domenica 11 settembre 2011

Tour Eretico: Io c'ero






Ieri sera il Tour Eretico ha fatto una tappa nell'auditorium di Roma. Devo ringraziare profondamente un amico per avermi messo a conoscenza dell'evento, e sopratutto per avermi acquistato un biglietto per potervi partecipare. Non sono mai stato un "concertaiolo", dato che di solito so a malapena i testi delle canzoni che ascolto (Vergogna cada su di me) e tendenzialmente dopo un'ora e mezza di musica tendo ad annoiarmi così. Con Capa non è stato così conoscevo tutte le canzoni e non mi sono sentito un ignorante della peggior specie come è invece successo ad un concerto dei Within Temptation, durante la mia troppo breve permanenza a Budapest, in cui sapevo a fatica qualche ritornello. D'altronde con Caparezza non si assiste solo ad un musicista colto che riempie di chicche e citazioni, a volte molto raffinate i testi delle sue canzoni, ma ha una presenza "teatrale" molto influente, e riesce intrattenere il pubblico non unicamente con le sue canzoni ma anche con intermezzi divertenti con cui parla al suo pubblico, spesso (Giustamente) adorante. La scelta dei pezzi ha incluso canzoni di tutti i suoi album iniziando con un 'entrata in scena demenziale seguita da "Ilaria condizionata" dell'album "Le Dimensioni del Mio Caos". È stata la prima volta che ho visto il cantante dal vivo (anche se purtroppo non da distanza ravvicinatissima) e questo ha dato la sua considerevole soddifazione. Purtroppo si porta ancora dietro nel suo "staff"quel figaccione musicalmente insipido detto Diegone. Nessuno è perfetto, nemmeno il mitico Capa.




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giovedì 8 settembre 2011

Un imbecille da competizione


Accade in quel di Bologna l'ennesima prova del comportamento a dir poco ridicolo dei leghisti. Un 52enne friulano è stato multato per aver parcheggiato in un divieto di sosta, non contento della giusta contravvenzione ha pensato bene di prendere a insulti e parolacce i vigili colpevoli di averlo beccato, aggiungendo che tali vigili "dovrebbero prendersela con Marocchini e Maghrebini" e non coi Padani D.O.C. come lui. Il coglione ha anche minacciato di procedere per vie legali perchè, avendo un permesso per handicappati (lo credo bene, con un cervello così tarato puoi soltanto : ad essere un handicappato, almeno mentalmente parlando) . Il risultato è stato esilarante dato che a prendersi l denuncia è stato lui, per oltraggio a puibblico ufficiale e il suo ipotetico permesso sono in corso accertamenti (quindi potrebbe persino essere che il leghista oltre che coglione e leghista è anche un meschino bugiardo). E questa è la cosa divertente. La cosa ben meno piacevole è sapere che incapaci simili hanno il diritto di voto allo stesso modo dei cittadini degni di questo nome e hanno avuto il loro ruolo nel portare all'Italia una squadra di governo formata da ignoranti e incompetenti.
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martedì 6 settembre 2011

il guardiano degli innocenti di Andrzei Sapkowskij





Lo ammetto. Ho sentito nominare questo autore polacco per la maggior parte grazie alla mia passione per i videogiochi di ruolo, e non in modo "indipendente" .Fatto sta che che dopo aver provato il videogioco The Witcher (dell'anno 2007, ma giocato e recensito dal sottoscritto nel 2009) è maturato in me un certo interesse per l'autore ma lì per lì non ho saputo dissetare tale "sete" e mi sono arrangiato. Pochi giorni fa in un giro in libreria trovo questo libro con il nome di Sapkowskij stampato sopra. decido di procurarmelo. Soldi ben spesi perchè lo ritengo interessante e dotato di uno stile scorrevole. Parlando del contenuto "Il Guardiano degli Innocenti" è una raccolta di racconti, i quali narrano alcune avventure dello "strigo" (una non riuscitissima traduzione del termine originale polacco Wiedzmin inglesizzato a sua volta in Witcher) Geralt di Rivia. Lo strigo è considerato dalla gente comune un "male necessario", un combattente ferrato nelle arti magiche e alchemiche, "specializzato" nell'uccisione di mostri, e per raggiungere tale eccellenza è stato costretto ad abbandonare, lui stesso, parte della sua umanità. Infatti Geralt, e tutti gli ormai pochi strighi di questo mondo fantasy per via delle varie conseguenze del loro addestramento/trasformazione hanno i capelli bianchi (per via delle varie sostanze assunte per divenire cacciatori di mostri), talenti e riflessi superiori alla media e di conseguenza sono considerati personaggi scomodi dagli umani "normali", che si limitano ad ingaggiarli e a cacciarli al più presto, per ignoranza e superstizione.I sei racconti sono intervallati da brevi capitoli che rappresentano dei flashforward che vedono il buon Geralt alle prese con la guarigione da una dolorosa ferita riportata in una delle sue imprese (la prima narrata nel libro), in un antico tempio abitato da sacerdotesse. Qui però non ha vita facile dato che i ricordi dolorosi del suo amore per la bella Yennefer lo tormentano insieme a due cavalieri suoi nemici. Ma il piatto forte è nel passato del protagonista. Il buon Sapkowskij propone ai suoi lettori alcune storie originali che, in alcuni casi strizzano l'occhio alla letteratura fantastica. Non mancano "citazioni" alle favole classiche, rese ben più mature e portate in un contesto più cupo pieno di spunti interessanti e tematiche ben più mature del fantasy "standard".



