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mercoledì 7 aprile 2010

Legittimo inculamento della costituzione

Mi piace pensare che un commando di mafiosi leali a Berlusconi tenga la famiglia di Napolitano sotto ostaggio. Mi piace pensarlo perchè, anche se sarebbe una notizia non proprio bella almeno sarebbe un motivo logico che permette a Napolitano di essere lo zerbino del cavaiere. Ma, purtroppo o per fortuna la famiglia Napolitano è salva e non in pericolo di vita. Ma nonostante ciò stesso tempo Napolitano è completamente sottomesso a Berlusconi e gli è ubbidiente come un chihuahua al guinzaglio. Lo dimostra il fatto che il presidente della nonrepubblica ha da poco firmato il legittimo impedimento. Mi chiedo se almeno ci abbia ricevuto qualcosa in cambio, come il diritto di stare qualche giorno in più al Quirinale o magari un po' di coca. Fatto sta che la Giustizia ha ricevuto un'altro degli innumerevoli duri colpi già inflitti durante i mandati berlusconici, e l'opposizione (a parte spero, il buon Di Pietro, che ha proposto di fare un democratico referendum a riguardo) sicuramente oltre alle solite ovvietà da marmocchio lamentoso non avrà da dire niente a riguardo. (Nella foto, Napolitano mentre pensa : mi sa che ho appena fatto una cazzata...)

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venerdì 16 ottobre 2009

Berlusconi vuole prendere il toro per le corna. (Addio Costituzione)

Intervista a Berlusconi. Video Sky TG 24

SOFIA - Vuol prendere "il toro per le corna". Ovvero mettere mano alla giustizia, anche a costo di modificare la Costituzione. Certo "non è una cosa facile - ammette Silvio Berlusconi da Sofia - ma non è che le rivoluzioni si possono fare in breve tempo".


Ma per il Cavaliere, è il momento di spingere sull'acceleratore del suo chiodo fisso: dare nuove regole alla magistratura che, a suo dire, lo perseguita da anni. "Contro di me ci sono accuse portate avanti soltanto come pretesto come le altre cause che mi hanno fatto perchè vogliono recare fastidio al nemico che considerano il principale ostacolo affinchè la sinistra possa avere la maggioranza del paese".

Ma all'accelerazione del Cavaliere fa da contraltare la frenata di Fini. "Quando si fanno le riforme bisogna ricordare che le Istituzioni sono di tutti e non dimenticare che una riforma a maggioranza è già stata fatta e poi è stato attivato il referendum che l'ha bocciata" ricorda il presidente della Camera.D'altronde, ricorda Fini, materia su cui cercare convergenze esiste: "La fine del bicameralismo perfetto, la riduzione del numero dei parlamentari, il Senato delle Regioni su cui c'è la possibilità di fare riforme condivise. Se c'è la volontà, lo si fa". Poi Fini punta il dito contro "il bipolarismo al viagra" legato alla mancanza "di un serio progetto comune sull'Italia del domani".

Il Cavaliere, però sembra orientato ad andare avanti comunque. Berlusconi aveva provato a ripararsi dietro il lodo Alfano ma dopo la bocciatura della Consulta, quello scudo non c'è più. "La decisione della Corte costituzionale non è condivisibile. Praticamente la Corte ha detto ai pm rossi di Milano: 'riaprite la caccia all'uomo nei confronti del premier'".

