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lunedì 13 maggio 2013

Richiami all'ordine

Per quanto Obama non sia l'eroe che tutti speravamo nell'ormai lontano 2008, ogni tanto dice qualcosa che condivido. La Gran Bretagna, come ben si sa e come ho già detto in precedenza snobba l'Europa, ma allo stesso tempo non ha le palle per mandarla definitvamente a quel paese, preferendo invece criticarla oppure a temporeggiare. L'Inghilterra è un po' come il ricco ereditiero che aspetta che paparino, l'Europa, tiri le cuoia per arricchirsi al meglio. E ora torniamo al buon Obama, il caro presidente ha detto la sua dicendo "Credo che la partecipazione britannica nell'Unione europea sia espressione della sua influenza e del suo ruolo nel mondo". Secondo me il significato di questa espressione è il che l'idea di lasciare l'Unione Europea abbandonandola ad un ipotetico sgradevole destino sia una cosa da stronzi. Sarà una libera ed estrema interpretazione, ma se è come penso io, Grande Barack!

venerdì 9 novembre 2012

Radicalmente cannaroli

Ci sono volte in cui, nella politica italiana di oggi, non è soltanto il PD a mettermi in imbarazzo. A volte ci si mettono anche loro. I Radicali.  Basti ricordare la volta in cui Pannella è stato fischiato e insultato, un anno fa alla manifestazione degli Indignados a Roma, per aver permesso a Berlusconi di farsi dare l'ennesima fiducia votando contro quando l'intero schieramento di centro sinistra aveva deciso di assentarsi per protesta dal parlamento. Pure adesso, i cari radicali si fanno notare. Per festeggiare la seconda vittoria di Obama negli USA , il partito ha avuto l'eccentrica idea di distribuire gratuitamente marijuana davanti a Montecitorio, il tutto dimostrando per l'ennesima volta la mentalità dei radicali, a mio parere assolutamente stupida. La ritengo stupida perché questa continua ricerca della provocazione e dell'eccentrico non regala, di certo credibilità ai radicali, troppo occupati a "fare i ribelli" ad ogni costo, nche per le cazzate più trascurabili. La ritengo stupida perché evidenziare, in un politico come Obama, solamente il merito di permettere ai cittadini di curarsi con la cannabis e fumarsela a dovere è come dire che Napoleone era un eccellente stratega solo perchè indossava un bellissimo cappello. E infine la ritengo stupida perchè certe dimostrazioni non servono di certo a migliorare seriamente il paese.

domenica 19 agosto 2012

God Bless America


Frank Murdoch è un uomo con una vita ormai deprimente ed opprimente. Ha dei vicini di casa cafoni che hanno un neonato che piange in continuazione che rende praticamente impossibile dormire la notte, lavora in un ufficio in cui detesta i colleghi, desiderosi di parlare soltanto dei programmi spazzatura che vedono in televisione, per la famiglia le cose non migliorano è divorziato da un'ex moglie in procinto di risposarsi con un altro uomo e gli ha anche portato via la figlia, una bambina lamentosa e viziata che sembra non ricambiare più il suo genuino amore paterno e lo disprezza. Ma lui continua  resistere, sopportando la sua vita e trattenendo in silenzio il profondo odio che nutre nella società in cui vive. Un giorno però questo delicatissimo equilibrio crolla: viene licenziato dal lavoro per ridicole accuse di molestie sul posto di lavoro da parte di una collega che Frank voleva soltanto trattare con gentilezza, gli viene diagnosticato dal suo medico (un personaggio assolutamente comico, per la sua volgarità e la sua impressionante carenza di professionalità) un pericoloso e difficilmente operabile tumore al cervello e come se non bastasse sente sua figlia dire che non vuole vederlo mai più. Lì per lì, davanti alla televisione accesa decide di togliersi la vita con la pistola che teneva in casa (probabilmente un "ricordo" del servizio militare), ma all'improvviso vede nello schermo un'insopportabile Chloe, una liceale viziata (che allo spettatore e probabilmente a Frank stesso sembra una sorta di proiezione/involuzione della figlia stessa di Frank) andare in escandescenze perchè i poveri genitori (anche se terribilmente idioti anche loro )  le hanno regalato una macchina lussuosissima ma della marca e del colore sbagliato. Nauseato da questa indegna visione decide di rendere utile il suo odio togliendola definitivamente dalla faccia della terra. Dopo aver rubato la macchina dell'odiatissimo vicino va all'High school dove studia questa ragazza, e lì poco prima di spararle incontra una strana ragazza molto vivace, ma anche lei caratterizata da una forte misantropia, di nome Roxie. Roxie, dopo che l'uomo ha ucciso Chloe lo raggiunge in un motel dove questo ha intenzione, come prima, di suicidarsi. Lei però gli impedisce di spararsi e lo convince ad accettarla come complice, persuadendolo ad uccidere le altre "Chloe" di cui è piena la società, ovvero  di quelle che persone che, a detta sia di Frank che di Roxie meritano di morire. Ed è da qui che i due partono in una spietata caccia a fanatici religiosi, showmen razzisti  ma anche semplici imbecilli e stronzi... Questa è la trama, che a mio parere rende God Bless America una Black Comedy degna di questo nome con un linguaggio e delle scene irriverenti e crude, senza però rinunciare a scene di qualità caratterizzate da una buona regia e da dialoghi scritti e interpretati con intelligenza. I personaggi sono ben fatti, sia per quanto riguarda personaggi secondari volutamente esasperati e buffi come il medico curante di Frank e l'insopportabile Chloe (e a mio parere in programmi del cazzo di quelli che si trovano su MTV  di Chloe se ne trovano parecchie, e anche di maschi omologhi), sia per quanto riguarda Frank e Roxie, caratterizzati bene ed entrambi fuori posto in una società di massa, a volte meschina come quella statunitense. Loro due sono personaggi tutt'altro che monodimensionali essendo entrambi persone dotate di buona cultura  (come si vede spesso dai loro discorsi quando parlando di musica a e a volte anche di letteratura, o cinema) che si sentono estranei al luogo in cui fino al momento della loro "ribellione" si sentono costretti ad accettare e sopportare. Senza contare che spesso io, forse tristemente, forse no mi immedesimavo parecchio nel protagonista!
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domenica 4 marzo 2012

