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"Colui che è abbastanza paziente e valoroso da scrutare l'oscurità per tutta la vita, sarà il primo a scorgere in essa la luce." Metro 2033
domenica 14 marzo 2010
Piccole consolazioni
venerdì 12 marzo 2010
Squallor-TV
Forse l'articolo che sto scrivendo non è il massimo della serietà, però volevo sfogarmi un po'. Innanzitutto volevo parlare di uno Spot che mi ha praticamente fatto ribollire il sangue nelle vene per la rabbia.Si tratta del nuovo spot pubblicitario della trasmissione che vedete sopra ritratta. Purtoppo (ma anche per fortuna) non sono riuscito a ritrovarlo nella rete e quindi lo descriverò cercando di essere più comprensibile possibile. La pubblicità inizia in un ufficio dove un giovanotto non proprio aitante, tipico clichè del "nerd" legge una proposta di lavoro all'estero e sembra entusiasta all'idea di accettarlo, nel suo tragitto verso l'aereoporto sentiamo la solita voce fuori campo della mediaset che parla della fuga dei cervelli in Italia (problema realmente esistente per motivi più che logici dato che l'intelligenza e la cultura in Italia ormai sono un perfetto sinonimo della parola "noia") e chiede al pubblico se sa quale è la risposta a tale problema, e entusiasticamente risponde egli stesso a tale complicata domanda con una risposta molto semplice : la gnocca (usando il termine "pupa" molto più politically correct). Io appartenendo alla categoria dei nerd e aspiranti tali mi sono sentito offeso. Certo, essendo un eterosessuale io do la giusta valutazione all'organo riproduttivo suddetto, però certamente non basterebbe per farmi rimanere in un paese. Non sono così meschino da accttare di adeguarmi alla mediocrità dello stato in cui vivo semplicemente accettando in cambio soltanto un discreto quantitativo di sesso, perchè sicuramente non rinuncerei alla possibilità di essere pagato meglio vivere in uno stato dove l'intelligenza non è apprezzata solo in reality show di infimo ordine come "la pupa e il secchione"! E sicuramente i secchioncelli che accettano di parteciparvi non sono degni di appartenere a tale "casta intelletuale" dato che prostituiscono il loro cervello donandolo alla macchina mediatica. Ma non è l'unico argomento per cui storco il naso, poc'anzi ho infatti visto per caso su studio aperto un servizio sulla lingua italica parlata dai turisti che scelgono disgraziatamente di visitare il nostro barbarico paese. L'articoletto non era altro che una squallida derisione nei confronti dei poveri stranieri ( intervistando dei poveri germanici, giapponesi e inglesi sfortunatamente capitati per le strade di Roma) e delle loro difficoltà nel pronunciare al meglio le nostre parole come "tagliatelle" "metropolitana" e altre. Voi lettori che ne pensate? Io lo ritengo estremamente rozzo e indegno di una nazione che si definisce civile.
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martedì 9 marzo 2010
Interpretare le coincidenze in modo assolutamente fantasioso
Non metto la foto del Che perchè sono uno dei tanti che lo ama come figura simbolo della rivoluzione, ma perchè anche se indirettamente, c'entra in questo articolo e dato che la mia ispirazione per le immagini come ben sapete è abbastanza scarsina rientra solo nelle categorie "immagini di repetrorio che serv ono solo a riempire il vuoto".A volte il Giornale è esilarante nelle sue baggianate, a volte fa semplicemente pena, e a volte le cose sono talmente grottesche che non si sa se catalogarle nell'uno o nell'altro gruppo di notizie. Ed è il caso del Giornale di oggi che ha pubblicato un articolo sulla sordida e diabolica mente di chi ha ordito ai danni del Partito del Lillipuziano. Sto parlando di Anna Argento (il cognome, prevedibilissamente è stato malamente canzonato dall'imbarazzante sense of humour de Il Giornale), il giudice che ha cacciato i pidiellini. La donna è ora sotto doppio controllo segreto da parte del governo berlusconico, alla maniera di Animal House e in qualsiasi cosa le si getta fango in faccia, oltre ai aquallidi giochi di parole coi film di Dario Argento il quotidiano di regime ha anche notato un terribile dettaglio nella vita di questa demoniaca donna, ovvero un ritratto, ben in vista di Ernesto Che Guevara, preso subito come prova per dare ragione a Berlu che vede i comunisti come l'anticristo. ma il Giornale si dimentica di un particolare. La buona Anna non ha fatto cancellare le listucce perchè glielo ha detto lo spirito del Che(o almeno non principalmente per quello), ma per rispettare quella misera cosa che ormai l'Italia ha dimenticato, ovvero la legge, che come dice la bisfrattatissima Costituzione italiana, è uguale per tutti.
