martedì 2 marzo 2010

Le ultime parole famose



(nella foto la Polverini cerca di trattenere un peto durante un comizio) Forse ho aspettato troppo a dire la mia su questo evento ma era una di quelle notizie a cui uno stenta a crederci e quindi pensavo di essere troppo precipitoso ed essere di conseguenza deriso, ma ora che sono sicuro di quel che è successo posso scrivere tranquillamente! Chiunque viva a Roma (e forse nell'intero Lazio) sa che Casini sostiene apertamente la Polverini e in queste elezioni hanno fatto capolino vari manifesti con impresso il suo faccione e con scritto "sosteniamo solo i migliori". Probabilmente tale slogan è stato messo senza che Pierferdy si informasse per bene sulla sua nuova alleata. Intanto perchè secondo me i cattolici-sgualdrinelle dell'UDC per coerenza non dovrebbero sostenere la Renata perchè è un abortista ed è favorevole alle unioni gay, ma si sa una delle colonne portanti dell'ideologia dei politici cattolici è il trasformismo e il conseguente "chiudere un occhio" se il gioco vale la candela. E poi dubito che Casini riscriverebbe il sopra citato slogan dopo quello che è successo alla lista PdL della Polverini. Sicuramente, se lei dopo questa boiata vincesse avrebbe comunque parecchi svantaggi dato che l'elitè della sua squadra è stata tolta di mezzo grazie a un autogoal. Poi, tornando allo squallido autogoal in questione, potrebbe succedere il miracolo, ovvero che i laziali si accorgono che la candidata ha dimostrato apertamente la sua incompetenza e che quindi vertono su candidati diversi o addirittura si astengono completamente dal voto! Ma la cosa più esilarante è stata quella di uscire e leggere i manifesti scritti dopo l'esclusione della lista PdL, con espressioni indignatissime come "ci impediscono di votare" o "ci tolgono la libertà", quando tutto l'errore è nato per incompetenza dei candidati, e non dello stato! I miei pronostici quindi si fanno meno pessimisti di prima, e speriamo non cambino...

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lunedì 1 marzo 2010

Alleanze scelte male


In questi casi non so se ridere o piangere. Negli ultimi mesi ricorderete che c'è stato un plateale corteggiamento da parte del nostro Silvio nei confronti di Gheddafi. E già questo era parecchio ridicolo, conoscendo l'odio di Berlusconi per il comunismo, così tanto sbandierato in suoi comizi elettorali e in qualche conferenza stampa, e questo a mio parere è condannabile come gesto di profonda incoerenza! E poi adesso risulta che la prostituzione degli ideali "anti-rossi" del buon Silvio è risultata indubbiamente inutile, come risulta da questo articolo del Giornale feltrino! Nonostante questi apparenti buoni rapporti tra il Berly e Gheddafi la Libia ancora ci considera ancora feccia da respingere, come dimostra il fatto che un nostro peschereccio è stato crivellato di colpi nelle coste libiche, la tragedia non c'è stata per fortuna, dato che nessun membro dell'equipaggio è stato ferito, ma chiunque è in grado di pensare può comprendere che Berlusconi, per quanto si ritienga una versione italica di Superman, non è stato in grado di farci rispettare da una nazione straniera (che oltretutto sta indubbiamente messa peggio di noi, sia economicamente, che socialmente parlando) e che il suo leccare i piedi a Gheddafi è stato pressochè inutile.