Il prezzo della contraccezione

Nonostante abbia deluso molte aspettative sia degli elettori americani sia di coloro che ,anche fuori dal territorio statunitense lo hanno inizialmente stimato e vi hanno riposto molte speranze , Obama a mio parere riesce ancora a "spaccare culi". Certo, Gli U.S.A. rappresentano ancora una nazione difficile da inquadrare e non immune da difetti. Basti pensare alle cazzate che ancora vengono fatte dai militari statunitensi nelle zone di guerra, esempio lampante ne è il rogo del corano che è stato fatto recentemente. Poi vi è il problema della sanità, ancora non alla portata di tutti perchè estremamente costosa, e lo è in tutti gli ambiti, compreso quello della contraccezione, particolarmente delicato. Le spese ad essa legata non sono incluse nelle assicurazioni sanitarie e la cosa è stata fatta notare da una studentessa di giurisprudenza, Sandra Fluke, che ha protestato energicamente dichiarando di essere costretta a pagare una non indifferente somma annuale di mille dollari per gli anticoncezionali. La Destra, in particolare Rush Limbaugh , considerato il "più sboccato" conduttore radiofonico della Destra Estrema ha dato alla ragazza della puttana. Il buon Obama si è trovato ad essere d'accordo con la studentessa e a darle la propria solidarietà per quanto riguarda l'insulto non proprio carino. Un episodio del genere, anche se relativamente piccolo dovrebbe fare comprendere che Obama forse non ha salvato il mondo, non ha impedito la crisi economica inculandosi metaforicamente le banche, e non ha ripopolato il pianeta Terra di unicorni rosa. Però, i detrattori ex sostenitori di Obama si dimenticano che questo presidente alcuni risultati non trascurabili li ha ottenuti: ha sconfitto Bin Laden (con molto minore sforzo rispetto al suo predecessore), ha ritirato le truppe U.S.A. dall'Iraq e sta tentando di risolovere il suddetto problema della sanità americana. Quindi, cari romanticoni delusi dal fatto che Obama non è un elfo o un vampiro alla Twilight statevi zitti, tornate a votarlo e rendetevi utili alla società.Inserisci link
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giovedì 12 gennaio 2012

Il lupo perde il pelo ma non il vizio

Penso che si sia capito che io, da quando negli USA è stato eletto Obama ho perso gran parte dei miei sentimenti più ferocemente atiamericani. Purtroppo a volte tali mie idee vengono stuzzicate e rischiano di tornare alla ribalta, soprattutto con notizie come questa. Non so se qualche lettore lo ricorda, ma qualche anno fa, precisamente nell'ormai lontano 2004 era uscito fuori che ad Abu Grahib, una prigione utilizzata anche durante il regime di Saddam Hussein, i soldati americani si erano dati alla tortura dei talebani lì detenuti, condendo il tutto con veri e propri "servizi fotografici" da loro stranamente considerati oggetto di divertimento. A quanto pare qualche marine americano, 8 anni dopo non vuole sapere di lasciare questa triste tradizione: è stato infatti riprodotto un filmato in cui un piccolo plotone di marines (che si sa è uno dei corpi militari statunitensi che in teoria dovrebbe rappresentare la crème de la crème delle truppe U.S.A.) che si diverte ad urinare su un mucchio di cadaveri di talebani. Tale gesto, per quanto il nemico talebano sia sostenitore di idee retrograde e pericolose, per quanto i soldati americani siano stati costretti in molti anni a fronteggiare un nemico feroce e pieno di odio in un luogo ben poco ospitale e lontano da casa, è assolutamente inaccettabile che si manifesti un comportamento simile, che non fa altro che abbassare questo gruppo di marine (ma, anche se in modo ridotto, l'intero Corpo) al livello del nemico. Come è successo per Abu Grahib spero che vengano prese, in merito a questo caso delle giuste punizioni per un atto così selvaggio e privo di umanità.

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lunedì 31 ottobre 2011

Dolcetto o scherzetto




Obama ringrazia l'Italia: "Nostro grande alleato, è bello avere amici come voi". Se Barack voleva spaventarmi il giorno di Halloween, dicendo questa cosa ci è riuscito BENISSIMO.
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Con alleati come l'Italia, ho paura a pensare chi sono i suoi nemici.
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Il vescovo di Torino demonizza la festa di Halloween dicendo che assecondare spiritismo e macabro è un rischio per i bambini. Certo, la religione cattolica non ha nulla di macabro, prendiamo come esempio il guru trentatreenne che ha costruito le fondamenta di questa religione:


  1. Ha resuscitato un tale chiamato Lazzaro.

  2. Ha offerto ai suoi seguaci durante una cena il proprio sangue come bevanda alcolica e la sua carne come cibo ricco di carboidrati.

