"Colui che è abbastanza paziente e valoroso da scrutare l'oscurità per tutta la vita, sarà il primo a scorgere in essa la luce." Metro 2033
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giovedì 18 aprile 2013
L'assassino non è il maggiordomo, è il segretario!
Immaginate la parodia di omicidio da romanzo giallo da due soldi. Perde la vita il riccone di turno con un coltello ficcato dritto nella schiena. Il tizio all'apparenza è amato da tutti, che lo ritengono una bravissima persona che non si meritava una fine così ingiuriose e cose così. Sorge la domanda: chi ha usato l'arma del delitto? E qui a ruota con le ipotesi. È stata la cameriera/ il maggiordomo/ il cuoco/ la sguattera/il fattorino delle pizze! Dice qualcuno. Come al solito il primo a rimetterci è il poveraccio di turno no? Quello che secondo i malfidati invidia la grana al riccone e tante altre belle cose. L'investigatore, mica un idiota qualunque per fortuna, dà il giusto peso a queste accuse e preferisce continuare a indagare, e lì sorgono le prime vere magagne, roba del tipo che il riccone penetrava ogni orifizio libero della casa, il figlio primogenito è un fallito con l'hobby dell'alcol, la figlia è sempre strafatta come un cammello e la moglie è una vacca non da poco. E quindi la situazione diventa sempre più complicata, tanto complicata che nessuno si è accorto che il detective è arrivato meno di un secondo dopo che la famiglia del defunto ha cambiato la polizia, ha indossato l'anello del riccone, ha nascosto in tasca un mazzetto di banconote non misteriosamente insanguinate e già sapeva che la vittima era stata accoltellata alla schiena senza che gli avevan detto nulla. Ecco, più o meno come sono andate le cose oggi con la faccenduola delle elezioni del presidente della Repubblica con Bersie che(non credo per tornaconto personale come nel caso del detective ma perché si è disperato all'ultimo) dopo 50 giorni di coerente lotta ha fatto il servizietto ad Alfano e al Silvione, mandando in vacca tutte le speranze di parte del PD, che era stato attirato più dalla sindrome da primadonna di Grillo, che dalla serpe in seno chaimata Pierluigi Bersani.
domenica 25 novembre 2012
Primarie di importanza secondaria
Di certo oggi non sono andato a votare con entusiasmo. L'idea di fare la fila è già abbastanza noiosa in sé, se poi si tratta di un partito che non ti ispira grande fiducia la si sopporta ancor meno. Aggiungiamo anche un altro fattore, ovvero l'organizzazione imbarazzante e possiamo anche dire che ho dovuto raccogliere i miei testicoli, ruzzolati a terra in più di un'occasione. per rendere le cose più creative si è deciso di improvvisare un modo per schedare gli elettori del Centro Sinistra, cosa che quindi richiedeva al povero elettore di iscriversi. Questa simpatica decisione ha quindi confuso la gente che veniva a votare, dato che oltre alla fila per votare sono state aggiunte sia la fila per gli elettori già iscritti, sia a quelli che dovevano ancora registrarsi. Il mio voto l'ho dato a Renzi, più che altro perchè mi fa incazzare il fatto che le cariatidi del PD, per cercare di non farsi rottamare dal caro Renzi, in alcune situazioni si siano focalizzate più sullo spalare merda su di lui piuttosto che su PdL e Lega.
giovedì 22 novembre 2012
Scusate il ritardo
Chiedo scusa per la prolungata assenza, nell'ultimo periodo mi sono concentrato nel giocare al videogame di Walking Dead. Non ho commentato molto le notizie di politica di questi giorni anche perchè vedevo negli zombies del gioco delle persone molto più carismatiche di Bersani e molti altri membri del Partito Democratico e un programma politico di gran lunga meglio definito.
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Cinque membri del "Popolo della Libertà" lasciano il partito per fondare il Movimento "Italia Libera". Notare la disarmante originalità del nome deciso. Una gran figata
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Rilasciato Spinelli il commercialista di Berlusconi incaricato del pagamento delle varie troiette del giro Ruby. Secondo le indiscrezioni il riscatto per il rilascio non è stato effettivamente pagato. Ho come la sensazione che la liberazione è avvenuta gratis perché il Silvietto ha promesso poltrone ai rapitori in caso di un'eventuale vittoria. Non ridete? Tranquilli, è normale, non riesco a riderci nemmeno io!
