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mercoledì 2 aprile 2014

Doverosa pubblicità

Meno male che ci sono gli amici. Questo blog, è inutile negarlo ma a parte l'ultimo post scritto da pochi giorni è sceso, per quanto riguarda la vitalità al livello di un orda di zombi della Georgia del sempre più popolare The Walking Dead, e questo livello è di poco più elevato rispetto a quello della vitalità politica del PD dai tempi della guida bersanesca. Ora che ho fatto un riferimento ad una moda del momento e all'attualità possiamo parlare del vero motivo del post. Una mia amica mi ha detto di avere iniziato un blog, chiamato Culture Freedom e dopo aver letto il suo post più recente mi sono inoltrato nella lettura. Mi è piaciuto cosa ho letto quindi un po' perché ho sempre più bisogno di nuove scuse per tornare a scrivere, un po' perché mi piace atteggiarmi da mecenate (sarà pure in declino questo blogghetto ma sono comunque 6 fottuti anni che scrivo) e perché , ripeto Culture Freedom è un ottimo Blog. Perché? La Grafica, punto primo, è molto ben curata e denota competenza (che i non ho , a riguardo) sia lo sfondo che l'immagine li ho trovati molto belli. Secondo punto, la scrittura. Si vede che l'autrice sa quel che fa, sia negli articoli in italiano, scritti con uno stile scorrevole e gradevole che in quello in lingua inglese ( il più recente, per il link vedi sopra), scritto in modo molto corretto e preciso, senza risultare prolisso. Terzo e Ultimo punto, ma non importanza, l'argomento trattato. Se qualcuno dei più fedeli lettori (sempre ce ne siano ancora) mi segue dalla "fondazione" del mio blog sa che ho iniziato a srivere perché volevo parlare di arte, cinema, letteratura videogiochi e della cultura in generale e, in Culture Freedom forse ho trovato un blog se non fratello, almeno cugino. Ciao, Fra!

giovedì 4 aprile 2013

Una giornatina piena

Ultimamente, come si è visto non è che aggiorno il blog più di tanto, nonostante le mie promesse ancora non ritornato a postare qualcosa regolarmente e soprattutto di qualità, e me ne scuso (di nuovo) . Cionostante oggi qualcosina lo scrivo dato che  che stamattina ho saputo di così tante cose che non me la sento di continuare il mio pigro silenzio, almeno per oggi. Se fossi un egocentrico paranoico con manie di grandezza (e forse lo sono) penserei che ci è in  atto un complotto per costringermi a scrivere due righe per uscire allo scoperto e di conseguenza arrestarmi/picchiarmi/spararmi un headshot con un fucile da cecchino e compagnia bella. Da cosa iniziare? La Corea e le minacce di una guerra nucleare, non mi disutrbo nemmeno per quanto riguarda il consueto link di rimando dato che la notizia circola in modo così totale che credo che nessuno possa accusarmi di essermela inventata di sana pianta. Non è una bella notizia, per niente. Nonostante la Corea del Nord abbia fatto una minaccia piuttosto folle e rischi parecchio di soccombere in una guerra diretta agli USA questo non vuol dire che qualche danno non è in grado di farlo, dato che l'arsenale nucleare nordcoreano è pur sempre ridicolo in confronto a quello delle potenzuole contro cui si vuol mettere, ma è pure sempre un arsenale nucleare in grado di spaccare qualche culo, se vogliamo parlare in termini prosaici. Spero quindi che le tensioni si allentano perché , per quanto l'apocalisse nucleare mi affascini in un videogioco o in un film, lo stesso non si può dire se tale cosa succedesse realmente! Due.  Disney ha deciso di uccidere la Lucasarts, la "filiale" videoludica della Lucasfilm, chiudendola. Figli di puttana. Ho ben poco altro da dire a riguardo per un atto così meschino, ma invece è doveroso dire qualcosa sul "defunto" in questione, dato che ha gentilmente accompagnato parte della mia infanzia, tra The Dig, Curse of Monkey Island e alcuni (non tutti!) titoli inerenti a Star Wars e Indiana Jones e nonostante non li abbia giocati nutrivo interesse anche per Grim Fandango, Full Throttle e la serie Sam & Max. Di sicuro quello che auguro ai membri che hanno preso questa decisione qualcosa di brutto. Forse la morte no (perchè la morte non si augura a nessuno e altre schifezze politically correct del genere), ma una cacarella lunga e dolorosa si. Tre. Re Juan Carlos FORSE abdicherà in favore del figlio, causa magagne di corruzione che coinvolgono la figlia Cristina e il relativo marito. Juan Carlos personalmente non mi fa né caldo né freddo (anche se recentemente ha abbassato il proprio stipendio, azione che nelle controparti italiche non è ancora per niente comune!), anche perché come la regina inglese tolta la rilevanza simbolica di certo non ha tanto valore. Però un cambiamento di re,  anche in un epoca in cui questa carica significa ben poco è comunque un'evento non da poco, dato che Juan Carlos detiene questa carica ormai da 37 anni, che non è affatto poco!