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domenica 7 marzo 2010
Interpretazioni oniriche
Ormai i lettori sono consci del mio viscerale odio per la pseudoinformazione portata dai quotidiani pidiellini come Libero e Il Giornale (anche se, nonostante sono sinistroide, ammetto con la dovuta coerenza che anche le testate di sinistra hanno le loro esagerazioni) e quindi che abbia qualcosa da ridire su di essi è assolutamente normale tanto da rasentare la banalità, e quindi passerò oltre.Inaspettata è stata invece la mia reazione su Formigoni, politico che non mi ha mai arrecato particolare disturbo (sarà perchè sono di Roma e non lombardo) a parte quello delle idee da lui portate avanti. Ma adesso la mia indifferenza nei suoi confronti ha fatto le valigie lasciando posto al disprezzo e all'incazzatura nei suoi confronti. Ed è facile spiegarne il motivo, o meglio i motivi. Prima di tutto di Formigoni si sente parlare da parecchi anni oramai, non è un volto nuovo della politica di destra, e quindi c'è da aspettarsi una certa esperienza da parte sua. Quindi al momento della rischiata cancellazione delle liste uno se lo poteva aspettare dalla Polverini, un'arrogante donnicciola pesudofemminista in carriera alle prime armi con la micidiale burocrazia della politica italica, ma da Formigoni?E questo è uno dei campanelli d'allarme che mi ha fatto iniziare questo cambiamento della mia opinione nei suoi confronti, dato che con 35 anni di militanza politica una persona dovrebbe averci capito qualcosa dei letali meccanismi e lungaggini della sordida macchina infernale chiamata burocrazia! E invece no! Poi non contento Formigoni ce l'ha messa TUTTA per guadagnare il mio odio più profondo. Prima di tutto perchè Robertino è tra quelli che si è messo a piagnucolare per il suo sbaglio e che ha gettato la colpa agli spietati avversari , che a differenza di lui hanno avuto la buona idea di farsi il mazzo e recarsi ad un orario decente per presentare le proprie liste! E per farsi detestare in modo ancora più abissale dal sottoscritto bisogna fare un rapido salto avanti nel tempo, arrivando diirettamente a oggi. Dopo l'ennesima umiliazione nei confronti della democrazia ordita da Maroni, Formigoni tutto contento ha avuto la faccia di culo per dire che se le liste sono riammesse è stata una "vittoria senza aiutini"!Ma come gli viene in mente?il "casuale" aiuto del deus ex machina Maroni con suo decretino dove lo mettiamo? E la climax continua! Nel definire tutta la vicenda delle liste usa il termine incubo, e con questo non solo attira la mia rabbia ma anche quella di Freud, dato che incubo è un termine inaccettabile da questo punto di vista. E questo perchè in un incubo tu soffri, ma sei impotente,mentre in questa realtà tu, caro Robertuccio hai sofferto per colpa della TUA stessa incompetenza, e questa realtà è diventata tanto carina per la tua situazione non per il tuo bel faccino, ma perchè i tuoi grandi (e piccoli) capi hanno voluto così!Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
sabato 6 marzo 2010
Nigeria presenta il conto alla Shell

Un processo esemplare, quello dell’Aia, che vede la Shell citata in giudizio dalle popolazioni del Delta del Niger: Goi-Ogoni, Ikot Ada Udo e Oruma, assieme all’associazione olandese Milieudefensie (Friends of the Earth Olanda). E’ la prima volta che la Shell è citata in giudizio in Olanda per crimini commessi all’estero. Dopo il processo svoltosi negli Stati Uniti, dove la Shell è stata costretta a pagare per evitare una condanna per complicità nell’assassinio del leader ambientalista nigeriano Ken Saro Wiwa, ora quattro contadini e pescatori nigeriani citano in giudizio il colosso petrolifero in Olanda. Il loro ambiente è stato distrutto dagli sversi di petrolio degli oleodotti della Shell, e i nigeriani chiedono che sia loro pagata la giusta compensazione per i danni subiti. Richiedono inoltre che la Shell avvii una completa operazione di bonifica.