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Presto vi saranno le primarie del PD. Come situazione mi ricorda vagamente la puntata di South Park in cui si doveva scegliere come mascotte della scuola elementare tra un panino alla merda e una peretta gigante.
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Cinque membri del "Popolo della Libertà" lasciano il partito per fondare il Movimento "Italia Libera". Notare la disarmante originalità del nome deciso. Una gran figata
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Rilasciato Spinelli il commercialista di Berlusconi incaricato del pagamento delle varie troiette del giro Ruby. Secondo le indiscrezioni il riscatto per il rilascio non è stato effettivamente pagato. Ho come la sensazione che la liberazione è avvenuta gratis perché il Silvietto ha promesso poltrone ai rapitori in caso di un'eventuale vittoria. Non ridete? Tranquilli, è normale, non riesco a riderci nemmeno io!
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Presto vi saranno le primarie del PD. Come situazione mi ricorda vagamente la puntata di South Park in cui si doveva scegliere come mascotte della scuola elementare tra un panino alla merda e una peretta gigante.
martedì 28 agosto 2012
Indiana Bersie e la scoperta dell'acqua calda
Viviamo in un periodo in cui i politici difficilmente riescono a capire qualcosa di ovvio a tal punto di essere cristallino. E siamo così assuefatti a questa situazione che quando questa rarità avviene ci viene quasi da gridare al miracolo. Soprattutto se questo avviene nella mente di un politico che non dice quasi mai nulla di concreto e schierato (se non col Governo, che sia Montiano o Berlusconico). Dall'immagine scelta e da questi indizi apena scritti penso si capisca che mi riferisco a Pierluigi Bersani. L'ovvietà in questione è la seguente: Casini non è di una forza di centro sinistra. Non è uno scherzo, Bersani ha fatto la deduzione del secolo. Chi poteva comprendere una cosa così misteriosa, così tanto incomprensibile? Forse Pierluigi si è accorto finalmente che Casini in molte occasioni ha fatto il gioco di Berlusconi e che abbandonava quest'ultimo ogni tanto alla ricerca di altri benefattori bisognosi di elettori che potessero portare l'UDC in una squadra di governo, al modico prezzo di qualche leccata di piedi (o di altro)... Fatto sta che Bersani ha finalmente capito che dell'UDC ti puoi fidare solo se hai un deboleper le pugnalate alle spalle e ha espresso la sua opinione di allearsi con Vendola. E nonostante io non sono un grande fan di Vendola non posso che preferirlo anche io agli "Udiccini"...
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lunedì 14 febbraio 2011
Professione di giornalista: you are doing it wrong
La vignetta di Vauro che ho pubblicato come immagine dell'articolo è abbastanza recente risale infatti al 3 Febbraio 2011, tuttavia oggi si è rivelata in parte profetica, dato che, in risposta alle leggendarie (ma forse neanche troppo improbabili) foto di Silvio senza veli che ancora non si trovano, il Giornale sallustino ha pubblicato una foto del 1979 (?!) in cui Nichi Vendola in spiaggia dove, effettivamente, è nudo. Però accostare le foto in questo modo ha lo stesso effetto di paragonare la società Egizia e quella Azteca solo perchè entrambi costruivano piramidi. E dico anche il motivo: le foto di Berlusconi sono state fatte quando quest'ultimo al tempo dello scatto (e purtroppo anche adesso) ricopriva la carica di primo ministro di uno stato, mentre il povero Nichi nel 1979 non ricopriva alcun incarico. In poche parole abbiamo davanti l'ennesima mancanza di professionalità da parte del giornale che non sa nemmeno fare 2+2 per comprendere una cosa tanto ovvia da sembrare quasi ridicolo.Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
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venerdì 17 dicembre 2010
Vaccate prenatalizie
Berlusconi indagato per ricettazione e concorso in rivelazione di segreto d'ufficio, ma l'Unipol vorrebbe archiviare le accuse. Come se vincere la fiducia non fosse già abbastanza come regalo di Natale.
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Il Papa afferma che attualmente "i Cristiani sono attualmente il gruppo religioso che soffre il maggior numero di persecuzioni per la propria fede" . Giusto, le crociate fatte nel medioevo e i roghi alle streghe erano puri atti d'amore.