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sabato 27 febbraio 2010

Ritorno esitante


Il titolo è riferito a me e non alla notizia in questione, ma a me stesso, come qualcuno saprà sono un drogato. Prima di cacciarmi da Sanremo, o da un evento similare ma relativo ai blogger calmatevi non mi riferisco a crack o coca, ma alla droga elettronica per eccellenza. Sto parlando dell'arte videoludica, cari lettori, e dato che sono stato "in astinenza" per una settimana ho recuperato la droga persa giocando al nuovo Wolfenstein per qualche giorno ritirandomi dalla vita blogghistica. Ammetto che è stato rilassante perchè almeno nel gioco mi sono potuto sfogare massacrando fieramente orde di nazisti inferociti a colpi di fucile e mitragliatrice, cosa che purtroppo (sospiro di malinconia) non posso fare nella realtà con leghisti, nazisti e similari che contaminano la vita di tutti i giorni e almeno in certi casi meriterebbero lo stesso trattamento. Tornando a bomba sono venuto a sapere che ieri Berlusconi ha vomitato altre calunnie contro il suo nemico più odiato, che come molti avranno capito non è rappresentato dai suoi oppositori politici, che sono dei pallemosce da competizione internazionale. L'avversario di Silvio è la giustizia, e non potendo prendersela con la parola astratta "giustizia" se la deve prendere con gli agenti di questa, ovvero i magistrati, e lo ha fatto ben due volte a pochissima distanza di tempo (e straordinariamente ancora non si è ancora rimangiato le parole, come di solito è sua abitudine!). La prima stoccata l'ha inflitta di giorno definendo i magistrati dei "talebani eversivi" e non contento ha ripetuto l'esperienza la sera stessa incrementando la dose dicendo che sono pure peggio dei criminali! Capisco che anche se non lo vuole ammettere apertamente sta soffrendo come un branco di castori affamati di legname rinchiusi in una cassaforte di acciaio inossidabile per la faccenda ormai stagionata del blocco al Lodo Alf, ma perchè vuole attirare l'attenzione in questo modo? Vuole sfogarsi tentando disperatamente di salvare le sue rugose natiche (perchè non dimentichiamolo, Silvietto ormai ha un'età da ospizio) ancora una volta sfoggiando come arma la sua ormai possente e celebre faccia di bronzo?

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Nicole Minetti, nuova velina per il governo di Berlusconi.

“Mi aspettavo le critiche e le strumentalizzazioni, anche se mi sembrano francamente esagerate”. La Minetti, nuova velina portata in politica da Berlusconi, fa finta di tenere la calma e di non essere preoccupata: “Ho il mio curriculum, mi sono preparata e credo di essere adeguata al ruolo che potrei andare a ricoprire. Sono consapevole di essere giovane e di avere ancora molto da imparare. Ma non mi piacciono i giudizi affrettati e credo che le persone vadano misurate sul campo.” Ma così sicura di sé non lo è e difatti accampa richieste impossibili: “Potreste smettere di pubblicare le foto di quando ho lavorato in tivù? E’ stata una parentesi che mi è servita per pagarmi gli studi e non gravare sulla mia famiglia. Ma il mio mestiere è un altro”. Il passato non lo si cancella con un colpo di spugna né si può pensare che una parte della propria vita sia stata una parentesi insignificante. E’ dunque grave che la Minetti avanzi richieste impossibili, equiparabili a una censura preventiva. Se l’igienista dentale, 25nne, domani dovesse entrare in politica sul serio – e nessuno dubita che così sarà avendo dietro di sé il premier in prima persona con un sorriso a 32 denti -, che farà? Nicole Minetti è stata showgirl a Scorie e ballerina a Colorado Cafè, e anche volendo non possiamo davvero dimenticarci i suoi balletti piccanti provocanti ammiccanti.

Lei dice d’aver incontrato Berlusconi all’indomani dell’incidente che l’ha visto suo malgrado protagonista: pare che sia andato a sbattere la faccia contro una miniatura del Duomo di Milano. Un po’ di sangue e dei denti rotti, forse due: perlomeno così è stato detto ai giornali. Per fortuna a medicare il nostro amatissimo presidente del Consiglio c’era la più che avvenente Nicole Minetti, per cui Berlusconi ha tirato subito un sospiro di sollievo e la Minetti si è guadagnata a suo dire un meritato posto nella politica italiana, quella dell’attuale destra che promuove veline, starlette, etc. etc.

