giovedì 29 aprile 2010

Pesci e dimissioni


Bossi dice che gli attacchi di Feltri rivolti a Fini non siano stati ordinati da Berlusconi. E dicendolo gli si allunga e gli diventa duro. Il naso.
----------------------------------------
Ad una possibile "Balena bianca" di elettori che potrebbero votare Fini in futuro, Bossi contrappone quella che definisce una Balena Verde formata da accaniti leghisti. Con tutto questo amore per le metafore ittichesi arriva ad un legittimo dubbio: perchè Bossi non lascia tutto, non va a fare il pescatore sul Po (possibilmente usando il figlio trota come esca per i lucci) e levandosi, in questo modo, definitivamente dai coglioni?
----------------------------------------
Bocchino si dimette. La vera motivazione: Mi ero rotto di sentire dei risolini quando qualcuno pronunciava il mio nome!
----------------------------------------
Berlusconi parlando di possibili riforme delle' Economia del Paese: non metteremo mani nelle tasche dei cittadini. Li priveremo direttamente delle case.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

martedì 27 aprile 2010

In risposta


Il Giornale, in termini prosaici mi ha rotto i coglioni. Sempre a fare articoli che sembrano scritti con l'acidità dalla peggiore zitella sessantenne di un paesino di montagna (con tutto il rispetto perchè è essere paragonato ad un feltriano è parecchio offensivo). La più recente delle "vittime" è Maurizio Crozza, per il suo programma Crozza Alive, che va in onda la domenica sera alle 21.35. L'accusa in questione è che il comico abbia perso la sua ironia. Non c'è bisogno che vi dico che sono contrarissimo a tutto ciò dato che rivedendola grazie a quel marchingegno abbastanza utile chiamato fastweb ho passato buona parte della trasmissione ridendo. Ridendo amaramente, ma comunque divertendomi. Condivido coi lettori un'antologia di quel che sono riuscito a rintracciare su youtube della puntata del 25 Aprile.
Bersani-La tragedia greca (e quest'ultimo lo consiglio vivamente)

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

lunedì 26 aprile 2010

Masochismo etico-social-culturale


Qualcuno ha rovinato, a Palermo "l'albero Falcone", un albero come si intuisce dal nome che rappresenta di santuario-simbolo della lotta contro la Mafia. I colpevoli di questo gesto stupido e gratuito non si sanno, ma seguendo un minimo di logica si potrebbe e dovrebbe ipotizzare che i vandali siano dipendenti diretti di Cosa Nostra, che lo fanno per sopravvivere. Ma vi invito a strafare: E se a compiere questo gesto non sia qualcuno legato alla mafia e fosse un italiano "qualunque"? Provate a pensarci. Ultimamente dai piani alti si tende a sottovalutare il problema della Mafia italica, Qualcuno(senza far nomi), Berlusconi (scusate, mi è sfuggito) ha persino detto di limitare il parlare di criminalità organizzata perchè parlarne troppo infanga il nostro paese!
A prima vista tale ipotesi sembra più falsa che vera, ne sono cosciente al 100%. Tuttavia dagli ultimi eventi, come l'insulto alla memoria di Borsellino fatto durante un corteo del PdL( e vi invito a guardare il link evidenziato se non ci credete!) lo strangolamento ipotetico di chi ha scritto la Piovra, si può pensare che l'ipotesi suddetta, per quanto improbabile, sia abbastanza possibile.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