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Secondo una ricerca di un istituto svedese, il Karolinska, il sonno rende attraenti. Mi sembra improbabile. Se fosse davero così i parlamentari italiani sarebbero tutti dei gran gnocconi, ma non mi sembra di avere dei Brad Pitt a Montecitorio.
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Di Pietro propone un "matrimonio" con Vendola e Bersani. Il PD rimane fedele alla sua linea politica, ovvero rimane passivo: respinge le avances, almeno per ora, prima di accettare vuole essere sicuro che il Partito PERDA di nuovo in modo tale da preservare la sua identità politica.
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Il Papa afferma che attualmente "i Cristiani sono attualmente il gruppo religioso che soffre il maggior numero di persecuzioni per la propria fede" . Giusto, le crociate fatte nel medioevo e i roghi alle streghe erano puri atti d'amore.
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Secondo una ricerca di un istituto svedese, il Karolinska, il sonno rende attraenti. Mi sembra improbabile. Se fosse davero così i parlamentari italiani sarebbero tutti dei gran gnocconi, ma non mi sembra di avere dei Brad Pitt a Montecitorio.
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Di Pietro propone un "matrimonio" con Vendola e Bersani. Il PD rimane fedele alla sua linea politica, ovvero rimane passivo: respinge le avances, almeno per ora, prima di accettare vuole essere sicuro che il Partito PERDA di nuovo in modo tale da preservare la sua identità politica.
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lunedì 8 novembre 2010
Quando la fortuna ha un sapore amaro
Certe notizie sono armi a doppio taglio. Di quelle che quando ne vieni a conoscenza esulti e nella tua testa ci sono i fuochi d'artificio, ma passato il primo minuto di gaudio iniziano le più tetre riflessioni e ci si rende conto che la notizia apparente buona nasconde un lato di buie prospettive. La "buona novella" in questione è l'ennesima presa di posizione di Fini nei confronti dell'Arcoriano. Finuzzo ha chiesto a gran voce le dimissioni di Silvio in cambio del sostegno del suo neonato partito ad un un futuro governo di centrodestra. Inutile dire che Silvio non l'ha presa bene e dichiara guerra (di nuovo) a Fini. È innegabile che i finiani rappresentino una discreta fetta del consenso del governo di Centrodestra attuale, sicuramente pesa ben più dei minipartitini vassalli come l'Udeur e per fortuna pesa più di Lega Nord. Perciò non si può certo dire che senza una parte considerevole di sostenitori Berlusconi e Company possano vacillare. Dopo tale entusiasmo iniziale ci si rende conto della fregatura. È davvero un fatto positivo che il modo in cui Berlusconi rischi la caduta sia proprio questo? Perchè sta andando così? Semplice. Il governo si sta erodendo dall'interno perchè non è invincibile. E tale apparente forza non era certo data da un governo in preda a scandali finanziari giudiziari e anche solo etici, ma dal fatto che l'opposizione era così debole che non ha saputo infierire al monento giusto, non riuscendo a guadagnare prezosi sostenitori Questo perchè? Per cose che ho detto moltissime volte in questo blog: Bersani e la sua passività, dissidi interni, troppo snobbismo da parte di quasi tuttti, Bersani, D'Alema, vendola e tanti altri, mancanza di una costante sinergia da parte dei vari partiti che in teoria dovevano opporsi a scelte di un governo che indebolisce lo Stato italico. Quindi ora rischiam che, si Berlusconi se ne va, ma chi può dire che Fini sia un possibile salvatore dell'Italia? Parliamo di una persona che è partita dall'MSI...