  3. Si riprende tre giorni dopo essere stato frustato, crocifisso e trafitto da una lancia come se niente fosse tranne che per un po' di buchetti molto fashion sulle manine.


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giovedì 22 settembre 2011

Senti chi ciarla




Di solito il cambio di gestione delle attività cerca di dare almeno l'apparenza di un effettivo cambiamento. Per assurdo se un ristorante cambia cuoco le specialità culinarie potrebbero venire sostituite da altre, può cambiare di conseguenza la clientela e tante altre cose, o un Pub può cambiare gestione e variare la scelta di cocktail disponibili, musica fatta ascoltare e tante altre cose che non mi vengono in mente. In altri casi no: cambia il "capoccia" ma rimane tutto come prima. Il Giornale è uno di questi. Dopo qualche tempo trascorso sotto la guida di Giordano e poi di Feltri lo scettro è passato a Nosferatu, all'anagrafe Alessandro Sallusti, ma sotto questi 3 bei signori la "merce" esposta sul giornale è sempre la solita: articoli pieni di acidità, sarcasmo di infimo livello e tesi a minimizzare sconfitte del regime nanesco e le (purtroppo non troppe) vittorie di chi vi si contrappone, apologie del Cavaliere e soprattutto bombardamenti a base di fango su chi osa dubitare della maestà di Berlusconi. Oggi (e non è la prima volta) la vittima è il presidente Obama, accusato di farsi mettere i piedi in testa dal Presidente turco Erdogan e di essergli sottomesso. Quello che il servetto di Sallusti in questione non comprende è che:


(1) Obama non può permettersi di fare lo sbruffone con la Turchia, perchè non è intelligente attirarsi l'odio di una nazione perennemente in bilico tra Occidente e Oriente e dotata di una potenza militare non trascurabile.


(2) La "sottomissione" di cui parla il Giornale non è nata grazie al buon Barack, ma grazie a George W. Bush, che fin dal 2003 ha trovato una certa ostilità nei confronti della Turchia, tanto che quest'ultima ha negato agli U.S.A. il diritto di far transitare le sue truppe dirette in Iraq e si è sempre trovato in rapporti delicati con la Turchia (e guarda un po' la coincidenza, il sottomesso George W. Bush è stato, fino alla sua "morte politica" uno dei più grandi amici di Berlusconi)


(3) È a dir poco ridicolo che il Giornale, noto lacchè di Berlusconi accusi di servilismo qualcuno, sia perchè il Giornale stesso bacia i tacchi del Cavaliere, sia perchè, se non scoppiava la guerra contro Gheddafi, forse ora Berlusconi non si limiterebbe a baciare le mani di Gheddafi ma le sue labbra potrebbero toccare anche ben altre parti del corpo del Rais libico (e forse non solo in senso metaforico).


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martedì 30 novembre 2010

Una sera orrendamente rovinata


Ieri sera alle ore 21 circa Mario Monicelli si è tolto la vita, buttandosi dalla finestra della stanza d'ospedale dove era ricoverato a Roma da qualche giorno. So di non essere il primo a documentare questa notizia, ma mi sembrava da vile lasciare che questo blog non desse un tributo decente ad uno dei registi che hanno dato il contributo più elevato alla qualità del nostro cinema. Con Mario si stringe ulteriormente il numero di grandi registi viventi del Belpaese. Ma ancora prima di tutto ciò si spegne una vita degna di questo nome.

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Nota poscritta: Ho letto ora che è morto anche Irvin Kershner, regista di Robocop 2 e Star Wars: L'Impero colpisce ancora. Per il Cinema questi ultimi due giorni sono stati un supplizio. Non ho più parole per descrivere tutto questo.

lunedì 29 novembre 2010

Onore al poliziotto Drebin


L’attore americano Leslie Nielsen è morto ieri a Miami, Florida, in seguito alle complicazioni di una polmonite. - Lunedì 29 Novembre 2010
Questa è una delle notizie peggiori con cui si può iniziare una giornata. Non è soltanto il fatto stesso del lutto, che di suo è già un pugno nello stomaco. Ma il tutto è ancora più devastante perchè Leslie ha divertito il suo pubblico con film che sono man mano diventati dei Cult veri e propri: "L'aereo più pazzo del mondo" e soprattutto l'intramontibile saga di "Una pallottola spuntata" , collaborando anche con Mel Brooks nel film comico "Dracula morto e contento". 50 anni di carriera in cui ha regalato risate non solo in America ma in tutto il mondo con Gag divertenti nei suoi film colmi di parodie sia del cinema contemporaneo sia che dei mostri sacri del cinema. In poche parole stiamo parlando di una grossa perdita del Cinema, ma cosa più importante, la morte di Leslie Nielsen è un attentato alla risata, uno dei pochi modi con cui l'uomo può brevemente allontanarsi da una realtà opprimente che lo circonda, e questo se voi lettori me lo consentite di dire, è una cosa molto grave. Saluti a tutti.
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sabato 23 ottobre 2010

La nobiltà della sconfitta




L'esercizio che abbiamo imparato nei primi giorni di scuola elementare era il disegno. Non ricordo esattamente come disegnavo, ma di una cosa ero certo. Se sbagliavo il disegno prendevo la gomma, cancellavo l'errore e riprendevo a disegnare.