domenica 25 aprile 2010

Departures

Tempo di recensioni, forse da intellettuale snob, per giunta. D'altro canto questo blog era nato per questo, originariamente, per fare uno spocchioso sfoggio della mia cultura, ergo ogni tanto mi tocca. Ieri sera ho avuto l'occasione di andare in un cinemino (perchè sfortunamente a Roma il film si trovava in 4 salette contate) con degli amici a vedere qualcosa di nuovo sotto i miei occhi, ancora parecchio ignoranti per quanto riguarda il cinema dell'Oriente, radicalmente diverso rispetto ai modelli occidentali. Daigo Kobayashi è un uomo giovane e inizialmente molto impacciato che ha faticosamente trovato un lavoro come violoncellista in un'orchestra di musica classica di Tokyo. Dopo un 'insolito incipit del film (che consiste in un flashforward della vita del protagonista) si assiste ad un concerto di musica classica, molto impressionante dato che mischia in modo molto particolare la disciplina ferrea del popolo nipponico e una sonorità occidentale al 100% (il "brano" scelto dal regista è stato non casualmente l'inno alla Gioia di Beethoven) alla fine di questo però, data la scarsa affluenza ai concerti il finanziatore decide di sciogliere l'orchestra e il protagonista si trova col proverbiale culo per terra. Perso il lavoro decide di vendere il costosissimo violoncello che non poteva più mantenere e dopo questo simbolico atto con cui dice una sorta di addio alla musica decide, dopo averne parlato con la moglie, una donna obbediente e innamorata del marito, di cambiare la propria vita, ed è così che inizia a cercare un lavoro nuovo dopo essersi trasferito dalla tentacolare Tokyo al piccolo paese natio. Gli capita un inserto di giornale che parla di quella che sembra un'agenzia di viaggi, quindi si reca sul posto per capire di cosa si tratta. Ed è un equivoco. L'agenzia di viaggi è l'Agenzia del Viaggio per eccellenza ovvero la morte. Anche se esita, Daigo accetta il lavoro di "assistente" del capo, un abilissimo tanatoesteta (imbalsamatore, se il termine usato prima non è facilmente masticabile) e dopo degli iniziali problemi per niente trascurabili come attacchi di nausea e una paura del macabro davanti ai primi cadaveri da decorare il protagonista viene affascinato dal nuovo lavoro, perché riesce, osservando il proprio capo, a comprendere la paradossale dolcezza dell' occuparsi di un corpo morto, dato che gli si dà l'opportunità di raggiungere un ipotetico altro mondo in modo dignitoso e somigliante in tutto e per tutto alla parte migliore della vita precedentemente vissuta. Ma esclusivamente assistendo di persona a questa delicata arte la si riesce a comprendere, tanto che Daigo, quando gira la voce che è divenuto un tanatoesteta viene trattato come un emarginato dagli altri, persino dagli amici e dalla moglie stessa, che ormai esausta dei sacrifici fatti per il proprio uomo decide di abbandonarlo finché non avrà lasciato l'impiego. Ma non solo, il suo lavoro a volte è criticato aspramente, è violentemente attaccato e considerato indegno e disgustoso. La vita del protagonista è anche accompagnata da un feroce odio verso il padre, un uomo colto che quando il figlio aveva 6 anni è fuggito di casa con la cameriera del suo locale lasciando moglie e figlio da soli. Il ritorno al proprio paese consentirà a Kobayashi di affrontare anche questo episodio della propria vita, seppure con grandi esitazioni.
Fingendomi un recensore capace posso dare molte interpretazioni a questo film dopo aver riflettuto. A voi la decisione di considerarle perle di saggezza o pirlate di beceritudine.
Tokyo rappresenta nel film una sorta di cancello verso il mondo esterno, lo dimostra la forte occidentalizzazione della vita lì rappresentata, soprattutto nel concerto iniziale; il licenziamento del protagonista simboleggia quasi un respingimento di questo perchè il suo posto non è nel mondo esterno, ma deve ritrovare le sue radici (rappresentate dal paese natio) e tornarci a vivere, perchè quello il suo luogo giusto. Spesso quello che si nota nel film è una constatazione che può essere riassunta nel seguente messaggio "la morte apre gli occhi". Questo perchè spesso alle cerimonie della "decorazione" dei defunti si vedono furiosi litigi, parole cattive anche verso il povero defunto, ma c'è un punto in cui tale ostilità tace, ed è il momento che va dalla fine della "cosmesi" alla chiusura della bara: in quei momenti gli astanti lasciano il posto al cordoglio, c'è chi tace e c'è chi piange, ma specialmente ci si rende conto che si deve dire addio al morto.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

