"Colui che è abbastanza paziente e valoroso da scrutare l'oscurità per tutta la vita, sarà il primo a scorgere in essa la luce." Metro 2033
mercoledì 2 aprile 2014
Doverosa pubblicità
domenica 25 marzo 2012
Uno in meno
lunedì 27 febbraio 2012
Idoli nati per sbaglio
(La vignetta integrale va letta su http://zerocalcare.it/2012/01/02/pedagogia/)
Piccolo spazio di propaganda rozza, ma a mio parere giusta. La vignetta che ho postato come copertina è stata disegnata da Zerocalcare, disegnatore e blogger che seguo da qualche tempo. Vi invito a fare qualche salto sul suo blog(http://zerocalcare.it/), dato che è aggiornato ogni Lunedì, perchè le strisce sono divertenti, creative e intelligenti.Passiamo al sodo.La scelta della copertina non è casuale. Non sempre un artista riesce a trasmettere ciò che vuole, ma la sua opera rischia di essere capovolta. Ad esempio Caparezza con la canzone "Fuori dal tunnnel" voleva attaccare il mondo delle discoteche e il concetto del "divertimento ad ogni costo". Paradossalmente la vera motivazione del brano è stata completamente ignorata ed è diventata un pezzo cult ascoltato da un pubblico composto proprio da quello che in origine era il bersaglio di Caparezza.Analogamente nel 2002 il magistrato Gianmarco Cataldo pubblica il libro "Romanzo criminale" Dal 2005, anno in cui è uscito il film omonimo è scoppiata la moda della banda della Magliana, arricchita anche da una serie televisiva che ne fa una eccessiva e alquanto deprecabile a mio parere "eroificazione" (perdonatemi l'orribile neologismo, ma esprime il concetto che voglio far passare) dei criminali protagonisti di quello che possiamo denominare un vero e proprio merchandising.Quello che è successo spero non sia quello che Cataldo voleva. Sono portato a sperare, infatti che un magistrato, qualcuno che per definizione fa parte della legge, non abbia trasmettere che i criminali sono "i buoni" ed un modello da seguire, cosa che putroppo tra masse di teenager è purtroppo accaduta. Per la gioia di questo pubblico dall'etica alquanto discutibile sono lieto di informare che "Secco", ex "cassiere" della Banda della Magliana è stato arrestato. Sceglieteli meglio i vostri idoli, la prossima volta, CARE TESTOLINE DI CAZZO.
sabato 17 dicembre 2011
Metro 2033 di Dmitry Glukhovsky
Prima di leggere questo romanzo mi sono fiondato sul suo adattamento videoludico, uscendone tra l'altro completamente soddisfatto. Ma del gioco ne ho già parlato nell'altro blog in cui sono autore (si, mi sto autopubblicizzando. Che cosa triste.) e quindi passerò direttamente a scrivere qualcosa riguardo al libro. "Chi va là?Artyom, va' a vedere!" Artyom si alzò con riluttanza dal posto che aveva occupato vicino al fuoco e, imbracciando la mitragliatrice che portava sulla schiena si diresse verso l'oscurità. Si fermò al limitare della zona illuminata, poi tolse la sicura all'arma nel modo più rumoroso e minaccioso che gli riuscì e cominciò a urlare, burbero: "Fermi! Parola d'ordine!". Un'appostamento al buio di sentinelle armate, in una frontiera ancora non identificata. Così inizia il romanzo di Glukhovsky catapultando il lettore nella Mosca dell'anno 2033, o meglio, sotto Mosca. Una devastante guerra atomica, combattuta una ventina di anni prima, ha infatti reso inabitalie molte città del mondo, tra cui per l'appunto questa tentacolare metropoli russa. La poca gente sopravvissuta è riuscita a ricominciare una sorta di civiltà nella metropolitana di Mosca, dove le radiazioni non sono arrivate e dove l'aria è ancora respirabile. Il tutto arrangiandosi, creando coltivazioni improvvisate di funghi e allevamenti di maiali miracolosamente recuperati dagli Stalker. Tali individui sono coraggiosi esploratori dalla reputazione quasi leggendaria che equipaggiati per sopravvivere al meglio alle radiazioni ricercano in superficie qualsiasi cosa che possa aiutare la vita sottoterra o semplicemente possa far ricordare agli abitanti quel mondo, ormai antico perso nella guerra per colpa della stupidità dell'uomo. Una stupidità così dura a morire che anche sottoterra gli uomini si dividono e si combattono fra loro, a volte, in insulse guerre di logoramento. E alcune di queste fazioni sono le stesse che ci sono state prima del disastro: ci sono i comunisti, che cercano di portare le idee marxiste e leniniste nella metro adattandole alla nuova vita sotterranea, cosa che li spinge a confrontarsi con l'Hansa, una sorta di corporazione di mercanti, mentre e dall'altra parte ancora ci sono i fascisti che hanno creato una fazione intenta a formare "un quarto reich" , adattando la folle ideologia hitleriana alla cultura slava...