lunedì 21 gennaio 2013

Notizie sgradevoli

Un nuovo singolo verrà presto pubblicato da Vasco Rossi. Il direttore del Teatro Bolshoi di Mosca aggredito e sfigurato al volto con una bottiglietta di vetriolo. Due grandissimi oltraggi al mondo dell'arte.
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Un evento è un insulto diretto alla cultura, per quanto riguarda l'altro per fortuna nonostante la pesante ustione il direttore non perderà la vista.
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Leonardo Di Caprio ha dichiarato che si prenderà una pausa dalla carriera cinematografica per  dedicarsi alla difesadell'ambiente. Certo che oggi per la cultura in generale è proprio una giornata di MERDA!
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Mandato di cattura internazionale per Fabrizio Corona . L'idea che verrà ricercato e inchiappettato da più di uno Statomi è deliziosa. Non ci sono solo brutte notizie oggi.

venerdì 7 settembre 2012

Imbarazzo a palate

Ho scritto, quasi un anno fa, delle peripezie che stanno subendo (giustamente, a mio parere) i famigerati lucchetti di Ponte Milvio, per essere eliminati (o almeno trasferiti) dal suddetto Ponte, dato che a parere di molti ne rovinano l'aspetto. A Settembre sembra che questo trasloco stia volgendo al termine finalmente, dato che il giorno 10 partirà la rimozione. Sembra quindi che ce ne siamo definitvamente liberati e che Ponte Milvio non verrà più ricordato unicamente per essere un ponte intralciato da centinaia di lucchetti inutili che ne ostruiscono parte del passaggio. Però la saga mocciana non finisce qui. Essendo ancora considerato una pietra miliare della letteratura italiana di dubbio gusto questi manufatti non verrano fusi per ricavarne forse qualcosa di più utile. No. Verranno portati al museo etnografico dell'Eur perchè in uno spazio dedicato a questo fenomeno. Certo, io essendo rispettoso della storia non amo l'idea che un evento venga "censurato" del tutto con una moderna "Damnatio memoriae", tuttavia ritengo l'amore per i libri di Moccia una "pagina piuttosto imbarazzante della storia contemporanea...
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mercoledì 1 agosto 2012

Ritorno di fiamma

L'euforia non è sempre un'ottima cosa. Quando è troppa può portare ad essere troppo sicuri di sè stessi, in modo tale da disinibire i soggetti a tal punto che si sentono giustificati a dire qualsiasi fregnaccia passi loro per la testa. Tale entusiasmo ha causato ciò nel caso di Alemanno, gaio e tronfio nel presentare i nuovi restauri del Colosseo si è lasciato andare alla nostalgia attribuendo a Mussolini dei restauri del biennio '38-'39 inventati sul posto dicendo che era da allora che non si pensava ad una restaurazione così ampia del monumento suddetto. L'affermazione non è passata per niente inosservata dato che Rossella Rea, la risentita direttrice del Colosseo in un'intervista ha definito sbagliata e pretestuosa la frase incriminata e ha anche detto che Mussolini non è stato così prezioso per l'urbanistica della zona dato che ha "neutralizzato" la Collina Velia. È in situazioni come queste che Alemanno ci ricorda gioiosamente il suo passato da militante di Forza Nuova, e che lo si vedrebbe più facilmente in possesso di una Molotov piuttosto che di un'intera città...
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domenica 25 marzo 2012

Uno in meno

È brutto rompere il silenzio del blog con una notizia cattiva. Se aggiungiamo che si tratta di un lutto le cose non migliorano affatto. Antonio Tabucchi, classe 1943, è morto di cancro a Lisbona. Con la sua morte si può dire che l'Italia ha perso un'altra di quelle sempre meno numerose persone degne di questo nome che non solo hanno portato qualche cosa di buono al Belpaese con le proprie opere, ma hanno anche esportato queste ultime in tutto il globo,o almeno in una buona parte di esso, contribuendo alla cultura. A contraddistinguere Tabucchi era un amore viscerale per il Portogallo, per la sua cultura e per i suoi autori (in particolare Fernando Pessoa) elementi che lo hanno spinto a considerare il suolo portoghese, e in particolare l'amata città di Lisbona una seconda patria. I suoi libri, tradotti persino in Giappone, rimarranno la sua eredità alla letteratura, sia per quanto riguarda quella italiana che quella internazionale.
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giovedì 15 dicembre 2011