venerdì 23 aprile 2010

Chi se la cerca la trova

Se qualcuno è stato in pensiero per la mia assenza leggendo questo articolo forse si rassicurerà. Chiedo scusa per tale pausa, ma è stato un breve ma fastidioso periodo fatto di susseguirsi di pigrizia e mancanza di ispirescion.
Per fortuna la querela non è un'arma utilizzabile solo da Berlusconi contro chi gli fa domande scomode. Anche Emergency ne fa un uso per un motivo ben più serio, ovvero le false notizie sparate puntualmente dai giornalini preferiti del PdL, Giornale e Libero. Fa piacere sentire che una dimostrazione di attributi è mostrata dallo schieramento filo-opposizione dato che ultimamente tale coraggio appare di rado. Auguro a Gino Strada & Company di farsi valere in modo adeguato.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

giovedì 22 aprile 2010

Earth Day 2010


Festeggiare la terra, le sue ricchezze e la sua bellezza. E’ questo lo spirito con cui in 190 nazioni oggi si celebra Earth Day. Una giornata in cui riflettere, confrontarsi e studiare nuove strategie per mettere in salvo il futuro del nostro pianeta. Un doppio festeggiamento, quello di questa edizione 2010, che cade proprio nell’anno che l’ONU ha scelto di dedicare alla biodiversità.E sono proprio la tutela delle biodiversità e le scelte consapevoli dei governi nel campo delle energie rinnovabili al centro dell’analisi del Wwf per la Giornata della Terra. L’associazione ambientalista, infatti, ha fotografato la situazione attuale del nostro pianeta, evidenziando come il suo futuro possa davvero essere in pericolo. Per scongiurare un lento e inarrestabile declino le nazioni sono chiamate a riflettere ad esempio sul fatto che la capacità di assorbimento di carbonio da parte dei sistemi naturali e degli oceani è passata in 50 anni dal 60% al 55%. Ma anche i piccoli gesti quotidiani possono fare la differenza, se si considera ad esempio che per una buona qualità di vita, ognuno di noi consuma in media almeno 80 litri di acqua. Un dato significativo se consideriamo che ne servono 10 per produrre un foglio di carta, 140 per una tazzina di caffè e 8.000 per produrre un paio di scarpe.
Per garantire anche alle generazioni future un ecosistema sano e in equilibrio, molti sono gli organismi internazionali al lavoro, in questi anni. Uno degli studi più importanti nato per calcolare il rapporto tra investimenti e servizi provenienti dalla biodiversità, ad esempio, è il TEEB, patrocinato dall’UNEP e finanziato dal governo tedesco. I suoi dati hanno rilevato come l’investimento nella conservazione, nella gestione e nel restauro degli ecosistemi possa essere fonte di grandi profitti economici soprattutto per il futuro. Solo per fare qualche esempio ripristinare un ettaro di area costiera potrebbe arricchire la comunità locale di circa 73.900 dollari, e addirittura tutelare la stessa area di barriera corallina potrebbe rendere e fino a 129.000 dollari. Le specie che, invece, stiamo già distruggendo o portando all’estinzione ogni anno ci costano molto di più. Alcune ricerche infatti, come la COPI (Cost Of Policy Inaction), dicono che in Europa, nel 2050, la distruzione della biodiversità terrestre costerà circa 1.100 miliardi di euro ogni anno, circa il 4% dell’intero PIL europeo. La sfida del futuro si gioca anche e soprattutto nel campo energetico, però. Per rendere veramente ospitale il nostro pianeta da qui a cento anni bisognerà potenziare, su scala mondiale, l’investimento nelle energie rinnovabili, che potranno essere anche un ottimo volano per l’occupazione. A esserne convinto anche Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia, secondo cui “la chiave per la creazione di posti di lavoro e per un’economia sostenibile e garantita a lungo termine sarà fare in modo che le attività economiche rispettino i limiti ecologici – ha detto – Per questo il WWF chiede che gli obiettivi europei per il 2020 (20/30% riduzione delle emissioni, 20% energie rinnovabili, 20% efficienza energetica) siano estesi anche alla biodiversità, per fermarne la perdita da qui a dieci anni”.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Sciopero della fame


