martedì 20 ottobre 2009

Alemanno vuole rivedere il protocollo su cortei e manifestazioni a Roma. Che coincidenza! Proprio in previsione del "No Berlusconi Day".

Il 5 dicembre s'avvicina, su internet fervono i preparativi per il No Berlusconi Day e le adesioni aumentano a centinaia, di ora in ora. Come mai, proprio in questo momento, Gianni Alemanno, Sindaco di Roma, sente il pressante bisogno di rivedere il protocollo per lo svolgimento delle manifestazioni e dei cortei a Roma? Che coincidenza. Questo non fermerà l'iniziativa.

Roma, 20 ott. - "Domani presenteremo la nostra posizione ma se gli esiti del tavolo saranno negativi, faremo un'ordinanza per conciliare il diritto a manifestare con la vita cittadina". Lo ha detto questa mattina il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, durante una conferenza stampa in Campidoglio e alla vigilia del tavolo che si terra' domani con i sindacati per rivedere il protocollo firmato la primavera scorsa su cortei e manifestazioni in citta'. Il sindaco ha spiegato di aver gia' "scritto ai segretari confederali, perche' credo che le manifestazioni debbano suscitare un consenso. Mi pare evidente che negli ultimi sabati abbiamo avuto un intasamento di manifestazioni che hanno bloccato la citta', creando irritazione e difficolta' ai cittadini". Alemanno ha poi precisato che il Comune sta ultimando "uno studio che riguarda i percorsi, la frequenza delle manifestazioni, i soggetti che hanno diritto a svolgere manifestazioni mobili".

AGI - News On


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Sconvolgenti rivelazioni di sfollati costretti al silenzio.


L'Aquila, 14 ottobre 2009 ore 20:00.
La colonnina di mercurio segna 0 gradi.


Il 30 settembre le tendopoli dovevano sparire, tutti dovevano avere una casa nell'aquilano, tutti gli sfollati dovevano tornare a L'Aquila... queste erano le promesse...
Se si tiene conto dei tempi e dei costi di Onna, poteva essere fatto e sarebbe stato possibile persino iniziare le ricostruzioni.

Ad Onna, in meno di 2 mesi sono state costruite tutte le abitazioni provvisorie, così, da circa un mese, tutti gli abitanti hanno un tetto sulla testa.
In un'intervista qualche cittadino di Onna mi ha manifestato tutta la soddisfazione per il lavoro fatto in questo posto TOTALMENTE distrutto dal terremoto. E il mio pensiero è corso subito al governo Berlusconi, che nulla ha potuto qui ad Onna, dove le costruzioni sono dovute al buon cuore del Trentino, sotto la supervisione del governo tedesco, chissà quanto avrà rosicato Berlusconi!!!!

Mettiamo a confronto le casette di Onna e il progetto C.A.S.E. de L'Aquila:

Onna: costo 800€ al mq, garantendo agli onnesi un quartiere provvisorio grazioso, risparmiando molti soldi da utilizzare nella ricostruzione.
Progetto C.A.S.E.:costo 2700€ al mq, quasi 5 volte la somma impiegata ad Onna, soldi sperperati tra le varie ditte edili.

Onna: Sono tutti in casa da metà settembre.
Progetto C.A.S.E.: Sono ancora nelle tende, o deportati sulla costa o in paesini lontani anche oltre 70 km, contro il loro stesso volere di restare a L'Aquila.

Onna: Casette ecologiche smontabili e riutilizzabili per un eventuale altro disastro in qualsiasi altra città..
Progetto C.A.S.E.:Per farle hanno deturpato un paesaggio meraviglioso, sfondando intere montagne. Un'inutile colata di cemento per una base che dovrebbe in realtà mantenere palazzi dai 10 piani in su, non i tre piani realizzati.
Palazzi moderni dagli infissi blu elettrico o giallo canarino che nulla hanno a che fare con lo stile pittoresco degli antichi paesini aquilani.

Onna: il quartiere è stato costruito rispettando spazi per la viabilità automobilistica.
Progetto C.A.S.E.: i palazzoni sono concentrati in un unico punto, servito da una sola strada principale, già trafficatissima. Quando tutti i residenti occuperanno le case si prevede un caos bestiale!!