Scusa ma ti chiamo stronzo. Atto Secondo

Continua la battaglia per ripulire l'Italia o almeno qualche luogo dalla immondizia made in Federico Moccia, nonostante ci sia stato qualcuno ad opporsi a questo: oltre al Sindaco di Roma e allo squallido scrittore di romanzetti rosa per ragazzine in calore si è unito anche Luca Zaia, che ha espresso il suo supporto dicendo che anche i lucchetti mocciani fanno parte della storia! Alemanno però ha ceduto e ha dovuto spostare l'inutile fardello costituito da una montagna di Lucchetti (probabilmente arrugginiti) in una terrazza sull'argine del Tevere, poco distante dal luogo originale, ovvero Ponte Milvio. Alemanno come ho detto nel precedente post ha cercato di temporeggiare dando vagamente il suo appoggio a quel sopravvalutatissimo scrittore che è Moccia e quindi ha cercato di essere meno drastico possibile per quanto riguarda la sorte dell'inutile ammasso di ferraglia, semplicmeente spostandolo di qualche metro. Personalmente avrei cercato di neutralizzarli in modo più utile, che so, fonderli e riciclarli forse? Tuttavia non sono un sindaco dal passato fascista e quindi è normale che la penso diversamente dal buon Giannino per quanto riguarda queste cose in qualche ambito. Inutile dire che quando Moccia ha messo piede sul ponte da lui sfigurato per discutere dell'esito dei lucchetti è stato contestato dalla folla che lo ha accusato (GIUSTAMENTE ) di averlo rovinato parecchio, al punto tale da ostacolare parzialmente il passaggio,appesantire il ponte con tutto quel metallo, e deturparlo.
Mi vorrei soffermare soprattutto sul terzo punto perchè non penso sia un belvedere osservare un ponte dell'epoca romana pieno di sporchi e antiestetici lucchetti dei nostri giorni con qualche scrittina schifosamente smielata di qualche teenager in crisi ormonale. non dimentichiamoci che Ponte Milvio è un opera di valore storico non indifferente dato che è un "pezzo" di Roma risalente al 200 a.c.! Sicuramente non aveva bisogno di essere appesantito e deturpato da un mucchio di ferraglia. Il fenomeno di pulizia dallo schifo mocciano si è comunque esteso oltre i confini dell'Urbe, tanto che anche a Riomaggiore in provincia di Laspezia, dove il vicesindaco si sta impegnando a rimuovere i lucchetti anche sul suo territorio, dato che ritiene tale chincagliera antiestetica e sicuramente non produttiva per il turismo locale. Fa scomipisciare la reazione di Moccia a tutto questo , dato che dichiara «Come mai le monetine che sono comunque un tipo di lega che potrebbe levare decoro alla Fontana di Trevi, vengono lasciate lì e invece i lucchetti, che senza dubbio parlano d’amore vengono tolti?» e dicendo queste cose è tra l'osceno e il ridicolo dato che la tradizione delle monetine lanciate dentro la Fontana di sicuro non sfigura di certo la vista del monumento, anche perchè la Fontana è un caso ben diverso dato che regolarmente la fonta viene ripulita dalle monete, che vengono poi donate alla Caritas, e non penso che si possa fare altrettanto con un lucchetto con scritto roba del genre "Robby + Jesseka Xsmprinsieme". Oltre al fatto che se permetti, caro moccino, il rito della monetina della fontana ha radici ben più elevate delle tue schifezze.





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martedì 13 dicembre 2011

Scusa ma ti chiamo stronzo


I libri di Federico Moccia non hanno rovinato soltanto la letteratura e il cinema italiano ma tali schifezze hanno lasciato un segno profondo anche in luoghi tangibili, in particolare a Roma. Tre Metri sopra il cielo ha lanciato la famosa moda dei lucchetti di Ponte Milvio e il fenomeno non ha certo dimensioni indifferenti. Il Ventesimo Municipio , sotto richiesta dei suoi abitanti ha espresso la volontà di rimuovere tale squallore già nel 2007 quando la proposta è stata respinta da Veltroni (se volevo un altro motivo per odiarlo ora lo ho) perchè tale moda era un nuovo " simbolo dell'amore". Adesso il Municipio è tornato alla carica, ma alla difesa dell'obbrobbrio di metallo ci si mette lo stesso Moccia (che ha lucrato parecchio sui gingilli metallici, dato che tempo fa si era detto che aveva persino investito sui lucchetti), appoggiato da Alemanno, che sta cercando di temporeggiare per la decisione finale, con tanto di sopralluogo sul Ponte . Penso che un evento del genere possa far capire chiaramente che Alemanno non ha a cuore per niente i desideri dei cittadini di Roma, dato che di sicuro la vista di un montarozzo di metallo (spesso arrugginito) non è di certo una bell'immagine per chi passa nei pressi del ponte, oltre ad essere un ostacolo non indifferente!
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sabato 22 ottobre 2011

