lunedì 14 giugno 2010

Berlusconi nei caraibi?Ci metterei la firma

Devo dire che per me è piacevole venire a sapere che una nazione (anche se è la Bulgaria, che è messa ancor peggio di noi ) ci stimi abbastanza da nominare una piazza ad un personaggio della storia italiana . Il personaggio in questione è Garibaldi e Berlusconi è andato a partecipare all'inaugurazione e al compleanno del premier Bulgaro Boiko Borisov, un aitante 51enne, che a prima vista potrebbe persino sembrare una versione non imbellettata, canuta e ben più alta di statura e robusta del nostro tanto amato premier. Per fortuna tale somiglianza è vaga e si limita all'aspetto fisico e alla corrente politica, essendo di un partito conservatore. Tuttavia spiando sulla sua biografia ci si rende conto che almeno prima di diventare quello che è ora ha fatto la gavetta con lavori veri. Ma sto divagando. La cosa che vorrei evidenzare di questa celebrazione è quello che ha detto il buon Silvio, comprese le ormai consuete gaffe a cui il popolo italiano si è oramai assuefatto. Storpia regolarmente il cognome del collega bulgaro chiamandolo "Boris" invece che "Boiko", perchè probabilmente pensa che all'est europeo tutti gli abitanti dalla Bulgaria alla Russia si chiamino TUTTI Boris; si pavoneggia dicendo che presto farà in modo che loro due vivranno 120 anni (mi tocco per sperare che almeno Silvio non li raggiunga) grazie alle ricerche che si stanno facendo in Italia per aumentare la durata della vita media, ci prova in modo non troppo velato con una procace signorina invasata che gli ha voluto scattare una foto ricordo; fa il figo dicendo che c'è un esercito di donne che vogliono sposarlo (o meglio vogliono sposare i suoi soldi) e che lui è costretto a fare politica perchè se no in Italia non ci sarebbe nessun altro, e se non fosse così lui si sarebbe subito precipitato a vivere nei Caraibi in una delle sue ville ( ei o ce lo manderei volentieri). E, solo dopo tutto questo insipido chiacchericcio decide di parlare del senso del suo mestiere ovvero della politica, in particolare della crisi mediorientale in Iran, argomento per cui spende poco più di una riga scarsa. Se in Bulgaria qualcuno ci rispettava secondo me dopo questo show del premier ora è parecchio indeciso sul nostro conto!
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sabato 12 giugno 2010

Un calcio giusto


Appena ho letto il titolo ho subito sorriso. Ultimamente Prodi è cazzuto, ne dice tante, e soprattutto le dice giuste. Giustissime. La classe dirigente nel centrosinistra di ora è pigra, esistante e specialmente è meno fotogenica di un condotto fognario all'ora di punta. Ed è per questo che il buon Prodi ha esortato la parte giovane del centrosinistra a cambiare le carte in tavola, svecchiando la classe politica dirigente. Niente di più sensato dato che come ho detto prima la classe politica di tale schieramento ha una cornica assenza di carisma, cosa di cui abbonda invece la destra, Berlusconi per primo. E naturalmente, chi fa parte di questi "anziani" non vuole fare i bagagli e preferisce mettere radici sulle poltrone, o meglio le NON poltrone dato che non sono al governo. Bersani infatti timidamente dice che la sua segreteria è formata da quarantenni ergo non così vecchi. Tuttavia secondo me questo sarà pure formato da quarantenni ma le loro menti sono da sessantenni e sono guidati a bacchetta da altri politici di seconda mano. Io spero che le nuove generazioni diano retta la buon "nonno" Prodi e che, usando le sue stesse parole non si comportino da Celestino Quinto gettando la spugna.

