliarsi contro i presunti attacchi alla libertà di stampa, non si fa problemi quando è lei a mettere alla porta i giornalisti". E qui si casca male dato che ai giornalisti non è stato impedito di assistere, dato che comunque il televisore da cui i giornalisti potevano seguire l'evento, serve per definizione a trasmettere al "pubblico" qualcosa che viene ripreso FEDELMENTE attraverso una telecamera, mica vi hanno trasmesso una puntata di Tom e Jerry!

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mercoledì 26 maggio 2010

NO AL BAVAGLIO: Testo comune concordato dai direttori delle maggiori testate italiane, promosso dalla FNSI.


Un fronte comune e compatto dei direttori degli organi di informazione italiani contro il ddl intercettazioni. È quello scaturito oggi con l'iniziativa promossa dalla Fnsi e che ha coinvolto i direttori di quotidiani, agenzie di stampa, televisioni, con interventi in videoconferenza dalla Sala Tobagi della Fnsi a Roma e dal Circolo della Stampa di Milano. Un documento finale è in preparazione e sarà reso pubblico, forse già nell'edizione di domani dei quotidiani mentre questa sera potrebbe essere trasmesso da alcuni tg. Il documento denuncia il provvedimento legislativo in discussione e sollecita l'esecutivo a rivederlo, oltre che sottolineare l'inadeguatezza di misure che appaiono per lo più come la volontà di mettere un bavaglio all'informazione e privare il cittadino del diritto di informazione, oltre che privare i giornalisti del dovere di informare.

"I direttori e le redazioni dei giornali italiani, con la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, denunciano il pericolo del disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche per la libera e completa informazione.
Questo disegno di legge penalizza evanifica il diritto di cronaca, impedendo a giornali e notiziari (new media inclusi) di dare notizie delle inchieste giudiziarie – comprese quelle che riguardano la grande criminalità - fino all’udienza preliminare, cioè per un periodo che in Italia va dai 3 ai 6 anni e, per alcuni casi, fino a 10. Le norme proposte violano il diritto fondamentale dei cittadini a conoscere e sapere, cioè ad essere informati.
E’ un diritto vitale irrinunciabile, da cui dipende il corretto funzionamento del circuito democratico e a cui corrisponde – molto semplicemente – il dovere dei giornali di informare.
La disciplina all’esame del Senato vulnera i principi fondamentali in base ai quali la libertà di informazione è garantita e la giustizia è amministrata in nome del popolo. I giornalisti esercitano una funzione, un dovere non comprimibile da atti di censura. A questo dovere non verremo meno, indipendentemente da multe, arresti e sanzioni. Ma intanto fermiamo questa legge, perché la democrazia e l’informazione in Italia non tollerano alcun bavaglio".

Ezio Mauro (La Repubblica), Roberto Napoletano (Il Messaggero), Mario Sechi (Il Tempo), Carlo Bollino (La Gazzetta del Mezzogiorno), Michele Terzulli (in rappresentanza del direttore del Tg3), Norma Rangeri (Il Manifesto), Concita Di Gregorio (L'Unità), Dino Greco (Liberazione), Emilio Carelli (Sky Tg24), il vice direttore dell'AGI Antonio Lucaroni, il direttore dell'Ansa Luigi Contu, il direttore dell'Asca Gianfranco Astori, il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, il direttore de Il Giornale, Vittorio Feltri, il direttore de La Stampa, Mario Calabresi, il vice direttore de Il Sole 24 Ore, Alberto Orioli.

FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana)

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giovedì 29 aprile 2010

Pesci e dimissioni


Bossi dice che gli attacchi di Feltri rivolti a Fini non siano stati ordinati da Berlusconi. E dicendolo gli si allunga e gli diventa duro. Il naso.
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Ad una possibile "Balena bianca" di elettori che potrebbero votare Fini in futuro, Bossi contrappone quella che definisce una Balena Verde formata da accaniti leghisti. Con tutto questo amore per le metafore ittichesi arriva ad un legittimo dubbio: perchè Bossi non lascia tutto, non va a fare il pescatore sul Po (possibilmente usando il figlio trota come esca per i lucci) e levandosi, in questo modo, definitivamente dai coglioni?
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Bocchino si dimette. La vera motivazione: Mi ero rotto di sentire dei risolini quando qualcuno pronunciava il mio nome!
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Berlusconi parlando di possibili riforme delle' Economia del Paese: non metteremo mani nelle tasche dei cittadini. Li priveremo direttamente delle case.