Un Ritorno con Classe

La seconda edizione del programma Italialand di Maurizio Crozza la attendevo da un mese e passa quindi potete benissimo immaginare cosa ho fatto per una parte della serata di ieri. L'attesa è stata ben spesa, soprattutto per l'inizio vero e proprio della trasmissione in cui Crozza ha parodiato Umby Bossi (O meglio Forrest Bossi, dato che la scenetta era una citazione al film con Tom Hanks) in modo magistrale e creativo. Naturalmente non si è fermato lì facendo oltre ai suoi cavalli di di battaglia ( come le interviste à la Marzullo e Napolitano, che purtroppo ho trovato meno brillante del solito) alcuni pezzi totalmente inediti che sono riusciti a strappare qualche applauso e qualche risata (nella maggior parte dei casi amara). Per chi si è perso la puntata di ieri sera può spulciare sia da youtube che dal sito di La7. Per chi non lo sa la programmazione inizia alle 21e10 il Venerdì su LA7.


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domenica 26 giugno 2011

Non solo un detective


Sono in imbarazzante ritardo, ma mi rifiuto di non spendere qualche riga per ricordare Peter Falk, morto il 23 Giugno all'età di 83 anni. In Italia la sua fama è dovuta per la maggior parte alla storica serie tv "Colombo", tuttavia essa è solo la punta dell'Iceberg. Peter Falk si è anche dato da fare sul Cinema, lavorando a fianco di registi come Alfred Hitchcock e attori del calibro di Katherine Hepburn e Tony Curtis, senza sfigurare minimamente interpretando personaggi ben caratterizzati e simpatici. Curiosamente, nonostante fosse di origini Russo-polacche, l'attore è diventato famoso interprentando personaggi italiani e italoamericani recitando in film come Italiani Brava gente, La Grande corsa e Angeli con la pistola. La morte di Peter Falk è la perdita di un attore unico nel suo genere che con i suoi personaggi ha contribuito non poco alla storia del cinema.
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domenica 17 aprile 2011

La realtà in Boris-Il Film

Ieri, dopo una lunga attesa di 2 settimane dettata da vari impegni miei e della mia comitiva, sono riuscito a vedere Boris-Il Film, e l'atesa è stata secondo me ripagata abbondantemente. Non voglio soffermarmi sulla recensione dato che probabilmente sul web ne sono state pubblicate molte e da siti più "prestigiosi" del mio. Dirò solo che mi è piaciuto, data l'aggiunta di una storia divertente focalizzata sul regista Renè Ferretti ma anche ricca di spunti di riflessione e naturalmente per il ritorno della maggior parte del Cast dell'omonima serie TV, come Martellone , Lopez, e il simpatico team che interpreta la troupe della Fiction. Finita in modo sinteticissimo la "vera" recensione passiamo ad altro, ovvero ad una riflessione sul film. Tra le tante risate che mi sono fatto con gli amici ho avuto anche modo di rendermi conto che queste erano per la maggior parte amare. Erano tali per un semplice motivo. La situazione del Cinema italico che viene ritratta in Boris è, si volutamente esagerata con cinepanettoni sopravvalutati in modo imbarazzante, attrici-cagne, sceneggiatori inetti e comici volgari, ma se si riflette per bene ci si accorge della triste verità: il cinema italiano oggi non è tanto dissimile! L'ipocrisia dei "piani alti" del mondo dello spettacolo , i compromessi del regista Ferretti tra qualità e pragmatismo e le moltissime e opportunistiche imposizioni da parte della produzione sono all'ordine del giorno per gli artisti del Cinema quanto per quelli della TV, l'amore del pubblico verso una comicità volgare e demenziale è terribilmente veritiera, basti pensare ai megaincassi immeritati dei vari Natale a Fanculo che inesorabilmente invadono le sale dei nostri cinema ogni anno.
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martedì 30 novembre 2010

Una sera orrendamente rovinata


Ieri sera alle ore 21 circa Mario Monicelli si è tolto la vita, buttandosi dalla finestra della stanza d'ospedale dove era ricoverato a Roma da qualche giorno. So di non essere il primo a documentare questa notizia, ma mi sembrava da vile lasciare che questo blog non desse un tributo decente ad uno dei registi che hanno dato il contributo più elevato alla qualità del nostro cinema. Con Mario si stringe ulteriormente il numero di grandi registi viventi del Belpaese. Ma ancora prima di tutto ciò si spegne una vita degna di questo nome.