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venerdì 11 giugno 2010

Libia espelle l'Unhcr


Le autorità libiche hanno deciso di sospendere le attività dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) sul proprio territorio suscitando la preoccupazione del Consiglio Italiano per i Rifugiati (Cir). Gli uffici dell'agenzia dell'Onu sono chiusi dal 2 giugno scorso.
La notizia dell'espulsione dei funzionari Onu è stata confermata oggi in conferenza stampa dalla portavoce Melissa Fleming che ha dato anche notizia di circa 20 cittadini eritrei rimasti in mare per oltre 24 ore in attesa dei soccorsi e recuperati ieri dalle autorità libiche mentre cercavano di raggiungere Malta.
Laura Boldrini, portavoce dell'Unhcr per l'Italia, si augura che la chiusura sia solo temporanea e fa sapere che l'ordine di sospendere i lavori dell'ufficio è arrivato dal coordinatore del sistema delle Nazioni Unite in Libia. Finora le autorità non hanno fornito informazioni relative ai motivi della chiusura né hanno indicato una data possibile per la riapertura.
La scelta della Libia di sospendere le attività dell'Alto Commissariato mette a rischio le sorti delle migliaia di rifugiati e richiedenti asilo presenti attualmente nel paese, alle quali si aggiungono coloro che arrivano ogni giorno dal deserto e i migranti respinti in mare. La Libia non ha firmato la convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951 e non ha un sistema interno di asilo per cui finora è stato compito dell'Unhcr prendersi cura dei rifugiati presenti nel paese.
L'agenzia è attiva in Libia dal 1991 e in questi anni ha assistito circa 12mila persone tra rifugiati e richiedenti asilo provenienti per lo più dalla Somalia, dall'Eritrea, dalla Liberia e dall'Etiopia. Il Cir insieme all'International Centre for Migration Policy Development (Icmpd) hanno chiesto al ministro degli Esteri Franco Frattini di intervenire e trattare con il governo libico per la riapertura dell'Unhcr.
La richiesta al ministro è stata inoltrata tramite una lettera firmata dal presidente del Cir Savino Pezzotta e dal direttore Christopher Hein. Anche Cecilia Malmstrom, commissaria europea per gli Affari interni e Giustizia, è stata chiamata in causa affinché intervenga per risolvere la situazione.
Dall'aprile del 2009 il Cir insieme all'Unhcr di Tripoli ha avviato un progetto triennale per la definizione di piani per la protezione dei rifugiati e dei migranti e per la gestione dei flussi migratori; piani che prevedono tra l'altro visite ai centri di detenzione per migranti, fornitura di aiuti umanitari e un programma di rimpatrio volontario assistito.
La decisione di Tripoli, giunge dopo gli appelli, sempre più numerosi, di organizzazioni internazionali come Amnesty International o Human Rights Watch, che denunciano gli abusi commessi dalle autorità libiche nei confronti dei migranti, il più delle volte potenziali richiedenti asilo. I racconti degli stessi migranti, raccolti dall'osservatorio Fortress Europe, riferiscono di violenze quotidiane subite da donne e uomini rinchiusi nelle carceri libiche.

Petrolio e i diritti espropriati


La European Coalition on Oil in Sudan (Ecos), coalizione di 50 agenzie umanitarie europee attive in Sudan, ha denunciato, in un rapporto pubblicato oggi, il ruolo ricoperto da un consorzio di compagnie petrolifere, guidate dalla svedese Lundin Petroleum (ex Lundin Oil), nel conflitto civile tra Nord e Sud Sudan, in un periodo collocato tra il 1997 e il 2003.
Tutto sarebbe iniziato quando il governo di Khartoum ha siglato con il gruppo petrolifero un contratto per i diritti di trivellazione di un area denominata Blocco 5A, nel Unity State, in Sud Sudan. La regione, che allora non si trovava completamente sotto il controllo dell'esercito del Nord, è diventata il centro di una violenta disputa tra Khartoum e i ribelli sudisti del Sudan People's Liberation Army (Spla).
Gli scontri hanno provocato la morte di almeno 12 mila persone e lo spostamento forzato di 160 mila abitanti della regione. A questo si aggiungono le atrocità commesse da entrambi i contendenti nei confronti dei civili: la distruzione di scuole, gli stupri e il sequestro di bambini.
«Il Consorzio doveva essere a conoscenza degli abusi commessi dai gruppi armati. Gli stessi gruppi che provvedevano a garantire in parte la sicurezza degli impianti» scrive il rapporto Ecos.
Il gruppo di agenzie ha inoltre fatto appello alle compagnie petrolifere, perché risarciscano gli abitanti colpiti dalle violenze. Il trattato di pace siglato nel 2005 tra Nord e Sud e la successiva costituzione provvisoria, avrebbero fatto sorgere, secondo Ecos, un diritto materiale ad ottenere compensazioni per le ingiustizie subite nel passato. Compensazioni che al momento non hanno mai riguardato le compagnie petrolifere.
Il consorzio, che comprende anche la malese Petronas Carigali Overseas, l'austriaca OMV Exploration GimbH e la sudanese Sudapet Ltd., è accusato di aver dato impulso alla violazione dei diritti umani nella regione.
Un'accusa che la svedese Lundin respinge: «Questo rapporto - ha fatto sapere la compagnia - non presenta alcuna prova che dimostri una qualche violazione da parte dell'azienda».
Ecos ha tuttavia invitato i governi svedese, malese e austriaco a compiere le dovute indagini per verificare il grado di coinvolgimento delle compagnie.