Dunque, è ora di "prendere il toro per le corna". Come? "Non sono facili le scelte da seguire. Io per esempio sono per una riforma costituzionale". Il premier rilancia così la sua intenzione di una riforma radicale della giustizia a partire dalla separazione delle carriere dei magistrati e da una diversa funzione del Csm. Per farlo, Berlusconi, è pronto anche a ricorrere al refererendum: "Chiameremo il popolo". E l'opposizione? "Larghe intese solo se possibili ma ho poche speranze che ci possa essere un dialogo visto anche il modo in cui si esprimono" dice il premier. Che attacca: "Serve una riforma - dice Berlusconi - che faccia del nostro Paese una democrazia vera non soggetta al potere di un ordine che non ha legittimazione elettorale". Una riforma che, in caso di assoluzione, "non porti" un cittadino ancora una volta nelle aule giudiziarie. "Certo, i pm fanno il loro mestiere. Normalmente succede che quando non vedono accolta dai giudici la loro tesi accusatoria ricorrono in appello e se quell'appello respinge la loro tesi ricorrono in Cassazione. Per loro è il mestiere, per un cittadino è la distruzione della propria vita per se e per la propria famiglia". E di rinnovamento parla anche il presidente del Senato, Renato Schifani: "La riforma non è contro la magistratura. Fra i giudici ci sono molte persone valorose".

Più duro il responsabile giustizia del Pd, Lanfranco Tenaglia. "Il presidente del Consiglio ha deciso strategicamente di aggravare la ferita istituzionale provocata nei giorni scorsi riproponendo una pericolosa contrapposizione tra organi dello Stato. Le parole usate nuovamente nei confronti della Corte Costituzionale sono inaccettabili e mai dovrebbero essere usate, tanto meno da chi riveste la massima responsabilità di governo del Paese".

Quelle a cui pensa il Cavaliere sono modifiche che hanno bisogno, per essere approvate, di due passaggi in Parlamento ed una maggioranza assoluta o di due terzi dei componenti, nella seconda votazione. Se i due terzi non sono raggiunti, c'è la possibilità di sottoporre a referendum del progetto. Ed è proprio questo l'iter che Berlusconi immagina. Visto che pare difficile ipotizzare un qualche tipo di accordo con l'opposizione.

Immunità. "La Corte costituzionale subendo la pressione di certa parte della magistratura di sinistra ha abrogato quella norma votata del Parlamento", afferma il Cavaliere. A questo punto, osserva, occorre cambiare radicalmente: "Io non credo che si possa andare avanti perchè dal momento in cui nel '93 e' stata abolita l'immunità dei parlamentari sono i giudici e non i cittadini che decidono chi può fare il parlamentare o meno e chi può continuare a governare il Paese. Questo non credo faccia parte di una vera democrazia e sono fermamente intenzionato a cambiare le cose".

"Il 50% degli italiani non pagherà il canone Rai". La puntata di 'Annozero' di ieri sera non l'ha vista. Nonostante questo il premier rilancia l'accusa di '"uso criminoso" della tv. "Una tv pubblica pagata con i soldi di tutti non dovrebbe ripetere in televisione i processi che sono stati fatti o che sono ancora in corso nelle aule giudiziarie". "Comunque alla fine - osserva il Cavaliere - siccome il vantaggio viene ancora a noi, se vogliono andare avanti in questo modo facciano pure". Il fatto è, continua Berlusconi, che andando avanti così ci saranno "brutte sorprese" per il bilancio della Rai. Il premier dice di aver commissionato un sondaggio: andando avanti così il 50% degli italiani "non pagherà il canone". Parole che richiamano la campagna lanciata da Libero e dal Giornale.

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giovedì 8 ottobre 2009

IL LODO ALFANO È INCOSTITUZIONALE.



Il lodo Alfano è illegittimo, perché viola ben due norme della nostra Carta costituzionale: l'articolo 3, che stabilisce l'uguaglianza di tutti i cittadini (anche di fronte alla legge); e l'articolo 138, che impone l'obbligo, in casi del genere, di far ricorso a una legge costituzionale e non ordinaria. Lo hanno deciso, a maggioranza, i giudici della Consulta, riuniti in seduta plenaria dalla mattinata di ieri, a proposito del provvedimento che sospende i processi per le prime quattro cariche dello Stato. A questo link il testo della sentenza.