Poi, il disegno è diventato solo un modo per raccontare con le immagini quello che con le parole dovevamo scrivere. Di solito si trattava di poesie o filastrocche. E se si sbagliava con le parole? Qualche linea tipo scarabocchio sulla lettera sbagliata e poi si continuava a scrivere.

Man mano che passavano gli anni mi rendevo sempre più conto che sbagliare poteva capitare, ma che meno errori avessi fatto, migliore sarebbe stato il voto da portar a casa.
Chi non ricorda i temi di italiano, scritti prima in brutta copia e poi riscritti in bella, sul foglio da consegnare alla professoressa o al professore?

Ci hanno insegnato che diventare grandi è sinonimo di esperienza e se questa significa commettere meno errori possibili allora si è tanto più grandi.
Non è una legge matematica, ma chi più sbaglia, più impara la lezione e meno volte ricadrà nell'errore già commesso.

Talvolta da grandi crediamo che anche ciò che sia sbagliato, possa - con un minimo di autoconvincimento - ridiventare giusto. Il paragone potrebbe essere simile: debelliamo l'idea di noi stessi come vinti e ci ergiamo a vincitori.
Quella gomma che utilizzavamo per cancellare il contorno un po' goffo di un viso, l'abbiamo rimessa nell'astuccio del nostro ricrederci. Siamo grandi e non abbiamo bisogno di riscrivere, ma di continuare a scrivere.

In particolare noi italiani possediamo l'arte del credere in qualcosa di giusto sapendo che è del tutto sbagliato. L'arte del riprendere dagli armadi pieni di polvere, personaggi macchiati di sangue e dire che è solo una macchia di sugo. L'arte del trasformare il vecchio in nuovo e il nuovo in obsoleto.
Se volgiamo lo sguardo all'Italia non c'è spazio pubblico o privato che non veda visi già visti una ventina di anni fa'. Ma che dico! Anche trent'anni fa'!
Sarebbe bello vedere che questi visi siano di una purezza e di un candore da far invidia anche al più giovane e arrembante Stato del mondo. Peccato che di purezza e di candore non ne vediamo nemmeno uno strascico da più di trent'anni. Vediamo giornalisti che con il solo cambio del marchio di fabbrica ridiventano "ottimi giornalisti" dopo che erano caduti nell'oblio più scuro sotto la tv di regime del nano.
Vediamo politici che avanzavano dichiarazioni di stima e di riconoscenza verso il più grande dittatore sanguinario italiano e che da un mattino all'altro, solo per aver avanzato battaglia dura contro il nano sono innalzati al più alto gradino del governo di questo Paese.
Imprenditori che per essersi fregiati dei nomi di fabbrica più maestosi al mondo, sono i possibili futuri candidati alle prossime elezioni politiche, senza vedere che il conflitto di interessi in capo a questi, rimane il nodo più grande di questo Paese, più grande anche delle imprese che gestiscono.

Non è il trionfo del fallimento. Per il bene di questo Paese bisogna dichiarare che trent'anni di storia sono da riscrivere e che continuare a scrivere aumenta l'agonia di chi legge il racconto, impoverisce il racconto stesso di dettagli e colpi di scena che possono far vincere allo scrittore il premio di storia più originale e riuscita.

Negli Stati Uniti il numero delle donne in finanza, economia e politica, è salito dallo scoppio della crisi del credito. Stanno ripulendo il caos creato dai colleghi maschi durante gli ultimi vent'anni.
Ammettere di aver sbagliato costruisce quello che alla fine saremo. Una società senza cambiamenti vive di favole, senza potersi immaginare realmente.


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mercoledì 8 settembre 2010

Fahrenheit 451/2 La vendetta


A volte capisco come mai l'integralismo islamico ci voglia distruggere tanto a noi poveri occidentali, e questo articolo rappresenta uno di questi rari episodi. Naturalmente a farmi vergognare di essere in questa società è un membro di una delle istituzioni più antiche e potenti di questa: la Chiesa. Più precisamente il "colpevole" è un bigotto pastore battista americano che ha proposto, come iniziativa da seguire il giorno 11 Settembre, uno scoppiettante falò di corani accompagnato dalle rituali preghiere, perchè tale ripicca contro il mondo islamico è il modo più cristiano per onorare le vittime dell'attentato terroristico. Secondo me è il voto per attirare come falene altri morti per causa di ulteriori attacchi all'Occidente, anche se spero che gli Islamici se la prendano solo con lui.

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domenica 6 giugno 2010

66 anni fa non è successo NULLA


Invece qualcosa è successo,ricordiamolo ai due fondatori di Google. La cosa a dir poco comica è che entrambi hanno origini ebraiche, quindi la seconda guerra mondiale, almeno in teoria avrebbe dovuto essere minimamente importante. Invece per loro è più importante cambiare la veste grafica per la nascita di Gabor (primo teorico della tecnologia olografica), di Pacman, di Tetris, della lingua esperanto (un'utopia almeno a mio parere alquanto irrisoria), ma non per uno degli eventi più importanti della storia del '900. Il 6 Giugno 1944 è il D-Day, ovvero il giorno in cui scatta la cosiddetta operazione Overlord, intrapresa dagli alleati angloamericani per liberare la Francia dagli occupanti tedeschi. Ammetto che so praticamente a memoria la data di questo evento e i nomi dei luoghi cruciali di questa campagna della seconda guerra mondiale grazie più alle industrie videoludica e cinematografica più che per merito dei libri di storia, ma questo non mi toglie il diritto di parlarne. Sò che è stata un'operazione bellica di dimensioni epiche e ha visto sul campo un arsenale vastissimo coinvolgendo migliaia e migliaia di soldati, supportati da veicoli di terra, mare e aria. Famosissima è la spiaggia dal nome in codice "Omaha", una delle spiagge più difficili da conquistare. Essa è costata la vita di 4500 combattenti alleati, alcuni dei quali morti prima di toccare le spiagge normanne, perchè annegati dopo aver visto distrutti i loro mezzi da sbarco, o dilaniati dalle letali mitragliatrici dei tedeschi.Senza poi contare l'intervento decisivo dei paracadutisti americani e britannici che hanno indebolito i tedeschi dietro le linee nemiche, riuscendo a sottrarre agli avversari località di elevato valore strategico che avrebbero dato un certo vantaggio al possessore, come ponti, cittadine e strutture militari di vario genere.