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lunedì 5 settembre 2011

Sorpresa! (Ma anche no)




Alla fine è successo, ma va detto che un po' me lo aspettavo: Berlusconi riprende da Alfano lo scettro della candidatura del 2013, le reazioni sono molte sia dall'uno che dall'altro fronte, ma non le ritengo di eccessiva importanza per cui non sento la necessità di parlarne, sopratutto perchè, come ho detto è un evento che si poteva benissimo ipotizzare. Guardiamoci in faccia: Berlusconi sta perdendo colpi (anche se il tutto è silenziato da una curatissima rete di mass media, da una demagogia della più rudimentale specie e dalle menti ormai atrofizzate e apatiche dei cittadini italiani che si fanno sentire unicamente nei casi più estremi) e deve salvarsi la faccia. Alfano è, si uno dei fedelissimi del Nano ed è utile a livello cosmetico dare le redini ad un volto (relativamente!) nuovo del PdL, tuttavia Alfano non è in grado di accumulare lo stesso numero di seguaci di Berlusconi, tanto che probabilmente molti dei sostenitori di Berlusconi potrebbero diminuire la propria fedeltà ad un governo non retto dal loro prediletto, o addirittura ritirare del tutto il proprio sostegno. E Silviottolo ha bisogno di tutto il suo potere per provare a sopravvivere al 2013, in caso contrario si rischierebbe tutto mettendo al potere un fantoccio che rischia di crollare sotto le responsabilità ereditate dal Cavaliere.


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lunedì 22 agosto 2011

Governo ladro o più semplicemente INCOMPETENTE?

Qualcuno forse si chiederà perchè sono stato assente per un discreto numero di giorni. La riposta è che tra un troppo breve viaggio a Budapest, una lunga mancanza di ispirazione e la solita pigrizia mi hanno costretto al silenzio stampa. Appena tornato dall'Ungheria sono venuto a sapere della manovra finanziaria che ha tanto fatto piangere il nostro premier che si è asciugato le lacrime con un fazzoletto di purissima seta e qui non ho avuto molto di originale a parte bestemmie non pubblicabili, in seguito ho saputo della voglia di neutralizzare i piccoli comuni e non ho avuto nulla da dire. Poi ieri per puro caso mi sono imbattuto in un'altra notiziola, e stavolta non riesco a stare zitto. 6 frequenze televisive in crisi, dal valore complessivo di 3 miliardi di euro potrebbero essere vendute a reti televisive in grado di investire una tale ragguardevole cifra, che potrebbe finire dritta nelle casse statali e contribuire ad alleggerire la penosa manovra tremontiana inflitta all'Italia. Sarebbe tutto perfetto e invece no. Il governo Berlusconi ha optato per REGALARE queste frequenze alle varie reti televisive nazionali. Come direbbe il Bersani crozziano <> Stiamo subendo una manovra che mutilerà ulteriormente i fondi dello stato italiano e ci mettiamo a fasre i Babbo Natale? Per fortuna l'opposizione si è comportata bene e ha fatto il suo lavoro, cioè opporsi a questo macello. Ora è pronto un emendamento per fermare questa catastrofe però una cosa simile dovrebbe far riflettere: il governo non sa gestire in modo decente le proprie risorse e rischia di danneggiare gravemente lo stato italiano. Siamo sicuri di potere dare fiducia ad un governo così (per usare un pietosissimo eufemismo) maldestro?
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mercoledì 3 agosto 2011