Da 36 giorni sei attivisti per i diritti del popolo saharawi sono in sciopero della fame nel carcere militare di Salé, a Rabat in Marocco. La loro situazione di salute è molto critica e in continuo peggioramento. Rischiano di morire, ma la loro protesta non ha avuto alcuna eco mediatica. I 6 furono arrestati l'8 ottobre del 2009 al loro rientro in Marocco, dopo una visita alle loro famiglie nei campi profughi di Tindouf, in Algeria, dove i saharawi e il loro governo vivono in esilio. I detenuti in sciopero della fame sono: (nella foto in alto, in ordine) Brahim Dahan, presidente dell'Associazione Sahrawi per le Vittime delle Violazioni dei Diritti Umani, Ali Salem Tamek, vice-presidente del Collettivo dei Difensori Sahrawi dei Diritti Umani (Codesa), membro dell'Associazione marocchina per i diritti umani (Amdh), Ahmed Naassiri, Segretario generale del Comitato Sahrawi per la Difesa dei Diritti Umani di Smara e presidente della locale sezione dell'Amdh, Saleh Lebiouihi, Presidente del Forum per la difesa dei bambini sahrawi, membro del Codesa e dell'Amdh, Rachid Sghayer, membro del Comitato d'azione contro la Tortura di Dajla, Sahara Occidentale, Yahdih Ettarouzi, membro dell'Amdh. Con loro fu arrestata anche una donna, rilasciata in libertà provvisoria dopo diversi mesi di carcere, per disturbi psicologici dovuti probabilmente alle terribili condizioni di carcerazione. I sei compagni rimasti in prigione sono solo una parte di un gruppo più corposo: una quarantina di persone detenute in diverse carceri marocchine per reati d'opinione. Detenuti arbitrariamente, secondo le associazioni di difesa dei diritti umani. Molti di loro hanno iniziato a loro volta uno sciopero della fame in solidarietà ai compagni di Salè. Tutti chiedono di essere giudicati al più presto da un tribunale indipendente ed imparziale, o di essere rilasciati. E chiedono chiarimenti sulla sorte di più di 500 sahrawi scomparsi nel nulla. Il Marocco ha occupato il Sahara occidentale nel 1975 costringendo il popolo sahrawi a vivere in esilio da quasi 30 anni, nei campi profughi nel deserto algerino.L'onu ha comunque ribadito il loro diritto a tornare alle loro terre.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

sabato 17 aprile 2010

Omertà legalizzata


Berlusconi, proponendo il silenzio della letteratura, del cinema e della tv sulle questioni di Mafia ha dato l'ennesima prova indiretta della sua amicizia con i clan, e questo, per chiunque abbia a cuore la giustizia del proprio paese suona come un possente calcio sulle parti intime, dato il fortissimo clima di vera e propria censura che aleggia dopo questa decisione. Per fortuna qualcuno trova ancora la forza di rimettersi in piedi dopo un simile colpo. Sto parlando del buon Saviano, che ha confermato che il silenzio è proprio ciò che i mafiosi vogliono per continuare a sopravvivere, dato che il silenzio non fa altro che rafforzare l'autorità dei clan e li nasconde in modo sopraffino dall'attenzione pubblica. Il tutto accompagnato dal fatto che Saviano ha apertamente risposto al buon Silviolo che nonostante questa imposizione di silenzio lui continuerà a scrivere di mafia.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

venerdì 16 aprile 2010

La saga continua...