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sabato 6 novembre 2010
Una reazione a catena di Epic Fail
Già ho parlato, in un precedente articolo della mia stima per Matteo Renzi, membro giovane e di spicco del Partito Democratico. Tale stima però non è provata da qualcun altro, il cui sostegno vale meno, ahimè di quello dato da un blogger comeil sottoscritto. Naturalmente a non averlo tra i migliori amici su Facebook sono i "vecchi" del PD tra cui il vecchio per eccellenza, zio Bersy. Il sindaco di Firenze ha indetto la convention a Firenze "Prossima fermata:Italia", creata per parlare di come rendere migliore il PD e naturalmente anche della situazione italica. Naturalmente Bersani, la Finocchiaro e gli altri membri della casa di risposo del PD sono troppo offesi dalle GIUSTE accuse del giovane fiorentino e quindi si sono rifiutati di partecipare. Come se litigare e fare ostruzionismo in modo idiota giovasse al partito. Il brutto è che per Bersani & company l'imbecillità è ormai un vero e proprio marchio di fabbrica. Tutto ciò invece non si riesce a capire quando si vede da altre parti. Sto parlando di Vendola e quasi non ci credo. Bersy ha organizzato una bella manifestazione per un motivo molto raro parlando del Partito Democratico, ovvero contro il governo. E, una volta tanto in cui il Piddì dimostra di non baciare le scarpe di Berlusconi Vendola lo snobba rifiutando di partecipare alla manifestazione. Solo io sono l'unica persona antiberlusconiana che crede che l'opposizione (o pseudopposizione parlando di piddì) debba essere unita dato che per sconfiggere un leader come Berlusconi che ha la propria forza nel numero di beceri sostenitori è necessario avere il maggior numero di sostenitori (magari non beceri) possibile.
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martedì 2 novembre 2010
Trovare le differenze

L'operazione Bunga bunga non è stata autoconclusiva, non si è fermata al dare un'altra scusa a Silvio per svicolare DI NUOVO alle leggi L'affaire Ruby però, seppur grave, in confronto agli altri abomini giudiziari di berlusconica mano risulta quasi una cazzatina fatta per gioco, rispetto a cariche istituzionali regalate o anche solo promesse e non mantenute (vedi D'addario) in cambio qualche discreta marchetta, festini sardi, leggi ad personam e casi di corruzione. In preda ad un notevole caso di facciacomeilculo il premier ha scherzato sull'argomento e ha anche aggiunto che secondo lui è meglio essere appassionati di belle donne che gay. Inutile dire che ci sono state reazioni, alcune dignitose altre ridicole. Cominciamo ad elencarle:
Dal piddì: La battuta in sè è stata considerata disdicevole. Nulla da obiettare, anche se un po' fastidiosamente politically correct, ma il peggio sta quando Bersy parla del nanico premier in generale, ovvero Il premier è al declino e sta trascinando il Paese con sé, come fece "Sansone con i Filistei". Una definizione assolutamente idiota. E spiego perchè. Nonostante io non abbia un laurea specialistica in teologia ebraica ricordo distitamente due cose: Sansone aveva una lunghissima chioma e, cosa più importante, Sansone è un personaggio POSITIVO, quindi il PD con un simile paragone gli ha fatto solo un favore (due se contiamo anche la faccenda dei capelli, cosa che dall'immagine che ho usato nel post sembra bene diversa dalla realtà effettiva)
Dal piddì: La battuta in sè è stata considerata disdicevole. Nulla da obiettare, anche se un po' fastidiosamente politically correct, ma il peggio sta quando Bersy parla del nanico premier in generale, ovvero Il premier è al declino e sta trascinando il Paese con sé, come fece "Sansone con i Filistei". Una definizione assolutamente idiota. E spiego perchè. Nonostante io non abbia un laurea specialistica in teologia ebraica ricordo distitamente due cose: Sansone aveva una lunghissima chioma e, cosa più importante, Sansone è un personaggio POSITIVO, quindi il PD con un simile paragone gli ha fatto solo un favore (due se contiamo anche la faccenda dei capelli, cosa che dall'immagine che ho usato nel post sembra bene diversa dalla realtà effettiva)
Di Pietro invece è stato migliore limitandosi a definire l'offesa una penosa battuta da bettola. Certo, come commento non è molto argomentato ma sicuramente è meno imbecille delle affermazioni di Bersani, alquanto fuori luogo. A regnare però tra queste reazioni è quella di Vendola (che fra l'altro è quello che giustamente si è sentito più tirato in ballo dalla battuta, e penso che i lettori non mi critichino se non specifico la motivazione. Nichi ha detto le cose per come esattamente sono: Berlusconi è (usando le sue parole giustamente al vetriolo detta nella videolettera che ora impazza su Facebook) smodato e patetico invitandolo anche a fare un'uscita dalla scena all'insegna del decoro. Parole forse ingenue, dato che il Nano ormai si è arroccato sulla poltrona di premier e non ne vorrà mai sapere di cedere il posto a qualcuno più degno. Tuttavia Vendola non ha torto, e finalmente ha dimostrato che esiste, nella repubblica dei tagli e degli inciuci qualche politico degno di questo nome.