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martedì 25 maggio 2010

Una buona notizia e una cattiva...



La buona è che la coppia Pitt-Jolie ha annunciato una possibile fine della carriera cinematografica, la cattiva è che quest'ultima verrebbe conclusa in favore della carriera politica. Già il fatto che l'unico punto che (finora) è stato dichiarato dalla coppietta è la legalizzazione delle droghe leggere. Parliamone, aldilà di tutte le implicazioni etiche ecc del consumo di droghe come argomento politico non mi sembra molto adeguato e utile! È come se io un giorno mi candidassi come presidente degli Stati Uniti e mettessi come obiettivo principale del mio programma l'intenzione di diffondere l'amore per i Cheerios Nestlè in tutto il globo (ok, lo ammetto mi piacciono un botto e ora sapete che adoro questi cereali, ma non penso lo possiate usare contro di me allo stesso modo di come si potrebbe sfruttare l'amore per la cocaina o qualcosa di similare). Se poi aggiungiamo l'inesperienza di due belloccioni come il Pitt e la Jolie in campo politico (senza contare che l'allegra coppietta non eccelle nemmeno nell'ambito recitativo, almeno a mio parere) mi preoccupo alquanto! Spero che Obama si ricandidi alle prossime elezioni oppure il partito democratico è fottuto!

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venerdì 7 maggio 2010

Green Zone


Vedere questo film è stato imprevisto, dato che al cinema ero andato per vedere "L'uomo nell'ombra", ma per mettermi il bastone tra le ruote il proiettore della sala in cui lo trasmettevano era puntualmente rotto. Non che mi lamenti eccessivamente, dato che Green Zone mi attraeva non poco e si è dimostrato un valido surrogato. Per quanto il film sia maggiormente orientato al "thriller di denuncia" contiene scene di azione apprezzabili anche dal pubblico di massa e quindi è considerabile come un vero e proprio "film di guerra", cosa che mi ha fatto piacere dato che era da tanto che non vedevo battaglie in grande stile in un cinema, grande o piccino che sia. Deluderò qualcuno, ma nonostante il mio orientamento abbastanza pacifista nella vita reale sono affetto da un certo interesse per gli armamenti, e se qualcuno nota la mia "fornitura" di videogiochi per Pc, film e romanzi ad ambientazione bellica, si può accorgere del mio sadico interesse.

Torniamo al filmone. Siamo nell'anno 2003, precisamente ad Aprile, in cui l'assedio a Baghdad volge ormai al termine dopo le poche settimane di conflitti tra le forze dell'esercito formato da inglesi e statunitensi e le truppe iraqene. Arrivati dentro la città si cerca di compiere la ricerca di quello che è stato il Casus Belli della nuova guerra in Iraq, le armi di distruzione di massa. Ed è qui che entra in gioco Miller (interpretato da un bravo Matt Damon) , un ufficiale americano che prende seriamente il suo obiettivo di trovare le armi di Hussein tanto sbandierate dal governo Bush, e c'è un problema: i siti indicati dall'intelligence statunitense sono tutti vuoti, e quindi, a quanto pare l'informatore non è attendibile. Sospettoso di tutto ciò Miller riesce a contattare Brown, un agente della C.I.A. malvisto dal governo americano perchè i suoi progetti per l'Iraq sono diversi da quelli che ha in serbo il governo statunitense. All'ennesimo sito "fasullo" l'ufficiale si imbatte in un iraqeno, che si fa soprannominare "Freddie" si offre di collaborare come informatore e interprete con il plotone di Miller. Freddie informa gli americani di un incontro a cui partecipa il "jack di fiori", uno dei generali di Saddam Hussein, e dopo una breve ma intensa sparatoria gli americani ottengono un taccuino con delle informazioni e un prigioniero, con cui si cerca di trovare il modo di contattare pacificamente il generale iraqeno, per chiedergli informazioni sulle fantomatiche armi di Saddam, ma poco dopo alcune forze speciali americane senza motivazioni plausibili prendono in custodia il prigioniero da poco catturato, lascianod nuovamente il protagonista con un pugno di mosche. Da qui Miller capisce che il suo paese ha qualcosa da nascondere e decide di lavorare con Brown per cercare di arrivare in fondo alla faccenda.
Tecnicamente il film è spettacolare: gli equipaggiamenti dell'esercito americano sono ben riprodotti e le scene di combattimento sono ben girate e verosimili.

