mercoledì 30 giugno 2010

In ordine sparso

In seguito alle accuse di pedofilia, il Vaticano per difendersi risponde "Siamo nel giusto. Abbiamo stuprato solamente i bambini più carini!"
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Gelmini: "Nella manovra nessun taglio all'università. C'era poco da maciullare ulteriormente."
Riguardo agli esami di maturità il ministro ha detto "si sono svolti con regolarità: le tracce degli scritti sono piaciute ai ragazzi, abbiamo dato un'impostazione più vicina
alla loro sensibilità. Siamo anche riusciti a garantire la riservatezza, non facile in tempi di Internet. E' andato tutto bene."
Poi è scoppiata a ridere.
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Dell'Utri considera i giudici che l'hanno condannato "senza coraggio." Mentre un certo Vittorio Mangano, accusato di spaccio, estorsione e duplice omicidio, per Dell'Utri è un eroe. In sintesi ecco a voi il codice etico dei Berlusconiani: Giustizia da condannare criminalità da premiare.
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Il Giornale feltriano è scandalizzato per l'assoluzione di Tartaglia e oggi titola: "Per i giudici ferire Berlusconi non è reato". Concordo coi giudici. Il vero reato è votarlo.
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All'asta per 13 mila dollari una ciocca di capelli di Napoleone Bonaparte. Berlusconi furioso. Una sua ciocca non costerà mai così tanto, dato che i suoi capelli sono finti.

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martedì 29 giugno 2010

110° Anniversario della nascita di Antonie de Saint-Extupéry

“Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano”

Parole del libro più bello che sia stato mai scritto a mio avviso, "Il Piccolo Principe", elaborato da un autore degno di essere ricordato oggi nel suo 110° della sua nascita, ovvero Antonie de Saint-Extupéry nato il 29 luglio del 1900.Vi riporto alcuni pensieri e poche righe che restano impresse nel cuore e nella mente.

Il fascino di questo racconto sta nella sua disarmante semplicità. Ci insegna tante cose che abbiamo dimenticato crescendo. Perciò esso non può essere considerato solo un libro per bambini; ha molto da dire anche ai grandi. L’autore, in maniera originale e magica, descrive il mondo degli adulti attraverso gli occhi innocenti di un bambino evidenziandone i comportamenti irragionevoli e talvolta inutili. Il piccolo principe vive su un pianeta talmente piccolo che può ammirare gli adorati tramonti ogni volta che vuole semplicemente spostando la sedia. Sua unica compagnia una rosa il cui seme è arrivato lì chissà da dove. A dire la verità si tratta di una rosa un po’ capricciosa e ingrata che esaspera talmente il piccolo principe da farlo scappar via, approfittando della migrazione di alcune rondini. Il suo è un viaggio lungo e tortuoso durante il quale incontra personaggi bizzarri che gli mostrano un mondo fino a quel momento sconosciuto. C’è chi conta e riconta le stelle sostenendo di possederle come un capitale; chi si crede di regnare sull’universo intero quando non c’è nessuno a sapere della sua esistenza; chi è ligio al suo dovere al limite del paradosso; chi è vanitoso e vive nell’attesa di qualcuno che lo ammiri. Ogni personaggio rispecchia un aspetto diverso della vita degli adulti. Giunge infine sulla Terra che è il più grande tra i pianeti visitati e di gran lunga il più interessante. Incontra una volpe che, nonostante sia diffidente con gli uomini, di fronte all’ingenuità del protagonista, vorrebbe farsi “addomesticare” per essere l’unica al mondo e non uguale a centomila.. Addomesticare è una cosa dimenticata da molto tempo ormai e vuol dire “creare legami”. Queste alcune delle parole della volpe:

“Non si conoscono che le cose che si addomesticano. Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici”

Incontra un giardino fiorito di rose che inizialmente lo rende infelice e lo fa piangere.
Il suo fiore gli aveva raccontato che era il solo della sua specie in tutto l’universo. Ed ecco che ce n’erano cinquemila, tutte simili, in un solo giardino.
Ma poi ne comprende l’unicità grazie agli insegnamenti della volpe stessa:

“Voi siete belle, ma siete vuote. Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho annaffiata. Perché è lei che ho messo sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa.”