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sabato 23 ottobre 2010
La nobiltà della sconfitta

L'esercizio che abbiamo imparato nei primi giorni di scuola elementare era il disegno. Non ricordo esattamente come disegnavo, ma di una cosa ero certo. Se sbagliavo il disegno prendevo la gomma, cancellavo l'errore e riprendevo a disegnare.
Poi, il disegno è diventato solo un modo per raccontare con le immagini quello che con le parole dovevamo scrivere. Di solito si trattava di poesie o filastrocche. E se si sbagliava con le parole? Qualche linea tipo scarabocchio sulla lettera sbagliata e poi si continuava a scrivere.
Man mano che passavano gli anni mi rendevo sempre più conto che sbagliare poteva capitare, ma che meno errori avessi fatto, migliore sarebbe stato il voto da portar a casa.
Chi non ricorda i temi di italiano, scritti prima in brutta copia e poi riscritti in bella, sul foglio da consegnare alla professoressa o al professore?
Ci hanno insegnato che diventare grandi è sinonimo di esperienza e se questa significa commettere meno errori possibili allora si è tanto più grandi.
Non è una legge matematica, ma chi più sbaglia, più impara la lezione e meno volte ricadrà nell'errore già commesso.
Talvolta da grandi crediamo che anche ciò che sia sbagliato, possa - con un minimo di autoconvincimento - ridiventare giusto. Il paragone potrebbe essere simile: debelliamo l'idea di noi stessi come vinti e ci ergiamo a vincitori.
Quella gomma che utilizzavamo per cancellare il contorno un po' goffo di un viso, l'abbiamo rimessa nell'astuccio del nostro ricrederci. Siamo grandi e non abbiamo bisogno di riscrivere, ma di continuare a scrivere.
In particolare noi italiani possediamo l'arte del credere in qualcosa di giusto sapendo che è del tutto sbagliato. L'arte del riprendere dagli armadi pieni di polvere, personaggi macchiati di sangue e dire che è solo una macchia di sugo. L'arte del trasformare il vecchio in nuovo e il nuovo in obsoleto.
Se volgiamo lo sguardo all'Italia non c'è spazio pubblico o privato che non veda visi già visti una ventina di anni fa'. Ma che dico! Anche trent'anni fa'!
Sarebbe bello vedere che questi visi siano di una purezza e di un candore da far invidia anche al più giovane e arrembante Stato del mondo. Peccato che di purezza e di candore non ne vediamo nemmeno uno strascico da più di trent'anni. Vediamo giornalisti che con il solo cambio del marchio di fabbrica ridiventano "ottimi giornalisti" dopo che erano caduti nell'oblio più scuro sotto la tv di regime del nano.
Vediamo politici che avanzavano dichiarazioni di stima e di riconoscenza verso il più grande dittatore sanguinario italiano e che da un mattino all'altro, solo per aver avanzato battaglia dura contro il nano sono innalzati al più alto gradino del governo di questo Paese.
Imprenditori che per essersi fregiati dei nomi di fabbrica più maestosi al mondo, sono i possibili futuri candidati alle prossime elezioni politiche, senza vedere che il conflitto di interessi in capo a questi, rimane il nodo più grande di questo Paese, più grande anche delle imprese che gestiscono.
Non è il trionfo del fallimento. Per il bene di questo Paese bisogna dichiarare che trent'anni di storia sono da riscrivere e che continuare a scrivere aumenta l'agonia di chi legge il racconto, impoverisce il racconto stesso di dettagli e colpi di scena che possono far vincere allo scrittore il premio di storia più originale e riuscita.
Negli Stati Uniti il numero delle donne in finanza, economia e politica, è salito dallo scoppio della crisi del credito. Stanno ripulendo il caos creato dai colleghi maschi durante gli ultimi vent'anni.
Ammettere di aver sbagliato costruisce quello che alla fine saremo. Una società senza cambiamenti vive di favole, senza potersi immaginare realmente.