giovedì 10 giugno 2010

Contribuire alla morte della libertà

Il Partito Decrepito ha dato l'ennesima dimostrazione di assenza di attributi, scegliendo la via più codarda per quanto riguarda il decreto anti intercettazioni, ovvero dopo aver detto in modo lamentoso che è il giorno della morte della libertà hanno deciso di rendere tale morte più semplice, invece he lottare per impedirla, infatti "per protesta" hanno deciso di lasciare l'aula. Fuggire dal pericolo insomma, lasciando agli avversari la possibilità di perseguire nei loro obiettivi. Per fortuna la tattica del senzapalle è stata rifiutata dall'Italia dei Valori, che ha deciso di occupare il senato per cercare di impedire tale obbrobbrio etico. Purtroppo Di Pietro e company sono stati poi mandati via dopo essere rimasti tutta la notte a "presidiare" l'aula, ma almeno, a differenza dei Democratici maestri di pusillanimità hanno cercato di farsi valere in modo concreto. Probabilmente pure questo decreto passerà e sembreremo sempre più simili all'Inghilterra di "1984" di George Orwell rispetto che uno stato moderno e civilizzato.

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mercoledì 9 giugno 2010

Alleati infidi


Si sa ormai. L'UDC, aiutando la Polverini (e non solo!) ha ormai fatto capire come ragiona in fatto di alleanze. Quindi qualsiasi persona mediamente intelligente di Sinistra (ma purtroppo di solito le due cose non vanno a braccetto) dovrebbe avere capito che i candidati cattolici e il loro elettorato non possono certamente essere degli alleati affidabili e degni di fiducia. Tuttavia formano un numero non proprio trascurabile e quindi a Sinistra (o meglio, alla presunta tale) l'intelligena viene meno e si cerca di giungere a fragili alleanze formate con queste serpi. Di Pietro però, ha capito di che pasta sono fatti quelli dell'UDC e giustamente ha deciso di distanziarsi, ma il PD, guidato da una marionetta di D'Alema di cui non mi sforzo nemmeno di dirvi il nome, non è della stessa opinione e, nonostante che l'UDC abbia praticamente URLATO di essere un alleato inaffidabile, continua a esserci nel Partito l'idea dell'inciucio coi cattolici. Ed ecco che il buon Tonino fa l'unica cosa sensata, ovvero la dice chiara ai democratici: Scegliete. o l'UDC o l'Italia dei Valori. Forse Di Pietro non ha molte possibilità che il PD scelga un partito di idee politiche chiare come l'IDV, dato che il Partito Democratico stesso è un'accozzaglia di idee annacquate male. Tuttavia cos'altro poteva fare?
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domenica 6 giugno 2010

66 anni fa non è successo NULLA


Invece qualcosa è successo,ricordiamolo ai due fondatori di Google. La cosa a dir poco comica è che entrambi hanno origini ebraiche, quindi la seconda guerra mondiale, almeno in teoria avrebbe dovuto essere minimamente importante. Invece per loro è più importante cambiare la veste grafica per la nascita di Gabor (primo teorico della tecnologia olografica), di Pacman, di Tetris, della lingua esperanto (un'utopia almeno a mio parere alquanto irrisoria), ma non per uno degli eventi più importanti della storia del '900. Il 6 Giugno 1944 è il D-Day, ovvero il giorno in cui scatta la cosiddetta operazione Overlord, intrapresa dagli alleati angloamericani per liberare la Francia dagli occupanti tedeschi. Ammetto che so praticamente a memoria la data di questo evento e i nomi dei luoghi cruciali di questa campagna della seconda guerra mondiale grazie più alle industrie videoludica e cinematografica più che per merito dei libri di storia, ma questo non mi toglie il diritto di parlarne. Sò che è stata un'operazione bellica di dimensioni epiche e ha visto sul campo un arsenale vastissimo coinvolgendo migliaia e migliaia di soldati, supportati da veicoli di terra, mare e aria. Famosissima è la spiaggia dal nome in codice "Omaha", una delle spiagge più difficili da conquistare. Essa è costata la vita di 4500 combattenti alleati, alcuni dei quali morti prima di toccare le spiagge normanne, perchè annegati dopo aver visto distrutti i loro mezzi da sbarco, o dilaniati dalle letali mitragliatrici dei tedeschi.Senza poi contare l'intervento decisivo dei paracadutisti americani e britannici che hanno indebolito i tedeschi dietro le linee nemiche, riuscendo a sottrarre agli avversari località di elevato valore strategico che avrebbero dato un certo vantaggio al possessore, come ponti, cittadine e strutture militari di vario genere.