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martedì 27 aprile 2010

In risposta


Il Giornale, in termini prosaici mi ha rotto i coglioni. Sempre a fare articoli che sembrano scritti con l'acidità dalla peggiore zitella sessantenne di un paesino di montagna (con tutto il rispetto perchè è essere paragonato ad un feltriano è parecchio offensivo). La più recente delle "vittime" è Maurizio Crozza, per il suo programma Crozza Alive, che va in onda la domenica sera alle 21.35. L'accusa in questione è che il comico abbia perso la sua ironia. Non c'è bisogno che vi dico che sono contrarissimo a tutto ciò dato che rivedendola grazie a quel marchingegno abbastanza utile chiamato fastweb ho passato buona parte della trasmissione ridendo. Ridendo amaramente, ma comunque divertendomi. Condivido coi lettori un'antologia di quel che sono riuscito a rintracciare su youtube della puntata del 25 Aprile.
Bersani-La tragedia greca (e quest'ultimo lo consiglio vivamente)

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venerdì 23 aprile 2010

Chi se la cerca la trova

Se qualcuno è stato in pensiero per la mia assenza leggendo questo articolo forse si rassicurerà. Chiedo scusa per tale pausa, ma è stato un breve ma fastidioso periodo fatto di susseguirsi di pigrizia e mancanza di ispirescion.
Per fortuna la querela non è un'arma utilizzabile solo da Berlusconi contro chi gli fa domande scomode. Anche Emergency ne fa un uso per un motivo ben più serio, ovvero le false notizie sparate puntualmente dai giornalini preferiti del PdL, Giornale e Libero. Fa piacere sentire che una dimostrazione di attributi è mostrata dallo schieramento filo-opposizione dato che ultimamente tale coraggio appare di rado. Auguro a Gino Strada & Company di farsi valere in modo adeguato.

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mercoledì 14 aprile 2010

Affermazioni bocchiniane

(Nella foto Italo Bocchino mentre in un delirio di onnipotenza si crede uno stregone di Dungeons and Dragons e cerca di invocare una palla di fuoco, FALLENDO)
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Italo Bocchino si dichiara favorevole ad un futuro premier gay che governi l'Italia. Non sapevo che Berlusconi si stesse preparando ad un coming out!
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Italo Bocchino. In effetti un uomo con un cognome simile NON può, per definizione, discriminare gli omosessuali
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In effetti l'ultimo sfoggio di umorismo del cavaliere non ha incluso palpeggiamenti alla Merkel. Forse sta sul serio passando all'altra sponda...
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...Oppure semplicemente Silvio non è tipo da castane ma preferisce le more e bionde (Carfagna e Noemi Letizia docet)
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Bocchino preferirebbe un premier gay piuttosto che uno leghista. Non è che si è sbagliato o voleva dire l'opposto?
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Fini invita al rispetto verso gli immigrati stranieri citando il fatto che anche gli italiani sono stati anche loro migranti. In seguito a quest'affermazione un commando unito agli ordini di Libero e del Giornale si è messa alla ricerca di prove compromettenti in tutte le proprietà di Fini che includano magliette e ritratti raffiguranti Che Guevara o Lenin, copie dell'Unità e sigari cubani.

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martedì 9 marzo 2010

Interpretare le coincidenze in modo assolutamente fantasioso


Non metto la foto del Che perchè sono uno dei tanti che lo ama come figura simbolo della rivoluzione, ma perchè anche se indirettamente, c'entra in questo articolo e dato che la mia ispirazione per le immagini come ben sapete è abbastanza scarsina rientra solo nelle categorie "immagini di repetrorio che serv ono solo a riempire il vuoto".A volte il Giornale è esilarante nelle sue baggianate, a volte fa semplicemente pena, e a volte le cose sono talmente grottesche che non si sa se catalogarle nell'uno o nell'altro gruppo di notizie. Ed è il caso del Giornale di oggi che ha pubblicato un articolo sulla sordida e diabolica mente di chi ha ordito ai danni del Partito del Lillipuziano. Sto parlando di Anna Argento (il cognome, prevedibilissamente è stato malamente canzonato dall'imbarazzante sense of humour de Il Giornale), il giudice che ha cacciato i pidiellini. La donna è ora sotto doppio controllo segreto da parte del governo berlusconico, alla maniera di Animal House e in qualsiasi cosa le si getta fango in faccia, oltre ai aquallidi giochi di parole coi film di Dario Argento il quotidiano di regime ha anche notato un terribile dettaglio nella vita di questa demoniaca donna, ovvero un ritratto, ben in vista di Ernesto Che Guevara, preso subito come prova per dare ragione a Berlu che vede i comunisti come l'anticristo. ma il Giornale si dimentica di un particolare. La buona Anna non ha fatto cancellare le listucce perchè glielo ha detto lo spirito del Che(o almeno non principalmente per quello), ma per rispettare quella misera cosa che ormai l'Italia ha dimenticato, ovvero la legge, che come dice la bisfrattatissima Costituzione italiana, è uguale per tutti.

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