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Nota poscritta: Ho letto ora che è morto anche Irvin Kershner, regista di Robocop 2 e Star Wars: L'Impero colpisce ancora. Per il Cinema questi ultimi due giorni sono stati un supplizio. Non ho più parole per descrivere tutto questo.

martedì 16 novembre 2010

Lettera di un'italiana stanca.

Cari Lettori, cari italiani,
sono una semplice cittadina come voi e come tale non posso più restare immobile, subendo giorno dopo giorno, attacchi sempre più pesanti alla mia dignità nonché al mio - ormai superato - orgoglio di essere italiana.
Vi chiedo di riflettere molto profondamente su quello che sta accadendo al nostro Paese. Non possiamo più permettere che questa "povera" Italia venga vessata, torturata, continuamente ferita nel suo amor proprio e nella sua anima, dove per anima si intenda il territorio idrogeologicamente distrutto. Anni e anni di edificazioni incontrollate, disboscamenti, inquinamenti di falde acquifere, terreni.
Mi appello a tutte quelle persone che, come me, hanno realmente a cuore le sorti del nostro Paese. Proseguendo di questo passo non avremo più scampo. Ci ritroveremo con dei figli a cui non lasciare altro che macerie.
Politicamente poi e soprattutto – ed è li che volevo arrivare – siamo governati, anzi non-governati, da una persona ormai chiaramente disturbata mentalmente, al quale i molti accoliti vanno dietro come pecore intimorite, e bada bene, intimorite non smarrite. Pecore con la presunzione di sentirsi lupi. Ma a differenza dei lupi che hanno una struttura sociale molto organizzata e con “valori” che superano di gran lunga quelli del nostro governo, sono come lupi solitari che se isolati dal branco assalgono per non essere assaliti.
L’etica morale, la correttezza, il buon esempio sono dei termini che ormai stanno scomparendo anche dal vocabolario più aggiornato.
Come fate a non sentire rabbia, delusione e voglia di dire basta! Voglio tornare a sentirmi fiera di essere italiana e non vergognarmi continuamente per gli scempi reiterati.
Voglio un Presidente del Consiglio che pensi realmente a rimettere in piedi questo Paese!
Basta con la Domus di Pompei, basta con i 250MLN di euro dati alla scuola parificata mentre le statali ormai sono alla bocca dell’ossigeno, basta con gli esempi di veline-ministre, basta con il sud abbandonato a se stesso e soprattutto basta con la disunità d’Italia!
Vi prego con il cuore in mano di riflettere attentamente e di scegliere percorsi diversi perché, ricordiamolo bene, dipende soprattutto da noi cambiare questo stato di cose.


Grazie per l’attenzione.


Angela

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sabato 23 ottobre 2010

La nobiltà della sconfitta




L'esercizio che abbiamo imparato nei primi giorni di scuola elementare era il disegno. Non ricordo esattamente come disegnavo, ma di una cosa ero certo. Se sbagliavo il disegno prendevo la gomma, cancellavo l'errore e riprendevo a disegnare.

Poi, il disegno è diventato solo un modo per raccontare con le immagini quello che con le parole dovevamo scrivere. Di solito si trattava di poesie o filastrocche. E se si sbagliava con le parole? Qualche linea tipo scarabocchio sulla lettera sbagliata e poi si continuava a scrivere.

Man mano che passavano gli anni mi rendevo sempre più conto che sbagliare poteva capitare, ma che meno errori avessi fatto, migliore sarebbe stato il voto da portar a casa.
Chi non ricorda i temi di italiano, scritti prima in brutta copia e poi riscritti in bella, sul foglio da consegnare alla professoressa o al professore?

Ci hanno insegnato che diventare grandi è sinonimo di esperienza e se questa significa commettere meno errori possibili allora si è tanto più grandi.
Non è una legge matematica, ma chi più sbaglia, più impara la lezione e meno volte ricadrà nell'errore già commesso.

Talvolta da grandi crediamo che anche ciò che sia sbagliato, possa - con un minimo di autoconvincimento - ridiventare giusto. Il paragone potrebbe essere simile: debelliamo l'idea di noi stessi come vinti e ci ergiamo a vincitori.
Quella gomma che utilizzavamo per cancellare il contorno un po' goffo di un viso, l'abbiamo rimessa nell'astuccio del nostro ricrederci. Siamo grandi e non abbiamo bisogno di riscrivere, ma di continuare a scrivere.