Berlusconi: "Giudici di sinistra". La bocciatura a tutto campo, da parte della Corte costituzionale, colpisce un provvedimento fortemente voluto da Silvio Berlusconi. Che, prima, lascia commentare l'esito della vicenda al sottosegretario Paolo Bonaiuti: "Una sentenza politica, ma il presidente, il governo e la maggioranza continueranno a governare come, in tutte le occasioni dall'aprile del 2008, hanno richiesto gli italiani con il loro voto". Poi, uscendo da Palazzo Grazioli, non si tiene: "Vado avanti. La Consulta è politicizzata. E' di sinistra". E aggiunge: "Dobbiamo governare per cinque anni con o senza il Lodo. Non ci ho mai creduto perché una Corte Costituzionale con 11 giudici di sinistra era impossibile che approvasse tutto questo". Insieme, una filippica contro i giornali e i giornalisti di sinistra, i programmi di approfondimento di sinistra, il capo dello Stato "che sapete da che parte sta". Per concludere così: "A me queste cose mi caricano. Andiamo avanti. Viva Berlusconi". Più tardi, quando gli riferiscono le parole di imparzialità che arrivano da Quirinale ("Il capo dello Stato sta dalla parte della Costituzione con assoluta imparzialità"), il Cavaliere perde quasi le staffe: "Non mi interessa quello che dice Napolitano. Mi sento preso in giro".

BERLUSCONI: VADO AVANTI, CONSULTA È DI SINISTRA (Video da Sky TG24, 07 Ottobre 2009)

Concetti che il premier ha poi ripetuto in una telefonata a Porta a Porta: "In Italia abbiamo una minoranza di giudici di sinistra, una stampa di sinistra con a capo Repubblica, una Rai che, a parte lei signor Vespa, va contro il governo, e in più un capo dello Stato espressione della vecchia maggioranza di sinistra". "Su Napolitano - ha insistito Berlusconi riferendosi ai giudizi espressi in precedenza - ho detto quello che penso: non ho nulla da modificare sulle mie dichiarazioni che potrebbero essere anche più esplicite e più dirette".

Intervento telefonico di Berlusconi a Porta a Porta (Video, Parte 1)

Intervento telefonico di Berlusconi a Porta a Porta (Video, Parte 2)


Più tecnico il primo commento del ministro della Giustizia che ha dato il nome al Lodo: "E' una sentenza che sorprende, e non poco, per l'evocazione dell'art.138 della Costituzione. La Corte Costituzionale - afferma il Guardasigilli - dice oggi ciò che avrebbe potuto e, inevitabilmente, dovuto dire già nel 2004 nell'unico precedente in materia". Poi, Alfano spiega: "E' incomprensibile come abbiano potuto spendere, nel 2004, pagine su pagine di motivazioni relative alla rinunciabilità della sospensione processuale, alla sospensione della prescrizione e tanto altro ancora senza fare alcun riferimento alla necessità di una legge costituzionale. Tale argomento, preliminare e risolutivo, è inspiegabile che venga evocato quest'oggi". E, a "Porta a porta", comunque, fa sapere che il governo non intende proporre un disegno di legge costituzionale.

Duro l'avvocato Niccolò Ghedini, avvocato del premier: "Questa è una sentenza con cui la Corte rinnega principi da se stessa già enunciati. Si pretende, contro la volontà popolare, che il presidente del Consiglio anzichè occuparsi dei problemi nazionali ed internazionali, sia costretto a seguire evanescenti processi".

Berlusconi ritorna imputato. La sentenza, sul piano pratico, sblocca i due processi milanesi a carico del premier (per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato inglese Mills, e per reati societari nella compravendita dei diritti tv Mediaset), congelati proprio a causa del lodo. La Corte ha quindi accolto i dubbi di legittimità sollevati dai magistrati del capoluogo lombardo. La Consulta ha invece dichiarato inammissibile il terzo ricorso, proposto dal gip di Roma chiamato a decidere se archiviare (come chiesto dalla procura) la posizione di Berlusconi - indagato per istigazione alla corruzione di alcuni senatori, eletti all'estero durante la scorsa legislatura.

