venerdì 14 ottobre 2011

Fiducia malriposta

Il governo regge. Berlusconi ottiene la agognata fiducia necessaria a rimanere a galla e continuare a governare. Purtroppo una grandissima responsabilità di quest'ennesima vittoria nanesca è di alcuni membri del parito dei radicali e dell'SVP che hanno contribuito al fatale raggiungimento del quorum (mentre il grosso dell'opposizione si era accordato sull'assentarsi in parlamento) e quindi, come sempre più spesso succede il Nano sopravvive grazie all'imbarazzante mancanza di coesione dell'opposizione. E gli Italiani antiberlusconici come il sottoscritto sentono un sempre più acuto bruciore all'altezza dei glutei.


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mercoledì 12 ottobre 2011

Tutti giù per terra

La maggioranza va sotto. Scilipoti non ha potuto votare perchè assente in parlamento, intervistato si giustifica: i capigruppo della maggioranza non potevano farmi una telefonatina e avvertirmi che il governo rischiava di sprofondare? Così potevano discutere sulla parcella.
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Ora la segretaria dello studio di agopuntura di Scilipoti avrà il doppio del lavoro: dovrà gestire sia le visite che i voti a domicilio.
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Già vedo la pubblicità: Ti mancano dei voti? Per te c'è Squillypoti!
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La Russa fa fatica a parlare inglese correttamente tanto da impappinarsi nel bel mezzo di una conferenza stampa. Tra un ministro dell'istruzione convinto dell'esistenza di un tunnel elvetico-abruzzese e un ministro della difesa che quando parla sembra Super Mario non so cosa posso aspettarmi in futuro!



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giovedì 6 ottobre 2011

Frittate rivoltate

Il web questa settimana è stato un luogo ancora più caotico del solito con gli scioperi di Nonciclopedia e Wikipedia e come se non bastasse con la morte di Steve Jobs (di cui sono venuto a conoscenza si e no mezz'ora fa). Rassicuratevi non parlerò di tutte e tre queste cose, su Nonci ora che è tornata operativa (anche se senza il bellissimo articolo contro Fiasco Rossi) non ho nulla da dire e su Jobs a parte doverose condoglianze non saprei dove andare a parare. Rimane Wikipedia, anche perchè i cari servi dei servi (alias i giornalisti del quotidiano "Il Giornale") hanno inconsciamente contribuito alla mia ispirazione. Mentre su internet si fa strada la giusta indignazione per lo sciopero dell'enciclopedia online il Giornale esulta cogliendo l'occasione di attaccare Wikipedia con il solito metodo dello sputare fango, dicendo che l'intento di tale sito è "dare la possibilità di disegnare il vostro ritratto pubblico ai vostro peggior nemico". Se posso dire la mia quest'affermazione è sintomo di CHIARISSIMA coda di paglia, dato che se una persona sa di essere inattaccabile non accusa segni di paura di questo genere. Inoltre il giornalista che ha scritto l'articolo, tale Massimiliano Parente arriva anche a rigirare la frittata sull'argomento censura: ad essere oggetto di violenza non è la rete, che il governo attuale sta cercando chiaramente di limitarne a tutti i costi la libertà, ma i cattivi secondo il giornalista sarebbero gli scrittori di Wikipedia perchè colpevoli dell'istituzione nel sito di una dittatura dell'anonimato! Per finire in bellezza Parente conclude simpaticamente dicendo "Wikipedia chiude, alla fine è una bella notizia, alla fine purtroppo sarà solo una finta, ma io intanto mi godo l’attimo fuggente e "stappo lo spumantino e faccio cin cin con la mia Treccani." simboleggiando con la Treccani quella che è una fonte prevedibile e invariabile nel corso del tempo, perchè si sa, chi è dalla parte di chi comanda teme qualsiasi cambiamento che lo possa far scivolare dalla poltroncina tanto adorata. Farei poi notare che la Treccani è si una fonte di tutto rispetto, ma oggigiorno con la possibilità di usare la rete per una rapida ricerca è ben più immediato fare qualche clic e recarsi su Wikipedia piuttosto che rovistare in tutta la casa e cercare l'enciclopedia cartacea di turno, sfogliare pagine su pagine per trovare l'agognata informazione. Ma questo evidentemente al Giornale non sono riusciti a capirlo.