Sono tornata da loro, gli aquilani, probabilmente si è instaurato in me quel meccanismo di ribellione che non accetta che tutto resti impunito e silenzioso.
Per entrare nella tendopoli ho nascosto la mia piccola telecamera nella borsa. Al controllo documenti mi dicono che sono tutti in mensa, questa volta sono riuscita ad entrare nella tendopoli senza problemi...
Non li conoscevo prima di quel maledetto 6 aprile, pensavo "chissà se mi riconosceranno, se si ricorderanno di me".
Al mio arrivo in mensa sono stata invasa da sorrisi, abbracci e baci...noto con piacere che la gioia di rivederci non è solo mia.
Per loro sono chi ha permesso che la loro voce arrivasse a voi... sembra poco, a L'Aquila pare tanto...
Mi invitano a sedermi con loro, nonostante il cibo scarseggi cercano di costringermi ad accettare di dividere il loro pasto, o quel pezzettino di ciambella a testa che avevano...
penso, "se lo sapevo preparavo la Caprese Napoletana e la portavo... sono proprio una cafona!"

Non faccio in tempo a sedermi che cominciano a raffica i racconti dell'orrore:
"Dopo che hai pubblicato l'intervista che mi hai fatto ho ricevuto minacce, leggi qui questo sms"
"Mi hanno telefonato, mi hanno minacciato, dicono che se rilascio altre interviste mi denunciano, io ho detto solo la verità"
"Sai cosa ci fanno qui, riutilizzano le bottiglie dei tavoli e le riempiono con altre bottiglie degli altri tavoli"
"Non ci lasciano portare l'acqua nella tenda"
(penso, "se fanno un annuncio televisivo dicendo che a L'Aquila mancano cibo e acqua gli italiani si mobiliteranno di nuovo... perchè tutta questa indifferenza?
Probabilmente perchè questa vetrina mediatica deve risultare perfetta")
"Hai saputo della roulotte che è andata a fuoco? Stavamo per bruciare vivi tutti"
"L'Enel ha abbassato i voltaggi e la notte va via la luce, ci svegliamo ghiacciati"

E per quanto riguarda gli abitanti delle case popolari di San Gregorio...
"Siamo gli sfollati di serie B, noi delle case popolari saremo gli ultimi ad avere casa"
"Le nostre case classificate "C" (grossi danni strutturali) sono state riclassificate "A"(piccoli danni strutturali) senza ulteriore controllo, vogliono farci rientrare in quelle case e nessuno si prende la responsabilità di eventuali tragedie"
"Ho scoperto che le case popolari al comune erano registrate come stalle e garage e non come case"...
"La mia casa risultava una stalla... io sarei una mucca? Ti rendi conto di cosa ci hanno fatto?"
"San Gregorio risultava terreno agricolo, non poteva essere usato come terreno edificabile, ci hanno fatto le case, ci hanno costruito un intero paese, ci hanno mandato a morire, la faglia che hai sotto i piedi è ad altissimo pericolo sismico!"
"Una ragazza aveva aperto un sito trasparente per raccogliere soldi per noi delle case popolari, l'hanno minacciata, gli hanno fatto chiudere il sito!"

Li fermo, troppe informazioni, tutte insieme, non memorizzo... chiedo loro di raccontare tutto davanti alla telecamera, si rifiutano, dopo le minacce ricevute non possono più raccontare la verità...

Reportage di Helene Benedetti

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Nuova alleanza


A quanto sembra la Chiesa non deve essere al 100% della sua forma, dato che il papozzo germanico è disposto ad un compromesso. Infatti il simpaticone ha stretto un accordo con la parte più conservatrice della chiesa anglicana. Tanto che vuole riammetterli nella Chiesa romana, consentendo il sacerdozio anche ai preti sposati! Questo dimostra il fatto che la Chiesa "old style" non può farcela più da sola e ha bisogno di altri bigotti per rivingorire le schiere del suo esercito di conservatori sparso per il mondo. Non è una sorpresa date le ultime grandi cazzate che ha fatto la chiesa ratzingeriana come la riammissione dei lefebriani, il putiferio dei preservativi in Africa, e tanto altro. Tutte queste cose hanno minato parecchio il numero dei credenti. Secondo c'è solo da gioire.
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lunedì 19 ottobre 2009

Vauro e Borromeo censurati a "L'Era Glaciale" della Bignardi, episodio avvenuto qualche mese fa ma la situazione non migliora.