A volte dobbiamo allontanarci da chi amiamo per capirne l’importanza e il valore; e a volte abbiamo bisogno di un amico che ci insegni e che ci guidi in situazione difficili da comprendere.
Infine incontra chi narra questa storia, l’aviatore dispersosi nel Sahara, che, impegnato nella riparazione del suo aereo, non si accorge immediatamente di quanto prezioso sia quel bimbo strano.
Ma presto tra di loro nasce una stretta amicizia che li arricchirà solo come le vere amicizie sanno fare e che li terrà sempre vicini nonostante le distanze geografiche.
Ma la frase che è l’emblema di questo racconto è senza dubbio questa:

“Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”

Un libro senza tempo e senza età per tutti coloro che amano creare legami, credono nell’amicizia e nei rapporti semplici e veri. Un libro per i ragazzi. Un libro per gli adulti affinché non dimentichino mai di essere stati bambini.

sabato 26 giugno 2010

Sono un essere spregevole

Ultimamente faccio davvero schifo. Pur di attaccare persone abiette come i leghhisti divento abietto io stesso. Sfruttando il calcio, argomento che non gode di una briciola del mio interesse e di cui, lo ammetto non ci capisco men che nulla. Tuttavia la Lega è sempre la Lega, e ogni volta che si può dire che i suoi esponenti dicono cazzate l'occasione va presa, al volo, tornando penosamente in ambito sportivo. Calderoli, pur di non stare giustamente zitto come dovrebbe dire qualche volta il suo buonsenso (sempre se lo ha, cosa di cui dubito!) ha detto una delle cazzate tipiche dello schieramento bossiano. Secondo la sua opinione Marcello Lippi dovrebbe rinunciare al suo stipendio, date le prestazioni scarse della nazionale nel famigerato paese dei fastidiosi vuvuzela. Diciamo che forse su questo non ha tutti i torti dato che il Lippi guadagna tantino anche quando viene sconfitto. Tuttavia io devo dire che tutto questo clima d'odio verso il misero Marcello non lo approvo così tanto perchè credo che la nostra umiliante sconfitta sia stata subita non tanto per colpa di Lippi ma per un decadimento generale del calcio italiano che già si era visto negli europei di 2 anni fa. Lasciando finalmente da parte l'ambito sportivo occupiamoci delle cose più serie. Il buon Calderoli fa tanto il figo proponendo a Lippi di rinunciare alla grana solo perchè il suo partito di cerebrolesi si è schierato a fronte unito contro il calcio italiano, e se il buon Marcello votava Lega col cazzo che gli si faceva la paternale. Senza contare che, anche se parliamo soltanto in relativo un allenatore lavora più di un politico e quindi, nonostante la scarsa importanza del suo operato sicuramente ha più diritto di essere pagato. E, qualcuno può benissimo contraddirmi per quello che sto dicendo, dato che di sport ne capisco già poco (figuriamoci se so le cifre con cui vengono pagati i lavoratori annessi), ma l'Italia risparmierebbe molto di più se diminuisse gli stipendi a ministri e politici in generale piuttosto che agli sportivi! E quindi Calderoli dovrebbe criticare non solo il prtafogli altrui ma anche quello suo e dei suoi cari colleghi nullafacenti.
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Comitato 3e32. Una manifestazione passata sotto silenzio, una realtà che invece esiste.