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sabato 10 aprile 2010

Proliferare speranza

Il gioco tra potenze è un gioco di gelosie, di trattative e di cooperazioni.
Quello raggiunto due giorni fa è frutto di un lavoro di cooperazione, di una sana cooperazione, forse voluta perchè gli eventi mondiali rendono necessario un impegno a lungo termine e consistente.
L'accordo START (Strategic Arms Reduction Treaty) firmato l'8 aprile a Praga tra Obama e Medvedev è stato battezzato dal Cremlino come “win win”.
Una vittoria per entrambi insomma. O perlomeno una possibile vittoria.

In realtà è uno “start” che ha inizio nel 1991 tra Mikhail Gorbaciov e George Bush con la sottoscrizione del primo Trattato (START I) e a seguire la modifica nel 1993 con Bush e Boris Eltsin (START II).
Ma c'è da dire anche che in realtà queste firme erano arrivate con parecchio ritardo perchè già prima della Guerra Fredda (con Ronald Reagan Presidente degli USA) iniziarono dei timidi accordi.
Si arriva all'8 aprile 2010 con Barack Obama e Dimitri Medvedev che s'incontrano nella sala spagnola del Castello di Praga e sottoscrivono il cosidetto START.

La sottoscrizione va a sostituire il vecchio accordo scaduto a dicembre e riduce del 30 % le testate nucleari a un numero massimo di 1.550 (fig.1). Una riduzione a 800 piattaforme di lancio dei missili intercontinentali e di 700 vettori (che inlcudono sottomarini aerei e bombardieri) e avanzate misure di controllo e aggiornamento dei dati sugli armamenti.

Tutto questo però accade a pochi giorni di distanza dal summit di Washington sulla non proliferazione nucleare che si terrà il 12 e 13 aprile.
E' vero che “il taglio di un terzo degli arsenali nucleari dimostra il nostro comune impegno alla non proliferazione, stabilendo un esempio per altre potenze nucleari.” come ha affermato Nikolai Patrushev, segretario del consiglio di sicurezza della Federazione russa, ma è pur vero che l'intenzione è soprattutto quella di portare le altre potenze nucleari a fare altrettanto e meglio.
Non lo si è detto, ma lo si è capito.

E non a caso il messaggio lanciato ha fatto spaventare il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu che ha fatto sapere (con molta incertezza) che invierà un suo delegato.
Ma se l'obiettivo era quello di riavvicinare e allentare i rapporti di tensione tra Iran e Israele (con la scorta degli Stati Uniti) in una zona ad alta pericolosità, il mondo senza armi nucleari come Obama auspicava, trova ostacoli improvvisi.
La motivazione della probabile assenza è dovuta alla “critica araba dell'arsenale nucleare di Israele”.
Una critica che arriva da parte dell'Egitto e della Turchia, sospettosi che Israele nasconda tra le 65 le 85 testate nucleari. (fig.2)
La conferma della fondatezza di questo dato (oggi fuori controllo e la non sottoscrizione del Trattato di non proliferazione nucleare lo conferma) arriva da un documento della CIA declassificato, che nel 1974 dichiarava che Israele avesse prodotto armi nucleari perché il governo israeliano aveva acquistato
grandi quantità di uranio, parzialmente attraverso mezzi clandestini
e perché aveva fatto
un grande investimento in un sistema missilistico costoso destinato per sistemare le testate nucleari”.

Insomma il pericolo nucleare che investiva non poco tempo fa Corea del Nord e Iran ora travolge anche Israele, la quale ultimamente ha cambiato il suo atteggiamento con la Casa Bianca.
La speranza ora è che Obama a Washington tenterà con gli altri paesi ospitati a tessere una tela della non proliferazione la più larga possibile ma gli eventi di questi giorni lo stanno smentendo.
Inoltre deve far molto presto perchè le elezioni di mid term a novembre potranno fargli perdere la maggioranza al Congresso e quindi cadere nell'oblio. L'accordo non è che un piccolo passo ma è una buona speranza per continuare a sperare!