La Torre del Tempo di Sergej Luk'Janenko


Quando sono a Roma da molto tempo a questa parte oramai per pigrizia la mia attività di lettura di svago si limita esclusivamente a qualche fumetto. Per fortuna, in mancanza della droga videoludica e del computer in generale riesco ancora a divorare libri l'ho provato questi giorni in campagna. Ho letteralmente assaltato questo libro, opera di uno dei miei scrittori preferiti. E vi dirò perchè mi attrae tanto. Luk'Janenko ha uno stile molto scorrevole, tanto che ho letto 430 pagine in meno di tre giorni e condisce tutto con citazioni letterarie, (in un passo de "la torre del tempo" arriva addirittura a citare una sua stessa opera e il proprio nome!) musicali e persino videoludiche. Una particolarità del romanzo è che all'inizio di moltissimi capitoli (scritti rigorosamente in prima persona) vi sono voli pindarici che, a mio parere risultano pieni di spunti che riportano per qualche attimo il lettore fuori dal contesto del romanzo e lo invitano a riflettere su argomenti di vario genere, siano essi di tipo etico-morale, o riguardanti episodi di vita quotidiana se non quotidianissima, o persino riflessioni di tipo scientifico. Ma passiamo al plot vero e proprio. Kirill è un venticinquenne russo che vive a Mosca in un modesto appartamento insieme al suo cane, un fedelissimo terrier che possiede da 3 anni e ha un impiego manageriale in una ditta di informatica . Un giorno però si reca a casa trovando una situazione paradossale, il suo adorato cane gli è apertamente ostile, come se non lo conoscesse minimamente, appartamento è stato completamente riarredato e al posto suo vi abita una giovane donna che dopo una discussione con il protagonista difeso dai suoi vicini di casa riesce ad avere la meglio perchè dai documenti che possiede risulta di essere in regola e di non avere rubato il domicilio a Kirill. Senza una casa il protagonista si ritrova smarrito e vede la sua intera vita che gradualmente viene cancellata: al lavoro non risulta più come impiegato e qualsiasi documento certifichi la sua identità non esiste più, persino la sua carta d'identità diventa illeggibile e si sgretola. La disperazione è sempre più opprimente finchè una strana telefonata non lo guida fino ad una stazione moscovita, dove trova una misteriosa torre idrica. Kirill apre la porta di questa e dopo un sonno ristoratore si accorge di essere parte di un disegno più ampio: la vita del ragazzo è stata "cancellata" per farlo diventare un "funzionale", una sorta di "Superuomo" in grado di arrivare all'eccellenza in un campo, a patto si trovi in una determinata area geografica. In particolare Kirill è divenuto un doganiere, ed è incaricato di gestire la sua nuova casa, che è una sorta di crocevia tra diversi mondi in ognuno dei quali il tempo ha seguito un andamento diverso da quello che noi tutti conosciamo...
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sabato 30 luglio 2011

Un capro espiatorio

Bossi, e spesso i i leghisti in generale hanno bisogno di sparare ogni tanto qualche cazzata, se no, poverini non si sentono realizzati, e per sentirsi tali a volte le devono dire DAVVERO grosse, prima c'è stato Borghezio che condivide le idee di Breivik e ora Umberto punta il dito contro il povero Napolitano, accusandolo di essere stato lui a volere la guerra in Libia e non il nanico e un tempo stempiato amichetto della Lega. Invece sappiamo tutti come è andata: prima Berlusconi aveva un rapporto a dir poco idilliaco col buon Gheddafino e ha anche preteso che il leader libico fosse onorato con frecce tricolore a tema e un'accoglienza principesca. Poi c'è stato il patacrac con la rivoluzione in Libia, che ha fatto capire allo Chevalièr che forse aveva puntato sul cavallo zoppo. E da lì ha iniziato a imbarazzarsi e a smettere di trattarlo come l'anima della festa cominciando invece a vederlo come lo sfigato di turno e di conseguenza ad ignorarlo. Poi c'è stato l'intervento della Nato e lui nonostante il ritardo alla fine è dovuto entrare in guerra, ed è stato lui a deciderlo, non il povero Napolitano. Non credo infatti che il buon Giorgio ha costretto Silvio a dichiarare guerra ai libici minacciandolo con un coltello alla gola. Però evidentemente Bossi questo o non lo ha capito o fa il finto tonto e invece di accusare un alleato che seppure imbarazzante lo fa campare al governo, sceglie di attaccare il mite Napolitano perchè, così almeno ha qualcuno con cui sfogarsi in modo non autodistruttivo.
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martedì 26 luglio 2011