La Shell respinge ogni responsabilità, ma evidentemente ha qualche ragione di temere il processo, dato che i suoi avvocati sostengono che la corte olandese non abbia alcuna giurisdizione sulle attività della propria sussidiaria nigeriana. Il primo verdetto riguarderà quindi la giudicabilità della Shell di fronte a una corte olandese, ma la Shell non accetta neppure questo procedimento."La Shell profitti milionari. Allo stesso tempo non rispetta la legge, inquina l’ambiente e impoverisce contadini e pescatori distruggendo i loro campi e i loro fiumi - commenta Geert Ritsema di Milieudefensie - E’ davvero triste che un’impresa di queste dimensioni si abbassi ad acrobazie giuridiche per evitere di assumere le proprie responsabilità". Secondo l’associazione, il danno ambientale non sarebbe frutto di semplici incidenti, ma segue uno schema di sistematico inquinamento ai danni dei diritti delle popolazioni locali, che si è protratto per anni."Questa gente ha chiesto più volte alla Shell di bonificare i siti inquinati, ma non hanno ottenuto nulla - spiega Chima Williams, dell’associazione nigeriana Environmental Rights Action - questa causa legale in Olanda è la loro ultima risorsa.
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Etiopia:fondi per carestia destinati per le armi

Siamo in Etiopia, durante la carestia che ha colpito il paese tra il 1984 e il 1985, nel pieno della sanguinaria dittatura di Haile Mariam Menghistu .Il Live Aid di Bob Geldof aveva trascinato il caso Etiopia sotto i riflettori di tutto il mondo. Grazie a lui, milioni di dollari si sono riversati nel paese per salvare un popolo ormai ridotto alla fame.A 25 anni di distanza, l'emittente britannica Bbc svela i contorni di una vera e propria commedia dell'arte, messa in scena dagli allora gruppi ribelli, per appropriarsi della montagna di denaro giunta in Etiopia. Funzionava in questo modo: gli aiuti giungevano sotto forma di cibo, oppure in denaro. Quest'ultimo, in particolare, serviva a comprare prodotti agricoli come il grano, dalle regioni vicine che potevano contare su una sovraproduzione. Poi il grano sarebbe andato a rifocillare la popolazione, stremata dalla fame.Questo è quello che Max Peberdy un operatore dell'organizzazione umanitaria internazionale Christian Aid, credeva di aver fatto, nel lontano 1984. Ma così non era.Araya Gebremedhin, ex membro del Fronte di Liberazione Popolare del Tigray (Flpt), movimento ribelle del quale faceva parte l'attuale primo ministro Meles Zenawi, in un'intervista rilasciata all'emittente britannica, ha dichiarato di aver vestito i panni di un mercante musulmano per poter incassare i soldi, mezzo milione di dollari, che il povero Peberdy si era ripromesso di spendere per l'acquisto di grano.Peberdy, scortato da una cinquantina di miliziani del Flpt, si è così incontrato con il finto mercante per trattare la compravendita di una partita di grano proveniente dal Sudan. Ad affare concluso Gebremedhin avrebbe consegnato al cooperante solo sacchi di sabbia, poi girati nelle mani di un'organizzazione umanitaria messa in piedi dallo stesso fronte di liberazione, la Relief Society of Tigray (Rst). La campagna avviata in quegli anni da Geldof, ha raccolto per la stessa organizzazione ben 11 milioni di dollari.Una truffa ben congegnata, dunque, tanto che Peberdy, interrogato dalla Bbc, insiste sul fatto di aver contribuito a contrastare la carestia, dichiarando disorientato: «Sono passati 25 anni da quando tutto questo è accaduto, e in 25 anni è la prima volta che qualcuno avanza accuse di questo tipo».Poco dopo, un comunicato diffuso da Christian Aid, negava la versione dei fatti fornita dalla Bbc, precisando: «La storia deve essere posta all'interno del contesto». A conferma della testimonianza fornita da Gebremedhin si è aggiunta quella di Berhe Aregawi, ex comandante del gruppo ribelle, oggi in esilio in Olanda.«Gli operatori umanitari erano ingannati» ha detto Aregawi, raccontando come in quegli anni il movimento mettesse in atto un vero e proprio teatrino ad uso e consumo delle organizzazioni umanitarie, per poter sottrarre loro i fondi destinati alla popolazione civile.