Nicole Minetti è dunque candidata alla prossime Regionali nella lista di Formigoni. Il Daily Telegraph già parla di un nuovo scandalo, dopo quello del “ciarpame senza pudore” proposto a malapena un anno or sono dal nostro spettacolare premier. All’estero la politica italiana è una barzelletta sporca, niente di più niente di meno. La Minetti non sarà comunque sola, perché Berlusconi le ha messo accanto due uomini di fiducia, il geometra di Arcore Francesco Magnano e il fisioterapista del Milan Giorgio Puricelli. Mai che metta un operaio nelle sue liste. E pensare che si definì il presidente operaio il nostro caro presidente del Consiglio! Presidente sì, operaio no… gli operai a lui gli piace farli fuori senza troppe smancerie: quanti ne ha già licenziati? Molti. Più di un milione.

Di Iannozzi Giuseppe Da Jojol Cultura

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giovedì 25 febbraio 2010

PDL : Partito Dei Lestofanti. "Di Girolamo nega rapporti con la 'Ndrangheta ma le foto lo incastrano"

Il senatore del PDL nega di aver mai avuto rapporti con la malavita organizzata. Ma "L'espresso" ha trovato le sue immagini amichevoli insieme a un boss della 'Ndrangheta, Franco Pugliese.

Il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo (a sinistra) insieme al boss della 'Ndrangheta Franco Pugliese

LE ALTRE FOTO

"I fatti contestati non mi appartengono. Non ho mai avuto contatti con mafia, camorra e 'Ndrangheta". Così ha dichiarato il senatore Pdl Nicola Di Girolamo nel corso della conferenza stampa che ha convocato per precisare ai giornalisti la propria posizione in merito all'inchiesta che lo vede accusato di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio internazionale e di essere stato eletto all'estero con il contributo determinante di una famiglia mafiosa.

Il senatore si è concesso pochi minuti, senza rispondere alle domande che gli venivano rivolte, numerosissime, dai cronisti. "Ho rispetto del lavori della magistratura ma mi riservo di vedere prima gli atti per poter contestare le accuse", si è limitato ad aggiungere.

Quell'unica, perentoria, affermazione "non ho mai avuto contatti con mafia, camorra e 'ndrangheta" viene tuttavia smentita da un servizio fotografico pubblicato in esclusiva nel prossimo numero de "L'espresso" e che qui anticipiamo. Il servizio documenta una cena elettorale svoltasi nell'aprile 2008 durante la quale il senatore Di Girolamo è ritratto in atteggiamento amichevole insieme al boss Franco Pugliese e questi, a sua volta, con Gennaro Mokbel (considerato l'ambasciatore delle famiglie mafiose calabresi nel potere politico romano): tutti coinvolti nella maxi inchiesta che vede implicati i vertici di Fastweb e Telecom.


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martedì 23 febbraio 2010

Minzolini tenta di reprimere la Busi che parla chiaro sul TG1.


















Maria Luisa Busi, volto noto del Tg1 delle 20, domenica mattina si reca a L'Aquila per firmare un servizio sulla situazione della ricostruzione e la sua troupe viene pesantemente contestata da un gruppo di cittadini, che accusano il notiziario di Rai Uno di fare propaganda per il governo occultando scientificamente i tanti disagi e ritardi che stanno rendendo ogni giorno più difficile la vita di migliaia di sfollati.

La Busi, che evidentemente è una persona onesta e non se l'è sentita di negare quanto ha potuto toccare con mano, ha ammesso a titolo personale i limiti dell'informazione del suo telegiornale: «Quello che ho visto in questi giorni con i miei occhi è molto più grave di come talvolta è stato rappresentato. Migliaia di persone sono ancora in albergo, le case non bastano e la ricostruzione non è partita». Insomma, una situazione leggermente diversa dai miracoli del governo del fare capitanato dalla premiata ditta B&B (Berlusconi e Bertolaso) che in questi mesi ci ha raccontato la quasi totalità dell'informazione televisiva, Rai uno in primis con il duo M&V (Minzolini e Vespa).