In particolare noi italiani possediamo l'arte del credere in qualcosa di giusto sapendo che è del tutto sbagliato. L'arte del riprendere dagli armadi pieni di polvere, personaggi macchiati di sangue e dire che è solo una macchia di sugo. L'arte del trasformare il vecchio in nuovo e il nuovo in obsoleto.
Se volgiamo lo sguardo all'Italia non c'è spazio pubblico o privato che non veda visi già visti una ventina di anni fa'. Ma che dico! Anche trent'anni fa'!
Sarebbe bello vedere che questi visi siano di una purezza e di un candore da far invidia anche al più giovane e arrembante Stato del mondo. Peccato che di purezza e di candore non ne vediamo nemmeno uno strascico da più di trent'anni. Vediamo giornalisti che con il solo cambio del marchio di fabbrica ridiventano "ottimi giornalisti" dopo che erano caduti nell'oblio più scuro sotto la tv di regime del nano.
Vediamo politici che avanzavano dichiarazioni di stima e di riconoscenza verso il più grande dittatore sanguinario italiano e che da un mattino all'altro, solo per aver avanzato battaglia dura contro il nano sono innalzati al più alto gradino del governo di questo Paese.
Imprenditori che per essersi fregiati dei nomi di fabbrica più maestosi al mondo, sono i possibili futuri candidati alle prossime elezioni politiche, senza vedere che il conflitto di interessi in capo a questi, rimane il nodo più grande di questo Paese, più grande anche delle imprese che gestiscono.

Non è il trionfo del fallimento. Per il bene di questo Paese bisogna dichiarare che trent'anni di storia sono da riscrivere e che continuare a scrivere aumenta l'agonia di chi legge il racconto, impoverisce il racconto stesso di dettagli e colpi di scena che possono far vincere allo scrittore il premio di storia più originale e riuscita.

Negli Stati Uniti il numero delle donne in finanza, economia e politica, è salito dallo scoppio della crisi del credito. Stanno ripulendo il caos creato dai colleghi maschi durante gli ultimi vent'anni.
Ammettere di aver sbagliato costruisce quello che alla fine saremo. Una società senza cambiamenti vive di favole, senza potersi immaginare realmente.


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martedì 19 ottobre 2010

La Rai colpisce ancora

Devo ammettere che sono caduto dalle nuvole leggendo la notizia della possibile eliminazione di Vieni Via Con Me, programma tenuto da Roberto Saviano e Fabio Fazio. Principalmente perchè non ne avevo mai letto niente a riguardo e non sapevo nulla di questo progetto.Se non sono l'unico ad essere rimasto sorpreso da questa notizia ragguaglio anche voi lettori: Vieni Via Con Me è un programma di approfondimento che, dovrebbe durare (sempre se la tirannica RAI non lo censurerà per il volere diretto o indiretto di Silviozzo) per 4 Lunedì consecutivi, e si parlerà sia di culturte che di varie magagne che coinvolgono l'amatissimo governo berlusconico dal Post-Terremoto in Abruzzo all'irrisolta questione della monnezza. Il tutto supportato egregiamente da altri volti noti della TV primo fra tutti Roberto Benigni seguito a ruota da due "leali compagni" di Fabio Fazio che lo hanno accompagnato già con "che tempo che fa", ovvero Paolo Rossi e Antonio Albanese.
Siamo quindi all'ennesima violenza nei confronti dell'informazione oppure si riuscirà almeno questa volta ad evitare il silenzio?

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lunedì 27 settembre 2010

Plagio di cattiva qualità


Non conosco i gusti di Bossi. E non voglio conoscere molti dettagli della sua stupida persona. Non posso sapere quindi se durante la sua esistenza (dalla dubbia utilità) abbia mai avuto qualche momento in cui ha potuto leggere una pagina di qualcosa che non sia del quotidiano La Padania. Fatto sta che per fare una battuta ha citato (secondo me involontariamente conoscendo le funzioni del cervello di Umbertuccio sia prima che dopo avere preso l'ictus) la battuta ricorrente di Obelix (e se qualche lettore non conosce la mitica saga di fumetti Asterix e Obelix sappiate che la mia stima verso voi calerà inevitabilmente) "Sono Pazzi Questi Romani" sostituendo "pazzi" con "porci". La mia opinione verso l'Umbertino non cambia poi tanto. Lo consideravo un incompetente ignorante rozzo idiota mezz'ora fa e lo considero un incompetente ignorante rozzo idiota anche in questo momento, con la semplice aggiunta che ha pure uno scarsissimo sense of humour e per giunta si mette pure a copiare MALE Uderzo e Goscinny, che avevano storpiato con molta più classe Senatus Populusque Romanus. Per fortuna Roma non è popolata solo da idioti e qualcuno ha giustamente ribatutto al senatùr dei miei coglioni, Renato Zero (cantante di cui non ho particolare gli ha detto di guardarsi allo specchio invece di fare queste ridicole uscite e persino all'interno dello schieramento di Destra si è pure incazzato Alemanno che a conti fatto ha detto giustamente che il Celodurista per eccellenza deve abbassare la cresta anche perchè a mio parere non è più tanto durista.