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lunedì 3 ottobre 2011

Non esisti, quindi TACI!





De Magistris ha qualcosa che manca alla maggior parte dei politici della Sinistra italica contemporanea, ovvero un carattere energico. E soprattutto sa rispondere con le rime alle provocazioni. Infatti al telegiornale di Tele Padania, che lo ha punzecchiato in modo rozzo e non troppo velatamente offensivo ha ribattuto, e con decisione. Il buon "Gigino" ha detto che non ha nulla da imparare dato che, come ha dichiarato il conterraneo Presidente della Repubblica italiana, la Padania NON ESISTE, e che quindi sarebbe ridicolo ascoltare i consigli dati da una rete televisiva che giudiziariamente parlando non esiste nemmeno. Il tutto detto in modo civile, aggettivo che per i leghisti è cosa sconosciuta e misteriosa.



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domenica 2 ottobre 2011

E i leghisti dove li buttiamo?

Devo ammettere che la notizia in questione l'ho letta mentre bighellonavo su Facebook, e incuriosito ho cliccato questo link. Per chi non è interessato a vedere il video appena linkato posso riassumerlo in poche parole: Due tizi padani, un maschio e una femmina, che chiamarli giornalisti è un ridicolo eufemismo mandano un messaggio pieno di rozzo sarcasmo diretto ai Napoletani e soprattutto a De Magistris, in cui dicono al buon sindaco di insegnare tramite un video esplicativo su come buttare i resti di una pizza presa in pizzeria (dato che, si sa i Napoletano mangiano UNICAMENTE colazione, ed in tutti i pasti colazione compresa) dividendo i rifiuti nelle varie categoire, ovvero carta plastica e umido. Il problema non è tanto il video ma quelo che lo accompagna, ovvero i commenti acidi dei due padani: la donna parla come se il pubblico fosse composto da una massa informe di imbecilli e l'omino si limita a dire qualche commentino acido per punzecchiare De Magistris riguardo alla trentennale emergenza rifiuti. E quindi il titolo che ho scelto pone un quesito ai due burloni: se la forchettina di plastica va nel contenitore dell' indifferenziato e il tovagliolino idem dove le cestino le testoline di cazzo come voi due?Citando un mio amico potrei mandarvi direttamente nell'inceneritore.
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giovedì 29 settembre 2011

Giorno di Svolta

Penso di non essere l'unico a credere che il PD, fin dalla sua nascita politica, non abbia mai dato veramente prova di voler cambiare concretamente il paese, ed è per questa mia rassegnata e pessimista opinione che sono rimasto stupito da quel che è successo oggi: Il piddì ha fatto passare in parlamento una proposta molto seria, ovvero l'estendere anche alla scuola pubblica parte dei fondi ottenuti dall'otto per mille della chiesa cattolica. Per fortuna il tutto non si è limitato ad una semplice massa informe di buoni propositi dato che tale iniziativa è stata supportata tanto da "sconfiggere" il governo, che vi si è ciecamente opposto per preservare gli interessi suoi e della chiesa. È a dir poco inquietante osservare di come questo governo attuale si scagli così violentemente contro un'iniziativa che potrebbe risollevare le tristi sorti dell'istruzione italiana. Congratulazioni al Partito Democratico per questa vittoria, sperando che non sia la prima e che dopo questa dimostrazione di "cosiddetti" non sia un caso più unico che raro nella sua politica.