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venerdì 4 giugno 2010

Una giusta conclusione

In Francia ha fatto capolino un episodio di quelli che in Italia è la regola: un ministro del fronte di Sarkozy ha insultato uno dei militanti del suo partito, perchè "non corrispondeva al prototipo" dei sostenitori che vorrebbe. Il povero militante ha il brutto vizio di avere origini arabe e quindi non può essere considerato un Francese DOC, l'offesa arrecatagli però è stata giustamente punita, dato che Hortefeux, il politico in questione, è stato costretto a sborsare una multa. A sapere certe notizie si ha una reazione strana. Da una parte si è felici perchè un caso di razzismo viene giustamente sanzionato da uno stato civile, dall'altra tornando all'interno dei confini italici, ci si rende conto che noi tra gli stati civili, ancora non possiamo rientrarci in modo dignitoso. Basti pensare alla Lega Nord, che non solo da quando è nata a questa parte riesce a farla franca senza rispondere della sua inciviltà e del suo disprezzo nei confronti dello Stato italiano (a parte pochi casi di giustizia ottenuta in modi poco ortodossi, Vedi Borghezio GIUSTAMENTE malmenato in un treno qualche anno fa da un gruppo di sinistroidi che fortunatamente si trovava in quel treno), ma è anche una forza politica inquietantemente potente che (in particolar col governo Berlusconi di adesso) riesce a influenzare notevolmente il paese.
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mercoledì 2 giugno 2010

La Repubblica dei tagliuzzamenti


Oggi come ben si sa L'Italia celebra la Festa della Repubblica, festività quasi fuori posto dato che in una Repubblica degna di questo nome non si dovrebbero, almeno in teoria, trovare censura, tagli ai lavoratori statali, un'organizzazione del lavoro che dà più importanza al cognome che alla produttività e alla competenza e giornali di regime che inneggiano allo sparare contro imbarcazioni turche. Senza contare che tale festa è anche anacronistica dato che nel Nord Italia c'è qualcuno che invece di essere felice di fare parte di uno stato (almeno in teoria) moderno preferisce tornare alla divisione del paese. I leader leghisti simpaticamente hanno evitato di festeggiare la giornata. E mentre questo evento viene ipocritamente festeggiato da un governo semi-dittatoriale qualcuno ci ricorda una cosa. Il qualcuno è il sindaco dell'Aquila, che per protesta ha assistito alle celebrazioni del 2 Giugno non indossando la fascia tricolore e la cosa per cui ha protestato penso l'abbiate già capita leggendo "L'Aquila". Infatti non solo la situazione non si è ristabilita, ma il governo sopra citato ha smesso di aiutare la ricostruzione tagliando anche i fondi destinati agli aiuti per le zone colpite dal sisma.

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martedì 1 giugno 2010

Bono e i videogiochini demenziali


ONE Hurl Berl
Bono Vox non mi fa impazzire, nè come persona nè come cantante. Questo per la sua fissazione quasi morbosa per le azioni umanitarie (non che mi oppongo a tali azioni ma secondo in fondo in fondo è un modo per aumentare la sua celebrità, come succede per moltissimi VIP) Ma stavolta mi è stato simpatico pubblicando sul suo sito questo simpatico gioco (vedi ONE Hurl-Berl) rallegrando il mio orgoglioso spirito antiberlusconico. L'obiettivo del giochinoi demenziale è improvvisarsi campioni di lancio del peso e scagliare con forza il malcapitato premier più lontano possibile. Anche se il gioco è stato creato per un motivo diverso dallo scarso operato di Berlusconi in Italia e chi, come me non ne può più di questo infido nanerottolo può sfogare il suo odio lanciandolo da una parte all'altra dello schermo, senza doverlo seguire a Milano armato di statuina del Duomo. Buon divertimento! Chi vuole può anche firmare la petizione nel sito iniziata per cacciare Berlusconi dal G8. Il motivo che ha indotto Bono alla sua creazione ludica sta infatti nelle promesse non mantenute di Silvio, che a quanto pare ce ne sono anche all'estero e non solo nel Belpaese: infatti anni fa Berlu aveva promesso di aiutare monetariamente parlando l'Africa, ma come si può ben capire ha mancato (di nuovo) alla promessa data


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