L'Aquila 17 giugno 2010

DOPO CHE PER MESI A L'AQUILA I MEDIA HANNO ROVISTATO
NELLE NOSTRE CASE E NELLE NOSTRE VITE IN MANIERA
INVASIVA E IPOCRITA,
DOPO CHE TUTTE LE PARATE DEL GOVERNO SUL NOSTRO
TERRITORIO SONO RIMBALZATE SUGLI SCHERMI DI TUTTA
ITALIA,
DOPO CHE PER PIU' DI UN ANNO SI E' COSTRUITA UN'ENORME
BUGIA MEDIATICA FATTA DI SCENOGRAFIE E REPRESSIONI,
IERI, VOI SERVI DEL POTERE DEL COSIDDETTO SERVIZIO
PUBBLICO (OLTRE AI SERVI PRIVATI) SIETE RIUSCITI A NON
DIRE NULLA (A PARTE TG3 E LA7) DELLA PIU' GRANDE
MANIFESTAZIONE DELLA STORIA DELLA NOSTRA CITTA'.
PIU' DI 20.000 TRA CITTADINI, FORZE SOCIALI E
ISTITUZIONI, HANNO ATTRAVERSATO LA CITTA' E HANNO INVASO
L'AUTOSTRADA BLOCCANDOLA PER PIU' DI UN'ORA.
ERA NOTIZIA DI APERTURA E INVECE AVETE AVUTO IL CORAGGIO
DI NON PARLARNE PER NIENTE. DOPO AVER USATO LA NOSTRA
CITTA' COME SPOT, ORA CHE LE BUGIE VENGONO A GALLA NON
POTETE FARE ALTRO CHE NASCONDERLA.
MA NON DURERA', PREPARATEVI PERCHE' PRESTO CI VEDRETE A
ROMA, IN MASSA, A BLOCCARE LA CAPITALE E AD ASSEDIARE IL
PARLAMENTO E PALAZZO CHIGI PER PRETENDERE GIUSTIZIA,
EQUITA' E VERITA'.

Comitato 3e32

WWW.3e32.COM

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venerdì 25 giugno 2010

Non reati penali, ma minchiate

Il titolo del post è la definizione che ha dato il caro Dell'Utri riguardo al processo per Mafia che ha (giustamente!) subito. Ma vediamo cosa definisce "minchiate" , dando una sbirciatina ai procedimenti penali in cui è stato coinvolto.
  • concorso esterno in associazione mafiosa.
  • false fatture e frode fiscale per la gestione di Publitalia '80
  • tentata estorsione ai danni della Pallacanestro Trapani

Quindi secondo la parola usata dal buon Marcellino Pane e Vino:

  • Trattare con la criminalità organizzata, rea di minacce alla popolazione sicula, assassini e atti violenti in generale eseguiti in tutto il territorio italiota non è un reato penale ma una minchiata.
  • Abbindolare e fregare soldi al prossimo. Altra minchiata
  • Succhiare soldi altrui con minacce e violenza. Come sopra

Lascio a voi lettori le amare riflessioni


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mercoledì 23 giugno 2010

Un'occasione ghiotta per attaccare Bossi


Io odio il calcio. Odio il clima che genera il calcio e odio parlare di calcio. Se un articolo su Oknotizie ha la parola "calcio" o qualsiasi altra ad esso legata, vede inesorabilmente il mio No più assoluto. Però stavolta non posso tacere. È un'occasione troppo bella per sutare veleno (per una buona causa) sui leghisti e sul loro leader. Bossi parla. Inopportuno come al solito. E fa pure una figura di merda. Dice che tanto gli italiani la partita contro la Slovacchia la vincono perchè se la comprano. Scoppia il putiferio. Gli italiani possono tollerare salari dimezzati, ore di lavoro raddoppiate, libertà mandate affanculo, ma il calcio non si tocca. Ed è per questo che il Bossi fa dietrofront e chiede umilmente scusa facendo la figura del senzapalle, cosa che, a quanto pare non fa Salvini. Si, lo stramaledetto leghista che ha proposto gli autobus coi posti riservati ai milanesi. Dichiara che a Italia-Slovacchia tiferà per la seconda, il motivo è che la Slovacchia è frutto di una "tranquilla secessione" e quindi secondo lui merita più rispetto dell'Italia nazione che ha liberato la tanto amata Lombardia dagli austriaci. Ah, l'ingratitudine!