Corte divisa. I giudici costituzionali sono entrati in camera di consiglio ieri, ma la giornata si è conclusa con una fumata nera. Da qui la seconda riunione, quella odierna: mattinata ancora con un nulla di fatto, e poi, nel pomeriggio, la pronuncia è arrivata. Una scelta non facile, quella dei giudici. Anche perché tra i membri della Corte si è consumato uno scontro tra i favorevoli e i contrari. Fino alla decisione finale: a quanto sembra nove dei quindici membri si sono espressi per l'illegittimità, sei erano di parere diverso.

Il caso Bossi. Prima della pronuncia della Consulta, le parole più forti le ha pronunciate Umberto Bossi: "Non sarà bocciato, speriamo bene: ma non si può sfidare l'ira dei popoli. Se il lodo sarà bocciato la Lega trasformerà le elezioni regionali in un referendum sul premier". Parole, le sue, che hanno provocato reazioni forti di condanna, da parte di tutti i partiti di opposizione.

Le motivazioni della sentenza. Si conosceranno solo tra qualche settimana, quando il giudice relatore, Franco Gallo, le avrà messe nero su bianco, per poi sottoporle nuovamente al voto dei giudici in camera di consiglio.

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Rassegna stampa (DALL'ESTERO):

Italy’s top court to rule on Berlusconi immunity
(Financial Times)

Berlusconi hits out at court ruling
(Financial Times)

Italian court rules Berlusconi's immunity law unconstitutional (The Guardian)

Silvio Berlusconi faces fight for career as top Italian court strips PM of immunity (Times Online)

La Cour constitutionnelle italienne invalide la loi d'immunité protégeant Berlusconi. (Le Monde)

El Constitucional echa por tierra la ley de inmunidad que protege a Berlusconi (El Paìs)



Rassegna stampa (DALL'ITALIA):

La Consulta: lodo Alfano illegittimo. Berlusconi: "Vado avanti, giudici di sinistra" (La Repubblica)

"Il Lodo Alfano è incostituzionale" (La Stampa)

Lodo Alfano bocciato, il premier si scatena: «La Consulta è di sinistra, vado avanti. Quello che dice Napolitano non mi interessa» (Il Messaggero)

Ecco cosa prevedeva il Lodo Alfano (Il Messaggero)

LODO ALFANO: QUIRINALE, NAPOLITANO STA DALLA PARTE DELLA COSTITUZIONE (ADN Kronos)

LODO ALFANO: BONDI, SENZA BERLUSCONI NON C'E' SPERANZA (AGI News On)

«Corte di sinistra». Scontro con il Quirinale (Momento-Sera)

Lodo Alfano – La sentenza della Consulta non è una bocciatura del Governo (Agorà Magazine)

L'irritazione del Quirinale: "Tutti sanno che il capo dello stato sta con la Costituzione" (L'Unità)

BERLUSCONI: QUIRINALE, CAPO STATO STA DALLA PARTE DELLA COSTITUZIONE (Asca)

Lodo Alfano bocciato, Napolitano risponde a Berlusconi: “Sto dalla parte della Costituzione” (Blitz Quotidiano)

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Ora la Legge dovrebbe fare il suo giusto corso, almeno questo è quello che si auspica la gente di buon senso:

7 ottobre 2009 - Dopo la bocciatura del Lodo Alfano, il Premier viene contestato fuori dal Palazzo Grazioli, da alcuni cittadini che gridano: "Fatti processare"; "In galera".

Il Video

MILANO - Tre persone che avevano urlato frasi offensive all'indirizzo di Silvio Berlusconi, poco prima che il premier entrasse alla mostra in corso a Palazzo Venezia a Roma, sono state denunciate. Secondo quanto si è appreso le tre persone mentre il premier si accingeva ad entrare a Palazzo Venezia, hanno urlato: «In galera, in galera, la legge è uguale per tutti». Le forze dell'ordine hanno in un primo momento bloccato una delle tre persone e successivamente le altre due. I tre sono stati poi accompagnati nel vicino commissariato di polizia dove sono stati denunciati. All'uscita della mostra, stessa scena: altri tre contestatori e altre denunce. I tre hanno urlato al premier: «In galera, in galera». Anche in questo caso i tre sono stati quindi accompagnati negli uffici del commissariato e denunciati.