Alla fine, do­vranno dargli un’aureola in un certo qual modo ambita: quella di uomo più censurato d’Italia. Vauro, cofondatore del Male e vignettista del Ma­nifesto amatissimo a sinistra, qualche mese fa non riuscì a parte­cipare alla puntata di «L’era glaciale» su Raidue. O meglio, lui partecipò. Il fatto fu proprio che non andò in onda la parte della trasmissione condotta da Da­ria Bignardi nella quale avreb­be dovuto essere ospite. Tagliato lui, venne tagliata an­che Beatrice Borromeo, che nella stessa tranche dello spettacolo televisivo aveva presentato il libro scritto a quattro mani insieme con Marco Travaglio, «Italia Anno­zero».

E così, la trasmissione vide la presenza del solo ministro all’Agricoltura Luca Zaia e degli attori Sergio Ca­stellitto e Neri Marcorè. Lo aveva comunicato attraver­so le agenzie di stampa il di­rettore di Raidue, Antonio Marano: «Nonostante i ripetu­ti tentativi da parte della con­duttrice Daria Bignardi di ri­portare il discorso sul libro — aveva spiegato il dirigente — , gli ospiti hanno affrontato questioni politiche in un peri­odo di par condicio in assen­za di contraddittorio». Aggiungendo, il direttore della rete: «Era una presentazione di un libro e non la continuazione della puntata di ieri (giovedì, ndr) di Annozero». In ogni caso, aveva precisato ancora Marano, l’intervista al­la coppia Borromeo-Vauro an­drà in onda dopo le elezioni «in maniera integrale e senza tagli». Sempre secondo l’An­sa, durante il programma il vi­gnettista satirico aveva da­to alcuni pesanti giudizi ri­guardo alla condotta di Silvio Berlusconi, mentre la condut­trice- scrittrice avrebbe de­scritto l’atteggiamento del ca­po del governo come fonte di imbarazzo per l’Italia nei con­fronti degli altri Paesi.

Vi ripropongo lo sfogo di Beatrice Borromeo, intervistata al Festival del Giornalismo d'inchiesta di Marsala : Video

E la puntata incriminata di "L'Era Glaciale" in quattro parti: Prima Parte; Seconda Parte; Terza Parte; Quarta Parte

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Berlusconi al 68,7% di gradimento? Solo ed esclusivamente secondo i suoi sondaggi. L'Eurispes rivela uno scenario completamente diverso.

Oggi a Roma l’Eurispes istituto privato di studi politici, economici e sociali, senza fini di lucro, ha presentato il “Rapporto Italia 2009” che da ventun’anni fotografa la società italiana. Con gli stipendi più bassi d’Europa per gli impiegati e da capogiro per troppi manager, il rapporto rileva che più del 70% degli italiani non crede nel Governo in carica: rispetto allo scorso anno, la fiducia dei cittadini nei confronti del Governo segna una tendenza in aumento passando dal 25,8% del 2008 al 27,7% del 2009. Sebbene il numero di quanti si dicono sfiduciati sia maggioritario (70,5%), questo dato fa registrare un lieve calo rispetto a quello del 2008 (71,5%).”

Dunque un dato importantissimo che smentisce categoricamente i dati sul consenso a questo Governo che Berlusconi sbandiera ai quattro venti ogni giorno.

Dal rapporto emerge una una realtà nazionale caratterizzata da stipendi bassi, precariato e assenza di lavoro. Mentre le retribuzioni in Italia risultano le più basse d’Europa, gli stipendi dei livelli dirigenziali risultano quasi quattro volte superiori a quelli degli impiegati che operano nello stesso comparto. Un divario che cresce ulteriormente se si guarda ai top manager con compensi 243 volte maggiori delle retribuzioni medie.

Solo il 12,4% ritiene che la flessibilità nel lavoro sia uno strumento per eliminare la disoccupazione. Per la maggioranza questa peggiora le possibilità occupazionali dei giovani e rende il lavoro più incerto.

Quasi la meta’ degli italiani boccia l’uso dell’energia nucleare. Con motivazioni differenti, affermano di essere contrari alla attivazione di centrali sul nostro territorio il 45,7% dei cittadini, a fronte del 38,3% dei favorevoli. In particolare, le motivazioni di quanti si oppongono al nucleare sono il non ritenere questa una soluzione rapida per risolvere i problemi connessi all’energia (18,4%) e il timore dei rischi che una tale scelta comporterebbe (27,3%).