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lunedì 20 settembre 2010

Il cancro si espande anche in Svezia


Nell'Estate del 2006 ho avuto la fortuna di visitare Stoccolma per qualche giorno, oltre che una località svedese vicina ad un lago dal nome impronunciabile che sinceramente non riesco a ricordare. A Stoccolma ho trovato un atmosfera quasi idilliaca, in cui a parte i prezzi abbastanza alti (ma è una cosa normale, per non dire anche perdonabile per una società prospera come quella svedese) si stava a dir poco stupendamente, la gente era ospitale, le strade erano ben tenute e cosa curiosa che ho notato era pieno zeppo di gente che passeggiava dotata di passeggino con relativo pargolo e, datemi dell'illuso ma tanti bambini può significare probabilmente che la gente tanta sicurezza a livello economico (può significare anche un'incapacità nel prevenire gravidanze indesiderate, ma io sono più ottimista!). E specialmente a rendere ulteriormente interessante la città era l'enorme quantità di stranieri di ogni etnia che ci vivevano e ci lavoravano. Un melting pot che fa concorrenza agli U.S.A., insomma. Ma qualcosa deve essere cambiato necessariamente negli ultimi 4 anni, oppure è semplicemente aumentata in Svezia la percentuale di elettori cretini. Dico così non solo perchè ha vinto il centrodestra (ma questa è una cosa opinabile, magari da loro il centrodestra è meno indecente) ma perchè come in Italia c'è stato un boom per quanto riguarda le adesioni ad un partito di ideologia xenofoba. Ebbene si, il razzismo ora non piace solo all'Italia ma anche nei paesi civilizzati, tanto che è riuscito a mettere le sue radici anche nel parlamento svedese. A quanto pare la nascita di questo cambiamento di rotta è dovuta ad un incremento notevole della disoccupazione, tanto che moltissimi di questi disoccupati (allo stesso modo dei leghisti) incolpano gli stranieri della carenza di lavoro. Una storia che si ripete insomma, spero solo che questo periodo nero sia più breve del remake del ventennio fascista che stiamo subendo noi in Italia.

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martedì 31 agosto 2010

Viaggi mentali, ma anche no


La mia mente bacata ha coniato la seguente massima: "Capisci di star facendo un buon viaggio quando ti senti come a casa, ma non troppo". In caso di fraintendimenti, parafraso. Un individuo quando lascia la sua tana per una vacanza ha bisogno di un certo fattore che è l'esoticità(sperando di non essere accoltellato da qualche cruscante per questo barbaro neologismo) del luogo in cui si è giunti. Per me tale variabile in un luogo non deve essere elevatissima, non sono un fricchettone new age che ha bisogno di andare in qualche paesino montanaro sperduto nell'Asia continentale con più pecore che persone per sentirsi bene, ma non deve nemmeno essere una località dove vanno cani e porci come Rimini, Sharm el Sheik o Londra(si, anche Londra è una di quelle mete che è diventata così commerciale che ora mi attrae molto meno di quanto dovrebbe) perchè sono luoghi così affollati e simili al posto da dove vengo che non mi sembra nemmeno di essere partito da Roma. Per Istambul però non è stato affatto così. il fattore esotico era equilibrato, dato che mondo asiatico ed europeo convivono in tale città (non a caso la città geograficamente è divisa tra una parte asiatica e una europea) dato che edifici moderni e più antichi si possono trovare facilmente nella città, a volte vicinissimi tra loro, il tutto a volte accompagnato dal pittoresco sottofondo delle preghiere giornaliere recitate (in arabo, lingua che purtroppo non è conosciuta da tutti in Turchia) sui minareti dai muezzin più di una volta nel corso della giornata. Va anche detto che il periodo in cui sono stato a "Costantinopoli" (se la chiamate così davanti ad un turco rischiate seriamente) coincide con una parte del periodo del Ramadam e quindi tale fervore religioso forse capita solo in tale lasso di tempo. Le strade di mattina (a parte i turisti abbastanza numerosi) erano relativamente poco affollate cosa che invece non succedeva la sera, in cui molti turchi si accampavano nei parchi vicini alle moschee per picnic vari in attesa di poter mangiare dopo l'ultima preghiera dei muezzin. I monumenti sono molto interessanti e (a parte naturalmente la maggior parte delle costruzioni fatte dagli odiati dominatori bizantini di cui rimangono solo rovine) ben conservati. Inoltre i musei (anche se alcune ale erano in restauro) sono gestiti bene con opere molto interessanti, in particolare il museo archeologico ha tra i reperti il sarcofago di Alessandro Magno. La cucina, manco a dirlo è varia e deliziosa sia nel salato con le Pide (pizze turche) e il Kebab; sia nel dolce, se citiamo dolciumi di moltissimi tipi tra cui budini al riso squisiti e Baklava. Quello che viene fuori dal mio viaggio in Turchia che noi in Italia abbiamo molto da imparare riguardo al turismo e sicuramente azioni come abolire il palio di Siena non lo aiutano.