Call Of Feltri: Borghezio Warfare




Come premessa vorrei dire che il titolo dedicato a Borghezio per il suo ambiguo intervento sulla strage in Norvegia, manifestando sia una condanna della violenza efferata, ma condendo il tutto con il pubblico sostegno delle idee espresse dal maniaco (e affermazioni del genere in un paese civile dovrebbero bastare per condannarlo ad una discreta permanenza in un carcere, possibilmente come raccoglitore di saponette nelle docce) e a Feltri in onore della sua ignobile affermazione sulle vittime di Utoya, ritenute codarde (vorrei vedercelo, io, a cercare di placcare un invasato armato di mitragliatrice) Per quanto riguarda l'immagine essa è invece un fotogramma del videogioco Call Of Duty Modern Warfare 2. In particolare la foto è tratta da un livello del gioco che ha dato vita a tantissime discussioni per via della crudezza di ciò che è stato rappresentato ovvero un gruppo di terroristi russi che fanno irruzione in un aereoporto civile russo portando in atto una carneficina di innocenti in cui il giocatore, un agente Cia in incognito, è costretto o a partecipare lui stesso impallinando qualche civile o assistire impotente al massacro limitandosi a difendersi dal personale dell'aereoporto in grado di fare fuoco sulla squadra di invasati. Ed è contro scene come queste che ultimamente i media si sono accaniti accusando i videogiochi di avere instillato in menti come quella di Breivik pensieri di follia omicida. Il tutto senza accorgersi di una cosa. Breivik è, si, un pazzo che a detta di conoscenti aveva interessi nella videoludica, ma non penso che si sia voluto imbarcare in un impresa tanto orrenda perchè pochi minuti si era entusiasmato giocando a Call Of Duty,Medal Of Honor o Pacman e che volesse prolungare il divertimento facendo pratica su bersagli umani. Senza contare che invece di incolpare un gioco elettronico bisognerebbe togliersi il prosciutto dagli occhi e vedere le cose come stanno: le idee di Breivik non sono certamente nate dal nulla, ma sono una degenerazione (ulteriormente incivile) di posizioni politiche che nella società occidentale contemporanea iniziano a divenire una costante: basti pensare a tutti i mini e macro partiti che stanno diventando sempre più popolari, come Lega Nord, e Forza Nuova parlando di esempi italici ma anche la BZO austriaca. C'è quindi da comprendere che di Breivik ce ne potrebbero essere molti di più, e qualcuno, di poco meno instabile ricopre già cariche istituzionali.



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venerdì 22 luglio 2011

Impegni piccanti

Oramai sfruttare le risorse dello stato italico per i propri capricci è diventata una sorta di prerogativa per i membri del PdL: oltre al Silvione anche i suoi sottoposti non si fanno scrupolo nell'usare tali privilegi. La cara Polverini infatti ha fatto uso di un elicottero per raggiungere Rieti per un importantissimo evento determinante per il suo ruolo di presidente della regione Lazio: la festa del peperoncino a Rieti. Già il fatto che ci va in elicottero e non con mezzi normali è motivo di riflessione, ma ditemi perchè invece di lavorare si imbatte in divertenti scampagnate.

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sabato 9 luglio 2011

Un ritardo dispendioso

Di norma si può dire semplicemente che Berlusconi non mantiene le promesse fatte per quanto riguarda quelle che rigurdano lo stato che governa, ma a onor del vero va detto che anche a Sinistra qualche volta è successo altrettanto. Però Berlusconi non si limita a deludere in decisioni statali ma anche in casi meno determinanti. Accade infatti che a Lampedusa era prevista una visita del premier, il quale avrebbe dovuto, insieme alla figlia Marina controllare i lavori della sua fantomatica nuova villa . Tuttavia l'attesa non è stata soddisfatta. E non solo! Pare infatti che la permanenza era già stata organizzata a puntino: era stata predisposta una scorta per Cavaliere e figlia consistente in mezzi di proprietà della polizia, erano state preparate le vetture con cui i due avrebbero potuto visitare Lampedusa, che sono state fatte sbarcare da un apposito traghetto proveniente da Agrigento. In parole povere non solo Lampedusa rimane a bocca asciutta e non riceve la gradevolissima (dipende dai gusti) visita del premier gnomesco, ma è stata anche costretta a mobilitare fondi e risorse dalla dubbia utilità che finora sono andati platealmente sprecati.

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