In mezzo a questo "background" che viene descritto in digressioni volte a fare immedesimare il lettore nel vivo di questa storia apocalittica, il ventenne Artyom deve fare i conti con una missione: informare la Polis, una sorta di capitale che raggruppa le quattro stazioni centrali della metro, di una misteriosa e inquietante minaccia rappresentata dai Tetri, creature che qualcuno arriva persino a definire l'evoluzione dell'Homo Sapiens. Per quanto riguarda la recensione vera e propria non ho tantissime cose da dire. Ho apprezzato molto la scelta dell'ambientazione, intesa dall'autore quasi come un monito contro la guerra, che non strappa solo le vite dei soldati impegnati sul campo di battaglia, ma ha il potere di azzerare qualsiasi forma di civiltà e cultura, nullificando lo sforzo di secoli di creare una società per alcuni versi moderna. Ho ritenuto molto adeguata la narrazione da "appendice" della storia della Città-Metro, e definirei come molto interessante l'idea del nuovo folclore creato dagli abitanti della nuova società: sono presenti storie e persino leggende che vengono raccontate dai vari personaggi che raccontano di vari argomenti come una stazione abbandonata, o uno Stalker di fama eroica, o i non ben definiti ricordi della vita precedente alla guerra nucleare.
giovedì 15 dicembre 2011
Scusa ma ti chiamo stronzo. Atto Secondo
Mi vorrei soffermare soprattutto sul terzo punto perchè non penso sia un belvedere osservare un ponte dell'epoca romana pieno di sporchi e antiestetici lucchetti dei nostri giorni con qualche scrittina schifosamente smielata di qualche teenager in crisi ormonale. non dimentichiamoci che Ponte Milvio è un opera di valore storico non indifferente dato che è un "pezzo" di Roma risalente al 200 a.c.! Sicuramente non aveva bisogno di essere appesantito e deturpato da un mucchio di ferraglia. Il fenomeno di pulizia dallo schifo mocciano si è comunque esteso oltre i confini dell'Urbe, tanto che anche a Riomaggiore in provincia di Laspezia, dove il vicesindaco si sta impegnando a rimuovere i lucchetti anche sul suo territorio, dato che ritiene tale chincagliera antiestetica e sicuramente non produttiva per il turismo locale. Fa scomipisciare la reazione di Moccia a tutto questo , dato che dichiara «Come mai le monetine che sono comunque un tipo di lega che potrebbe levare decoro alla Fontana di Trevi, vengono lasciate lì e invece i lucchetti, che senza dubbio parlano d’amore vengono tolti?» e dicendo queste cose è tra l'osceno e il ridicolo dato che la tradizione delle monetine lanciate dentro la Fontana di sicuro non sfigura di certo la vista del monumento, anche perchè la Fontana è un caso ben diverso dato che regolarmente la fonta viene ripulita dalle monete, che vengono poi donate alla Caritas, e non penso che si possa fare altrettanto con un lucchetto con scritto roba del genre "Robby + Jesseka Xsmprinsieme". Oltre al fatto che se permetti, caro moccino, il rito della monetina della fontana ha radici ben più elevate delle tue schifezze.