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martedì 29 giugno 2010

110° Anniversario della nascita di Antonie de Saint-Extupéry

“Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano”

Parole del libro più bello che sia stato mai scritto a mio avviso, "Il Piccolo Principe", elaborato da un autore degno di essere ricordato oggi nel suo 110° della sua nascita, ovvero Antonie de Saint-Extupéry nato il 29 luglio del 1900.Vi riporto alcuni pensieri e poche righe che restano impresse nel cuore e nella mente.

Il fascino di questo racconto sta nella sua disarmante semplicità. Ci insegna tante cose che abbiamo dimenticato crescendo. Perciò esso non può essere considerato solo un libro per bambini; ha molto da dire anche ai grandi. L’autore, in maniera originale e magica, descrive il mondo degli adulti attraverso gli occhi innocenti di un bambino evidenziandone i comportamenti irragionevoli e talvolta inutili. Il piccolo principe vive su un pianeta talmente piccolo che può ammirare gli adorati tramonti ogni volta che vuole semplicemente spostando la sedia. Sua unica compagnia una rosa il cui seme è arrivato lì chissà da dove. A dire la verità si tratta di una rosa un po’ capricciosa e ingrata che esaspera talmente il piccolo principe da farlo scappar via, approfittando della migrazione di alcune rondini. Il suo è un viaggio lungo e tortuoso durante il quale incontra personaggi bizzarri che gli mostrano un mondo fino a quel momento sconosciuto. C’è chi conta e riconta le stelle sostenendo di possederle come un capitale; chi si crede di regnare sull’universo intero quando non c’è nessuno a sapere della sua esistenza; chi è ligio al suo dovere al limite del paradosso; chi è vanitoso e vive nell’attesa di qualcuno che lo ammiri. Ogni personaggio rispecchia un aspetto diverso della vita degli adulti. Giunge infine sulla Terra che è il più grande tra i pianeti visitati e di gran lunga il più interessante. Incontra una volpe che, nonostante sia diffidente con gli uomini, di fronte all’ingenuità del protagonista, vorrebbe farsi “addomesticare” per essere l’unica al mondo e non uguale a centomila.. Addomesticare è una cosa dimenticata da molto tempo ormai e vuol dire “creare legami”. Queste alcune delle parole della volpe:

“Non si conoscono che le cose che si addomesticano. Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici”

Incontra un giardino fiorito di rose che inizialmente lo rende infelice e lo fa piangere.
Il suo fiore gli aveva raccontato che era il solo della sua specie in tutto l’universo. Ed ecco che ce n’erano cinquemila, tutte simili, in un solo giardino.
Ma poi ne comprende l’unicità grazie agli insegnamenti della volpe stessa:

“Voi siete belle, ma siete vuote. Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho annaffiata. Perché è lei che ho messo sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa.”

A volte dobbiamo allontanarci da chi amiamo per capirne l’importanza e il valore; e a volte abbiamo bisogno di un amico che ci insegni e che ci guidi in situazione difficili da comprendere.
Infine incontra chi narra questa storia, l’aviatore dispersosi nel Sahara, che, impegnato nella riparazione del suo aereo, non si accorge immediatamente di quanto prezioso sia quel bimbo strano.
Ma presto tra di loro nasce una stretta amicizia che li arricchirà solo come le vere amicizie sanno fare e che li terrà sempre vicini nonostante le distanze geografiche.
Ma la frase che è l’emblema di questo racconto è senza dubbio questa:

“Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”

Un libro senza tempo e senza età per tutti coloro che amano creare legami, credono nell’amicizia e nei rapporti semplici e veri. Un libro per i ragazzi. Un libro per gli adulti affinché non dimentichino mai di essere stati bambini.

venerdì 18 giugno 2010

Morto il premio Nobel alla Letteratura del 1998 Josè Saramago

Penso che oltre al titolo ci sia ben poco da dire. Spero solamente che la TV italiana attuale, nonostante sia famosa per disprezzare qualsiasi cosa abbia un minimo spessore culturale, abbia dedicato qualche secondo alla morte di un personaggio significativo per la letteratura e la cultura europea se non addirittura per quella mondiale. Allego in questo link la biografia, presa, lo ammetto, da Wikipedia.
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