Ancora una volta, a sostegno della tesi, spunta un documento del 1985 della Central Intelligence Agency (Cia) statunitense, che spiega come gran parte dei fondi ottenuti dalle organizzazioni umanitarie per la fame in Etiopia, possano essere stati dirottati, in realtà, verso propositi militari. Grazie alla pubblicità fornita da Geldof, il denaro passato dalle mani del Flpt, è stimato essere intorno ai 100 milioni di dollari.
Ancora una volta, a sostegno della tesi, spunta un documento del 1985 della Central Intelligence Agency (Cia) statunitense, che spiega come gran parte dei fondi ottenuti dalle organizzazioni umanitarie per la fame in Etiopia, possano essere stati dirottati, in realtà, verso propositi militari. Grazie alla pubblicità fornita da Geldof, il denaro passato dalle mani del Flpt, è stimato essere intorno ai 100 milioni di dollari.
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venerdì 5 marzo 2010
6 marzo: No Razzismo Day
Domani, Sabato 6 Marzo, alle 14, appuntamento antirazzista a Milano, in Piazza Duca D'Aosta, davanti alla Stazione Centrale. Il popolo dei Blog e di Facebook scende in piazza contro il razzismo. Ancora una manifestazione autoconvocata e autoorganizzata dal popolo della rete. Il programma della giornata prevede un corteo che si snoderà per le vie del centro per tornare nella stessa piazza dove si svolgeranno gli interventi.
Oltre a decine di migliaia di internauti sono centinaia i circoli, i comitati e le associazioni che da tutta Italia hanno aderito alla manifestazione. C'è tutta la sinistra, e buona parte del centro sinistra: Rifondazione Comunista, Sinistra e Libertà, Pdci, con le segreterie nazionali, il Popolo Viola, il Comitato del Primo Marzo, ma anche Italia dei Valori della Lombardia, la Federazione della Sinistra, molti circoli del Partito democatico, rappresentanze dei movimenti studenteschi, centri sociali, comitati sindacali, associazioni cattoliche, evangeliche e musulmane.
A titolo personale hanno aderito anche personaggi della cultura e parlamentari (deputati, senatori e europarlamentari) come Moni Ovadia, padre Alex Zanotelli, Giulio Cavalli Piero Ricca o Leoluca Orlando, Oliviero Diliberto, Vittorio Prodi, Paolo Cento, Antonio Boccuzzi, Francesco Ferrante, Debora Serracchiani, Niccolò Rinaldi, Vittorio Agnoletto e molti altri.
«Protestiamo perché tacere ormai equivale ad essere complici - spiega Luigi Grimaldi, portavoce degli organizzatori - nell'acconsentire a uno stato di cose vergognoso fatto di bidonville, di fame, di paura e di miseria sistematizzate ». Si protesta contro degrado sociale e sfruttamento, considerati indegni di un paese civile. Si tratta di «scardinare la mentalità della divisione, dell'indifferenza e dell'arroganza che sta avvelenando il paese».