Inoltre dal Rapporto Italia 2009 emerge che il 58,9% degli italiani si dice favorevole al riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali. Un dato importante che rileva come gli italiani siano molto più avanti di coloro che siedono in Parlamento. La maggioranza degli italiani afferma – dice l’Eurispes – di considerare l’omosessualità una forma di amore come l’eterosessualità”, e meno di un italiano su 10 (9,3%) la considera immorale.

La Chiesa di Papa Benedetto XVI, invece, registra un forte calo da un anno all’altro, passando dal 49,7% del 2008 al 38,8% di quest’anno. Le “aree deboli” del consenso, per il Vaticano, sono soprattutto il Nord – Ovest (fiducia al 25,9%) e coloro che si dicono di sinistra (fiducia al 23,1%). Al contrario, il sostegno è più forte tra gli over 65enni (51,7%), nel Sud Italia (60,7%) e tra quanti si dicono politicamente di centro (56,3%).

La notizia sul rapporto Eurispes di oggi è stata già censurata dai principali media on line, Corriere.it e Repubblica.it infatti, sono tra le prime testate on line a non dare la notizia nella loro homepage.

Il Ministro Maroni ha, infatti, rubato la scena dell’attenzione della stampa con il “traffico di organi di bambini” – notizia gravissima – ma che in queste ore sta eclissando tutte le notizie drammatiche che arrivano sulla recessione negli Usa e sicuramente occuperà le prime pagine dei quotidiani di domani e le aperture di tutti i tg di prima sera. E’ una notizia che cerca ovviamente di distrarre gli italiani da tutto il resto.

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Giudicate voi

Almeno non siamo così soli. Pregiudizi razzisti dei miei coglioni non si trovano soltanto nel Lumbàrd, ma anche nelle paludi stagnanti (territorialmente e culturalmente) della Louisiana. Un giudice bianco ha impedito ad una coppia interrazziale di sposarsi. Il motivo che ha usato il giudice è che i matrimoni interraziali durano poco negli U.S.A. e che i figli nati da queste unioni soffrono e rischiano di non trovare un buon posto nella società. Per fortuna come testimonia il fatto che Obama stesso è mulatto, a differenza di quello che recitava il titolo di "Porta a porta" della trasmissione, messa in onda poco dopo la vittoria di Barack (quel giorno il titolo era "un nero alla casa bianca"). E mi sembra che essere il Presidente di una delle Nazioni chiave del mondo occidentale non equivalga a NON trovare un posto nella società. Ergo la mente del giudice, che si ritiene NON razzista(si come no...) è ancora vincolata ad una societa U.S.A. antiquata che per fortuna ormai esiste solo in poche parti degli Stati Uniti.
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Minacce a Berlusconi, Bossi e Fini. Quando, toccato il fondo, si tenta la via della strategia della tensione.


ROMA (Reuters) - Il giornale "Il Riformista" ha ricevuto una lettera di minacce contro il premier Silvio Berlusconi, il presidnete della Camera Gianfranco Fini e il ministro delle Riforme, e leader della Lega Nord, Umberto Bossi. Lo ha riferito oggi a Reuters uno dei vicedirettori del quotidiano.

La lettera, firmata "Brigate rivoluzionarie per il comunismo", col simbolo rivoluzionario della stella a cinque punte, indicava le 23.59 di ieri come scadenza entro cui Berlusconi, Fini e Bossi avrebbero dovuto abbandonare l'attività politica, intimando poi il premier a consegnarsi "alla giustizia comune" perché altrimenti "in quella comunista la sentenza sarà inevitabile".

Nella missiva Bossi viene definito "capo delle nuove camicie nere" e si annuncia in caso di mancate dimissioni "un nuovo 8 settembre" (il riferimento è probabilmente all'armistizio dell'8 settembre 1943, quando l'Italia fu invasa dai tedeschi e il Re fuggì nel sud Italia).

La lettera risulta essere stata spedita da Milano l'8 ottobre, dopo la bocciatura da parte della Consulta del cosiddetto Lodo Alfano sulla sospensione dei processi alle quattro più alte cariche dello Stato, ma è stata aperta solo questa mattina.


Da Reuters


La logica che regola la "strategia della tensione", è riassumibile nel famigerato slogan "destabilizzare per stabilizzare".