Ovviamente Augusto Minzolini, come ogni leccapiedi che si preoccupa di salvare la faccia, non ci sta a fare la figura del cane da guardia del potere, di quello piazzato sulla poltrona importante per proteggere i padroni politici a discapito degli interessi dei cittadini, e meno che mai può accettare una critica tanto aperta da una collega che lavora sotto la sua direzione al telegiornale. Solo che c'è un piccolo problema: l'Emilio Fede del primo canale ha il grosso della redazione contro, e un richiamo alla Busi rischierebbe di rendere ancora più evidente questa imbarazzante situazione.

Allora come si procede? Si organizza un patetico colpo di mano, infilando un documento di sostegno alla linea editoriale del telegiornale al termine di una riunione il cui ordine del giorno prevedeva tutt'altri temi, quando la metà dei giornalisti se ne sono già andati, in modo che venti "minzoliniani" (su 130 redattori) riescano ad approvare poche righe di difesa d'ufficio del direttore.

Sul documento si legge: «Non è consentito a nessuno di offendere i giornalisti del Tg1 accusandoli di avere fatto e di fare un'informazione incompleta e faziosa per quanto riguarda la copertura del terremoto e del post-terremoto in Abruzzo». Sbagliato, in un paese libero, a chi paga il canone e a chi si ritrova ancora privo di un tetto senza che nessuno se ne accorga, è consentito protestare, criticare e anche offendere. Se Minzolini ha davvero qualcosa in contrario vada a discuterne, a telecamere accese, con quelli che non hanno ancora una casa. Siamo curiosi di assistere alla scena.

Di Riccardo Spiga Da TeleIpnosi


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Esilio volontario Parte 2: Il NON ritorno

la "saga" di Annozero continua, e gli sviluppi non mi soddisfano. Santoro ha avuto, a mio parere una gran caduta di stile , permettendo all'altro giornalista di fare le valigie, liquidandolo in modo secondo me inopportuno. Santoro ha detto a "Se te ne vai non è una tragedia". La mia reazione è stata molto pacata, ovvero "Michele, CHE CAZZO STAI FACENDO?". La mia reazione così tanto calma è causata da un motivo particolare: Travaglio è un ospite fisso, che ha accompagnato la trasmissione da molto tempo. Quindi, sarò pessimista ma la sua assenza in futuro provocherà una cosa parecchio importante nel superficiale mondo della TV, cioè un impressionante calo dello share. E lo dico perchè il pubblico ci si è affezionato. Conosco gente che lo considera il motivo principale per cui vede Annozero. Santoro, se volevi un modo per sotterrare la tua trasmissione, probabilmente lo hai appena trovato!

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domenica 21 febbraio 2010

Esilio volontario


Ultimamente "Annozero" non sono riuscito a seguirlo e devo dire che mi son perso parecchio. Tra le ormai tante risse tra ospiti che sono all'ordine del giorno, il giovedì di questa settimana ne ha mostrata una abbastanza importante. Ed è importante perchè si mette a rischio la presenza di Marco Travaglio all'interno della trasmissione. Lo scrittore infatti ha dato in escandescenze contro il fuoco incrociato sparato da Belpietro da "Libero" e da un Porro dl "Giornale" (sempre se Libero e il Giornale possano ancora definirsi quotidiani, e sempre che di conseguenza Belpietro e Porro possano essere ritenuti dei giornalisti) de "Il Giornale", che glissavano accuratamente il tema "l'Harem di Bertolaso" cercando di far concentrare l'attenzione su altri argomenti, tra cui le frequentazioni di Travaglio stesso! Quest'ultimno ieri ha scritto sul Fatto quotidiano dicendo che forse è meglio se lascia la trasmissione lui perchè la sua presenza sta "sta diventando ingombrante per colpa di questi signori." L'iniquità di tutto questo sta nel fatto che Travaglio è parte di Annozero e quindi non dovrebbe essere lui a smettere di venirci, ma sicuramente sarebbe ben più giusto che ad andarsene siano ospiti del genere Belpietro-Porro che vengono lì a deviare l'attenzione dalle vere tematiche esplorate nella trasmissione. Sono molto più dannosi loro del povero Marco. Speriamo che quest'ultimo o sappia quello che sta facendo o cambi idea.