La piattaforma di No Razzismo Day chiede che «nel paese venga isolato e sconfitto il clima di intolleranza verso i migranti che è stato in modo cosciente seminato anche da irresponsabili forze di governo a fini elettorali fino al punto da creare un partito della paura. È stato appiccato un incendio che adesso i piromani della xenofobia non sanno più come controllare. Chiediamo che ai migranti, a prescindere dal loro status, siano garantiti i diritti fondamentali, umani e civili, previsti dalla costituzione e dalle leggi internazionali, in particolare in relazione agli articoli 2, 3 e 8 della costituzione, con riferimento alla convenzione 143 dell'Unione europea che garantisce la promozione della parità di opportunità e di trattamento dei lavoratori migranti ratificata dal nostro paese nel 1981».
Tra le varie richieste, dieci punti in tutto, anche quella affinché cessino le violazioni dei diritti umani per i lavoratori migranti sprovvisti di documenti così come la politica dei respingimenti. Di fatto vengono riprese le osservazioni mosse al governo italiano dal Consiglio per i diritti umani e dall'Alto commissariato per i rifugiati dell'Onu.
Oltre a decine di migliaia di internauti sono centinaia i circoli, i comitati e le associazioni che da tutta Italia hanno aderito alla manifestazione. C'è tutta la sinistra, e buona parte del centro sinistra: Rifondazione Comunista, Sinistra e Libertà, Pdci, con le segreterie nazionali, il Popolo Viola, il Comitato del Primo Marzo, ma anche Italia dei Valori della Lombardia, la Federazione della Sinistra, molti circoli del Partito democatico, rappresentanze dei movimenti studenteschi, centri sociali, comitati sindacali, associazioni cattoliche, evangeliche e musulmane.
A titolo personale hanno aderito anche personaggi della cultura e parlamentari (deputati, senatori e europarlamentari) come Moni Ovadia, padre Alex Zanotelli, Giulio Cavalli Piero Ricca o Leoluca Orlando, Oliviero Diliberto, Vittorio Prodi, Paolo Cento, Antonio Boccuzzi, Francesco Ferrante, Debora Serracchiani, Niccolò Rinaldi, Vittorio Agnoletto e molti altri.
«Protestiamo perché tacere ormai equivale ad essere complici - spiega Luigi Grimaldi, portavoce degli organizzatori - nell'acconsentire a uno stato di cose vergognoso fatto di bidonville, di fame, di paura e di miseria sistematizzate ». Si protesta contro degrado sociale e sfruttamento, considerati indegni di un paese civile. Si tratta di «scardinare la mentalità della divisione, dell'indifferenza e dell'arroganza che sta avvelenando il paese».
La piattaforma di No Razzismo Day chiede che «nel paese venga isolato e sconfitto il clima di intolleranza verso i migranti che è stato in modo cosciente seminato anche da irresponsabili forze di governo a fini elettorali fino al punto da creare un partito della paura. È stato appiccato un incendio che adesso i piromani della xenofobia non sanno più come controllare. Chiediamo che ai migranti, a prescindere dal loro status, siano garantiti i diritti fondamentali, umani e civili, previsti dalla costituzione e dalle leggi internazionali, in particolare in relazione agli articoli 2, 3 e 8 della costituzione, con riferimento alla convenzione 143 dell'Unione europea che garantisce la promozione della parità di opportunità e di trattamento dei lavoratori migranti ratificata dal nostro paese nel 1981».
Tra le varie richieste, dieci punti in tutto, anche quella affinché cessino le violazioni dei diritti umani per i lavoratori migranti sprovvisti di documenti così come la politica dei respingimenti. Di fatto vengono riprese le osservazioni mosse al governo italiano dal Consiglio per i diritti umani e dall'Alto commissariato per i rifugiati dell'Onu.