fig.1


















fig.2


















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venerdì 26 marzo 2010

New York Times: Il Papa sapeva tutto

Il Papa, quando era ancora il cardinale Joseph Ratzinger, e il cardinale Tarcisio Bertone, attuale segretario di Stato Vaticano, occultarono un caso di pedofilia negli Stati Uniti che riguardava un prete accusato di aver molestato almeno 200 bambini sordi. A sostenerlo è il New York Times sulla base di alcuni documenti ecclesiastici dei quali il quotidiano statunitense è venuto in possesso. il caso era avvenuto in una scuola del Wisconsin.La corrispondenza interna tra vescovi del Wisconsin e l'allora cardinale Ratzinger, scrive il New York Times, mostra che la priorità principale era a quel tempo quella di proteggere la Chiesa dallo scandalo.La vicenda riguarda il reverendo Lawrence C. Murphy, che aveva lavorato nella scuola dal 1950 al 1977. Nel 1996, riferisce il quotidiano americano, Ratzinger non fornì alcuna risposta a due lettere che gli furono inviate dall'arcivescovo di Milwaukee, Rembert G. Weakland, mentre solo otto mesi più tardi il cardinale Tarcisio Bertone diede istruzioni ai vescovi del Wisconsin di avviare un processo canonico segreto che avrebbe potuto portare all'allontanamento di padre Murphy.Bertone, precisa però il New York Times, fermò questo processo dopo che lo stesso padre Murphy scrisse al cardinale Ratzinger ricordando che il caso era sostanzialmente caduto in prescrizione. "Voglio solo vivere il tempo che mi resta nella dignità del mio sacerdozio. Chiedo il vostro aiuto in questa vicenda", scrisse il sacerdote.Nei documenti ottenuti dal quotidiano dai legali di cinque uomini che hanno fatto causa alla diocesi di Milwaukee, non c'è traccia della risposta di Ratzinger a questa lettera. Ma secondo quanto si legge, padre Murphy non ricevette mai alcuna punizione o sanzione e fu trasferito in segreto in alcune parrocchie e scuole cattoliche, prima di morire nel 1998.La salute precaria di padre Murphy e la mancanza di nuove accuse nei suoi confronti sono stati elementi determinanti nella decisione di non punirlo. E' il commento del portavoce del Vaticano, padre Federico Lombardi. Padre Murphy, dice padre Lombardi citato dal New York Times, ha certamente abusato di bambini "particolarmente vulnerabili" e violato la legge. Si tratta di "un caso tragico". Lombardi ha però sottolineato che il Vaticano è stato messo a conoscenza del caso solo nel 1996, anni dopo la fine delle indagini. Sui motivi per i quali padre Murphy non sia mai stato punito riducendolo allo stato laicale, il portavoce ha risposto che "il diritto canonico non prevede punizioni automatiche". Ha quindi aggiunto che la precaria salute di padre Murphy e la mancanza di nuove accuse nei suoi confronti sono stati elementi determinanti nella decisione. Il sacerdote è morto nel 1998, due anni dopo che il Vaticano venne a conoscenza del caso.Due americani vittime di preti pedofili e due attivisti di un'associazione che raccoglie denunce di abusi sessuali commessi da sacerdoti, sono stati fermati dalla polizia mentre distribuivano volantini contro Papa Ratzinger al limite tra piazza Pio XII e piazza San Pietro. Uno di loro indossava un cartello con una foto di Ratzinger. Gli agenti hanno identificato i quattro chiedendo di seguirli in commissariato.
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venerdì 12 febbraio 2010

Vai Billy!


Un po' per distrazione un po' perchè la notizia è passata in sordina, sono venuto a sapere che il buon vecchio Clinton ha avuto un intervento al cuore e l'ho saputo ad intervento finito. Per fortuna sta bene, e questo mi fa parecchio piacere. Come avrete capito io sono spesso sostenitore di politici (forse per caso, forse no) sottovalutati. Appena si nomina Bill Clinton la prima cosache viene in mente a una persona è lo scandalo Levinsky. Nulla di più oltraggioso, a mio parere! Clinton è stato un presidente di tutto rispetto, ha vinto per due mandati ed è cento volte migliore di altri uomini politici della sua "indole" ideologico-politica che si trovano negli stessi U.S.A. o anche nel mio amato/odiato Stato italico. Clinton infatti non è stato con le mani in mano drante la sua presidenza: si è impegnato per cercare una soluzione in due punti caldi del globo come l'Irlanda del Nord e specialmente in Medio Oriente, certo la sua presidenza non è stata tutta rosa e fiori, basta pensare al genocidio in Ruanda ed è stato costretto, per guadagnare il voto degli americani a fare decisioni difficili che piacessero al popolo statunitense, allora più conservatore dei giorni nostri. Magari ci fossero altri politici come "Billy" sparsi per il globo, forse un suo "clone" italico potrebbe avere persino un po' di carisma necessario a risolvere la ormai moscia situazione che si trova nel Belpaese. Ma conoscendo la società superficiale e bigotta che regna in Italia non è ancora il tempo giusto per una personalità come Bill.

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mercoledì 6 gennaio 2010

Glory ( e mi rifiuto di usare la traduzione italiana del titolo!)

Ho visto questo film per purissimo caso (ovvero mio padre l'ha comprato per sbaglio dalla tv di Fastweb e quindi per amore del risparmio mi son sentito in dovere di guardarlo) ma sono soddisfatto del tempo e del denaro speso. Il Film, uscito nel 1989 è di Edward Zwick, regista del più recente e famoso "L'ultimo Samurai", e narra le vicende del colonnello Robert Gould Shaw, interpretato da un impeccabile Mattew Broderick, che viene messo al comando del 54° reggimento di volontari. Tale reggimento è un corpo di fanteria costituito prevalentemente da neri (alcuni dei quali ex schiavi fuggiti dagli stati confederati del Sud), che vogliono guadagnare la propria libertà dai sudisti e tra nel reggimento spiccano tre personaggi molto diversi tra loro: John Rawlins(Morgan Freeman), è un ex becchino che per la sua saggezza è molto rispettato dai suoi commilitoni, tanto che presto verrà promosso sergente maggiore e sarà il primo sottufficiale di colore degli Stati Uniti; poi vi è il caporale Thomas Searles (Andre Braugher), un nero libero colto e amico personale di Shaw, che è il primo ad arruolarsi e lo fa con molto entusiasmo prima di accorgersi degli orrori della vita militare; e infine c'è il soldato Trip(impersonato da Denzel Washington, che per questo ruolo ha anche vinto l'"Academy Award for Best Supporting Actor") un ex schiavo fuggitivo, che si fa sentire nel 54° per la sua iniziale mancanza di disciplina e per il suo carattere orgoglioso, arrogante e specialmente per la sua diffidenza nei confronti dei bianchi. Mi è piaciuto particolarmente il personaggio del colonnello Shaw, che sembra stia vivendo l'epoca sbagliata: Matthew Broderick interpreta infatti un uomo colto e aperto mentalmente,ma per colpa dello stato e del tempo in cui vive è spesso deriso e demoralizzato. Il suo comando infatti non viene rispettato dalle alte cariche militari che considerano i neri troppo indisciplinati per combattere sul campo di battaglia e mettono il 54° reggimento in fondo alle priorità logistiche dell'esercito dei Nordisti. Esempio di questa crudeltà è dato dalla scarsità di mezzi delle truppe di colore: all'inizio del film gli uomini sono costretti a fare l'addestramento con gli abiti da civili e senza armi perchè non sono riforniti delle adeguate uniformi militari e fucili con cui addestrarsi, e col passare del tempo persino le scarpe dei volontari si consumano tanto da massacrare loro i piedi. Per fortuna grazie ai tempestivi interventi di Shaw questi problemi saranno risolti, ma è solo l'inizio perchè presto lui scoprirà che il razzismo e il pregiudizio non si trovano soltanto tra i confederati ma anche nel proprio fronte, tanto che i soldati del colonnello dovranno farsi la gavetta prima di combattere attivamente e saranno invece costretti a fare incarichi crudeli e umilianti come il rastrellamento dei villaggi in territorio sudista.
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martedì 3 novembre 2009