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domenica 20 giugno 2010

Quando la fede non è poi un così gran pregio

Vedendo piccoli episodi in Italia si riesce perfettamente a capire la serie di motivi che ci vincolano nel 2010 ad uno stato socio culturale arretrato e conservatore. Lo dimostra questo episodio avvenuto a Napoli dove il cardinale partenopeo Sepe è stato accolto con entusiasmo e affetto da parte di cittadini indottrinati e esaltati. Certo una dimostrazione di affetto non è nulla di scandaloso anzi a prima non dà sensazioni particolarmente negative. Ma se poi ci informiamo su Sepe e il motivo della dimostrazione di amore, bè le cose cambianoalquanto. Sepe infatti non è un uomo di Dio senza macchia. Lui è infatti indagato per corruzione e i napoletani lo accolgono festosi come gesto di solidarietà e supporto. E qui mi chiedo, vale più una gerarchia ecclesiastica rispetto ad un'accusa fatta dallo stato? È giusto dare fiducia ad una persona probabilmente rea di essersi venduta per denaro? Ai lettori interessati le amare considerazioni.
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sabato 19 giugno 2010

Con la Lega non si lega


Alla manifestazione contro la manovra finanziaria Bersani è come un orologio rotto. Ogni tanto segna l'ora esatta. Peccato che molto raramente. Tuttavia oggi è stata una di quelle rare volte, dato che ha detto una cosa giusta sulla Lega. I polentofagi infatti, secondo le parole di Bersy sono duri con gli inni ma mollaccioni con i miliardari. Il tutto si può parafrasare in una frase ben più sensata: i polentoni rompono tanto i coglioni con l'identità padana e si scandalizzano quando sentono l'inno di Mameli, ma quando si parla di miliardari che per il bene dello stato pagano una miseria in tasse e contributi allo stato in generale, mentre gli statali devono spaccarsi il culo per pochi spiccioli nel tentativo di arrivare a fine mese tacciono e ignorano la cosa, dando magari la colpa (anche senza alcun senso logico) a qualche immigrato di turno che ruba sadicamente il lavoro ai milanesi perbene ecc. Per quanto riguarda me anche a me l'inno di Mameli non piace (anzi da qualche anno a questa parte mi secca i coglioni), ma è comunque un inno mentre "Va pensiero" sarà anche un bellissimo pezzo di musica lirica, ma con l'Italia c'entra sicuramente meno di "Fratelli d'Italia"! Prima che qualcuno dica "Guarda che Verdi è italiano quindi con l'Italia c'entra eccome" gli ricorderei cortesemente che a cantare quel canto nel Nabucco di questo compositore sono gli ebrei sconfitti dai babilonesi, e certamente non dei milanesi!

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venerdì 18 giugno 2010

Morto il premio Nobel alla Letteratura del 1998 Josè Saramago

Penso che oltre al titolo ci sia ben poco da dire. Spero solamente che la TV italiana attuale, nonostante sia famosa per disprezzare qualsiasi cosa abbia un minimo spessore culturale, abbia dedicato qualche secondo alla morte di un personaggio significativo per la letteratura e la cultura europea se non addirittura per quella mondiale. Allego in questo link la biografia, presa, lo ammetto, da Wikipedia.
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giovedì 17 giugno 2010

U.D.C.: Unione dei Cocainomani


Anche ai cattolici piace volare con la polvere d'angelo. Lo dimostra l'ultimo scandalo dell'ex senatore UDC Cintola, in Sicilia, beccato come compratore (forse anche spacciatore) di cocaina. E fin qui già ci si incazza dato che l'accusa principale (poi archiviata) data all'Udcino era di peculato, ovvero il buon Cintola comprava la droga con i soldi pubblici, utilizzando inoltre come "corriere" il proprio autista (autoblumunito)! Cosa abbastanza irritante sapere che noi paghiamo lo Stato per dare lo "sballo" ai politici che ci rappresentano e, almeno in teoria, dovrebbero governarci e pensare al nostro benessere. Ma la cosa più incresciosa viene continuando a leggere l'articolo. Il fatto non è di adesso, ma risale al 2004 (e l'archiviazione delle accuse è del 2006), e questo vuol dire che l'UDC per ben SEI ANNI non ha ricevuto un giusto calo di popolarità e non ha saputo la verità! Spero che qualche cattolico legga per caso questo articolo e si reda conto che il suo partito non è tanto candido e buono come sembra dalle apparenze.

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