Contestazioni al premier, sei denunciati
(Corriere della Sera) 07 ottobre 2009

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INFINE UN GRAZIE, A QUEI 15 GIUDICI, CHE PUR SVOLGENDO IL LORO LAVORO, HAN FATTO UN GRANDE REGALO ALL'ITALIA. È DIVENTATO, IN ITALIA, UN CASO SPORADICO E QUASI ANOMALO, IL VERIFICARSI DI ACCADIMENTI COME QUELLO DI OGGI, OSSIA IL SEMPLICE ATTENERSI ALLA LEGGE.

I quindici giudici della Consulta che hanno bocciato il Lodo Alfano

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domenica 8 febbraio 2009

Antonio Cornacchione docet


Premetto che il post è farina del mio sacco e non ho plagiato Antonio Cornacchione, se non nello stile.
Certo che noi Italiani siamo proprio cattivi, non abbiamo cuore. Non facciamo altro che ferire i sentimenti di Silvio, interpretando male le sue perle di saggezza. Dobbiamo smettere di attaccarlo per le sue affermazioni. Lui vuole soltanto rinforzare lo stato italiano, riportandolo agli antichi splendori! E non dobbiamo stupirci se con lui dobbiamo modificare quel vecchio pezzo di carta chiamato Costituzione italiana. Anzi noi dobbiamo supportarlo quando taglierà quelle pagine antiquate scritte nel 1948 in collaborazione con il terrore rosso, per gli amici Unione sovietica! Ad esempio leggiamo insieme il primo articolo:
"L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità
appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della
Costituzione."
Tutto da rifare, non si vede? Pensate silviano, mano a bianchetto e penna e correggiamo tutti insieme!
"Repubblica" . Pensateci, è un utopia,nessuno stato è mai pubblico, quindi guardiamoci in faccia, cambiamo con "Monarchia".
"Democratica". No, no non ci siamo per niente! Il nostro premier non è abbronzato. Anzi, è l'unto del signore, quindi modifichiamo con "Teocratica".
"Sul lavoro"? Vade retro Carlo! Sostituiamo con "sulla Gnocca", che a conti fatti è una delle poche cose che interessa l'elettore medio e a cui Silvio ha voluto dare buona parte dei ministeri. E noi dobbiamo prendere esempio da lui!
"Al popolo". Di poltrona a Montecitorio nella sala dei bottoni ce ne è una sola mi pare. Sbianchettiamo e sostituiamo con "al Cavaliere".
"Che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.". Perchè rendere contorto un tale semplice concetto? Vai con " Che può fare quello che cazzo gli pare!"
Ricapitoliamo:
"L'Italia è una Monarchia teocratica, fondata sulla gnocca. La sovranità
appartiene al Cavaliere, che può fare quello che cazzo gli pare!"

Visto? Con poche correzioni abbiamo reso il primo articolo della nostra costituzione degno di una sceneggiatura del Bagaglino. Meno male che Silvio c'è!
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venerdì 12 dicembre 2008

La Repubblica (?) del Punto Croce

E così il nostro beneamato premier vuole fare un regalo di Natale alla Repubblica italiana che ha da poco festeggiato i suoi 60 anni.
Non bastavano solo i tagli alla scuola, alla ricerca e all'università: il taglia e cuci continua a oltranza. Ma stavolta i tagli non si fanno ai finanziamenti, ma alla Repubblica stessa. Va detto inoltre che questa volta il buon Silvio non ha voluto mandare uno dei suoi ministri, ma vuole occuparsene lui stesso. Chi fa da se fa per tre, insomma. Il tutto, naturalmente per cercare di modificare una cosa che gli da molto, molto fastidio, ovvero la giustizia. Occupandosi lui stesso della Costituzione, infatti, gli permette di gestirsi questo foglio di carta per farselo calzare a pennello, come il vestitino della Domenica. Mi appello quindi alla speranza che il (purtroppo!) mio paese gli impedisca di fare il sarto con un documento simile.