martedì 13 dicembre 2011
Scusa ma ti chiamo stronzo
I libri di Federico Moccia non hanno rovinato soltanto la letteratura e il cinema italiano ma tali schifezze hanno lasciato un segno profondo anche in luoghi tangibili, in particolare a Roma. Tre Metri sopra il cielo ha lanciato la famosa moda dei lucchetti di Ponte Milvio e il fenomeno non ha certo dimensioni indifferenti. Il Ventesimo Municipio , sotto richiesta dei suoi abitanti ha espresso la volontà di rimuovere tale squallore già nel 2007 quando la proposta è stata respinta da Veltroni (se volevo un altro motivo per odiarlo ora lo ho) perchè tale moda era un nuovo " simbolo dell'amore". Adesso il Municipio è tornato alla carica, ma alla difesa dell'obbrobbrio di metallo ci si mette lo stesso Moccia (che ha lucrato parecchio sui gingilli metallici, dato che tempo fa si era detto che aveva persino investito sui lucchetti), appoggiato da Alemanno, che sta cercando di temporeggiare per la decisione finale, con tanto di sopralluogo sul Ponte . Penso che un evento del genere possa far capire chiaramente che Alemanno non ha a cuore per niente i desideri dei cittadini di Roma, dato che di sicuro la vista di un montarozzo di metallo (spesso arrugginito) non è di certo una bell'immagine per chi passa nei pressi del ponte, oltre ad essere un ostacolo non indifferente!
mercoledì 3 agosto 2011
La Torre del Tempo di Sergej Luk'Janenko
Quando sono a Roma da molto tempo a questa parte oramai per pigrizia la mia attività di lettura di svago si limita esclusivamente a qualche fumetto. Per fortuna, in mancanza della droga videoludica e del computer in generale riesco ancora a divorare libri l'ho provato questi giorni in campagna. Ho letteralmente assaltato questo libro, opera di uno dei miei scrittori preferiti. E vi dirò perchè mi attrae tanto. Luk'Janenko ha uno stile molto scorrevole, tanto che ho letto 430 pagine in meno di tre giorni e condisce tutto con citazioni letterarie, (in un passo de "la torre del tempo" arriva addirittura a citare una sua stessa opera e il proprio nome!) musicali e persino videoludiche. Una particolarità del romanzo è che all'inizio di moltissimi capitoli (scritti rigorosamente in prima persona) vi sono voli pindarici che, a mio parere risultano pieni di spunti che riportano per qualche attimo il lettore fuori dal contesto del romanzo e lo invitano a riflettere su argomenti di vario genere, siano essi di tipo etico-morale, o riguardanti episodi di vita quotidiana se non quotidianissima, o persino riflessioni di tipo scientifico. Ma passiamo al plot vero e proprio. Kirill è un venticinquenne russo che vive a Mosca in un modesto appartamento insieme al suo cane, un fedelissimo terrier che possiede da 3 anni e ha un impiego manageriale in una ditta di informatica . Un giorno però si reca a casa trovando una situazione paradossale, il suo adorato cane gli è apertamente ostile, come se non lo conoscesse minimamente, appartamento è stato completamente riarredato e al posto suo vi abita una giovane donna che dopo una discussione con il protagonista difeso dai suoi vicini di casa riesce ad avere la meglio perchè dai documenti che possiede risulta di essere in regola e di non avere rubato il domicilio a Kirill. Senza una casa il protagonista si ritrova smarrito e vede la sua intera vita che gradualmente viene cancellata: al lavoro non risulta più come impiegato e qualsiasi documento certifichi la sua identità non esiste più, persino la sua carta d'identità diventa illeggibile e si sgretola. La disperazione è sempre più opprimente finchè una strana telefonata non lo guida fino ad una stazione moscovita, dove trova una misteriosa torre idrica. Kirill apre la porta di questa e dopo un sonno ristoratore si accorge di essere parte di un disegno più ampio: la vita del ragazzo è stata "cancellata" per farlo diventare un "funzionale", una sorta di "Superuomo" in grado di arrivare all'eccellenza in un campo, a patto si trovi in una determinata area geografica. In particolare Kirill è divenuto un doganiere, ed è incaricato di gestire la sua nuova casa, che è una sorta di crocevia tra diversi mondi in ognuno dei quali il tempo ha seguito un andamento diverso da quello che noi tutti conosciamo...