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sabato 28 agosto 2010
Sorprese
Sono tornato a Roma dalla mia vacanza a Istambul (Forse se riesco a sconfiggere la mia accidia posterò in seguito un riassuntino del viaggio) alle 3 del mattino e poche ore dopo, al mio risveglio mi trovo questa succosa doppia notizia. Veltroni(ve lo ricordate, no? Quel tizio col nasone con un espressione perennemente funerea e con un bozzo colossale sotto il labbro) qualche giorno fa ha scritto una letterina al corriere dela sera, dove parla di cose assolutamente vane, ovvero di cosa farebbe se fosse ancora il segretario del Piddì (come se qualcuno glielo avesse esplicitamente). Sono cose vane perchè Walter non può sparare queste inutilità dato che lui stesso con la sua imbarazzante incompetenza è stato la causa delle proprie dimissioni. Ma il pezzo forte arriva dopo man mano che si legge la lettera, in cui definisce inutile una "santa alleanza" contro Berlusconi, condannando anche Di Pietro, che invece non esita ad alleanze pericolosamente gestibili come quella probabile con Fini, che sarà anche un avversario ideologicamente parlando ma va detto che Italia dei Valori non ha tutti i torti dato che Fini ha un etica simile al partito dipietrino per quanto riguarda la magistratura e la giustizia in generale. E qui sono confuso alquanto. La creazione del Partito Deprimente è per definizione una santa alleanza PER DEFINIZIONE perchè include sinistroidi frustrati, cattolici pseudo laicisti, cattolici ferventi (vedi Binetti) e in rari casi (purtroppo è vero) destroidi in crisi d'identità politica. Mi è piaciuto invece l'intervento della Bindi, l'unica persona dotata di attributi (in purissimo senso figurato!), la quale a conti fatti ha zittito il Walterino dicendo che il Piddì ha perso per colpa sua, dei suoi insegnamenti fatti di politica passivissima e una giungla di compromessi. La Bindi, visto che c'era ha anche detto la sua su Vendola definendolo "un politico intempestivo, ma una ricchezza per la Sinistra". Ed è questo quello di cui il Partito ha bisogno, ovvero di gente come la Bindi che parla e si fa sentire su tutto, con trasparenza e sincerità.
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giovedì 27 maggio 2010
Pseudocensura
È evidente che ormai il Giornale soffre di rosicamento acuto per la vittoria di Vendola, e quindi deve utilizzare qualsiasi pretesto pur di parlarne male e screditarne l'operato e la persona, cercando magari di estendere le calunnie verso quel cadavere in decomposizione chiamato Sinistra italiana. Lo dimostra questo articoletto, degno della più gossippara rivista per casalinghe. A quanto pare Vendola in occasione del primo Consiglio regionale del suo nuovo mandato ha impedito ad alcuni giornalisti di seguire direttamente l'evento permettendo loro però di seguirlo da una stanza munita di televisore a circuito chiuso collegato col Consiglio. Una cosa un po' ingarbugliata, è vero, ma a mio parere non necessariamente terribile. Probabilmente la decisione è stata presa per evitare il sovraffollamento all'interno dell'aula interessata, siamo anche d'Estate quindi non mi stupirei che si ricorresse a questo espediente per evitare di soffocare in un luogo chiuso e male areato. Però tutti sappiamo come pensa il Giornale. Appena vede qualcosa che odora anche minimamente di strano fa scoppiare il putiferio. Ed è infatti qui che uno dei quotidiani più amati da Silvio inizia con le accuse: dice infatti che La Sinistra è ipocrita perchè "Sempre pronta a scagliarsi contro i presunti attacchi alla libertà di stampa, non si fa problemi quando è lei a mettere alla porta i giornalisti". E qui si casca male dato che ai giornalisti non è stato impedito di assistere, dato che comunque il televisore da cui i giornalisti potevano seguire l'evento, serve per definizione a trasmettere al "pubblico" qualcosa che viene ripreso FEDELMENTE attraverso una telecamera, mica vi hanno trasmesso una puntata di Tom e Jerry!