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venerdì 19 febbraio 2010

Inquinamento ideologico

Si sa che le malattie infettive si chiamano csì perchè oltre che ammalare il bersaglio ospite infliggono danni all'ambiente circostante perchè lo infettano a loro volta, grazie al contatto dell'ammalato tramite starnuti e a volte persino il semplice tocco. Tutta questa prefazione medica non è per annunciarvi che mi sono appena laureato a Medicina, ma per dire che la contaminazione avviene anche per un'altra sorta di batteri e virus, ovvero quelli che creiamo noi uomini stessi nella nostra mente. Qualcuno è innocuo o persino benefico come la penicillina, ma qualcuno è intrusivo e dannoso come il più sfigurante tipo di lebbra. E un virus di quest'ultimo genere è il razzismo. La permanenza di un'ideologia razzista portata grazie alle estreme destre, prima fra tutte quella dei leghisti ha portato conseguenze preocupanti nella società nuova, ovvero quella di noi giovani, anche se il consenso di queste idee razziste non è tale da farli vincere autonomamente alle elezioni. Infatti secondo quanto detto da un sondaggio, un ragazzo italiano su due è razzista. Non mi interessa proseguirecoi dettagli dicendo quale "tipo" di straniero è più disprezzato, ma mi fa schifo solo sapere che esiste una notizia del genere. Si sa che è dagli inizi della vita del genere umano (e anche animale) che molti individui si ritengono superiori ad alri e quindi ritengono di trattare questi come merde. Ma nel corso dei secoli questi razzisti sono stati una percentuale sempre minore e, per fortuna, si è iniziato a vedere i razzisti come persone estremiste e socialmente inaccettabili. Ma a quanto pare dal sondaggio, il futuro del Belpaese (e purtroppo già si vede nel presente) è una regressione del pensiero inarrestabile, facendo diventare l'Italia una gigantesca sede del Ku Klux Klan. E perchè questo è successo? Semplice, per abitudine. I giovani italiani nel corso degli ultimi anni hanno sentito così spesso parlare di odio nei confronti di "razze" diverse, che hanno assimilato tale odio.
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giovedì 18 febbraio 2010

Lo stupro, arte italica e non solo degli immigrati

Questo post lo scrivo alla faccia di tutti quegli idioti che dicono che se l'Italia non è sicura per le donne è colpa degli "sporchi" extracomunitari che le stuprano senza pietà. Quel qualcuno deve ridimensionare il suo odio verso i clandestini e incanalarne un po' verso i suoi compatrioti italianissimi, accorgendosi che noi italiani in alcune situazioni siamo molto peggio di questi "clandestini". La notizia che racconto ha le sue radici nel 1999 in cui una tredicenne del paesino di San Martino di Tauranova (in provincia di Reggio Calabria) ha cominciato a subire violenze sessuali da parte di alcuni compaesani. Per tre anni è stata stuprata e nel 2002 ha avuto il coraggio di parlare con i carabinieri per denunciare i colpevoli. E lì sembra che giustizia sia stata fatta, dato che gli stupratori (12 compaesani, TUTTI pregiudicati) hanno giustamente ricevuto quel che meritavano, ovvero la prigione. Ma nel corso di questi ultimi 8 anni il paese ha formato (grazie all'intervento delle famiglie di questi stupratori) un fronte unito contro la ragazza isolandola totalmente, insultandola per aver mandato e impedendole di vivere una vita decente. E, giustamente la ragazza in questione è tornata dai carabinieri con altri 6 nomi, che sono stati denunciati da lei e ammoniti per comportamenti persecutori, e se continueranno tale comportamento verranno perseguiti a norma di legge per stalking. Un po' di giustizia è stata quindi fatta di nuovo, ma resta il fatto che un paese tanto meschino si sia unito per dare solidarietà a dei criminali stupratori e, chiunque può giungere alla giusta conclusione che è un comportamento crudele e incivile.
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