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martedì 27 settembre 2011

Risvegli pesanti


Sarò sincero. A parte il fumetto Dago e poco altro, non sono un avido lettore di fumetti. Odio il periodo storico della conquista del West e di conseguenza snobbo senza pensarci troppo Zagor e similari. Non impazzisco per il genere horror e a parte qualche videogioco del PC "consumo" pochi prodotti del genere, e quindi non ho la passione per Dylan Dog. Nonostante questo non sono un idiota: riconosco perfettamente che il fumetto italiano ha la sua valenza, basti pensare che, col raccapriccio dei fan gli statunitensi hanno persino girato un film su Dylan Dog. E quindi non posso rimanere indifferente dato che ho saputo, pochi minuti dopo avere iniziato la giornata, della morte avvenuta ieri, all'età di 79 anni, di Sergio Bonelli, che ha creato il fumetto Zagor e ha reso conosciuto a livello internazionale con la i maiuscola quello che è considerato il capolavoro di Sclavi. È sempre un colpaccio leggere queste notizie, dato che, in Italia coloro che creano prodotti di alta qualità, di qualsiasi campo, sia esso cinematografico, letterario, gastronomico o scientifico) sono sempre di meno e dilagano invece creatori alquanto scarsi(vedi Moccia ed altri produttori di infimo ciarpame) che non danno certo lustro all'Italia.
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giovedì 22 settembre 2011

Senti chi ciarla




Di solito il cambio di gestione delle attività cerca di dare almeno l'apparenza di un effettivo cambiamento. Per assurdo se un ristorante cambia cuoco le specialità culinarie potrebbero venire sostituite da altre, può cambiare di conseguenza la clientela e tante altre cose, o un Pub può cambiare gestione e variare la scelta di cocktail disponibili, musica fatta ascoltare e tante altre cose che non mi vengono in mente. In altri casi no: cambia il "capoccia" ma rimane tutto come prima. Il Giornale è uno di questi. Dopo qualche tempo trascorso sotto la guida di Giordano e poi di Feltri lo scettro è passato a Nosferatu, all'anagrafe Alessandro Sallusti, ma sotto questi 3 bei signori la "merce" esposta sul giornale è sempre la solita: articoli pieni di acidità, sarcasmo di infimo livello e tesi a minimizzare sconfitte del regime nanesco e le (purtroppo non troppe) vittorie di chi vi si contrappone, apologie del Cavaliere e soprattutto bombardamenti a base di fango su chi osa dubitare della maestà di Berlusconi. Oggi (e non è la prima volta) la vittima è il presidente Obama, accusato di farsi mettere i piedi in testa dal Presidente turco Erdogan e di essergli sottomesso. Quello che il servetto di Sallusti in questione non comprende è che:


(1) Obama non può permettersi di fare lo sbruffone con la Turchia, perchè non è intelligente attirarsi l'odio di una nazione perennemente in bilico tra Occidente e Oriente e dotata di una potenza militare non trascurabile.


(2) La "sottomissione" di cui parla il Giornale non è nata grazie al buon Barack, ma grazie a George W. Bush, che fin dal 2003 ha trovato una certa ostilità nei confronti della Turchia, tanto che quest'ultima ha negato agli U.S.A. il diritto di far transitare le sue truppe dirette in Iraq e si è sempre trovato in rapporti delicati con la Turchia (e guarda un po' la coincidenza, il sottomesso George W. Bush è stato, fino alla sua "morte politica" uno dei più grandi amici di Berlusconi)


(3) È a dir poco ridicolo che il Giornale, noto lacchè di Berlusconi accusi di servilismo qualcuno, sia perchè il Giornale stesso bacia i tacchi del Cavaliere, sia perchè, se non scoppiava la guerra contro Gheddafi, forse ora Berlusconi non si limiterebbe a baciare le mani di Gheddafi ma le sue labbra potrebbero toccare anche ben altre parti del corpo del Rais libico (e forse non solo in senso metaforico).