giovedì 24 febbraio 2011
Tafazzi docet
Come succede spesso, recentemente parlando, i quotidiani di regime continuano ad insultare apertamente alcuni artisti ed intellettuali italiani. Osserviamone tre:Prima è stato il turno dello scrittore Roberto Saviano che ultimamente con il talk show "Vieni via con me" ha fatto sentire una ventata di aria fresca nel sempre più ottuso palinsesto televisivo italiano parlando di temi non molto cari agli attuali regnanti dello stato italico, tanto che il Giornale e Libero si sono scagliati contro il programma televisivo con l'intenzione di screditarlo (FALLENDO miseramente), poi recentemente c'è stato
sabato 22 gennaio 2011
Divergenze d'opinioni
martedì 29 giugno 2010
110° Anniversario della nascita di Antonie de Saint-Extupéry
“Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano” Parole del libro più bello che sia stato mai scritto a mio avviso, "Il Piccolo Principe", elaborato da un autore degno di essere ricordato oggi nel suo 110° della sua nascita, ovvero Antonie de Saint-Extupéry nato il 29 luglio del 1900.Vi riporto alcuni pensieri e poche righe che restano impresse nel cuore e nella mente.
Il fascino di questo racconto sta nella sua disarmante semplicità. Ci insegna tante cose che abbiamo dimenticato crescendo. Perciò esso non può essere considerato solo un libro per bambini; ha molto da dire anche ai grandi. L’autore, in maniera originale e magica, descrive il mondo degli adulti attraverso gli occhi innocenti di un bambino evidenziandone i comportamenti irragionevoli e talvolta inutili. Il piccolo principe vive su un pianeta talmente piccolo che può ammirare gli adorati tramonti ogni volta che vuole semplicemente spostando la sedia. Sua unica compagnia una rosa il cui seme è arrivato lì chissà da dove. A dire la verità si tratta di una rosa un po’ capricciosa e ingrata che esaspera talmente il piccolo principe da farlo scappar via, approfittando della migrazione di alcune rondini. Il suo è un viaggio lungo e tortuoso durante il quale incontra personaggi bizzarri che gli mostrano un mondo fino a quel momento sconosciuto. C’è chi conta e riconta le stelle sostenendo di possederle come un capitale; chi si crede di regnare sull’universo intero quando non c’è nessuno a sapere della sua esistenza; chi è ligio al suo dovere al limite del paradosso; chi è vanitoso e vive nell’attesa di qualcuno che lo ammiri. Ogni personaggio rispecchia un aspetto diverso della vita degli adulti. Giunge infine sulla Terra che è il più grande tra i pianeti visitati e di gran lunga il più interessante. Incontra una volpe che, nonostante sia diffidente con gli uomini, di fronte all’ingenuità del protagonista, vorrebbe farsi “addomesticare” per essere l’unica al mondo e non uguale a centomila.. Addomesticare è una cosa dimenticata da molto tempo ormai e vuol dire “creare legami”. Queste alcune delle parole della volpe:
“Non si conoscono che le cose che si addomesticano. Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici”
Incontra un giardino fiorito di rose che inizialmente lo rende infelice e lo fa piangere.
Il suo fiore gli aveva raccontato che era il solo della sua specie in tutto l’universo. Ed ecco che ce n’erano cinquemila, tutte simili, in un solo giardino.
Ma poi ne comprende l’unicità grazie agli insegnamenti della volpe stessa:
“Voi siete belle, ma siete vuote. Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho annaffiata. Perché è lei che ho messo sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa.”
A volte dobbiamo allontanarci da chi amiamo per capirne l’importanza e il valore; e a volte abbiamo bisogno di un amico che ci insegni e che ci guidi in situazione difficili da comprendere.
Infine incontra chi narra questa storia, l’aviatore dispersosi nel Sahara, che, impegnato nella riparazione del suo aereo, non si accorge immediatamente di quanto prezioso sia quel bimbo strano.