E' risaputo che la "strategia della tensione" fa miracoli, è il miglior rimedio per un governo in crisi o in calo di consensi. Come è già accaduto altre volte nella storia, per riacquistare il consenso perduto basta qualche bomba, oppure solo la minaccia di una bomba o di un attentato terroristico.

Come avvenne nel caso del regime democristiano, che intorno alla metà degli anni '70 era travolto dagli scandali ed era sprofondato in una fase di declino che sembrava quasi inarrestabile sul piano ideologico, politico ed elettorale, mentre il Partito comunista era in netta ascesa, ebbene il sequestro Moro capitò esattamente come il cacio sui maccheroni e riuscì a salvare la Dc, e il suo sistema di potere politico-affaristico, da un crollo certo e definitivo.

Ed ecco che la storia si ripete sempre, la prima volta in tragedia, la seconda in farsa.

Infatti, è una commedia palesemente ridicola e surreale, se non addirittura grottesca, la lettera inviata ieri mattina, sabato 17 ottobre, al quotidiano "Il Riformista", contenente minacce, indirette, di morte per Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini e Umberto Bossi da parte di una sigla, le sedicenti "Brigate rivoluzionarie per il comunismo combattente". Una sigla buffa e farneticante, già adoperata all'inizio di ottobre per una missiva spedita ai giornali "Il Messaggero", "Il Foglio" e "Il Fatto quotidiano", e immediatamente giudicata dagli investigatori come assolutamente inattendibile, folle e delirante.

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domenica 18 ottobre 2009

Lei è educato, si vergogni. (di Marco Travaglio)


Nel regime di Berlusconia chi ha la sfortuna di aver ricevuto un'educazione, di aver imparato che non si dicono le bugie e si parla uno per volta, è fregato. Chi ha una reputazione fa di tutto per conservarla: ma chi ne è sprovvisto non teme di perderla, dunque parte avvantaggiato. Perché può fare e dire tutte le porcate che vuole, tanto da lui ci si attende il peggio. Prendete Gasparri, con rispetto parlando: continua a dire in tv che io vado in ferie a spese della mafia, ben sapendo che non è vero ma che nessun Vespa lo smentirà e nessuna Authority o Vigilanza interverrà. Prendete il miglior premier degli ultimi 150 anni, il più perseguitato della Storia (più di Gesù, per dire), il più buono e giusto: siccome è anche l'editore più liberale dai tempi di Gutenberg, una delle sue tv fa pedinare con telecamera nascosta il giudice Mesiano, per dimostrare che è un tipo strano e sospetto (infatti porta calzini turchesi, fuma e aspetta il suo turno dal barbiere, invece di andare a puttane o frequentare papponi e spacciatori).

Così tutti i giudici che si occupano di Berlusconi sanno quel che li aspetta se non fanno i bravi. Prendete Il Giornale: raccoglie testimonianze anonime di gente che ha origliato il giudice Mesiano mentre a cena con amici avrebbe parlato male di Berlusconi e bene di Prodi (davvero sorprendente: fra Prodi, che ha sempre rispettato la magistratura, e Berlusconi, che ha definito tutti i magistrati vivi e morti “antropologicamente diversi dal resto della razza umana” e “mentalmente disturbati”, dunque “noi ai giudici insidiamo le mogli perchè siamo tombeur de femmes”, un giudice preferisce Prodi: che tipo bizzarro). Il fatto è che ogni cittadino, giudici compresi, ha tutto il diritto di preferire Prodi a Berlusconi o viceversa, l'importante è che giudichi secondo giustizia. Solo una mente malata – come ha notato Maltese - può pensare che un giudice di sinistra condanni un innocente solo perchè di destra, e viceversa. Oltretutto Mesiano non poteva che condannare la Fininvest a risarcire De Benedetti per la sentenza comprata sul lodo Mondadori, visto che la Cassazione penale aveva già stabilito che l'Ingegnere andasse risarcito. Il giudice civile doveva solo quantificare il danno.