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lunedì 19 settembre 2011

Soprese settembrine

Oggi mi sono dovuto sottoporre ad un regolare controllo in ospedale (per la precisione il San Camillo Forlanini di Roma) per motivi che non spiegherò, dato che non hanno alcuna rilevanza in quello di cui voglio trattare nel post. Quello che mi interessa principalmente è invece un cambiamento che ho notato, probabilmente conseguenza dei giochini tremontiani di questi recenti tempi, ovvero quello del prezzo della visita. L'ultima volta che sono andato in quest'ospedale risale più o meno a metà Giugno e allora ho dovuto pagare la modesta cifra di 16,91 euro, e uscito dal Centro delle prenotazioni mi sono dovuto recare all'edificio dove mi aspettava la visita, una struttura non in perfette condizioni e dotata di ascensori non molto affidabili e un intero piano chiuso al pubblico per lavori. Detto questo accompagnato da un caldo non indifferente mi reco nella sala d'attesa, con il condizionatore d'aria rotto perchè il personale è stato costretto, a causa della carenza di fondi, ad acquistarne uno di qualità non eccelsa. Finita la visita esco dal complesso ospedaliero, con qualche edificio un po' rovinato (se non addirittura in disuso). Oggi invece torno, mi reco verso il Centro Prenotazioni e, dopo una coda relativamente breve mi appresto a pagare trionfante i 16 e 91, venendo a sapere però che il prezzo è aumentato, e in proporzione non in modo indifferente, ovvero 10 euro supplementari tondi tondi. Un po' stupito e imbarazzato pago, ed esco. Mi incammino verso il secondo edificio, che non è cambiato di una virgola nè all'esterno nè tantomeno all'interno (ho rischiato di rimanere bloccato nel suddetto ascensore inaffidabile) e faccio la benedetta visita. Penso sia evidente da come ho scritto che, nonostante un maggiore prezzo, il servizio non è migliorato e la cosa mi rende perplesso. Ricordo che qualche anno fa, quando frequentavo ancora il Liceo ho visto Sicko, il documentario di Michael Moore sul sistema sanitario statunitense, dove il regista e alcuni intervistati ritenevano ottimi invece il sistema francese e quello italiano, considerandoli all'avanguardia e soprattutto usufruibili da tutti. Ma a quanto sembra, il governo di adesso vuole toglierci anche questo motivo di orgoglio.

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giovedì 15 settembre 2011

Uno sforzo ignorato

18 anni fa moriva, il giorno del suo compleanno, il sacerdote siciliano Don Pino Puglisi. Per chi non lo sapesse (mi auguro pochi) Don Puglisi è stato un prete che ha speso gran parte della sua vita a combattere la famiglia di cosa nostra del Boss Leoluca Bagarella nel quartiere Brancaccio di Palermo, come gli è stato possibile. E ha dovuto pagarla, e cara, con la sua vita. Per cosa è morto Don Puglisi? Per portare umanità agli abitanti (soprattutto per quanto riguarda i bambini) di Brancaccio, dove era parroco e dove è nato lui stesso. Don Pino è morto cercando di dare un segnale alla sua terra natia, ma soprattutto la speranza. La speranza di far vivere ai bambini un'infanzia vera e degna di questo nome, e non una piena di sofferenza e paura. La speranza di poter studiare e sconfiggere l'ignoranza, invece di lavorare per le famiglie di Cosa Nostra, che sia quella di Bagarella o qualsiasi altra, per poi quasi inevitabilmente farne parte. E sopratutto scoprire che esite un alternativa all'essere dei criminali, che è possibile vivere onestamente. Ma cercando di educare i bambini di Brancaccio e tutti coloro che venivano nella sua parrocchia ad ascoltare le sue omelie in cui attaccava apertamente l'operato della Famiglia, Puglisi ha attirato l'odio di Bagarella, che ha ritenuto scomodo l'allontanamento di possibili piccoli seguaci. Ed è così il 15 Settembre 1993 il sicario Salvatore Grigoli, spalleggiato da altri killer uccide Don Pino con una pistola, davanti al portone della sua casa. 18 anni dopo a Palermo si ricorda di Pino, con tanto di proiezione di "Alla luce del sole" del regista Roberto Faenza, film che ne racconta la storia, un concerto e una fiaccolata notturna in suo onore, ma il resto dell'Italia? Ho esaminato il palinsesto televisivo di oggi e non c'è, nemmeno quest'anno la proiezione del film che ho sopra citato. C'è forse il pericolo che chi guarda la televisione si renda conto che non ci sono più sacerdoti coraggiosi come Don Pino? Che si renda conto che la Mafia c'è ancora ed è ancora regnante nel sud? Quasi vent'anni dopo troviamo in Italia una chiesa che invece di proteggere i fedeli (ma non solo loro!) dalla criminalità si impegna solo per contare i suoi soldi succhiati all'Italia tramite l'otto per mille e per difendersi da accuse di pedofilia, e un governo che invece di condannare i membri di Cosa nostra li chiama Eroi (vedi il buon Mangano).

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