Ma presto tra di loro nasce una stretta amicizia che li arricchirà solo come le vere amicizie sanno fare e che li terrà sempre vicini nonostante le distanze geografiche.
Ma la frase che è l’emblema di questo racconto è senza dubbio questa:
“Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”
Un libro senza tempo e senza età per tutti coloro che amano creare legami, credono nell’amicizia e nei rapporti semplici e veri. Un libro per i ragazzi. Un libro per gli adulti affinché non dimentichino mai di essere stati bambini.
venerdì 18 giugno 2010
Morto il premio Nobel alla Letteratura del 1998 Josè Saramago
giovedì 13 maggio 2010
L'esilarante umorismo della destra estrema
Quando ho letto questa notizia non ho provato sorpresa, ma soltanto l'ennesimo retrogusto di rassegnazione e indignazione. Conosco la zona "Bravetta" della mia città, dato che ho dovuto averci spesso a che fare dato che in questo quartiere c'è la centrale del mio vecchio liceo e tuttora ci vado per frequentare un laboratorio teatrale. E ogni volta che vado lì non è raro trovare manifesti e volantini che mostrano banali slogan simpatizzanti fascisti e militaristi, a volte si trova l'invito di turno a partecipare al cinferoum di turno organizzato dal partito di destra estrema di turno che proietta i soliti film militaristi alla 300 o di denuncia alla Fight club oppure anniversari vari dell'intellettuale fascista di turno ( a volte, per fortuna, perfettamente sconosciuto!) finedo la mia chilometrica e indignata presentazione, passiamo all'articolo vero e proprio. Come vedete dall'immagine qualcuno ha avuto la simpaticissima idea di scrivere la battuta "Anna non l'ha fatta Frank", contornata da una carinissima svastica nazista. E qui non solo fa schifo la mancanza di civiltà e di cultura ma anche lo humour scarso a livelli di competizione internazionale, se non intercontinentale. Aggiungiamo poi che Alemanno è apparso per il suo solito ipocrita discorso da maestrina di paese e il gioco è fatto. Anche il buon Gianni esclama che la scritta è oscena e vergognosa, ma è costretto. Ricopre una carica riconosciuta da uno Stato Democratico e quindi non può permettersi l'indifferenza (se non un tacito appoggio!) per un caso simile. Ma se non fosse sindaco secondo me avrebbe sicuramente la prima reazione. Questo perchè, anche se non lo vuole ammettere, lui da giovane ha fatto parte di Forza Nuova, uno di quei partiti simpatizzanti fascisti che ha dato la nascita ad un comportamento simile da quelle che ora sono le nuove mini-destre estreme che fanno questi interventi incivili. E quindi Alemanno, ai tempi di questa adesione avrebbe potuto essere uno di questi imbrattatori armati di bomboletta spray che tanto condanna, ma a cui vorrebbe invece stringere la mano.sabato 17 aprile 2010
Omertà legalizzata
Berlusconi, proponendo il silenzio della letteratura, del cinema e della tv sulle questioni di Mafia ha dato l'ennesima prova indiretta della sua amicizia con i clan, e questo, per chiunque abbia a cuore la giustizia del proprio paese suona come un possente calcio sulle parti intime, dato il fortissimo clima di vera e propria censura che aleggia dopo questa decisione. Per fortuna qualcuno trova ancora la forza di rimettersi in piedi dopo un simile colpo. Sto parlando del buon Saviano, che ha confermato che il silenzio è proprio ciò che i mafiosi vogliono per continuare a sopravvivere, dato che il silenzio non fa altro che rafforzare l'autorità dei clan e li nasconde in modo sopraffino dall'attenzione pubblica. Il tutto accompagnato dal fatto che Saviano ha apertamente risposto al buon Silviolo che nonostante questa imposizione di silenzio lui continuerà a scrivere di mafia.
sabato 16 gennaio 2010
Anna Frank e il Soft Porn
venerdì 29 maggio 2009
La verità ti fa male...
martedì 16 dicembre 2008
Edizione staordinaria in ritardo
http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&id_articolo=10910