Prendete Belpietro ad Annozero: dice che il giudice Carfì, autore della prima sentenza penale su Mondadori, non è imparziale perchè fu sentito sussurrare al pm che con Berlusconi “bisogna usare il bastone e la carota”. Piccolo particolare: il giudice del bastone e della carota non era Carfì, ma Crivelli, che non giudicava su Mondadori, ma su Guardia di Finanza, e non parlava di Berlusconi, ma del calendario delle udienze. Chi se ne frega, Crivelli o Carfì pari sono: cominciano entrambi per C. Prendete il leghista Castelli, un altro che non ha l'handicap della buona educazione: interrompe, strilla, insulta, delira. Vuole i pm “eletti dal popolo” (fantastico: i pm di partito), poi se la prende con quelli “politicizzati”, cioè di sinistra: quelli che invece stavano con lui al ministero e sperperavano denaro pubblico in consulenze inutili, non sono politicizzati: vanno benissimo, come quelli corrotti da Previti con soldi di Berlusconi. Averne. La prova dei giudici politicizzati, per il padano, è un vecchio libro di un vecchio giudice che racconta i funerali, negli anni 70, di un collega, tale Pesce, tra bandiere rosse e pugni alzati. Che diavolo c'entri questo Pesce (fra l'altro morto e sepolto) col caso Mondadori, lo sa solo lui. Evidentemente il Castelli preferisce Metta e Squillante: meglio corrotti che rossi.

da Il Fatto Quotidiano n°22 del 17 ottobre 2009 - Marco Travaglio

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Caso Mondadori, continua la caccia al giudice Mesiano. DIAMO SOLIDARIETÀ A RAIMONDO MESIANO.

Il giudice Mesiano, quello che ha osato condannare la Fininvest a pagare 750 milioni di euro, è stato seguito mentre passeggia per Milano e va dal barbiere. Il servizio, trasmesso da “Mattino5” di Claudio Brachino, mostra il giudice che fuma e “non riesce a stare fermo”. D’altronde “alle sue stravaganze siamo ormai abituati”. In coda arriva lo scoop: “Mesiano ci regala un'altra stranezza: guardatelo seduto su una panchina: pantalone blu, mocassino bianco e calzino turchese”. Dietro la caccia all’uomo travestita da giornalismo si intravede lo stile di Alfonso Signorini. Il Cavaliere ha annunciato “notizie” su Mesiano e, dopo avere spedito i cronisti di “Chi” in Calabria per trovare notizie sulla salute e la famiglia del giudice, a Mediaset si dice che proprio Signorini avrebbe avuto l’idea del pedinamento. A un calzino turchese.

di Marco Lillo da Il Fatto Quotidiano


"Mattino Cinque" sul giudice Raimondo Mesiano (VIDEO)


Solidarietà al giudice Mesiano

Molti magistrati da lunedì andranno a lavoro con i calzini turchesi in segno di solidarietà con il loro collega Raimondo Mesiano linciato da Canale5 per aver osato dare torto alla Fininvest. Facciamolo anche noi. Lasciate un messagio e mandate le vostre foto con i calzini turchesi.
Ecco come: Siamo tutti Raimondo Mesiano - Anch'io ho il calzino turchese





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sabato 17 ottobre 2009

Poltrone di famiglia e decisioni difficili


Sarkozy dà al figlio secondogenito di 23 anni, Jean (si, è il belloccione in foto) la direzione dell'ente che controlla il più importante quartiere finanziario europeo. Accuse di Nepotismo da parte della satira francese. Riguardo a questa notizia il premier Berlusconi ha detto: "Che azione spregevole e vergognosa da parte di Sarkozy, almeno io per le raccomandazioni alle poltrone di ministro mi sono fatto fare qualche buon pompino. Dilettante."

La suddetta satira ha proposto ironicamente al presidente di candidare anche il figlio di 12 anni come ministro della pubblica istruzione. Secondo me c'è poco da essere ironici. Un dodicenne saprebbe fare comunque meglio della Gelmini in un ministero del genere.

Sul social Network Twitter la figlia venticinquenne dell'Ex Candidato McCain ha messo una foto osè in cui mostra un decoltè a stento trattenuto da un succinto vestitino. Saputa la notizia Berlusconi si è I-M-M-E-D-I-A-T-A-M-E-N-T-E registrato su Twitter per verificare con i propri occhi.

Per Silvio una grande opportunità:una gran gnoccona, maggiorenne, e forse pure di destra. In una parola? BINGO!

Il premier è di fronte ad un opprimente dubbio amletico: quale frase da rimorchio usare per la prosperosa signorina McCain? "Ti va di vedere il lettone di Putin?" o "Sei invitata ad una visita gratuita alle mie tombe etrusche." Per decidere la scelta migliore ha convocato Ghedini e l'intero consiglio dei ministri.
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