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martedì 30 marzo 2010
Nichi for President alla seconda

Un fiume in piena, il dolore, come Nichi nelle ore che accompagnano la sofferta vittoria. La soglia del cinquanta per cento è un miraggio visibile soltanto a Bari, gli avversari Palese e Poli Bortone si elidono grazie alle loro incomprensioni che buttano via il sorpasso. Nonostante il Pdl sia il primo partito, Vendola spunta altri cinque anni di governo in Puglia: un altro lustro per sognare, costruire l'alternativa, forse la sinistra fin dalle fondamenta. È un fiume in piena, Vendola, come il dolore che custodisce dentro. L'orribile anno vissuto, un tunnel nero alla fine del quale c'è questa gente che fino all'ultimo lo tocca, lo osanna, lo idolatra, lo imbarazza.«Sì, è stato un anno terribile - dice -. Mi volevano morto...». La morte l'ha toccato già all'inizio del 2009, con la perdita dell'amatissimo papà. «Non si può spiegare quello che si prova, come se una mano ti si conficcasse nel petto e ti strappasse il cuore».Vendola il poeta, Vendola l'umile, Vendola il politico «diverso». Eppure capace di tenere a bada i contendenti, incunearsi nelle loro carenze e nelle loro contraddizioni, fino a immaginare la collaborazione con la Poli Bortone e a ghermire voti impensabili, gente di centrodestra che lo sceglie assieme alla lista del Pdl. Unione «di fatto» assurda, impensabile e però vera, di cui il governatore riconfermato vuole farsi carico. Il suo modello di rinascita, spiegava nella notte dell'attesa, è stato Pinuccio Tatarella: campione della «baresità» applicata alla politica nazionale, «armonia» come ricerca antropologica permanente, capacità di essere popolo senza cadere nel populismo. «Avevo con lui un ottimo rapporto - racconta Vendola -, e quando se n'è andato ho voluto studiarlo a fondo, ho cercato di capire, ho frequentato i suoi luoghi».
Primo tra tutti il bar di Bari Vecchia nel quale Pinuccio giocava a scopone attorniato da amici di una vita o semplici conoscenti. Dove, senza scomporsi e neppure girarsi, sapeva ascoltare e «farsi popolo». L'essere politico sta in «questa capacità di ascolto», sostiene Vendola, che si autodefinisce «leghista» per il culto delle radici e che, senza scomporsi, parla di Berlusconi come «grande politico», anche se ora «è giunto il momento che tutti noi ci deberlusconizziamo e l'Italia volti pagina».
Bari lo ama incondizionatamente, il resto della regione meno.Le macchine si fermano, suonano i clacson, la gente cerca di farsi riconoscere, si fa fotografare accanto all'icona del politico «diverso».Ma i risultati sconfortanti che giungono dalle altre regioni, la sconfitta del centrosinistra ci dicono che in Italia c’è un bisogno disperato di alternativa, bisogna ricostruire un vocabolario e una narrazione dell’alternativa e qui abbiamo cominciato a farlo. Dobbiamo però essere molto attenti a leggere tutti i segnali di crisi nel blocco di consenso politico del centrodestra; ogni crepa, ogni smagliatura che si apre nel racconto berlusconiano deve diventare per noi una finestra per guardare dall’altra parte, noi dobbiamo intercettare settori di opinione pubblica che sono ormai largamente disincantati dall’affabulazione berlusconiana che non convince più.
Primo tra tutti il bar di Bari Vecchia nel quale Pinuccio giocava a scopone attorniato da amici di una vita o semplici conoscenti. Dove, senza scomporsi e neppure girarsi, sapeva ascoltare e «farsi popolo». L'essere politico sta in «questa capacità di ascolto», sostiene Vendola, che si autodefinisce «leghista» per il culto delle radici e che, senza scomporsi, parla di Berlusconi come «grande politico», anche se ora «è giunto il momento che tutti noi ci deberlusconizziamo e l'Italia volti pagina».
Bari lo ama incondizionatamente, il resto della regione meno.Le macchine si fermano, suonano i clacson, la gente cerca di farsi riconoscere, si fa fotografare accanto all'icona del politico «diverso».Ma i risultati sconfortanti che giungono dalle altre regioni, la sconfitta del centrosinistra ci dicono che in Italia c’è un bisogno disperato di alternativa, bisogna ricostruire un vocabolario e una narrazione dell’alternativa e qui abbiamo cominciato a farlo. Dobbiamo però essere molto attenti a leggere tutti i segnali di crisi nel blocco di consenso politico del centrodestra; ogni crepa, ogni smagliatura che si apre nel racconto berlusconiano deve diventare per noi una finestra per guardare dall’altra parte, noi dobbiamo intercettare settori di opinione pubblica che sono ormai largamente disincantati dall’affabulazione berlusconiana che non convince più.
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