La Polverini, dopo la sua vittoria non cessa di far notizia, ora che è spuntato fuori un altro dei suoi tanto numerosi pugni allo stomaco alla vita politica d'Italia. Certo la fonte della notizia è tra le più squallide possibile, ovvero Striscia La Notizia, ma almeno è venuto fuori qualcosa, e forse voleranno delle teste... Un'introduzione da horror di serie B per dire che Polverini sembra apertamente coinvolta in un caso di nepotismo col sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo, che oltre ad alcuni suggerimenti per escludere un candidato "poco fotogenico" che a quanto sembra ha fatto perdere voti al Pidielle ha ricordato alla buona Renata di "ricordarsi" delle sue figlie. Una parte dell'articolo incriminato: " Nel corso della loro brevissima conversazione fatta il giorno della vittoria polveriniana, l’ex sindaco di Latina ha trovato il tempo per esortare Renata Polverini a non rimettere la sua fiducia nel collega di partito, Claudio Fazzone, coordinatore del Pdl nella provincia di Latina e per invitarla ad occuparsi delle sue figlie. “Ti prego non appaltare più a Fazzone - dice Zaccheo al presidente del Lazio - ha perso 15.000 voti”. “No, no, stai tranquillo!”: è la risposta della Polverini. E ancora: “Non ti dimenticare delle mie figlie!” aggiunge l’ex primo cittadino, ottenendo come risposta: “No, ma stai scherzando?” Uno scambio di battute a dir poco compromettente che ha indotto 22 consiglieri del Comune di Latina (tra di loro anche esponenti dell’opposizione) a rassegnare le proprie dimissioni in segno di protesta, provocando di fatto la capitolazione di Zaccheo." E a quanto pare pure la Polverini si è trovata in difficoltà nel cercare una scusa per giustificare questo losco dialogo... I suoi elettori sono ancora fieri della loro scelta?

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

mercoledì 14 aprile 2010

Economia Emotiva




E' da tutti prendere dei soldi in mano e comprare ciò che ci piace. Non è da tutti spenderli con razionalità.
E' così che inizia la nostra attuale crisi finanziaria ed economica. Io aggiungerei anche crisi della razionalità.
Matteo Mortellini, professore di economia cognitiva e neuroeconomia, in barba a tutte le teorie economiche e a tutti quei modelli economici su cui molti economisti hanno (forse ora non più) sostenuto lo sviluppo di un economia razionale e calcolante in continua espansione, scrive "Economia emotiva - Che cosa si nasconde dietro i nostri conti quotidiani".
Devo essere sincero. Dopo le prime pagine mi ero accorto di aver comprato un "testo-test" che ti metteva alla prova in numerose scelte che avevano come risultati, risposte non ovvie.
In realtà questi test hanno avuto il divertente e riuscito obiettivo di suscitarmi parecchie riflessioni su quello che il nostro cervello è abitualmente deputato a svolgere con conti a sfondo monetario. Crederete calcoli meramente razionali.. e invece no! E' tutto il contrario.
Si tratta di situazioni in cui il nostro cervello è eccitato nella stessa maniera con cui ci eccitiamo per un bacio o per qualcosa di proibito.
Sono scelte che incontriamo ogni giorno, dalle offerte dei saldi fino agli investimenti. Piccole, medie e grandi decisioni che ci paiono logiche ma logiche non sono.
Ovviamente il testo non è solo analisi e ricerca, è anche proposta e risposta a queste analisi, con suggerimenti di strategie da adottare nei momenti in cui cadiamo in questi "tranelli emotivi".
Insomma, guardando nell'ottica del libro non ho speso 8,80€ ma li ho guadagnati!
Buona spesa e buon investimento!



Matteo Mortellini

"Economia Emotiva"

261 p.

Bur Edizioni


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!