Shooter

Ho l'influenza. Prima che i miei detrattori (e spero ce sia qualcuno, perchè una vita senza qualcuno che differisce dalle tue opinioni sa essere noiosa) saltino di gioia devo deluderli dicendo che non è suina, ma accuso solo una lieve debolezza. Ieri sera, in preda alla malattia ho deciso di vedere questo film in quella scatola piena di superficialità (ma a volte per fortuna anche di cosine interessanti) chiamata TV. Non è stata una decisione spontanea, dato che dalla guida TV avevo letto che c'erano due particolari che non mi piacevano. Questi particolari si chiamano rispettivamente Mark Wahlberg e Antoine Fuqua, rispettivamente attore protagonista del film e regista. L'attore non mi diceva nulla di buono dato che tempo fa ho saputo che non ha dato prova di sè ad interpretare il protagonista del film Max Payne, trasposizione dell'omonimo videogioco, e un accanito videogiocatore come il sottoscritto non può che vedere un attore simile che con disgusto. Fuqua invece ha l'onta nella sua carriera registica di aver creato il film King Arthur, che, per quanto riguarda il realismo storico non ho molto da dire, anzi mi fa piacere che ha avuto il coraggio di essere il primo regista a portare la saga di Artù al suo vero periodo storico ovvero quello in cui l'isola britannica era ancora sotto il dominio dei romani. Però c'è sempre un però e questo però risponde al nome di Ginevra, personaggio che detesto (so che le lettrici femministe mi augureranno la morte per stritolamento ma facciano pure)e che è stato sopravvalutato all'ennesima potenza, facendo la gioia delle suddette femministe della parentesi.
Tuttavia tornando alla mia serata di malatti, ho deciso che data una giornata passata a fare cose in cui avevo saziato la mia materia grigia ho deciso di darmi ad un po' di svago fatto di esplosioni hollywoodiane e sparatorie. E devo dire che non è stato così terribile. Mark Wahlberg nella sua interpretazione è stato soddisfacente, la presenza di un inedito Danny Glover nella parte di uno spregiudicato colonnello dell'esercito U.S.A. è stata gradevole e la resa delle scene d'azione non era delle peggiori. Anche la trama del film non è male, condita anche da "mini-richiami" ad alcuni eventi che hanno coinvolto gli U.S.A. negli ultimi anni come il caso di Abu Ghraib e la "guerra del petrolio".
Swagger è un ex tiratore scelto sergente di un plotone di artiglieri dell'esercito americano di stanza in Etiopia, che dopo la morte di un commilitone decide di congedarsi e si ritira in una solitaria località montana. Un giorno viene persuaso da un colonnello ad aiutarlo nella protezione del Presidente degli Stati Uniti da un possibile attentato in occasione di un incontro con l'arcivescovo d'Etiopia. L'attentato avviene ma a essere sparato è l'ecclesiastico e non il presidente e Swagger viene incastrato dal colonnello stesso, che si rivela essere un cospiratore. L'ex cecchino viene ferito ed è costretto a nascondersi dalla legge, e cerca di tentare di scagionarsi dalle accuse e a vendicarsi, grazie anche alla collaborazione di un agente FBI, che lo ritiene innocente e vuole vederci chiaro in tutta la faccenda.
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lunedì 19 ottobre 2009

Giudicate voi

Almeno non siamo così soli. Pregiudizi razzisti dei miei coglioni non si trovano soltanto nel Lumbàrd, ma anche nelle paludi stagnanti (territorialmente e culturalmente) della Louisiana. Un giudice bianco ha impedito ad una coppia interrazziale di sposarsi. Il motivo che ha usato il giudice è che i matrimoni interraziali durano poco negli U.S.A. e che i figli nati da queste unioni soffrono e rischiano di non trovare un buon posto nella società. Per fortuna come testimonia il fatto che Obama stesso è mulatto, a differenza di quello che recitava il titolo di "Porta a porta" della trasmissione, messa in onda poco dopo la vittoria di Barack (quel giorno il titolo era "un nero alla casa bianca"). E mi sembra che essere il Presidente di una delle Nazioni chiave del mondo occidentale non equivalga a NON trovare un posto nella società. Ergo la mente del giudice, che si ritiene NON razzista(si come no...) è ancora vincolata ad una societa U.S.A. antiquata che per fortuna ormai esiste solo in poche parti degli Stati Uniti.
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