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mercoledì 3 marzo 2010
Una discreta dimostrazione di attributi
Certo, è il minimo che una volta tanto Bersani dica qualcosa contro i Berlusconici, ma era tanto che il buon Vicentino ultimamente aveva la spina dorsale di un baco da seta (notare che l'animale in questione usato per il paragone, è un invertebrato) è un piccolo passo avanti e non va ignorato. Bersy infatti ha detto una cosa non idiota, riguardo al casino della lista pidiellina, ovvero che è inutile per gli esponenti di Destra si lamentino e diano spettacolo dando inoltre colpe inesistenti a radicali e compagnia bella , dato che, come recita il proverbio "chi è causa del suo male pianga sè stesso". Il vecchio adagio citato da Bersani calza a pennello dato che se le liste non sono attive è colpa dell'incompetenza degli addetti ai lavori e non (una volta tanto!) dello Stato italico. Chicca apprezzabile di Bersani è stato il commento su Larussa, azzeccatissimo, dicendo che "vaneggia" e che non deve sollevare "polveroni". Non so se l'ultima parola sia stata detta senza pensarci e sia stata intelligemente usata per rigirare il coltello nella piaga per la buona Renata, che sotto secondo me ora sta stringendo le chiappe per paura di una sconfitta, nonostante la letale alleanza di fascisti e cattolici che ha creato... (Nella foto, la reazione della Sinistra alla cazzata, scusate il forbito francesismo, del PdL)
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martedì 2 marzo 2010
Le ultime parole famose
(nella foto la Polverini cerca di trattenere un peto durante un comizio) Forse ho aspettato troppo a dire la mia su questo evento ma era una di quelle notizie a cui uno stenta a crederci e quindi pensavo di essere troppo precipitoso ed essere di conseguenza deriso, ma ora che sono sicuro di quel che è successo posso scrivere tranquillamente! Chiunque viva a Roma (e forse nell'intero Lazio) sa che Casini sostiene apertamente la Polverini e in queste elezioni hanno fatto capolino vari manifesti con impresso il suo faccione e con scritto "sosteniamo solo i migliori". Probabilmente tale slogan è stato messo senza che Pierferdy si informasse per bene sulla sua nuova alleata. Intanto perchè secondo me i cattolici-sgualdrinelle dell'UDC per coerenza non dovrebbero sostenere la Renata perchè è un abortista ed è favorevole alle unioni gay, ma si sa una delle colonne portanti dell'ideologia dei politici cattolici è il trasformismo e il conseguente "chiudere un occhio" se il gioco vale la candela. E poi dubito che Casini riscriverebbe il sopra citato slogan dopo quello che è successo alla lista PdL della Polverini. Sicuramente, se lei dopo questa boiata vincesse avrebbe comunque parecchi svantaggi dato che l'elitè della sua squadra è stata tolta di mezzo grazie a un autogoal. Poi, tornando allo squallido autogoal in questione, potrebbe succedere il miracolo, ovvero che i laziali si accorgono che la candidata ha dimostrato apertamente la sua incompetenza e che quindi vertono su candidati diversi o addirittura si astengono completamente dal voto! Ma la cosa più esilarante è stata quella di uscire e leggere i manifesti scritti dopo l'esclusione della lista PdL, con espressioni indignatissime come "ci impediscono di votare" o "ci tolgono la libertà", quando tutto l'errore è nato per incompetenza dei candidati, e non dello stato! I miei pronostici quindi si fanno meno pessimisti di prima, e speriamo non cambino...
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lunedì 1 marzo 2010
Alleanze scelte male
In questi casi non so se ridere o piangere. Negli ultimi mesi ricorderete che c'è stato un plateale corteggiamento da parte del nostro Silvio nei confronti di Gheddafi. E già questo era parecchio ridicolo, conoscendo l'odio di Berlusconi per il comunismo, così tanto sbandierato in suoi comizi elettorali e in qualche conferenza stampa, e questo a mio parere è condannabile come gesto di profonda incoerenza! E poi adesso risulta che la prostituzione degli ideali "anti-rossi" del buon Silvio è risultata indubbiamente inutile, come risulta da questo articolo del Giornale feltrino! Nonostante questi apparenti buoni rapporti tra il Berly e Gheddafi la Libia ancora ci considera ancora feccia da respingere, come dimostra il fatto che un nostro peschereccio è stato crivellato di colpi nelle coste libiche, la tragedia non c'è stata per fortuna, dato che nessun membro dell'equipaggio è stato ferito, ma chiunque è in grado di pensare può comprendere che Berlusconi, per quanto si ritienga una versione italica di Superman, non è stato in grado di farci rispettare da una nazione straniera (che oltretutto sta indubbiamente messa peggio di noi, sia economicamente, che socialmente parlando) e che il suo leccare i piedi a Gheddafi è stato pressochè inutile.
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